Contrappunti/ I bimbi (e genitori?) online

di Massimo Mantellini. Credo sia pacifico per tutti che un bambino di 12 anni non possa disporre liberamente di una connessione alla rete al di fuori della supervisione di un adulto. Ma a quanti capita?

Contrappunti/ I bimbi (e genitori?) onlineRoma - In questi giorni, in occasione del congresso nazionale della Società Italiana di Pediatria, alcuni giornali hanno riproposto i risultati della ricerca che tale associazione ha svolto nel corso del 2000 sul rapporto fra preadolescenti e media. Si tratta di uno studio nel quale, attraverso domande poste ad un campione di mille bambini di età compresa fra gli 11 e i 14 anni, si è cercato di comprendere meglio anche il loro rapporto con la rete Internet.

Apro un piccolo inciso prima di parlare dei risultati di questo studio: cosa c'entrano i pediatri? Intendo dire: per capire il mondo che cambia e le modalità di utilizzo della rete anche da parte dei più giovani sono utili i contributi di tutti, ma perchè proprio i pediatri oggi si dedicano alla statistica? Non vedo davvero troppa attinenza fra una materia complessa e multiforme come l'impatto sulla società delle nuove tecnologie e i campi di interesse dei dottori dei bambini. Così, ineluttabilmente, confesso di guardare questi numeri un po' come se si parlasse di energia nucleare al raduno dall'associazione apicultori.

In ogni caso lo studio - chiuso l'inciso - raccoglie le testimonianze di mille preadolescenti ai quali sono state poste, fra le altre, alcune domande sui tempi e le modalità di utilizzo della rete Internet. I numeri che ne escono, indicano, a mio modo di vedere, due realtà ormai più che consolidate.
La prima è che la diffusione e la conoscenza della rete Internet ha definitivamente varcato la soglia della normalità: più del 90% degli intervistati dice di aver sentito parlare di Internet. Si sa, i bambini spesso a quell'età bluffano e forse, insieme alle altre domande tecnologiche, sarebbe stato interessante chiedere loro se per esempio abbiano mai utilizzato oltre a Internet anche Ultranet o Infinet o se abbiano mai scaricato un pezzo dei Lunapop da Cipster, ma in ogni caso la penetrazione nelle case dei PC e l'utilizzo della rete sono ormai assai diffusi. Un bambino su tre ha così oggi in casa un PC: di questi circa la metà naviga in rete. La percentuale dei bimbi online sembra quindi essere di poco inferiore al 20%, in sostanziale accordo anche con i dati di una ricerca analoga presentata in questi giorni da Eurispes, secondo la quale circa il 15% dei bambini delle scuole elementari naviga e utilizza Internet.

La seconda questione, assai più spinosa, che emerge dallo studio dei pediatri italiani, è che esiste ancora un gravissimo ritardo nella comprensione delle corrette modalità di utilizzo di questo nuovo media. Nello stesso tempo si acuisce, in un paese assai poco digitale come il nostro, il divario fra le conoscenze acquisite dai più giovani e quelle di chi è diventato "grande" prima dell'esplosione di Internet.

Ora, siccome credo sia pacifico per tutti che un bambino di 12 anni non possa disporre liberamente di una connessione alla rete al di fuori della supervisione di un adulto, ed anche una volta scremati i numeri da una quota di inevitabile esagerazione che troviamo anche in ricerche analoghe svolte di recente in USA (gli adolescenti dichiarano regolarmente di essere molto più liberi di quanto in effetti non siano, gli adulti, se interpellati, esagerano sempre la loro capacità di controllo sulle attività dei figli) i dati del campione restano francamente impressionati. Non tanto per l'attitudine dei bambini a rendersi autonomi dal controllo genitoriale ma quanto per l'assoluta assenza dei grandi mentre i loro figli chattano, spediscono email o navigano nel web.

Secondo i quotidiani che si sono occupati della questione in questi giorni con i soliti titoloni ad effetto (per esempio Repubblica del 14 novembre: Bambini persi nelle chat a caccia di un amico di Maria Stella Conte o La Stampa del 13 novembre a firma Anna Masera) oltre il 70 % dei bambini navigherebbe in rete da solo e nelle ore serali. Sembra essere questo il dato più eclatante che esce dalla "Seconda indagine sul rapporto fra Preadolescenza e Media". Passatemi il condizionale: onestamente ho più di un dubbio che si tratti di un dato reale.

Potrei senza difficoltà credere ai pediatri italiani - non vedo ragione per non farlo - anche se la presentazione della ricerca è stata occasione per proporre un decalogo di comportamento pieno dei soliti luoghi comuni sull'evitare gli allarmismi, sul rischio pedofilia o sul tragico errore del PC nella stanza del piccino, ma fatico in ogni caso a credere a certi numeri (quel 70% di bambini abbandonati da soli in rete alla mercè di malintenzionati di ogni risma) se non altro perché le stesse persone che ce li comunicano oggi solo ieri ne raccontavano di completamente differenti.

