L'alba del neogatto hi-tech

Ai suoi compratori costerà più di 3.500 dollari: progettato con le più moderne biotecnologie, il supermicio saprà miagolare e ronfare come tutti i felini domestici

Los Angeles - Una nuova razza di gatti vedrà presto la luce: confezionata in laboratorio, la "nuova" British Shorthair, gatti a pelo corto di origine britannica, avrà una caratteristica unica: saranno mici che non danno allergie.

L'hypo-allergenic cat è una creatura dei laboratori hi-tech di Allerca società californiana che insegue un business che potrebbe rivelarsi miliardario.

Sono infatti milioni gli amanti dei gatti in tutto il mondo che non possono permettersi di avere con sé un micio perché provoca loro allergie. E sono moltissimi quelli che ce l'hanno ugualmente, imbottendosi di farmaci per limitare l'impatto dell'allergia, una delle più diffuse nella popolazione adulta.
Un micio della razza in via di elaborazioneL'idea di Allerca, che sembra inseguire i fasti della cinematografica "RePet" ("Il sesto giorno"), è quella di offrire per 250 dollari la prenotazione del micio a chiunque lo voglia. Denaro con cui potrà finanziare l'intero progetto di creazione dei neogatti, che dovrebbero vedere la luce a partire dal 2007, provette permettendo.

Una volta nato, il micio ammazza-allergie potrà essere portato a casa per 3.500 dollari, cifra probabilmente destinata ad abbassarsi per le future generazioni di neogatti.

Sul suo sito, Allerca propone anche un sondaggio. Chi lo fa - sostiene - aiuterà l'azienda a progettare al meglio nuovi e irresistibili cosi pelosi.
TAG: mondo
48 Commenti alla Notizia L'alba del neogatto hi-tech
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  • ...il cane che non abbaia? e il neonato che non piange? e l'uomo non rompicoglioni? e via così...
    Mai stato bigotto e forse nemmeno cristiano, ma inizio ad essere veramente inquieto..
  • ... faccio la plastica al cane!

    La notizia del gatto anallergico non è nuova, credo di averne sentito parlare già un anno fa, anche se all'epoca era solo in fase di progettazione.
    non+autenticato
  • Dopo il gatto la TOPA HITECH!!!Si la topa,e non la femmina del topo.La topa,topa quel bel morbido e candito peluches,high tech!!! antiallegica e anticoncezionale!!!!Senza bisogno di condom e a comando.Lo scherzo è finito!!!

    Qualche scienziato invece di perdere del tempo a creare animali pet giocattolo che giocattoli non sono,sono creature di Dio,e non devono essere manipolate per l'egoismo umano.
    si dedicasse di piu' alla ricerca della cura dell'AIDS.!!! che in Africa sta mietendo milioni di vittime!!!!:@:@:@:@
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Qualche scienziato invece di perdere del
    > tempo a creare animali pet giocattolo che
    > giocattoli non sono,sono creature di Dio,e
    > non devono essere manipolate per l'egoismo
    > umano.
    > si dedicasse di piu' alla ricerca della cura
    > dell'AIDS.!!! che in Africa sta mietendo
    > milioni di vittime!!!!:@:@:@:@

    C'è una differenza: in Africa non hanno i soldi per pagare le medicine, invece il mondo ricco è pieno di egoisti pronti a pagare barcate di soldi per avere in casa un gatto anallergico creato su misura. Poveri gatti, spero almeno qualche graffio glielo diano a quei pezzidimmerda che li compreranno.

    Onore al mì gatto che semina peli dappertutto! Ora metto da parte i sacchetti dell'aspirapolvere coi peli e poi li butto nelle case dei clienti dei gatti modificati... e tu vedi vai se gli ridono ancora 'sti bucaioli! maremma pelosa!
    non+autenticato
  • Mi pare che si stia tralasciando un aspetto fondamentale...

    Premessa
    Le persone che soffrono di allergia al pelo del gatto sono molte e il numero di allergici (in generale) è tendenzialmente in aumento.

