Insegnar l'antispam agli spammer

di Andrea Buti - Chi proprio non vuole trattenersi dal rispondere agli spammer e non si accontenta dei filtri antispam può inserire in firma qualche riferimento legislativo. Per quegli spammer che non sanno di esserlo

Roma - Spam a destra e a sinistra; di sotto e pure di sopra. Se metto l'antispam - e come se non bastasse tutto il resto dei marchingegni di sicurezza in senso lato - bisogna pure guardare se nella lista nera c'è finito qualcosa di buono; "accidenti....ha detto che mi mandava quella mail, ma non arriva mai. Perchè?"?

Comunque, il fatto è che esiste lo spammer consapevole (quello che lo fa con dolo, premeditazione, per mestiere, insomma) e quello +/- inconsapevole che, magari, si interroga pure sulla legittimità del suo operato e si risponde: "Ho mandato solo una mail, col mio nome, i dati dell'azienda, indicando la possibilità di essere cancellati dalla lista. Insomma, sono a posto."
Sicuro?

Io, infatti, la (legge la) vedo così:
Art. 9 d. lgs. 70/2003:
"1. Fatti salvi gli obblighi previsti dal decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 185, e dal decreto legislativo 13 maggio 1998, n. 171, le comunicazioni commerciali non sollecitate trasmesse da un prestatore per posta elettronica devono, in modo chiaro e inequivocabile, essere identificate come tali fin dal momento in cui il destinatario le riceve e contenere l'indicazione che il destinatario del messaggio può opporsi al ricevimento in futuro di tali comunicazioni".

2. La prova del carattere sollecitato delle comunicazioni commerciali è onere del prestatore.
L'art. 10 del d. lgs. 185/1999, prevede, poi: "Limiti all'impiego di talune tecniche di comunicazione a distanza.
1. L'impiego da parte di un fornitore del telefono, della posta elettronica di sistemi automatizzati di chiamata senza l'intervento di un operatore o di fax, richiede il consenso preventivo del consumatore.
2. Tecniche di comunicazione a distanza diverse da quelle di cui al comma 1, qualora consentano una comunicazione individuale, possono essere impiegate dal fornitore se il consumatore non si dichiara esplicitamente contrario."

L'art. 13 della direttiva 2002/58/CE, prevede, infine che:
"1. L'uso di sistemi automatizzati di chiamata senza intervento di un operatore (dispositivi automatici di chiamata), del telefax o della posta elettronica a fini di commercializzazione diretta è consentito soltanto nei confronti degli abbonati che abbiano espresso preliminarmente il loro consenso."

Dunque, le comunicazioni commerciali non sollecitate, nella fattispecie, sono le mail che ci arrivano normalmente con una qualche offerta commerciale ("compra qua", "vedi qui", "vai di là", etc..) e senza averle mai richieste; inviatici sull'indimostrato presupposto che siccome abbiamo un indirizzo e-mail "pubblico" chiunque ce lo può intasare. Ragionando così, poi, si finisce per legittimare anche le molestie telefoniche: "Il tuo numero è sull'elenco, perché non ti posso chiamare?" . D'accordo, ma quante telefonate devo sopportare prima di potermi cominciare a lamentare?

Soprattutto alla luce delle ultime disposizioni citate, allora, pare legittimo dubitare della legittimità di tali comunicazioni; ma, invece di affannarci (soli o insieme...) con l'antispam, si potrebbe, allora, fare qualcos'altro? Almeno si potrebbe inserire una "firma" nella risposta alle mail commerciali non sollecitate, inserendoci le norme sopra indicate; se non altro, potrebbe essere una scusa per cominciare a riflettere...

Se non interpreto male la licenza CCPL e la semplice regola "some rights reserved", fatta propria da p.i., per quel che mi riguarda si può, all'uopo, fare un bel copia&incolla di quanto sopra: è un testo di legge e si può copiare (art. 5 della legge 633/41, sul diritto d'autore)!

Anzi lo si deve copiare, così lo si diffonde...

avv. Andrea Buti
StudioButi.it


di A.B. vedi anche:
Diritto e zombie, una storiella curiosa
Senza bollino SIAE vietato il possesso?
8 Commenti alla Notizia Insegnar l'antispam agli spammer
Ordina
  • ...che mi pare di evincere dall'articolo, e sulla quale mi piacerebbe avere ulteriori chiarimenti, è il concetto di "intervento dell'operatore".

    mi pare evidente che i vari call center timomnitelwindechipiunehapiunemetta sono in regola, in quanto è abitualmente un operatore a chiamare (ma le operatrici sono a norma, n.d.r.? Sorride ): vale lo stesso per le email?

    io mi sono sempre attenuto ad una regola dettatami dal buon senso (e ben da prima che esplodesse il fenomeno): le comunicazioni commerciali inviate dalla mia azienda sono sempre state personalizzate, nel senso di essere indirizzate a Tizio de Sempronis, con testi contenenti riferimenti alle attività del destinatario e dei possibili rapporti tra le nostre aziende o enti: email quindi inviate a mano e tarate individualmente sul contesto del destinatario.