Ai pignoli ed agli increduli consiglierei così anche la lettura dell'articolo uscito un anno fa su Repubblica, firmato sempre da Maria Stella Conte, a commento dello stesso studio di cui si riparla oggi in cui la percentuale dei pargoli da soli in rete scende vorticosamente dal 71% al 53%. A chi abbia ulteriori desideri di approfondimento passo il link ad un intervento disponibile online di Maurizio Tucci, responsabile comunicazione della Società Italiana di Pediatria, che conferma come dalla ricerca dei pediatri italiani siano usciti numeri assai diversi da quelli pubblicati oggi.

Siamo per l'ennesima volta di fronte all'irrefrenabile desiderio di esagerazione in barba ad ogni deontologia? O si tratta di un refuso o del solito apparentemente minimo delitto di superficialità?

E' difficile dirlo: certamente Repubblica, La Stampa e perfino i Pediatri italiani non appaiono oggi fonti troppo affidabili in materie così serie. Nello stesso tempo che un bambino su due (o magari anche un po' meno) navighi in rete a quell'età senza essere sottoposto ad alcun controllo da parte degli adulti resta un dato importante su cui riflettere tutti, partendo magari da una premessa allo stesso tempo provocatoria e centrale.

Esiste una diffusa richiesta di controllo dei contenuti della rete; ogni 5 minuti si invoca da più parti la necessità di proteggere i più piccoli (ma molti vorrebbero proteggere anche i grandi) dalle insidie di Internet. Intere categorie di "incolti digitali" sfruttano ogni occasione per dar di megafono alle solite quattro bugie sulla Internet dei pedofili. Urlano, e così facendo sfuggono il problema vero.

Il concetto di responsabilità individuale nella educazione degli adolescenti sembra così dover essere buono per gli insegnanti, buono per la società in generale che deve proteggerli da insidie di ogni genere, prima fra tutte quella della pedofilia in rete, magari buono anche per i pediatri che si devono attrezzare per capire i piccoli trasformandosi in psicologi o esperti di nuove tecnologie ma NON per i genitori i quali, all'interno delle mura domestiche, in nome di una loro inadeguatezza tecnologica, abdicano con impressionante frequenza alla loro funzione educativa.

Tranne poi lamentare ai quattro venti (fino a ieri) la demenzialità della TV alla quale comunque i loro piccoli stanno attaccati molte ore al giorno o (da oggi) la pericolosità della rete Internet.

Massimo Mantellini
29 Commenti alla Notizia Contrappunti/ I bimbi (e genitori?) online
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  • Salute a tutti!

    Volevo esporre anche la mia esperienza: io più o meno navigo da quasi 10 anni (avevo 14-15 anni), ovviamente "navigavo" piu' in BBS che in Internet.

    Non capisco perche' la gente faccia tanto casino per il fatto che i bambini navighino in Internet; sembra quasi una mossa di depistaggio per evitare di farsi beccare in castagna come genitori non in grado di educare i figli, no e' colpa di Internet!

    Mah, da quando acquistai il mio primo modem il mondo si e' letteralmente aperto, ho potuto curare molti piu' interessi e potevo raccogliere piu' informazioni di quando potessi fare prima, e soprattutto ho capito molte cose che prima non potevo capire per mancanza di input.

    Sono anche successe cose brutte, siti, testi e immagini molto "pesanti", ma e' stata l'educazione che mi hanno impartito i miei genitori a permettermi di assorbire i colpi e andare avanti con tranquillità e intelligenza (e ho sempre usato il computer da solo, mi son dovuto sempre arrangiare....).

    Quello che voglio dire e' che filtri, censure o navigazioni accompagnate non servono a nulla (forse le ultime un po', ma bisogna lasciare la liberta' di movimento, e di imparare dai propri errori), quello che serve e' una solida educazione che renda il bambino forte, in grado di affrontare (da solo) le situazioni che gli si presenteranno nel futuro, e poi lasciarlo andare a esplorare il mondo (e da lontano tenerlo un po' d'occhio), se ha bisogno, se avra' dei dubbi verra' a cercare i suoi genitori, e allora si che bisogna essere presenti e aiutarlo nella sua difficolta'.

    Insomma, questi figli non sono dei deficenti! Diamogli qualche possibilita'.

    non+autenticato
  • Allora... Ok, forse un accesso indiscriminato a tutto non va bene,
    pero' mi sembra stupido dire che internet non va e poi si mettono
    i bimbi davanti alla tv.

    Considerando lo squallido livello medio delle trasmissioni in tv....
    non+autenticato
  • se un pediatra non è indicato a tuo avviso a compiere analisi sul rapporto bimbo/net, potresti indicare la tua qualifica e dirci se per esempio tu sei piu' indicato?
    ti do' del tu perche' dopo aver letto un articolo come il tuo, dare del lei mi sembrerebbe sprecare il bon-ton.
    se da una parte demonizzano internet, tu dall'altra esorcizzi la cosa, senza renderti conto che di fatto, il problema contenuti esiste, ma molto spesso i contenuti vengono curati solo per acquisire nuovi customers.

