Bus/ PCI, scatta l'ora X

Questo sarà l'anno di introduzione del PCI-X, l'erede di quel bus che ha dominato la scena per quasi 10 anni. PCI-X promette di accompagnare la corsa tecnologica dei PC: vediamo come

Con oltre un anno di ritardo rispetto alla tabellina di marcia prevista inizialmente, l'erede del bus PCI (Peripheral Component Interconnect) si appresta finalmente a seguire la via del mercato.

Questo sarà infatti l'anno in cui alcune delle più grandi firme di PC, fra cui i tre membri promotori della tecnologia PCI-X, commercializzeranno sistemi dotati del nuovo bus. Il primo chipset PCI-X è stato recentemente sviluppato e messo in commercio da IBM, mentre Compaq lo scorso mese ha annunciato il rilascio dei primi prototipi di PC equipaggiati con la nuova tecnologia, sistemi che dovrebbero far capolino sul mercato poco prima della metà dell'anno.

Il PCI-X rappresenta la più importante evoluzione del bus PCI, uno standard quest'ultimo introdotto nel 1992 con lo scopo di rimpiazzare la vetusta interfaccia ISA (Industry Standard Architecture). L'architettura del nuovo bus è stata progettata dal PCI Special Interest Group (PC SIG), un consorzio guidato da Compaq e fra i cui membri del consiglio di amministrazione troviamo 3Com, Adaptec, AMD, Gateway, IBM, Intel, Phoenix Technologies e Texas Instruments.
Dalla sua prima apparizione ad oggi il bus PCI non è cambiato poi molto nella sostanza: si tratta sempre dello stesso canale dati a 32 bit e 33 MHz di clock capace di offrire una banda passante di 133 MB/s. E se per quei tempi, epoca del 486, il PCI fu un bel salto in avanti rispetto agli 8 MHz ed ai 16 bit del bus ISA, oggi appare quanto mai obsoleto.

Per risolvere almeno in parte il problema dell'insufficiente banda passante, problema ulteriormente aggravato dall'arrivo delle prime schede grafiche 3D, nel '96 Intel sviluppò l'AGP, un bus (meglio definito come "porta") indipendente che collega la scheda video a processore e memoria. Slegando la sottosezione video dal resto del traffico dati l'AGP ha permesso al bus PCI di riprendere fiato e resistere ancora qualche anno in attesa del suo successore.

In realtà non è del tutto vero che il bus PCI si sia mantenuto, come in origine, a 33 MHz. La sua ultima revisione, la 2.2, supporta infatti 66 MHz di clock e 64 bit (portando dunque la banda passante a 533 MB/s), ma fin dal suo rilascio, avvenuto nel 1998, è stata relegata alla fascia dei server: il motivo va ricercato principalmente nel maggiore costo di produzione dei chipset a 66 MHz e nella tribolata standardizzazione di queste specifiche.
Le più recenti schede madri per PC desktop adottano un'interfaccia PCI 2.2, ma lasciano inalterate le specifiche del bus che rimane, come nelle precedenti versioni, a 33 MHz e 32 bit.
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