Supercomputer, SGI canta vittoria

C'è un nuovo monster di calcolo pronto a duellare per la palma del più veloce al mondo: un sistemone Itanium/Linux già operativo nel quartier generale NASA. Ma è davvero questo il più veloce?

Mountain View (USA) - Nell'avvincente sfida tecnologica fra IBM e NEC, giocata a colpi di teraflop, si è appena inserita Silicon Graphics, che ha prodotto ciò che ritiene essere il supercomputer più potente al mondo.

Battezzato Columbia, e installato presso la NASA, il cervellone di SGI ha fatto segnare una performance di 42,7 trilioni di calcoli al secondo (Tflops), dunque sensibilmente superiore sia ai 35,86 Tflops dell'Earth Simulator di NEC, che guida l'attuale classifica Top500 dei supercomputer più veloci al mondo, sia ai 36,01 Tflops dell'ultimo modello sperimentale di Blue Gene/L annunciato alla fine di settembre da IBM.

In realtà, se si considerano anche i sistemi che non sono ancora entrati a far parte della Top500, la palma di supercomputer più veloce al mondo sembra spettare ancora a NEC, che meno di due settimane fa ha svelato un supercomputer, l'SX-8, capace di macinare 58,5 Tflops. Questo valore, come quelli riportati da IBM e SGI, è stato misurato con il benchmark standard Linpack: stando ai benchmark proprietari di NEC, invece, l'SX-8 è in grado di raggiungere i 65 Tflops.
Supercomputer Columbus"A dispetto degli altri supercomputer recentemente annunciati, la velocità record di Columbia è stata ottenuta su di un sistema già pienamente operativo presso la sede del nostro cliente", ha sottolineato Dave Parry, senior vice president and general manager, Server and Platform Group di SGI. Parry si riferisce al fatto che sia il nuovo modello di Blue Gene/L di IBM che l'SX-8 di NEC non sono ancora entrati in commercio, e lo loro performance sono state misurate in test di laboratorio. È dunque assai probabile che nell'imminente nuova edizione semestrale della Top500 il supercomputer di SGI possa inserirsi in prima posizione.

Il produttore americano ha poi precisato che il test di velocità è stato eseguito utilizzando solo 16 dei 20 server Altix che formano il Columbus: ciò significa, secondo alcune fonti, che il mostro è potenzialmente in grado di superare i 60 Tflops.

Il sistema completo conta 10.240 processori Itanium 2, dunque 512 CPU per singolo nodo, e si basa sul sistema operativo Linux. SGI sostiene di aver costruito e installato Columbus, al cui progetto ha collaborato anche Intel, in 120 giorni, completando il lavoro lo scorso 12 ottobre. I dettagli tecnici del sistemone sono disponibili qui.

La NASA utilizzerà Columbus per una vasta gamma di ricerche, tra cui le previsione degli uragani, lo studio dei cambiamenti climatici e la progettazione di nuovi modelli di shuttle. Si veda, a tal proposito, l'articolo "Supercarburante NASA per Linux".
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