    (e io non sono pediatra, ovvero non è un post campanilistico)
    non+autenticato

  • Il modo migliore per evitare che il proprio figlio si connetta a Internet e visiti certi siti e' quella di non tenere memorizzata la password di accesso...senza password non ci si collega e non si naviga in nessun sito...
    Inoltre quanti di voi esperti navigatori, dopo aver visitato siti dal contenuto non adatto ai propri figli ( di qualunque genere siano.... ) si ricorda di cancellare Cronologia e file temporanei??
    Pochi!! MOOOOOLTO pochi!!!!
    Inoltre anziche' lasciare i propri figli soli sol
    etti, non gli dedicate un po' di tempo in piu'...anche per insegnargli a usare Internet in modo corretto?
    La verita' e' che prima di poter insegnare qualcosa al proprio figlio bisogna conoscerla!

    A proposito, io non sono ne uno psicologo ne uno studioso dei problemi dell' infanzia, sono solo un ragazzo di 26 anni, che ascoltando il telegiornale inorridisce quando sente certe notizie, e che quando e' a lavoro scopre giorno dopo giorno come moltissime persone non sappiano neanche cos'e' un computer e cosa sia internet...La "usano" perche' ormai se non sei in internet sei arretrato....Quante tra queste persone si permettono di fare i moralisti e i legislatori? Tantissimi!
    E' la solita ipocrisia all' italiana... Non conoscere una cosa, non fare alcuno sforzo per conoscerla, ma criticarla pesantemente e innalzarsi a educatori e moralisti...
    Siete solo degli ipocriti qualunquisti!!!
    Grazie per lo spazio dedicatomi!!!
    non+autenticato
  • > E' la solita ipocrisia all' italiana... Non
    > conoscere una cosa, non fare alcuno sforzo
    > per conoscerla, ma criticarla pesantemente e
    > innalzarsi a educatori e moralisti...
    > Siete solo degli ipocriti qualunquisti!!!
    > Grazie per lo spazio dedicatomi!!!

    ...ma con chi ce l'hai???
    Ho seguito il ragionamento del tuo post fino quasi alla fine, e concordo sul fatto che molti giudicano senza conoscere, ma... queste ultime righe mi hanno lasciato un po' sbalordito.
    ce l'hai con l'autore dell'articolo??? con i pediatri???
    con chi??
    non+autenticato
  • Dedicato a coloro i quali ritengono che siano fascisti i pediatri e dei despota i genitori che hanno a cuore i propri figli.

    Dedicato a tutti quei genitori (nel senso chimico del termine) assenti per comodità o convenienza dalla vita dei propri figli.

    Porto ad esempio la mia esperienza.

    Io di anni ne ho 31, ho passione per l'informatica da quando ne avevo 13 e bazzico per il WEB dal '94 circa...

    Fin da quando avevo 12 o 13 anni, grazie ad un padre presente, intelligente e non bacchettone (e/o bigotto), ho avuto modo di scoprire la pornografia e la sessualità in modo spontaneo.

    Mio Papà ha sempre lasciato nel proprio comodino, nascoste ma non troppo e comunque liberamente accessibili, alcune riviste per adulti (da Playboy a Le Ore) accuratamente selezionate ed un ottimo, semplice ed esplicito testo di sessuologia.

    Senza che io potessi rendermene conto ho avuto accesso in modo 'filtrato' ad informazioni cui ogni adolescente in modo più o meno celato ambisce ed accede.
    E' normale ed anche bello poter soddisfare la propria curiosità in modo autonomo e senza esser nemmeno privati di quel senso di colpa come se si stesse facendo qualcosa di molto sporco (tabu) e vietatissimo.
    E' stato altrettanto bello, grazie al libro, poter capire in modo corretto alcuni aspetti e meccanismi della vita sessuale senza dover forzatamente passare per quello scambio di idee fantasiose bizzarre e a volte decisamente improbabili fornite da impreparati coetanei.

    Il tutto inconsapevolmente sotto la supervisione dei miei genitori... i quali peraltro non hanno avuto mai problemi a rendersi disponibili al dialogo.

    In tal senso comunque c'è poco da fare, non tutti sono stati, sono o saranno fortunati come me... forse bisognerebbe educare certi genitori prima di far polemica sull'opportunità di certi contenuti Internet.

    Oggi, adulto, assiduo frequentatore del WEB (per passione e per lavoro), nonché padre a mia volta, avrei qualche remora ad attuare con mio figlio una tecnica analoga a quella di mio padre sfruttando Internet come Media.
    Lo farei. Probabilmente stando presente durante tutta la connessione, ma ciò modificherebbe e limiterebbe senza dubbio la percezione del senso di libertà di mio figlio nell'acquisizione di determinati concetti.

