AVG: la grafica 3D è roba mia

Una piccola società texana rivendica diversi brevetti sulla grafica 3D e attacca decine di società, un elenco a cui si sono ora aggiunte le tre rivali del mercato console: Microsoft, Sony e Nintendo

Roma - Alcuni vecchi brevetti sulla grafica 3D sono al centro di una bufera legale che, iniziata lo corso giugno, è oggi arrivata a coinvolgere 18 produttori di hardware, 12 editori di videogiochi e 3 produttori di console da gioco.

A lanciare quest'ambiziosa offensiva legale contro questa pletora di produttori è stata una piccola società texana, nota come American Vieo Graphics (AVG), decisa a far valere diversi brevetti sulla grafica 3D acquisiti lo scorso giugno da Tektronix. AVG fa leva su due brevetti in particolare, il numero 5.109.520 ("Image frame buffer access speedup by providing multiple buffer controllers each containing command FIFO buffers") e il numero 4.734.690 ("Method and apparatus for spherical panning"): secondo l'azienda, tutte le società che ha querelato violano almeno uno dei due brevetti, e i produttori di console li violano entrambi.

I brevetti reclamati da AVG sono in tutto 25 e coprono virtualmente tutte le più importanti tecnologie alla base della grafica tridimensionale, tra cui il rendering di un'immagine 3D su di uno schermo 2D. Registrati tra il 1987 e il 1992, Tektronix ha dato in licenza questi brevetti durante gli anni '90 a diverse società del settore grafico. La violazione di queste proprietà intellettuali viene ora contestata da AVG ai tre produttori di console Microsoft, Sony e Nintendo; ai produttori di hardware HP, Dell, IBM, Gateway, Acer, Sony, Toshiba, MPC, Systemax, Fujitsu, Micro Electronics, Matsushita, Averatec, Polywell, Twinhead, Sharp, Uniwill e JVC; e agli editori di videogiochi Electronic Arts, Take Two, Activision, Atari, THQ, Vivendi Universal, Sega, Square Enix, Tecmo, Lucas Arts, Namco e UbiSoft. In ciascuna causa la società texana ha chiesto alla corte un'imprecisata somma di denaro a titolo di risarcimento danni.
AVG spera di raccogliere le prime vittorie legali contro alcuni big del settore così da convincere poi tutte le altre società del settore a stipulare con lei contratti di licenza per l'uso delle proprie tecnologie. Una strategia rischiosa ma che, in caso di successo, potrebbe riversare nelle casse di AVG fiumi di dollari.
TAG: mercato
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