    Loro producono il gatto ipoallergenico e chi vuole un gatto ma è allergico lo compra, per la modica cifra di 3500 $.

    Secondo voi l'animaletto in questione potrà riprodursi come un gatto normale ? Certo che no, visto che dopo averne venduti un po' si riprodurrebbero tra loro e addio ai 3500 $ per gatto...

    E siamo sicuri che poi viva quanto uno normale (escludendo incidenti e sciagure varie) ? Se vivessero di meno ne potrebbero vendere di più...

    Ma, ricordandoci della premessa, in futuro quanti gatti "normali" ci saranno ancora se tanti vorranno quelli sintetici ?

    E se si vorrà un gatto allora bisognerà procurarselo a pagamento e ovviamente sintetico dato che non ci sarà più possibilità per l'uomo di desensibilizzarsi ai gatti normali che saranno sempre di meno...


    non+autenticato
  • Secondo me anche tu stai tralasciando un
    punto molto importante:
    > Ma, ricordandoci della premessa, in futuro
    > quanti gatti "normali" ci saranno ancora se
    > tanti vorranno quelli sintetici ?

    Definisci "tanti". IO non vorrei un gatto che
    costa 3500 euri quando ne posso prendere
    uno in un canile a 0 euri. Non credo di essere
    l'unico.

    > E se si vorrà un gatto allora
    > bisognerà procurarselo a pagamento e
    > ovviamente sintetico dato che non ci
    > sarà più possibilità
    > per l'uomo di desensibilizzarsi ai gatti
    > normali che saranno sempre di meno...

    Errato: non ci saranno più gatti "sintetici"
    e meno gatti normali, al massimo ce ne
    sarà qualcuno di sintetico, senza
    influire sulla popolazione dei poveri gatti
    veri.

    La tua mi sembra una previsione troppo
    catastrofica.
    non+autenticato
  • Il cosidetto Paradosso del gatto di Schrodinger è un famoso esperimento concettuale proposto nel 1935 da Erwin Schrodinger, per dimostrare le limitazioni della meccanica quantistica.
    L'esperimento consisteva nel realizzare un sistema isolato dall'ambiente esterno, costituito come segue:

    1) un sistema quantistico (per esempio un campione di materiale radioattivo) che avesse, nel giro di un ora, il 50% di probabilità di decadere in uno stato differente da quello iniziale

    2) un rivelatore (per esempio un contatore Geiger) in grado di misurare se il decadimento fosse avvenuto o meno

    3) una fiala di veleno sigillata, collegata al rivelatore di cui al punto precedente con un sistema che l'avesse aperta ad avvenuto decadimento

    4) ed ovviamente il gatto, che nel giro di un ora sarebbe morto con una probabilita' del 50%

    Schrodinger voleva dimostrare la limitatezza della meccanica quantistica nel descrivere un sistema macroscopico. Per dovere di cronaca segnalo che lo stesso Schrodinger ebbe a dire, nel seguito, che avrebbe preferito non aver incontrato quel gatto.
    non+autenticato
  • scusa ma che diavolo c'entra?

    Cos'è, hai appena letto del gatto di schroedinger (che fra l'altro si scrive con la dieresi sulla o, oppure con "oe") e vuoi farcelo sapere?
    Nel caso, torna a leggere, perchè la scelta delle parole "sistema quantistico"Deluso già ti squalifica.
    Inoltre lo scopo dell'esperimento non è la limitatezza della meccanica quantistica nel descrivere un sistema macroscopico, ma illustrare il concetto di sovrapposizione di stati!
    La frase "nel giro di un ora sarebbe morto con una probabilita' del 50%" mostra chiaramente che non hai capito (o mai saputo) niente della questione.
    Allora mi chiedo: a che pro questo post?:s
    non+autenticato

  • Cosa c'entri il gatto di Schroedinger con l'argomento di questo forum, sfugge anche a me.