    Troppo spesso io ho avuto modo di visitare siti i cui contenuti (liberi, troppo liberi) hanno turbato me e turberebbero la stragrande maggioranza degli adulti. Troppo spesso ciò è avvenuto in modo indesiderato o in momenti nei quali io non ero disposto a ricevere determinati messaggi.

    Ho visitato siti porno, si è trattato di una libera scelta e ritengo che non ci sia stato nulla di male. Al contempo mi infastidisce vedere un banner porno, una popup, una e-mail con contenuti indesiderati durante la visita ad un sito di videogame od una ricerca di altri conteuti su vari motori.

    Vi assicuro che non è stato piacevole ricevere via e-mail un link a pagine con immagini di cadaveri e bimbi deformi... proprio mentre mia moglie era in attesa del nostro primo figlio!

    Non è stato piacevole rendemi conto, quando ormai avevo già visitato decine di pagine, che i contenuti di quel sito mi stavano danneggiando.
    E' stata una sensazione dolorosa... constatare che pur provando ribrezzo continuavo a cliccare, cliccare e cliccare... quasi per vedere fino a che punto erano stati in grado di arrivare i creatori di quell'orribile sito (e come quello tanti altri).

    Cliccavo e cliccavo... facendo il loro gioco.

    Naturalmente non menziono volutamente il sito per non fare inutile pubblicità... tanto chi lo conosce sa di cosa parlo e chi non lo conose non lo verrà certo a sapere da me.

    Mi chiedo in quale modo simili materiali, in grado di urtare degli adulti, possano intervenire sulla psiche dei bambini.

    Il discorso sarebbe ampio, da estendere anche a numerosi giornali, e format televisivi discutibili e probabilmente inesauribile fonte di polemiche tra bacchettoni, moderati e perfetti idioti (i primi commenti la dicono lunga... ed i prossimi chiuderanno il conto Sorride vero pecoroni?)

    Alessandro
    non+autenticato


  • - Scritto da: Alessandro BG
    > Dedicato a coloro i quali ritengono che
    > siano fascisti i pediatri e dei despota i
    > genitori che hanno a cuore i propri figli.
    >
    > Dedicato a tutti quei genitori (nel senso
    > chimico del termine) assenti per comodità o
    > convenienza dalla vita dei propri figli.
    > ...

    Piu' o meno siamo sulla stessa fascia di eta'.
    Piu' o meno concordo con te su tutto ma vorrei fare un distinguo tra chi ha bisogno del Pediatra e gli adolescenti.
    Sinceramente posso capire che qualche adolescente sia pronto a dare del "fascista" a chi cerca di vietagli qualcosa. La maggior parte degli adolescenti e' pronta ad arrabbiarsi se gli viene vietato qualcosa e non capisce le motivazioni. Anche per questo se qualcosa e' "vietato" e' abbastanza certo che l'adolescente cerchera' di farlo. L'uso del termine "fascista" dipende dal fatto che e' di moda, a 14 anni io avrei detto "dittatore" e cosi' via...
    A questo aggiungo che l'articolo parlava sopratutto di "Pediatri" e di minori di 12 anni, quindi NON adolescenti.
    Il passaggio da "bambino" ad adolescente" personalmente lo ritengo essenziale.
    Entrambi hanno bisogno dei genitori per crescere. Ma mentre i bambini ne hanno bisogno per essere "protetti" gli adolescenti ne hanno bisogno per "imparare a proteggersi". Sono due cose ben diverse tra loro ma *entrambe* richiedono un genitore che e' sempre presente e non si limita a lasciare il pargolo davanti alla TV/al PC/alla Console/in strada/...
    Ma essere presenti non significa vietare. A volte si, ma vietare a priori e' sbagliatissimo. Significa seguire, aiutare a crescere. Se un bambino resta "turbato" da quello che vede in internet un genitore presente lo puo' tranquillizzare.
    Se un adolescente distribuisce il numero di telefono a chiunque parli con lui per piu' di 10 minuti ha bisogno di spiegazioni su quello che rischia, (IMHO ha bisogno anche di amici, e di genitori che si chiedano perche' non ne ha!)
    e cosi' via.

    In definitiva, bambini e adolescenti hanno talvolta bisogno di divieti, ma hanno sopratutto bisogno di spiegazioni.
    non+autenticato

  • > Piu' o meno siamo sulla stessa fascia di
    > eta'.
    > Piu' o meno concordo con te su tutto ma
    > vorrei fare un distinguo tra chi ha bisogno
    > del Pediatra e gli adolescenti.

    Personalmente non ho riflettuto su questo aspetto... anche in ragione del fatto che a mio avviso non è più possibile fare un distinzione (se non anagrafica) tra pubertà (termine forse più adatto all'età cui ci si riferisce) ed infanzia.

