Italia, nuovi rischi per le libertà digitali

di Gianluca Navarrini - Due nuove leggi avanzano in Parlamento, ancora una volta ambigue, e possono circondare i siti web italiani di nuove norme, burocrazia e responsabilità per i gestori. Ecco di cosa si tratta

Roma - Il 26 ottobre 2004 la Camera ha licenziato il testo del disegno di legge in materia di diffamazione a mezzo stampa, che ora è passato al vaglio del Senato della Repubblica (d.d.l. n. 3176). All'interno del d.d.l. è contenuta una proposta di riforma dell'art. 1 della l. n. 47/1948, che, se approvata dal Senato, introdurrà (o meglio: reintrodurrà) alcuni obblighi per i "siti internet aventi natura editoriale", tra cui quello della registrazione dei siti di informazione periodica (attenzione: non dei periodici telematici).

Inoltre, il Governo ha presentato alla Camera, nello scorso mese di luglio, il d.d.l. n. 4163, il cui articolo 1 è espressamente dedicato ai "siti aventi natura editoriale" quelli che contengono, in via prevalente, prodotti editoriali come definiti dall'articolo 1 della legge 7 marzo 2001, n. 62".
Ancora una volta l'approssimazione linguistica e l'imperizia tecnica del legislatore rischiano di produrre norme grottesche, a tratti incostituzionali, vagamente repressive, ma - per nostra fortuna - sostanzialmente inapplicabili.
Vediamo perché.

L'ambigua nozione di "sito internet avente natura editoriale"
Preliminare rispetto ad ogni altra questione è la risposta da fornire a chi chieda cosa debba intendersi con l'espressione "siti internet aventi natura editoriale".
La risposta è contenuta nell'art. 1 della l. n. 62/2001. Ha natura editoriale qualunque sito i cui contenuti siano destinati alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico. Praticamente, ha natura editoriale quasi ogni sito in cui ci si imbatte navigando in rete: basta che abbia la funzione di diffondere informazioni presso il pubblico.
Perciò nella nozione rientrano a pieno titolo i siti che divulgano qualsiasi genere di informazioni o di lavoro letterario (anche di infima qualità): dalle ricette della nonna alle inchieste di controinformazione, dalle barzellette, alle poesie. E tra i siti caratterizzati dalla periodica diffusione al pubblico di informazioni, oltre ai veri e propri giornali on line, ritengo possano essere collocati - se non tutti - molti blog.
Vediamo cosa cambierà, in caso di approvazione da parte delle Camere dei due d.d.l.
Va detto subito che, già oggi, in virtù dell'art. 1, comma 3, l. n. 62/2001, tutti i prodotti editoriali, anche quelli diffusi per via telematica, dovrebbero riportare le informazioni che si trovano solitamente contenute nel colophon dei libri: luogo ed anno della pubblicazione e, soprattutto, nome e domicilio dell'editore o dello stampatore. E benché la norma sia sostanzialmente disapplicata, la sua inosservanza, a rigore, andrebbe punita con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 250 euro (art. 16, l. n. 47/1948). Il problema è che una pubblicazione per essere diffusa nel cyberspazio non ha bisogno di editori o di stampatori: cosa dovrà, dunque, essere indicato per non commettere reato?
Il "popolo della rete" sarebbe grato al legislatore, se un punto così oscuro della legge fosse finalmente chiarito.

I siti di informazione periodica
I siti che abbiano contenuti assimilabili a quelli delle testate giornalistiche ed ai "periodici di qualsiasi altro genere" dovranno indicare il luogo e la data della pubblicazione, il nome ed il domicilio dello stampatore, il nome del proprietario e del direttore o vice direttore responsabile.

Ma c'è di più, giacché l'applicazione dell'intera legge sulla stampa ai siti "aventi natura editoriale", impone il rispetto dell'art. 5, l. n. 47/1948, il quale dispone che "nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi".

Così, in sordina, il legislatore ripropone l'annosa questione sulla obbligatorietà della registrazione dei giornali e dei periodici on-line. E, a modestissimo avviso di chi scrive, l'approvazione in via definitiva dell'attuale testo del d.d.l. n. 3176 determinerebbe l'abrogazione implicita (per incompatibilità) dell'ultimo comma dell'art. 7 del D. L.vo n. 70/2003, il quale - ancor oggi - chiarisce che "la registrazione della testata editoriale telematica è obbligatoria esclusivamente per le attività per le quali i prestatori dei servizi intendano avvalersi delle provvidenze previste dalla legge 7 marzo 2001, n. 62". Ed in molti, sicuramente, ricorderanno che la disposizione da ultimo citata rappresentò una clamorosa (ed abborracciata) retromarcia del legislatore che proprio con la l. n. 62/2001 aveva introdotto (all'art. 1, comma 3) l'obbligo generalizzato di registrazione per i periodici telematici.

Il tentativo che si può leggere tra le righe del d.d.l. n. 3176 è, dunque, quello di riformare (limitatamente ai siti) la controriforma. Con esiti non certo trascurabili, visto che l'art. 16, l. n. 47/1948 punisce con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a 250 euro chi pubblica un prodotto editoriale periodico senza che sia stata eseguita la prescritta registrazione.