    Il post è copiato paro paro da
    "Chiedi all'esperto"
    http://www.vialattea.net/esperti/fis/dav.htm

    In effetti trovo che si tratti di una risposta frettolosa, il che giustifica le tue critiche. Ma...

    > Nel caso, torna a leggere, perchè la
    > scelta delle parole "sistema quantistico"
    >Deluso già ti squalifica.

    Non credo. Ho udito quest'espressione molte volte. Personalmente non mi piace, possiede una vaghezza che aggiunge confusione a una materia già difficile, ma è d'uso piuttosto comune (all'università, non nelle osterie).

    > Inoltre lo scopo dell'esperimento non
    > è la limitatezza della meccanica
    > quantistica nel descrivere un sistema
    > macroscopico, ma illustrare il concetto di
    > sovrapposizione di stati!

    Non ho ancora trovato due persone che commentino l'esperimento concettuale del gatto di Schroedinger nello stesso modo. Per contribuire alla molteplicità delle interpretazioni, aggiungo la mia:

    Si confonde troppo facilmente la MQ - che è un sistema di espressioni matematiche - con la dottrina della scuola di Copenaghen, facendo delle due cose una. In molti corsi universitari si avvinghiano le due cose insieme senza alcun tentativo di tenerle distinte. Ad esempio un libro di Sakurai invita il lettore a mandare giù il rospo in un colpo solo una volta per tutte e accettare sin dall'inizio un modo di pensare quantomeccanico (cito a spanna e non ricordo il titolo). Ragionamento che mi ripugna, oltre che per il rospo, perché tronca in partenza ogni possibilità di critica o discussione.

    Quando si impara - o si insegna, dipende da che lato della cattedra ci si trova - la meccanica quantistica, si ricorre spesso all'argomento per cui, se il modo di pensare "quantomeccanico" confligge con il senso comune, è perché il senso comune sbaglia. L'epistemologia evoluzionistica si affretta a puntualizzare che il senso comune, inteso come funzione mentale, è stato messo a punto dall'evoluzione basandosi sui dati del mondo macroscopico, ed è "inadeguato" a comprendere i fenomeni microscopici, non ha possibilità né diritto di farlo.
    In parole povere, *la meccanica quantistica ha sempre ragione* e quando pare di cogliervi qualche incongruenza si è necessariamente "inadeguati", e nel torto.

    Un tale punto di vista solleticherebbe certo l'Ulivo, ma non piacque ad Einstein che lo definì "filosofia dell'acquietamento". Da un punto di vista pratico, infatti, sancisce una pericolosa e persino antiscientifica rinuncia a capire, alla cui diffusione a macchia d'olio nel pensiero contemporaneo la filosofia della meccanica quantistica non è del tutto estranea. Personalmente indico tale punto di vista con il verbo "kapire".

    Il modo in cui si capisce (o kapisce) ma meccanica quantistica dipende da come viene insegnata.
    In un modo si parte dall'equazione di Schroedinger, dall'apparato matematico degli spazi di Hilbert, dai risultati degli esperimenti, e se ne traggono conclusioni, relazioni come quella tra gli scarti quadratici medi di due osservabili, interpretazioni - come l'interpretazione probabilistica della funzione d'onda, o come l'interpretazione dei suddetti scarti quadratici medi come *indeterminazioni intrinseche* del valore di un'osservabile.
    Un altro modo consiste nell'enunciare una serie di principi, che contengono già le interpretazioni. A molti esteti della fisica piace questo secondo modo, perché somiglia al metodo assiomatico e sembra dare una logica apparente a una materia ignota. Tuttavia, non distingue le interpretazioni dalle equazioni e non permette interpretazioni diverse da quelle fornite.

    Veniamo al gatto.

    Il pensiero che accompagna la meccanica quantistica "alla Copenaghen" è radicalmente incompatibile, per via delle indeterminazioni (la nozione di "indeterminazione quantistica" non deriva logicamente dall'equazione fondamentale, ma è ad esso sovraposto dall'interpretazione di Copenaghen) con il pensiero cui siamo abituati, corrispondente al senso comune.