    Ho esempi tra parenti e conoscenti di bambini che sul piano delle conoscenze e degli interessi sono moolto attivi e maturi (lo stesso ovviamente non posso dire per quanto concerne la capacità di decidere autonomamente e di distinguere tra bene e male). D'altro canto nel mio piccolo posso dirti che ho spesso sotto agli occhi adolesenti -ed includo ragazzi fino ai 18 anni- che al pari dei bambini non sono in grado di capire cosa sia bene e cosa sia male, privi di interessi a meno che non siano cose del 'branco'... Troppo cresciuti per sentire di dover dimostrare, in modo sbagliato, chi sono... e non abbastanza per camminare con le proprie gambe senza farsi del male.

    > Sinceramente posso capire che qualche
    > adolescente sia pronto a dare del "fascista"
    > a chi cerca di vietagli qualcosa. La maggior
    > parte degli adolescenti e' pronta ad
    > arrabbiarsi se gli viene vietato qualcosa e
    > non capisce le motivazioni. Anche per questo
    > se qualcosa e' "vietato" e' abbastanza certo
    > che l'adolescente cerchera' di farlo. L'uso
    > del termine "fascista" dipende dal fatto che
    > e' di moda, a 14 anni io avrei detto
    > "dittatore" e cosi' via...

    Sorride Beh, io a quattordici anni avevo ben altro per la testa che le questioni politiche (o posizioni politiche poco giustificabili). Non penso di essere una mosca bianca... ma avevo parecchi interessi al punto tale da non avere mai il tempo di riuscire a soddisfarli tutti.

    > A questo aggiungo che l'articolo parlava
    > sopratutto di "Pediatri" e di minori di 12
    > anni, quindi NON adolescenti.

    Come sopra... quanti adolescenti di oggi avrebbero bisogno (oltre che di genitori capaci... o almeno con un pizzico di buon senso) di un pediatra 'psicologo'?

    > Il passaggio da "bambino" ad adolescente"
    > personalmente lo ritengo essenziale.

    A condizione che ci sia e sia tangibile...

    > Entrambi hanno bisogno dei genitori per
    > crescere. Ma mentre i bambini ne hanno
    > bisogno per essere "protetti" gli
    > adolescenti ne hanno bisogno per "imparare a
    > proteggersi". Sono due cose ben diverse tra
    > loro ma *entrambe* richiedono un genitore
    > che e' sempre presente e non si limita a
    > lasciare il pargolo davanti alla TV/al
    > PC/alla Console/in strada/...

    Pienamente in accordo...

    > Ma essere presenti non significa vietare. A
    > volte si, ma vietare a priori e'
    > sbagliatissimo. Significa seguire, aiutare a
    > crescere.

    Personalmente ad ogni diniego ho sempre (spesso) ricevuto delle spiegazioni (che magari non ero in grado di capire)...

    > Se un bambino resta "turbato" da
    > quello che vede in internet un genitore
    > presente lo puo' tranquillizzare.

    Purtroppo questo non è sempre vero... bambini nemmeno troppo sensibili possono portare con se paure, blocchi od interrogativi per anni.

    E' come guardare un film con scene violente in compagnia dei propri figli e cercare di spiegar loro che è tutta finzione...

    Peccato che la finzione di oggi sia spesso più blanda della realtà... e che i bambini di oggi siano mooooolto meno abbindolabili rispetto a noi 20 anni fa...

    > Se un adolescente distribuisce il numero di
    > telefono a chiunque parli con lui per piu'
    > di 10 minuti ha bisogno di spiegazioni su
    > quello che rischia, (IMHO ha bisogno anche
    > di amici, e di genitori che si chiedano
    > perche' non ne ha!)
    > e cosi' via.
    >
    > In definitiva, bambini e adolescenti hanno
    > talvolta bisogno di divieti, ma hanno
    > sopratutto bisogno di spiegazioni.

    Devo andare... riprenderò più tardi.

    Ciao.

    Alessandro
    non+autenticato


  • - Scritto da: Alessandro BG
    >
    > > Piu' o meno siamo sulla stessa fascia di
    > > eta'.
    > > Piu' o meno concordo con te su tutto ma
    > > vorrei fare un distinguo tra chi ha
    > bisogno
    > > del Pediatra e gli adolescenti.

    credo che piu' o meno si possa collocare tra gli 11 e i 13 anni, almeno cosi' per la mia/nostra generazione.
    che casualmente coincide con le scuole medie (per lo stato), la fine di un catechismo "divertente" come quello della prima comunione per quello piu' "serio" della cresima (per la religione), il momento in cui da lupetti si diventa esploratori (per gli scout) giusto per fare qualche esempio.
    Siamo daccordo che non esiste un giorno specifico in cui si termina l'infanzia, i fattori sono numerosi a partire dal sesso, le condizioni di vita, l'ambiente etc.
    Pero' e' un momento importantissimo, e un genitore _DEVE_ sapere che figlio ha e come ragiona, a prescindere dalla comprensione (o meno) dei meccanismi di internet.