Il problema, ancora una volta, è costituito dall'imperdonabile imprecisione del legislatore, che nel d.d.l. n. 3176 non parla di pubblicazioni periodiche per via telematica, ma di "siti internet". E non è chi non veda che un conto è un sito internet ed un altro conto è una newsletter!
45 Commenti alla Notizia Italia, nuovi rischi per le libertà digitali
Ordina
  • Dopo aver letto l' articolo su queste due leggi riguardanti il mondo internettiano, come si può ancora parlare di democrazia? Ma perché non dicono che Libertà è morta?
    E che non vengano più a dirci che in Cina si sta peggio: almeno dimostrerebbero di avere ancora un briciolo di dignità....
    Un bel pò di tempo fa, ( 2000 anni ) c' erano i Farisei, massimo esempio di ipocrisia : ora abbiamo l' intero mondo politico che opprime i suoi stessi connazionali...Che progresso, ragazzi.
    Chi ha detto che il il Medio Evo terminò nel giorno della scoperta dell' America da parte di Cristoforo Colombo, credo proprio si sia sbagliato ( purtroppo per noi) e di molto!   


                                                                     Saluti
  • Il sig. Mazza mi ha diffamato!
    Mi ha dato pubblicamente del ladro e intendo querelarlo per diffamazione a mezzo internet.

    Che cosa devo fare?
    Lo denuncio?
    non+autenticato
  • Giusto fare leggi che potreggano i cittadini dalla gratuita diffamazione proveniente da giornali e siti web, ma attenzione, ci vuole buon senso e, secondo me, occorre anche tutelare i siti web dagli abusi che molti spammer fanno nei confronti del web atttraverso l'invio indiscriminato di messaggi di spam negli appositi spazi di discussione aperti al pubblico (blog, forum, ecc.).
    non+autenticato
  • e' stato creato appositamente per situazioni estreme per situazioni anche peggiori di questa;
    non importa quello che pubblicate, finche' non inserite informazioni che riconducano a voi mai nessuno vi rintraccera'.
    Qualche settimana fa quando scrissi che la prossima battaglia da combattere era l'anonimato qualcuno mi diede del paranoico.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > e' stato creato appositamente per situazioni
    > estreme per situazioni anche peggiori di
    > questa;
    > non importa quello che pubblicate, finche'
    > non inserite informazioni che riconducano a
    > voi mai nessuno vi rintraccera'.
    > Qualche settimana fa quando scrissi che la
    > prossima battaglia da combattere era
    > l'anonimato qualcuno mi diede del paranoico.

    Si ma con freenet tu non hai la minima idea di cosa circoli nel tuo PC e che viene automaticamente messo il condivisione. Potresti veicolare contenuti pedofili e non saperlo mai. Ma cosa succederebbe se 'per caso' tu subissi con un pretesto qualsiasi (perché è a questo che servono certe leggi) un sequestro, riuscissero a decrittare la cartella freenet (non è impossibile, solo altamente improbabile - forse solo una questione di tempo) e ti trovassero dei filmini pedoporno che tu non sapevi assolutamente di avere? Sarebbe una prova schiacciante a tuo carico.

    Sinceramente ho sempre evitato freenet (e il P2P in generale) come la peste proprio per questo: HO PAURA. Paura di essere incriminato per colpe che non ho commesso e non intendo commettere mai.
    non+autenticato
  • Ciao Anonimo !

    > Sinceramente ho sempre evitato freenet (e il
    > P2P in generale) come la peste proprio per
    > questo: HO PAURA. Paura di essere
    > incriminato per colpe che non ho commesso e
    > non intendo commettere mai.

    Hanno vinto.
  • Ciao a Tutti !


    Ancora una volta l'approssimazione linguistica e l'imperizia tecnica del legislatore rischiano di produrre norme grottesche, a tratti incostituzionali, vagamente repressive, ma - per nostra fortuna - sostanzialmente inapplicabili.


    Ma siamo sicuri che sia davvero una svista ?
    Le norme nebulose e confusionarie lasciano grande spazio di manovra ali avvocati e chi piu' ne ha meglio le usa ....
    Se a tutto questo aggiungiamo che le norme che si volgiono introdurre sono ottimizzate per colpire i soggetti piu' "deboli", come i privati cittdini si nota che questo non e' altro che una nuova freccia da inserire nelle farete dei soliti noti in modo da poter essere scagliate contro quei siti che commettono il crimine di dire cose che secondo loro sarebbe meglio non dire ...

  • - Scritto da: The_GEZ
    > Ma siamo sicuri che sia davvero una svista ?
    > Le norme nebulose e confusionarie lasciano
    > grande spazio di manovra ali avvocati e chi
    > piu' ne ha meglio le usa ....
    > Se a tutto questo aggiungiamo che le norme
    > che si volgiono introdurre sono ottimizzate
    > per colpire i soggetti piu' "deboli", come i
    > privati cittdini si nota che questo non e'
    > altro che una nuova freccia da inserire
    > nelle farete dei soliti noti in modo da
    > poter essere scagliate contro quei siti che
    > commettono il crimine di dire cose che
    > secondo loro sarebbe meglio non dire ...

    Quoto!
    Anche io la penso così.

    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 13 discussioni)