    Credo, IMHO come si dice in internettaro, che con l'esperimento concettuale del gatto - che spero non abbia mai tradotto letteralmente in pratica - Schroedinger volesse, mostrando un caso in cui un effetto macroscopico (il gatto vivo o morto) è strettamente legato a un fenomeno microscopico (l'avvenuto decadimento radioattivo), criticare il principio per cui l'osservazione fa precipitare una miscela di stati in uno stato puro. Principio, connesso al concetto di indeterminazione, che fa parte dell'interpretazione di Copenhagen piuttosto che della meccanica quantistica stessa.

    Se, fino all'osservazione, il sistema atomico radioattivo si trova in una miscela dei due stati "decadimento sì" e "decadimento no", poiché a tale stato corrisponde lo stato (macroscopico) di vita o di morte del gatto, finché non lo osservo, il gatto è "mezzo vivo mezzo morto" ovvero in uno stato miscelato di vita e morte. Mentre il pensiero macroscopico, su cui basiamo le nostre decisioni tutti i giorni, direbbe che il gatto è già morto o vivo a seconda che il decadimento sia avvenuto o meno, e l'osservatore non fa che accertarsene.

    Quale dei due sistemi di pensiero preferire? Ambedue non è possibile. Reputando corretto il pensiero quantomeccanico, occorre cambiare anche il pensiero del senso comune; preferendo attenerci a questo, occorre rivedere il pensiero quantomeccanico.

    Presumo che Schroedinger, indipendentemente da cosa abbia successivamente pensato, intendesse sottolineare la necessità di rivedere il pensiero quantomeccanico.

    > La frase "nel giro di un ora sarebbe morto
    > con una probabilita' del 50%" mostra
    > chiaramente che non hai capito (o mai
    > saputo) niente della questione.

    La frase che condanni corrisponde al modo di vedere cosiddetto "classico" o "del senso comune" e in sé non ha nulla di sbagliato - ognuno è libero di credere all'interpretazione di Copenaghen oppure no.

    Per quanto controversa, l'interpretazione di Copenaghen piace a molti fisici per la sua apparente autoconsistenza. A certi non piace, ma finora non è stata proposta alcuna interpretazione alternativa semplice e non cervellotica. Occorre aggiungere che un'altra interpretazione non cambierebbe per nulla i calcoli e i loro risultati. Inoltre, trattandosi di fenomeni microscopici per osservare i quali disponiamo di strumenti grossolanamente macroscopici, potrebbe risultare impossibile verificare (o falsificare) un'interpretazione o l'altra. Molti fisici tendono perciò a liquidare la questione come metafisica priva di interesse scientifico.

    A.
    non+autenticato
  • You, sir, are a genius.Sorride

    Applausi a quattro mani.
    Oh, io da non fisico, ho trovato interessante questa:

    http://www.wavetheory.it

    che immagino sia gia` (magari piu` o meno ignobilmente) nota.
    Oh, io quella l'ho capita, magari ha torto, ma quella l'ho capita.
    Nel "modello standard" ho spesso l'impressione che non ci sia niente da capire: osservo, faccio due conti, guardo se tornano, e se tornano li accetto... non importa quel che significano.

    ps. Tanto ci mettono in OT...
    non+autenticato

  • > You, sir, are a genius.Sorride

    Cos'è, una citazione da Frankenstein junior?

    > www.wavetheory.it

    Interessante sì. Internet è piena di tizi che sfornano a getto le teorie più strambe. Ma non più della fisica ufficiale, quindi pure esse potenzialmente fruttuose (anche una teoria sbagliata può suggerire idee buone) e meritevoli di una lettura critica. Il problema è che le università scartano a priori le idee che non provengono dalle università, e a farlo da hobbista verificare i calcoli e e capire il pensiero degli autori richiederebbe millenni.

    > Nel "modello standard" ho spesso
    > l'impressione che non ci sia niente da
    > capire: osservo, faccio due conti, guardo se
    > tornano, e se tornano li accetto... non
    > importa quel che significano.