    > Personalmente non ho riflettuto su questo
    > aspetto... anche in ragione del fatto che a
    > mio avviso non è più possibile fare un
    > distinzione (se non anagrafica) tra pubertà
    > (termine forse più adatto all'età cui ci si
    > riferisce) ed infanzia.

    Come ti ho detto, personalmente lo ritengo un momento fondamentale...

    > Ho esempi tra parenti e conoscenti di
    > bambini che sul piano delle conoscenze e
    > degli interessi sono moolto attivi e maturi
    > (lo stesso ovviamente non posso dire per
    > quanto concerne la capacità di decidere
    > autonomamente e di distinguere tra bene e
    > male). D'altro canto nel mio piccolo posso
    > dirti che ho spesso sotto agli occhi
    > adolesenti -ed includo ragazzi fino ai 18
    > anni- che al pari dei bambini non sono in
    > grado di capire cosa sia bene e cosa sia
    > male, privi di interessi a meno che non
    > siano cose del 'branco'... Troppo cresciuti
    > per sentire di dover dimostrare, in modo
    > sbagliato, chi sono... e non abbastanza per
    > camminare con le proprie gambe senza farsi
    > del male.

    Beh, se per questo (purtroppo) li trovi anche ben piu' grandi di 18 anniTriste
    Purtroppo non sono uno psicologo per poter dire se i bambini sono svegli perche' educati bene oppure i diciottenni sono cosi' perche' educati male (e non mi sento neanche di dire cosa e' bene o cosa e' male), semplicemente sono anni che puntualmente vedo puntare il dito contro questo o quello quando IMHO la prima colpa e' dei genitori che una volta al mese si accorgono di quello che fanno i figli.
    Quando avevo 13 anni sotto inchiesta c'erano gli emergenti robottoni giapponesi. Beh, conosco quasi tutte le serie a memoria eppure quell'overdose di "violenza" che ho avuto da adolescente non mi ha certo preparato lo stomaco a quello che avrei visto da grande!!!

    > > Sinceramente posso capire che qualche
    > > adolescente sia pronto a dare del
    > "fascista"
    > > a chi cerca di vietagli qualcosa. La
    > maggior
    > > parte degli adolescenti e' pronta ad
    > > arrabbiarsi se gli viene vietato qualcosa
    > e
    > > non capisce le motivazioni. Anche per
    > questo
    > > se qualcosa e' "vietato" e' abbastanza
    > certo
    > > che l'adolescente cerchera' di farlo.
    > L'uso
    > > del termine "fascista" dipende dal fatto
    > che
    > > e' di moda, a 14 anni io avrei detto
    > > "dittatore" e cosi' via...
    >
    > Sorride Beh, io a quattordici anni avevo ben
    > altro per la testa che le questioni
    > politiche (o posizioni politiche poco
    > giustificabili). Non penso di essere una
    > mosca bianca... ma avevo parecchi interessi
    > al punto tale da non avere mai il tempo di
    > riuscire a soddisfarli tutti.

    Non penso che il termine sia stato usato con motivazioni politiche. Solo e' un termine che ultimamente e' stato usato (da TV, giornali, radio...) per indicare qualcuno che vuole ingiustamente sopraffare la volonta' di qualcun'altro... ed ecco che ritorna di moda

    > > A questo aggiungo che l'articolo parlava
    > > sopratutto di "Pediatri" e di minori di 12
    > > anni, quindi NON adolescenti.
    > Come sopra... quanti adolescenti di oggi
    > avrebbero bisogno (oltre che di genitori
    > capaci... o almeno con un pizzico di buon
    > senso) di un pediatra 'psicologo'?

    ok per lo psicologo. ma necessariamente continuo a fare dei distinguo, stiamo parlando di una fascia di eta dove si e' "troppo grandi per essere trattati come bambini" e "troppo piccoli per fare le cose dei grandi", il fatto poi che non si possa stabilire in momento tangibile in cui questo avviene non fa che complicare le cose

    > > Il passaggio da "bambino" ad adolescente"
    > > personalmente lo ritengo essenziale.
    >
    > A condizione che ci sia e sia tangibile...

    Penso che ci sia, ma non e' un qualcosa che succede da un giorno all'altro, arriva nei mesi, forse anni ma arriva...

    > > Entrambi hanno bisogno dei genitori per
    > > crescere. Ma mentre i bambini ne hanno
    > > bisogno per essere "protetti" gli
    > > adolescenti ne hanno bisogno per
    > "imparare a
    > > proteggersi". Sono due cose ben diverse
    > tra
    > > loro ma *entrambe* richiedono un genitore
    > > che e' sempre presente e non si limita a
    > > lasciare il pargolo davanti alla TV/al
    > > PC/alla Console/in strada/...
    >
    > Pienamente in accordo...
    >
    > > Ma essere presenti non significa vietare.
    > A
    > > volte si, ma vietare a priori e'
    > > sbagliatissimo. Significa seguire,
    > aiutare a
    > > crescere.
    >
    > Personalmente ad ogni diniego ho sempre
    > (spesso) ricevuto delle spiegazioni (che
    > magari non ero in grado di capire)...

