Il giudice: Gates si crede Napoleone

T.P.Jackson, che ha condannato Microsoft in primo grado per abuso di posizione dominante, torna a far parlare di sé perché continua a parlare con i giornali di Bill Gates e dei dirigenti Microsoft. Con battute da non perdere

Washington (USA) - "Credo che Bill Gates pensi di sé e della sua azienda come un Napoleone, con una arroganza che deriva dal potere e da un successo senza precedenti, con nessuna esperienza davvero dura da superare, né fallimenti". Così il giudice Thomas Penfield Jackson ha parlato sul "New Yorker" del più ricco businessman del mondo e di Microsoft.

Jackson, che nei mesi scorsi ha firmato la condanna di primo grado contro Microsoft per abuso di posizione dominante, si era già lasciato prendere la mano in dichiarazioni pubbliche durante e dopo il processo, tanto da finire in un ricorso di Microsoft che lo ritiene prevenuto nei propri confronti e dunque inadatto a giudicare il caso.

Parlando al New Yorker, Jackson ha così descritto i manager Microsoft: "Non si comportano da adulti". E ha "stilettato" il legale a capo del collegio della difesa, William Neukom, che secondo Jackson "non è molto intelligente, o almeno non credo che abbia grandi capacità". Ai suoi clienti avrebbe dovuto dire, sostiene Jackson, che "per noi è venuto il momento di essere flessibili".
Il giudice ha invece avuto parole di elogio per David Boies, legale dell'accusa che ha condotto il celebre interrogatorio videoregistrato a Bill Gates, e che da tempo è anche avvocato di Napster in un'altra celebre causa.
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