    Non potendo capire - Feynman diceva che nessuno ha capito la meccanica quantistica - ci si accontenta di calcolare. Il sottoscritto non fa neppure quello perché alle prese con più urgenti problemi di sopravvivenza economica (e generale).

    > ps. Tanto ci mettono in OT...

    Forse, se ci beccano. Speriamo nella benevolenza dei moderatori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > > You, sir, are a genius.Sorride
    >
    > Cos'è, una citazione da Frankenstein
    > junior?

    Boh? L'ho vista usare come frase comune, e la rivendo...

    > > www.wavetheory.it
    >
    > Interessante sì. Internet è
    > piena di tizi che sfornano a getto le teorie
    > più strambe. Ma non più della
    > fisica ufficiale, quindi pure esse
    > potenzialmente fruttuose (anche una teoria
    > sbagliata può suggerire idee buone) e
    > meritevoli di una lettura critica. Il
    > problema è che le università
    > scartano a priori le idee che non provengono
    > dalle università, e a farlo da
    > hobbista verificare i calcoli e e capire il
    > pensiero degli autori richiederebbe
    > millenni.

    Mah, veramente Walter ci studia da ben prima dell'arrivo di internet: la prima pubblicazione e` se non mi sbaglio del 1984, della Robota. Ho il libro, fra l'altro: me lo regalo` lui per un programmino che gli feci (nell'84 ero troppo piccolo per leggere qualcosa di piu` di Topolino, a parte i manuali di Basic e i libri delle elementari). A un certo punto lui l'ha pubblicata su internet nella speranza di farla conoscere, pero`, anche se la mia opinione non conta granche` data la mia ammissibile conoscenza superficiale della fisica delle particelle, quel che so e` che lui ci ha lavorato parecchio, rifinendola negli anni.

    In teoria spiega molte cose, ad esempio una cosa che mi ha colpito (e alla quale sono arrivato da solo, suggerendogliela pure) e` che spiega perche` una galassia potrebbe avere la forma di una spirale barrata. Io una volta ho scritto un simulatore di autoscontri galattici, molto approssimativo per carita`, pero` anche considerando la massa di tutte le stelle invece che di un singolo attrattore centrale ed eventualmente degli ammassi piu` significativi, proprio non mi viene in mente come potrebbe stare in piedi una spirale barrata usando la sola gravita` newtoniana e le opportune correzioni relativistiche.

    Boia, detto cosi` sembro chissa` chi... ma non ti fare impressionare... e` che qualcosa capisco e qualcosa riesco a calcolare, ma... niente di professionale, ecco.Sorride

    > Non potendo capire - Feynman diceva che
    > nessuno ha capito la meccanica quantistica -
    > ci si accontenta di calcolare. Il
    > sottoscritto non fa neppure quello
    > perché alle prese con più
    > urgenti problemi di sopravvivenza economica
    > (e generale).

    Gia`, interi processi di decadimento, conversione di massa in energia e poi di nuovo in altra massa... e tutti semplificati con linee vuote di significato che non vogliono "sbilanciarsi" a ipotizzare cosa davvero stia succedendo, pero` si limitano a prendere nota dei fatti direttamente osservabili. Pensandoci bene, e` difficile, si`, dire quale delle miriadi di teorie (miriadi forse no, ma centinaia di certo: superstringhe, tachyon-stream, teoria ondulatoria...) dica qualcosa di vero o falso...

    > > ps. Tanto ci mettono in OT...
    >
    > Forse, se ci beccano. Speriamo nella
    > benevolenza dei moderatori.

    Shhh!
    Scrivi sottovoce!
    non+autenticato

  • > > > You, sir, are a genius.Sorride

    > > Cos'è, una citazione da
    > > Frankenstein
    > > junior?

    > Boh? L'ho vista usare come frase comune, e
    > la rivendo...

    Mai sentita. Sento più spesso "ma tu sei pazzo".