    Beh ma nel post precedente hai detto di essere stato contento di come sei stato educatoOcchiolino

    > > Se un bambino resta "turbato" da
    > > quello che vede in internet un genitore
    > > presente lo puo' tranquillizzare.
    >
    > Purtroppo questo non è sempre vero...
    > bambini nemmeno troppo sensibili possono
    > portare con se paure, blocchi od
    > interrogativi per anni.

    Ok, la soluzione perfetta non credo che esista, ma la maggior parte credo che ne possa trarre giovamento. Penso che un genitore attento possa riuscire a vedere anche le paure e i blocchi... e a cercare di aiutare il figlio.
    Poi ricordiamo che non stiamo parlando di PC, se c'e' un problema non basta fare ctrl-alt-canc, se qualcosa si rompe nella testa del pargolo non ci sono pezzi da cambiare, bisogna fare molta attenzione

    > E' come guardare un film con scene violente
    > in compagnia dei propri figli e cercare di
    > spiegar loro che è tutta finzione...
    >
    > Peccato che la finzione di oggi sia spesso
    > più blanda della realtà... e che i bambini
    > di oggi siano mooooolto meno abbindolabili
    > rispetto a noi 20 anni fa...

    E' un duro mestiere quello del genitore. Ma questa non deve essere una scusa per delegare qualcun'altro (psiocologi di fama o da strapazzo) di compiti che devono essere svolti dalla madre e dal padre.

    > > Se un adolescente distribuisce il numer
    non+autenticato
  • > credo che piu' o meno si possa collocare tra
    > gli 11 e i 13 anni, almeno cosi' per la
    > mia/nostra generazione.
    > che casualmente coincide con le scuole medie
    > (per lo stato), la fine di un catechismo
    > "divertente" come quello della prima
    > comunione per quello piu' "serio" della
    > cresima (per la religione), il momento in
    > cui da lupetti si diventa esploratori (per
    > gli scout) giusto per fare qualche esempio.

    Mmmm... bei tempi gli scout... credo di non essermi mai divertito tanto come in quel periodo. Poi ho avuto una specie di 'crisi di rigetto'... dici che stavo crescendo??? Occhiolino))
    Di fatto in molti non conoscono e non danno il giusto valore a simili opportunità di vita, di crescita e confronto in una comunità scout.
    Escludendo per un attimo quelle famiglie che possono giustificarsi con le scarse disponibilità economiche, altre non pensano al modello scout o ritengono troppo scomodo dover accompagnare i figli ai ritrovi settimanali oppure alla partenza per le uscite... senza mettere sul piatto della bilancia le nuove opportunità di dialogo con i figli e/o egoisticamente di rivivere qualche ora da fidanzatini senza i figli.

    > Siamo daccordo che non esiste un giorno
    > specifico in cui si termina l'infanzia, i
    > fattori sono numerosi a partire dal sesso,
    > le condizioni di vita, l'ambiente etc.
    > Pero' e' un momento importantissimo, e un
    > genitore _DEVE_ sapere che figlio ha e come
    > ragiona, a prescindere dalla comprensione (o
    > meno) dei meccanismi di internet.

    Senza dubbio il genitore deve essere presente. In fondo l'articolo chiamava in causa proprio la categoria...
    Io mi sono sicuramente espresso male ed ho focalizzato l'attenzione sul media (parlando delle mie esperienze e sensazioni) e dando per scontato di far di tutto per essere un buon genitore. Non è detto che poi io nel tempo possa non dimostrarmi tale e non essere all'altezza della situazione. Il presupposto era comunque quello di un genitore che intende essere presente nella vita dei propri figli e si trova ad affrontare una situazione del tutto nuova.
    E' indubbio che si debba fare del proprio meglio, ma è altresì evidente che in questi anni il bombardamento da cattivo esempio è cresciuto in modo esponenziale. Presumo (mio figlio è ancora piccolo) che non saranno pochi i crucci che io e mia moglie ci troveremo ad affrontare.
    Sicuramente è un eccesso anche l'atteggiamento opposto di iperprotezione... ma istintivamente (almeno in noi) è quello che prevale.

    .
    .
    .

    > Beh, se per questo (purtroppo) li trovi
    > anche ben piu' grandi di 18 anniTriste
    > Purtroppo non sono uno psicologo per poter
    > dire se i bambini sono svegli perche'
    > educati bene oppure i diciottenni sono cosi'
    > perche' educati male (e non mi sento neanche
    > di dire cosa e' bene o cosa e' male),

    Beh, si trattava di un'evidente generalizzazione. So benissimo che di ragazzi in gamba e con buoni valori ce ne sono tanti... purtroppo è più facile vedere ciò che di brutto ci circonda... è normale fare dei paragoni ed umano dire: "non vorrei che mio figlio fosse così, non vorrei che mio figio fosse cosà"

    > semplicemente sono anni che puntualmente
    > vedo puntare il dito contro questo o quello
    > quando IMHO la prima colpa e' dei genitori
    > che una volta al mese si accorgono di quello
    > che fanno i figli.

