Gli scheletri dell'ADSL

di Alessandro Longo - Velocità da 12 megabit, tariffe che scendono... Cosa si cela davvero dietro l'avvento dello shared access? Un'inchiesta per capire quanto c'è di vero nelle sirene dell'ADSL 2 e di quello alla francese

Gli scheletri dell'ADSLRoma - Lo shared access, l'ultima novità che ha infiammato il mercato Adsl, lo sta facendo girare come una trottola, consegnandolo a nuove evoluzioni. Già, perché lo shared access di Wind e Tiscali, promessa di Adsl veloce a costo ridotto, è solo l'inizio: gli Isp si stanno guardando intorno, stretti come sono in una morsa. Si devono adeguare: "La paura è di uscire dal mercato", spiega a Punto Informatico Paolo Nuti, presidente dell'Aiip, l'associazione dei principali provider. E quindi tireranno fuori anche loro qualcosa dal cilindro, visto che per ora Wind e Tiscali, grazie appunto allo shared access, hanno offerte con un rapporto prezzi/prestazioni imbattibile. Rispettivamente, 29,95 euro al mese per un'Adsl a un Mbps, 36,95 euro al mese per un'Adsl a 2 Mbps.

Sono giorni infuocati, in cui "gli Isp stanno facendo per bene i conti, per capire se conviene davvero investire in infrastrutture e passare allo shared access. Ma quello che abbiamo scoperto apre molti punti di domanda". E cioè che lo shared access ha una serie di costi occulti che, in alcuni casi, possono gravare sulla testa del provider fino a farla vacillare. Ma allora c'è davvero il rischio che i provider minori soccombano, non potendo scommettere sullo shared access? "Calma. In realtà sta per spuntare un'alternativa: il BitStream", dice Nuti. Telecom Italia l'ha annunciato venerdì scorso, un po' in sordina. Sarà un'alternativa all'acquisto dell'Adsl all'ingrosso e, a detta di Telecom, arriverà entro il 31 dicembre 2004.

"Non ci sono altri dettagli, bisognerà aspettare; ma si tratta del tanto sospirato listino di interconnessione associato all'Adsl. Si presume ci permetterà, in certi casi, di abbassare i costi a monte per l'Adsl e di poter gestire con più autonomia la connessione del cliente senza dover passare da Telecom per ogni operazione". Com'è noto, la pratica dell'interconnessione è imposta dal Garante TLC solo agli operatori dominanti di un settore.
"Le tariffe per gli operatori che si interconnettono sono orientate ai costi reali. Ossia sono pari a quelli affrontati da Telecom per gestire la rete, più un giusto compenso". È il sistema che regola l'interconnessione per i servizi voce. Non è disponibile per l'Adsl, dove Telecom Italia non è infatti ancora stato riconosciuto operatore dominante, nonostante abbia circa il 70 per cento di quota di mercato. Operatori come Tele2 (in particolare) da tempo implorano per avere l'interconnessione anche sull'Adsl, ma per ora possono solo o comprarla all'ingrosso, del tutto subordinati quindi a Telecom, o offrirla in autonomia creando infrastrutture di unbundling. All'alternativa, al vagheggiato BitStream, già si aggrappano le speranze dei provider. Dello shared access, del resto, parlano bene solo Wind e Tiscali, per ora.

"Ci dà numerosi vantaggi, che poi si riversano sull'utente", spiega a Punto Informatico Patrizio Pizzetti, product manager di Tiscali. "L'Adsl acquistata all'ingrosso non ci dà margini di profitto, lo shared access sì: migliora il rapporto tra costi e guadagni del 70 per cento in media". Antonio Converti, direttore marketing di Libero, conferma: "Possiamo fare profitti, con l'Adsl, solo sul 30 per cento dei doppini italiani: quelli che abbiamo coperto con l'unbundling. Pari a 160 città". La copertura di Tiscali è invece ora pari al "25 per cento dei doppini, 15 città, che entro fine anno saranno 30", dice Pizzetti. S'intende però che queste città sono coperte a macchia di leopardo: "Già da metà novembre raggiungeremo il 90 per cento di Milano e di Roma". Il punto è che "ci conviene investire in infrastrutture di unbundling solo nelle zone più remunerative, dove crediamo di poter recuperare le spese". In altre zone, al provider resta più conveniente offrire l'Adsl comprandola da Telecom.

Lo shared access quindi ha un rovescio della medaglia: è fonte di un nuovo digital divide tra città italiane. Ci saranno gli utenti che soffrono perché non possono avere l'Adsl e quelli che invidieranno il vicino perché non possono averla in shared access. Ossia a condizioni sulla carta migliori, grazie a risparmi ottenuti a monte dal provider. Ma non solo: "Poiché possiamo offrire l'Adsl in autonomia, siamo noi a scegliere i tagli dell'Adsl. Così abbiamo potuto lanciare offerte a 6 Mbps e a 12 Mbps, mai viste in Italia". Si tratta in realtà di una tecnologia di Adsl 2, "poiché l'Adsl normale non può superare gli 8 Mbps; ma a quanto mi risulta non si è mai riusciti a portarla nemmeno a 6 Mbps", spiega Nuti.