    > proprio
    > non mi viene in mente come potrebbe stare in
    > piedi una spirale barrata usando la sola
    > gravita` newtoniana e le opportune
    > correzioni relativistiche.

    Nemmeno a me. Ma non m'intendo di galassie, sono uno specialista in meccanica quantistica di base.

    Secondo me il tuo amico dovrebbe, per verificare le sue teorie, cercarne qualche applicazione impossibile da concepire con le teorie ufficiali - che so, veicoli antigravitazionali, teletrasporto attraverso dimensioni parallele... così risolviamo anche il problema del traffico.

    > Boia, detto cosi` sembro chissa` chi... ma
    > non ti fare impressionare... e` che qualcosa
    > capisco e qualcosa riesco a calcolare, ma...
    > niente di professionale, ecco.Sorride

    Ah ma neppure io. Come ho già detto, sono uno specialista in meccanica quantistica di base, che è un modo elegante per dire che ho interrotto l'università al terzo anno per le citate ragioni di sopravvivenza, e spero prima o poi di riprenderla.

    Va detto che interrompere mi ha consentito di ragionare sulla meccanica quantistica più del consentito.

    Un'altra interpretazione di tale altisonante titolo è che personalmente trovo più interessante, prima di andare avanti con teorie sempre più astruse, capire davvero la meccanica quantistica nelle sue basi. Per questa ragione la fisica oltre il terzo anno m'interessa relativamente ancor poco - potrei però commettere uno sbaglio mostruoso.
    Personalmente avrei le mie idee, ma è impossibile da verificare con gli strumenti attuali, né mi vengono in mente ipotetici strumenti con cui verificarla.

    > Pensandoci bene, e` difficile,
    > si`, dire quale delle miriadi di teorie
    > (miriadi forse no, ma centinaia di certo:
    > superstringhe, tachyon-stream, teoria
    > ondulatoria...) dica qualcosa di vero o
    > falso...

    Secondo me tutte queste terrorie potrebbero essere formalismi matematici equivalenti a qualche (futura) teoria comprensibile, un po' come - sempre secondo me - il "vero" significato della meccanica quantistica sta nel formalismo delle funzioni d'onda mentre gli stati astratti e la meccanica delle matrici sono formalismi equivalenti, utili per i calcoli, ma il cui contenuto fisico sta nell'equivalere a quello delle funzioni d'onda.

    > Shhh!
    > Scrivi sottovoce!

    Shhhhhhh...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > La frase "nel giro di un ora sarebbe morto
    > con una probabilita' del 50%" mostra
    > chiaramente che non hai capito (o mai
    > saputo) niente della questione.
    > Allora mi chiedo: a che pro questo post?:s

    Mah, concordo sul fatto che non c'entra con l'argomento, ma certo e` diventata una disputa di saputelli, e a me mi piace dare addosso alle dispute di saputelli...Con la lingua fuori

    Ergo concludo prematuramente osservando che comunque non ci ha mai capito granche` nessuno, in quell'ipotesi e in tutta la questione delle sovrapposizioni. C'e` quindi un sacco di spazio per saputelli che ne vogliono discutere: normalmente si finisce con l'arrivo in bellezza al margine dell'orizzonte degli eventi di un buco nero in evaporazione, mentre le 26 dimensioni delle superstringhe si annodano intorno ai primi istanti di inflazione dell'uovo primordiale, con buona pace della Grande Rinormalizzazione che aveva gia` fatto sparire nel cappello tutti gli infiniti, meglio di Silvan.

    Sara`, ma la fisica mi sembra proprio alla deriva, anche perche`, tanto per restare off-topic, come diceva L. M. Krauss agli studenti che, quando richiesto, asserivano di aver capito la meccanica quantistica...

    "...allora ripassala!".Sorride
    non+autenticato

  • > Sara`, ma la fisica mi sembra proprio alla deriva

    È vero, la filosofia dell'acquietamento ha portato la fisica alla deriva. Figuriamoci la politica.
    non+autenticato
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