Sicurezza e privacy, P2P e formazione

di Gerardo Costabile e Matteo LK G.P. Flora - Inutile criminalizzare sistemi di file sharing, nati proprio come strumento collaborativo, laddove è assente una politica aziendale improntata alla sicurezza e alla conoscenza

Roma - La sicurezza informatica, tematica nota da decenni, poiché divenuta universale ai vari settori della Pubblica Amministrazione e dell'economia in generale, a causa della enorme diffusione di internet e delle reti informatiche ed a cagione della straordinaria evoluzione degli scenari operativi informatici, viene soltanto oggi percepita come fondamentale nell'ambito dello sviluppo e dell'organizzazione delle strutture pubbliche e private, con più sensibilità, non sempre adeguata, rispetto al passato.

Il 2004, poi, potrebbe essere agevolmente battezzato come "l'anno della privacy", in quanto ha visto un fiorire di convegni e libri sull'argomento, spesso figli di una sottocultura normativa che ha obbligato il legislatore ad indicare con maggiore rigore all'utenza quelle che sono le misure minime nel trattamento dei dati personali, nonostante tutto comunque disattese, a parere di molti. Tutto cio' quasi dimenticando che la legge sulla "privacy" (rectius, sulla riservatezza dei dati) risale al 1996 e il Documento Programmatico sulla sicurezza almeno dal 1999.

Contestualmente si registra, sfortunatamente, un livello di alfabetizzazione quasi esclusivamente con riguardo alla terminologia utilizzata, in luogo di un serio studio dell`argomento "sicurezza e riservatezza". Parole misteriose e quasi magiche di qualche tempo fa come "Firewall", "IDS" o ancora "Phishing", pronunciate da qualunque semi-addetto ai lavori con un sorriso compiacente, si sposano spesso con la mancanza di consapevolezza informatica o, peggio ancora, con un falso senso di sicurezza, comportando nella stragrande maggioranza dei casi un indebolimento sensibile dell`intera catena della sicurezza.
L`inferno del File-Sharing
E' necessario premettere che mentre fino a pochi anni or sono, comunque, la limitata diffusione dei mezzi di comunicazione informatici e la scarsissima presenza di utenze connesse alla rete mondiale, oltre ai costi quasi proibitivi delle stesse, avevano determinato un fattore di rischio per l`utente "ordinario" molto prossimo allo zero, oggi la repentina espansione degli accessi a banda larga ed i costi relativamente più contenuti hanno reso i sistemi come il file-sharing alla portata di chiunque.

Analogamente, in azienda, sono aumentate le connessioni always on tra la rete interna e quella internet, spesso chiudendo un occhio sulle installazioni di software non "ufficiali" da parte dei dipendenti oppure, peggio ancora, consentendo la cattiva abitudine di collegarsi con notebook privati -o promiscui- alla rete aziendale.
In tal modo, quindi, decine di migliaia di italiani hanno potuto avvicinarsi a questo nuovo mondo, quello della condivisione "dei saperi" dove, magari nel segno di una passione comune (spesso musicale), ci si ritrova a condividere - più o meno coscientemente - anche altre risorse, talvolta di natura professionale.
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