L'Adsl 2 si basa su Dslam di nuova generazione (compatibili anche con Adsl 1) posti dal provider nella centrale di Telecom. Un altro vantaggio dell'autonomia è che "possiamo gestire meglio l'Adsl dell'utente. Non abbiamo bisogno di passare da Telecom se vogliamo fare un upgrade, risolvere un disservizio, attivare e disdire la linea". Fine dei drammi per le Adsl che zoppicano e che fanno sospirare, con provider e Telecom pronti a rimpallarsi le responsabilità per i disservizi e le lungaggini? Staremo a vedere. C'è infine un altro teorico vantaggio dell'Adsl shared access, ma è ancora tutto da verificare: la promessa di una velocità reale più elevata. "La connessione tra noi e l'utente è più diretta, rispetto a quanto avviene con le Adsl normali. La velocità media dell'Adsl tenderà a essere più vicina a quella massima", dice il product manager di Tiscali.

La questione è in realtà complessa e riguarda i cosiddetti "costi occulti" dello shared access, di cui parla Nuti. "Oltre al canone per l'affitto del doppino, 2,8 euro al mese, il provider deve pagare i contributi d'impianto e mettere in conto i costi futuri della disattivazione, due voci che in media sono pari a 82,5 euro e 112,14 euro all'anno, rispettivamente per il full unbundling e lo shared access". I contributi di impianto sono previsti anche nelle tariffe dell'Adsl all'ingrosso, "ma in questo caso Telecom tende a non farli pagare al provider". Poi bisogna pagare l'affitto della parte occupata nella centrale di Telecom (una spesa nell'ordine delle centinaia di migliaia di euro). E i costi di infrastruttura: dei Dslam da porre in centrale e, soprattutto, della banda di backhauling; quella del cavo in fibra ottica con cui li si collega alla rete del provider.

Wind usa, "nella maggior parte dei casi", dice Converti, "infrastrutture proprie per raggiungere i Dslam". Tiscali invece non ha infrastrutture di Man (Metropolitan area network) fino alle centrali e quindi acquista da Telecom il trasporto in fibra. Su ogni Dslam è collegato un certo numero di utenti, "a scelta del provider. Mille, nel caso di Telecom Italia, in media. È opportuno però che non siano meno di 500, per avere buone economie di scala", dice Nuti. Sono utenti insomma che si troveranno a spartire lo stesso filo che porta alla rete dei provider. Condivideranno quindi la stessa banda, un po' come avviene nei Vp (Virtual Path) usati nei circuiti dell'Adsl all'ingrosso.

Si pone quindi un problema: assegnare un Mcr (Minimum cell rate, banda minima garantita) per ogni utente del Dslam. Se è troppo basso, a onta della velocità massima dichiarata dal provider, si navigherà lenti. E il punto è che "secondo i nostri calcoli, se si va ad acquistare la fibra da Telecom e se si assegna un Mcr minimo, ossia di 64 Kbps su un'Adsl da 2 Mbps, il costo di backhauling è pari al 34 per cento del totale necessario per offrire l'Adsl in shared access".

Wind, in questo caso, avendo proprie infrastrutture e offrendo Adsl al massimo da 1 Mbps, sembra meglio posizionata rispetto a Tiscali. Nessuno dei due operatori dichiara però l'Mcr; Tiscali lo faceva per la vecchia offerta Premium, che però proprio di recente è stata abolita. Si noti che è proprio questo costo di backhauling, da cui dipende in gran parte la velocità reale dell'Adsl, a trattenere gli Isp dal passare subito allo shared access. E se gli operatori che invece lo offrono, o lo offriranno, hanno scelto di fare quadrare i conti risparmiando sul backhauling, le promesse di super velocità andranno in fumo.

E non è finita qui, c'è un'altra incognita: "Non tutti i doppini degli utenti riescono a supportare velocità da 2 Mbps in su", dice Nuti. "Alcuni sono troppo vecchi, ossidati o hanno altri problemi: è così il 5-10 per cento dei doppini, secondo Telecom. Secondo la nostra esperienza, molti di più". E infatti Tiscali mette le mani avanti, spiega che alcuni doppini possono rivelarsi inadeguati all'alta velocità, "ma sono meno dell'1 per cento".

Insomma, i prossimi mesi saranno quelli della verità, in un mercato Adsl diviso tra sostenitori dello shared access e altri operatori che, titubanti, cercano alternative. Sarà vera gloria per la nuova Adsl italiana?