    Come posso darti torto... Ci si barrica dietro a motivazioni che non reggono un gran ché... il lavoro, lo stress, la carriera... tutto il resto slitta in secondo piano; volenti o nolenti è questo che accade.
    O si ha il coraggio (e la possibilità... perchè spesso questo è un lusso) di dare una svolta radicale alla propria vita, o ci si limita ad essere l'ennesima rotellina di un ingranaggio molto più complesso che coinvolge l'intero modello della nostra società.
    Di fatto è una questione di priorità. Personalmente ho scelto la famiglia sapendo benissimo di chiudermi ogni possibilità di sbocco professionale... in principio è stato un boccone amaro. Ora non tornerei più indietro, ho cambiato ritmi di vita e modo di pensare. Sicuramente non vedo il beneficio economico o professionale (inteso quale realizzazione) come primario.

    > Quando avevo 13 anni sotto inchiesta c'erano
    > gli emergenti robottoni giapponesi. Beh,
    > conosco quasi tutte le serie a memoria
    > eppure quell'overdose di "violenza" che ho
    > avuto da adolescente non mi ha certo
    > preparato lo stomaco a quello che avrei
    > visto da grande!!!

    Ah! Io non amavo molto le serie dei robottoni... ma qui è solo questione di gusti. In merito a questo mi preoccupa più tutta la massa di messaggi publicitari che ficcano tra un cartone e l'altro... quello si che è un vero lavaggio del cervello!!!

    .
    .
    .

    > Non penso che il termine sia stato usato con
    > motivazioni politiche. Solo e' un termine
    > che ultimamente e' stato usato (da TV,
    > giornali, radio...) per indicare qualcuno
    > che vuole ingiustamente sopraffare la
    > volonta' di qualcun'altro... ed ecco che
    > ritorna di moda

    Mmmm... Gradasso, Prepotente, Presuntuoso, Antidemocratico. Direi che sono sinonimi altrettanto validi per esprimere il medesimo concetto in termini apolitici. Si sa... nei forum molti cercano il flame Sorride))

    >
    > > > A questo aggiungo che l'articolo
    > parlava
    > > > sopratutto di "Pediatri" e di minori
    > di 12
    > > > anni, quindi NON adolescenti.
    > > Come sopra... quanti adolescenti di oggi
    > > avrebbero bisogno (oltre che di genitori
    > > capaci... o almeno con un pizzico di buon
    > > senso) di un pediatra 'psicologo'?
    >
    > ok per lo psicologo. ma necessariamente
    > continuo a fare dei distinguo, stiamo
    > parlando di una fascia di eta dove si e'
    > "troppo grandi per essere trattati come
    > bambini" e "troppo piccoli per fare le cose
    > dei grandi", il fatto poi che non si possa
    > stabilire in momento tangibile in cui questo
    > avviene non fa che complicare le cose
    >
    > > > Il passaggio da "bambino" ad
    > adolescente"
    > > > personalmente lo ritengo essenziale.
    > >
    > > A condizione che ci sia e sia tangibile...
    >
    > Penso che ci sia, ma non e' un qualcosa che
    > succede da un giorno all'altro, arriva nei
    > mesi, forse anni ma arriva...

    Ooops... mi sono perso nel groviglio, ma ho la sensazione che stiamo dicendo più o meno la stessa cosa...

    .
    .
    .

    > > Personalmente ad ogni diniego ho sempre
    > > (spesso) ricevuto delle spiegazioni (che
    > > magari non ero in grado di capire)...
    >
    > Beh ma nel post precedente hai detto di
    > essere stato contento di come sei stato
    > educatoOcchiolino

    Confermo. Diciamo che a consuntivo non posso imputare ai miei alcuna mancanza... come si dice?... 'Nessuno nasce imparato'.
    Di fatto con questo non voluto dire di aver avuto un rapporto con i miei (e le loro decisioni) tutto rose e fiori. Abbiamo avuto numerosi contrasti per motivi importanti e a volte futili... credo abbiano adottato la t
    non+autenticato
  • infatti anch'io (pur amando la condivisione e la diffusione della conoscenza nel modo piu' assoluto), non posso fare altro che ammettere come alcuni siti siano veramente scabrosi.
    non sto parlando solo di r....n, quello che voglio dire è che alcune immagini o testi che lessi fecero venire li voltastomaco anche a me, e non sono certo quello che si dice una persona schizzinosa o bigotta.
    vi ricordate di quel polizziotto che si dimise dalla squadra antipedofilia perchè non reggeva piu' la visione del materiale probatorio?
    figuriamoci ad un bambino di 12 anni.
    non+autenticato
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