La SPAM spalmata contro lo Spam

Una grossa campagna pubblicitaria segnerà la nuova battaglia della Hormel, produttrice della carne in scatola divenuta sinonimo di posta-spazzatura. Ma è una guerra persa in partenza

Londra - Non ci sta la Hormel: la casa che produce, tra le altre cose, la SPAM, la più celebre delle carni in scatola ha deciso di lanciare nel Regno Unito una campagna per dissociare il nome della sua carne dallo Spam, la posta elettronica indesiderata divenuta vera e propria piaga per gli utenti Internet.

Hormel nel 2001 si era dimostrata straordinariamente morbida nell'affrontare il problema, arrivando a dichiarare che la carne in scatola si chiama "SPAM", tutto maiuscolo, mentre lo "spam", scritto in minuscolo, è tuttaltra cosa e non può creare fraintendimenti.

Una "bonarietà" che nel 2003 ha però dovuto fare i conti con la decisione di SpamArrest, celebre riferimento del mondo antispam, di registrare il proprio nome come trademark, un'idea che ha letteralmente mandato Hormel su tutte le furie.
E ora, spendendo qualcosa come 2 milioni di sterline, l'azienda invaderà le televisioni britanniche per difendere un business che ogni anno nella sola Gran Bretagna le frutta 13,3 milioni di sterline.

Basterà? Non sono in molti a crederlo. La SPAM è stata associata allo spam in modo indelebile nell'immaginario collettivo da quando i comici del gruppo britannico Monty Python inscenarono una celeberrima e divertentissima scenetta (il video si trova facilmente in rete) nella quale ai clienti di un ristorante il cameriere, rimasto senza cuoco, cercava in tutti i modo di rifilar loro la SPAM, la carne in scatola, come ultima risorsa.

Una situazione che ha spinto uno dei legali di SpamArrest qualche mese fa ad affermare che "spam è divenuta nel mondo la parola che descrive la posta non commerciale. Nessuna azienda può reclamare diritti commerciali su un termine generico". Un teorema che di certo contrasta con la visione della Hormel.
TAG: mondo
10 Commenti alla Notizia La SPAM spalmata contro lo Spam
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  • abbandonare il marchio SPAM, crearsene uno nuovo e promuoverlo dal nulla, piuttosto che spendere milioni in imprese perse in partenza...
    o no?
    Funz
    12989

  • - Scritto da: Funz
    > abbandonare il marchio SPAM, crearsene uno
    > nuovo e promuoverlo dal nulla, piuttosto che
    > spendere milioni in imprese perse in
    > partenza...
    > o no?

    No.
    La Hormel Foods Corporation proprietaria del marchio ha gia' investito milioni per anni per promuovere i suoi prodotti. Deve buttare via tutto?
    E poi creare un marchio dal nulla e promuoverlo secondo te non costa milioni? Doppio spreco.

    La cosa migliore che puo' fare e' accettare la semplice omonimia, facendo presente che i propri prodotti nulla hanno a che fare con la posta indesiderata, esttamente come ha fatto fino a poco tempo fa.

    Ovviamente pero' essendo propritaria del marchio, se un prodotto commerciale viene battezzato per esempio "SpamKiller" o "SpamEliminator", visto che Spam non significa "Finestra" e quindi non e' una parola d'uso comune, puo' pretendere che il suo marchio non venga usato in contesti che la danneggino.

    Non puo' pretendere di cambiare il mondo e il modo di esprimersi di milioni di persone, ma puo' pretendere di regolamentare l'uso del marchio in certi contesti.
    Poi bisogna vedere se ci riuscira'.
    non+autenticato
  • sarebbe come chiedere alla simmenthal di cambiare nome (o alla nutella se preferisci)
    non+autenticato
  • Che nessuno l'accusa di "fare spam", nessuno ne ha una visione negativa a causa dell'associazione con lo spam informatico. Anzi a voler vedere chi cavolo la conosceva prima la spam? In inghilterra era una sottomarca, oggi la conosce mezzo mondo proprio grazie all'associazione. Potrebbe quasi essere una azione di marketing aggressivo. Associare il nome del proprio prodotto anche a qualcosa di negativo ma che tutto il mondo conosce. Parlarne male purche' se ne parli.
    non+autenticato
  • La spam era conosciuta anche prima.... non era una sottomarca... e non era conosiuta solo in inghilterra....
    Direi, anzi, che l'italia è uno dei pochi posti dove era sconosciuta (da noi c'è la simmental)....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Direi, anzi, che l'italia è uno dei
    > pochi posti dove era sconosciuta (da noi
    > c'è la simmental)....

    La Tinsemal! 'gnurant!Occhiolino

    Saluti
  • Io qualche mese fa sono stato in Inghilterra per una settimana, entrato in un supermercato ho visto il muro di scatolette di SPAM e mi ci sono fatto una foto.
    Ne ho persino comprata una e ce l'ho sul monitor del computer.

    SE non era per lo spam chi l'avrebbe comprata la SPAM?
    non+autenticato
  • Il titolo dovrebbe essere "la Spam spalmata contro lo spam": la parola SPAM va scritta con la maiuscola solo quando ci si riferisce al prodotto (carne in scatola), mentre va scritta con la minuscola quando si parla delle email non sollecitate.

  • - Scritto da: Slurpolo
    > Il titolo dovrebbe essere "la Spam spalmata
    > contro lo spam": la parola SPAM va scritta
    > con la maiuscola solo quando ci si riferisce
    > al prodotto (carne in scatola), mentre va
    > scritta con la minuscola quando si parla
    > delle email non sollecitate.

    Eeheheheh
    e' proprio qui il problema....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Slurpolo
    > Il titolo dovrebbe essere "la Spam spalmata

    > contro lo spam": la parola SPAM va scritta
    > con la maiuscola solo quando ci si riferisce
    > al prodotto (carne in scatola), mentre va
    > scritta con la minuscola quando si parla
    > delle email non sollecitate.

    Ma che "pusghetta" sei!!!!
    non+autenticato