Alessandro Longo
TAG: adsl
117 Commenti alla Notizia Gli scheletri dell'ADSL
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  • Salve a tutti,
    anch'io ho di recente attivato Libero ADSL Free allettato dalla promozione "naviga gratis fino al 31/12/2004" e dalla promessa a breve scadenza di upgrade da 640 a 1280 kbps grazie alla tecnologia "shared access" (abito a Firenze, una delle località già "coperte" dalla rete proprietaria di Wind), ma a distanza di una ventina di giorni dall'attivazione la mia velocità di download non solo non é raddoppiata ma é passata dai circa 500 kbps iniziali agli attuali 80-100 kbps (spesso anche molto meno) - non so a voi, ma a me questa cosa mi puzza di "furbatina" all'italiana, fatta tanto per creare aspettative ed accaparrarsi clienti senza (ri)mettere niente nel servizio, come si deduce dal tono generale delle risposte ricevute dai vari call center interpellati per segnalare il disservizio, tipo questa:
    "dice che naviga a 70/80 kbps anziche a 640 come indicato nell'offerta? non é un nostro problema, visto che il servizio non prevede una banda minima garantita!"
    fate un pò voi le vostre deduzioni......
    Ciao a tutti,
    MASSIMOTriste
    non+autenticato
  • salve a tutti, è la prima volta che scrivo su questo forum..volevo chiedervi se qualcuno ha problemi con l'adsl di libero infostrada, io ho sottoscritto l'abbonamento un paio di mesi fà e per un buon periodo è andato tutto bene fino a che un bel giorno mi si abbassa notevolmente la velocità..in pratica non scarico mai a + di 10 kbsec, in media 5, qualsiasi cosa io provi a scaricare..anche la navigazione ne risente....servizio tecnico assente...essendo io un tecnico hardware ho provato di tutto pur sapendo che non sono problemi derivanti dal pc, ma gli ho cambiato modem, ho provato anche con un altro pc ma è sempre la stessa storia e stessa velocità...non sò a chi rivolgermi anche perchè chiamando il 155 le risposte sono le solite e mi scoccio di risetirle, ti danno un numero verde e alla fine non parli mai con nessuno, dicono che ti richiamano e chi li ha mai sentiti, sono 15 giorni in pratica che io non uso la linea....Un mezzo pensierino me lo sono fatto..siccome ho aderito all'offerta che fino a capodanno la navigazione è gratis mi hanno tagliato "gratis" la banda! Ma dico io, che vi mettete in mezzo a fare se poi nn potete dare il servizio promesso!!! tanto arrivati a capodanno la tolgo a volo, e chi se lo fà l'abbonamento con loro!!
    non+autenticato
  • a me è caduta la portante da 4 giorni zona Roma sud dopo circa 1 mese di egregia 2Mbits.
    sembra un problema generale, forse lo stesso che si trova tra
    gli avvisi-assistenza sul sito Tiscali (problemi di connessione a Roma http://assistenza.tiscali.it/avvisi/ )
    prima del collasso della portante, con la banda a 20Mbits si disconnetteva piu' volte da solo.

    chiamo il 130 ogni sera ma ancora nulla di risolto....

    altri di Roma-sud con lo stesso problema? ho letto altri messaggi con lo stesso problema su un'altro forum..

    per scrivere questo messaggio sto usando una connessione dialup 56k...

    Lunedi gli mando un fax, almeno rimane qualcosa per iscritto.
    Consiglio a tutti di fare lo stesso e di mandarlo alla sede legale (non a quel numero 800, messo su apposta per cestinarli direttamente..) questo il fax (suggerisco un copia+incolla) --segue su successivo post
    non+autenticato
  • Roma, 15/11/04

    Tiscali S.P.A.
    Loc. Sa Illetta
    Strada Stat. 195 Km 2.300
    09100 Cagliari
    Via fax n° 070.4601.400


    Oggetto: Diffida.


    Il sottoscritto ..nome e cognome..., intestario del contratto ..vedi codice sulla bolletta..., con la presente diffida la vs. spett.le Società ad adempiere al contratto con voi sottoscritto per l?erogazione del servizio Adsl Tiscali basic 10030.

    Il suddetto servizio è stato infatti da voi interrotto in data 10/11/2004 fino a tutt?oggi (mancanza di portante); le mie quotidiane segnalazioni al vs. servizio tecnico non hanno ricevuto alcun positivo riscontro.

    In caso di mancata riattivazione in tempi brevissimi, lo scrivente si troverà costretto ad inviarvi, per mezzo di lettera raccomandata, una formale diffida redatta ai sensi dell?art.1454 del Codice Civile (inadempimento e risoluzione del contratto).

    Certo di positivo riscontro si inviano distinti saluti.


    nome e cognome e riferimenti anagrafici
    non+autenticato
  • Sei anche tu senza ADSL? Ci stiamo coalizzando per iniziative concrete. Vieni a trovarci. L'unione fa la forza.
    non+autenticato
  • ciao a tutti dove posso verificare le coperture aggiornate in maniera accettabile??

    grazie.
    non+autenticato
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