    risultato: al massimo venti o trenta email inviate al giorno nei periodi di punta, ritorni di parecchi punti percentuali (e non di pochi punti per milione), e mai, dico mai, alcuna lamentela.

    insomma, alla fine l'educazione, la discrezione ed il buon senso pagano, devo ammettere forse anche perchè opero in un settore di nicchia ad un certo livello, ma credo che questo tipo di ragionamento dovrebbe essere in qualche modo trasmesso a chi ha l'abitudine di "sparare nel mucchio", riuscendo così magari ad imporre un modello di comportamento meno invasivo, più redditizio, e sul lungo termine meno lesivo della libertà di espressione e di comunicazione della collettività.

    poi, con chi le regole di civiltà proprio non le vuole capire, mano pesante.
    non+autenticato
  • Tre giorni fa ho ricevuto dello spam da una ditta di Vigevano che vende t-shirt e varie amenità.
    Mi sono preso la briga di rispondergli con una diffida standard, chiedendo di essere rimosso dai loro elenchi, inserendo tutti i riferimenti legislativi eccetera.
    Mi hanno prontamente risposto. In questo modo:

    > ma non ha niente da fare tutto il giorno ?

    Fine della risposta.
    Naturalmente la segnalazione al garante è partita dopo due minuti.
    Secondo voi vale la pena insistere? Per quanto mi riguarda alla prossima occasione salterò a pie' pari il passaggio intermedio.

  • Dipende dall'azienda: quando ho fatto notare a Saturn (gruppo MediaWorld) che nella loro newsletter mancavano i riferimetni per essere cancellati, hanno ringraziato e aggiunto quello che mancava.
  • si esagera:
    mi sembra che tutti non sopportiamo i vari mail sl viagra sul sw a 9 $ o peggio

    però una ditta che manda UN messaggio in uscita magari della nuova release di un prodotto che lei sa essere nella mia "sfera di lavoro" o altro mi sembra non solo accettabile ma anche utile
    invece adesso sono tuti in paranoia (quelli onesti, perchè i veri spammer continueranno a mandare milionate di mail sul viagra) da spam e provacy: ieri sono stato allo SMAU ed è stato un continuo firmare fogli in cui acconsentivo l'invio etc etc
    Certo che acconsento: se entro nello stand, chiedo, lascio il biglietto da visita è perchè mi interessa

    >Comunque, il fatto è che esiste lo spammer consapevole >(quello che lo fa con dolo, premeditazione, per mestiere, >insomma) e quello +/- inconsapevole che, magari, si interroga >pure sulla legittimità del suo operato e si risponde: "Ho >mandato solo una mail, col mio nome, i dati dell'azienda, >indicando la possibilità di essere cancellati dalla lista. >Insomma, sono a posto."
    >Sicuro?
    non+autenticato

  • - Scritto da: ishitawa
    > si esagera:
    > mi sembra che tutti non sopportiamo i vari
    > mail sl viagra sul sw a 9 $ o peggio
    >
    > però una ditta che manda UN messaggio
    > in uscita magari della nuova release di un
    > prodotto che lei sa essere nella mia "sfera
    > di lavoro" o altro mi sembra non solo
    > accettabile ma anche utile
    > invece adesso sono tuti in paranoia (quelli
    > onesti, perchè i veri spammer
    > continueranno a mandare milionate di mail
    > sul viagra) da spam e provacy: ieri sono
    > stato allo SMAU ed è stato un
    > continuo firmare fogli in cui acconsentivo
    > l'invio etc etc
    > Certo che acconsento: se entro nello stand,
    > chiedo, lascio il biglietto da visita
    > è perchè mi interessa
    >
    > >Comunque, il fatto è che esiste
    > lo spammer consapevole >(quello che lo fa
    > con dolo, premeditazione, per mestiere,
    > >insomma) e quello +/- inconsapevole che,
    > magari, si interroga >pure sulla
    > legittimità del suo operato e si
    > risponde: "Ho >mandato solo una mail, col
    > mio nome, i dati dell'azienda, >indicando
    > la possibilità di essere cancellati
    > dalla lista. >Insomma, sono a posto."
    > >Sicuro?

    Se lasci il biglietto da visita è chè cerchi un contatto. Quindi mi pare ovvio, ma non mi pare che si stia parlando di quel tipo di messaggi.
    non+autenticato
  • > però una ditta che manda UN messaggio
    > in uscita magari della nuova release di un
    > prodotto che lei sa essere nella mia "sfera
    > di lavoro" o altro mi sembra non solo
    > accettabile ma anche utile

    Se e solo se gli ho chiesto io di farlo. Altrimenti se n aziende cominciano a farlo e tutti credono di essere nella mia sfera di lavoro, mi vedo arrivare le solite 100 mail non desiderate al giorno. I prodotti interessanti si perdono nel rumore e diventa inutile mandarle.
  • Una delle cose che non si devono fare è proprio rispondere allo spammer (si conferma l'esistenza dell'indirizzo e al limite lo si aiuta nel mailwashing, ma di certo non si ferma la sua attività di spammer).
    non+autenticato
  • E se tutti facessero un DDOS contro ogni azienda che spamma?

    Forse ho trovato una applicazione corretta per un'azione che reputo ignobile.

    :DA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca apertaA bocca aperta