Attacco DDoS contro The Register

La celebre e-zine presa di mira da sconosciuti che con un esercito di zombie hanno tentato di metterla a tacere. Ma l'attacco, dopo quasi un giorno, sembra ora esaurito

Londra - Ignoti hanno colpito ancora una volta una preziosa fonte di informazione in rete sfruttando un attacco del tipo denial-of-service distribuito (DDoS), un genere di aggressione che lascia poche scelte alle sue vittime. Il target dell'attacco è stato The Register, apprezzata e-zine tecnologica.

In una sconsolata nota postata a metà giornata su un sito ridotto per cercare di limitare la banda necessaria a servire tutte le proprie pagine, la redazione di The Register ha avvertito dell'attacco spiegando che il proprio provider stava facendo tutto ciò che era possibile per tentare di "mitigarne gli effetti".

Come noto gli attacchi distribuiti di questo genere vengono perlopiù realizzati attivando da remoto computer di cui si è preventivamente preso il controllo mediante cavalli di troia: questi computer, detti zombie, possono essere "attivati" in qualsiasi momento e spinti ad inviare enormi quantità di richieste ai server-vittima, fino a renderli inaccessibili e saturare la banda disponibile.
Nel caso di The Register le cose, mentre scriviamo, sembrano essere andate gradatamente migliorando, segno probabile che le misure attivate hanno avuto un qualche effetto e che, ancora più probabilmente, la portata dell'attacco è andata ridimensionandosi. Mentre scriviamo, infatti, la redazione ha riattivato il sito nella consueta modalità.

In una nota, l'e-zine ha spiegato: "Ora abbiamo di nuovo il sito in funzione come dio comanda. Incrociamo le dita che questo significhi la fine del problema, sebbene sappiamo che l'attacco può tornare ad investirci in qualsiasi momento".

Il problema rappresentato dagli attacchi DDoS per la fruizione dei servizi internet e la libertà di stampa e di parola si fa stringente. Dopo il crollo di Telstra e le armate di zombie federali l'attenzione è al massimo livello. Anche in Italia la questione è tutt'altro che sconosciuta: a causa di attacchi DDoS sono stati messi in ginocchio servizi IRC e fornitori di hosting (e dunque moltissimi siti internet).
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