Dude.it/ Latitanti online

di Luca Vanzella. Ok, Internet è una cosa meravigliosa: ma se ho bisogno di una ricetta urgente devo ancora andare fisicamente dal mio medico di base, che se si collega alla rete per aggiornamento deve farlo a spese sue

Dude.it - Pur essendo un navigatore esperto e teoricamente connesso ad alta velocità, resto un comune mortale per quanto riguarda alcuni servizi essenziali: la sanità, il risparmio, le bollette.

Stimolato dall'annuncio di Violante che, a breve, sarà possibile conoscere con pochi clic come votano gli onorevoli a Montecitorio, ho deciso di fare un piccolo test sui fornitori di servizi "essenziali". Voglio scoprire se grazie alla tanto sbandierata rivoluzione di Internet e delle nuove tecnologie oggi questi servizi mi garantiscono un servizio migliore rispetto al passato. Avrò finalmente accesso a un servizio più puntuale e completo, accessibile da casa o dal lavoro, risparmiando tempo e denaro? La logica direbbe di sì: i servizi che rispondono ai bisogni primari saranno i primi a sfruttare le nuove potenzialità, giusto?

Ho pensato di analizzare il mio rapporto di utente con i seguenti fornitori: il Servizio Sanitario Nazionale, Telecom Italia, la Società del Gas (e Acqua, nel mio caso), l'Enel, la mia banca. Non ho considerato la televisione, in quanto fornitore anomalo (non si tratta di un servizio tangibile o comunque numerabile). Comunque so già che la pagina RAI contiene un sacco di link a numerosissimi sotto-siti di trasmissioni e a rubriche come GiocheRAI e CercheRAI. Carini gli slogan, ma non è questo che sto cercando oggi.
Riguardo al Servizio Sanitario, sapevo che sarebbe stato come sparare sulla croce rossa (perdonate il brillante gioco di parole). Scoperto che il mio medico di base - cioé un passaggio inevitabile per ottenere prestazioni mediche - ha un computer ma non dispone di un modem, ho subito abbandonato la ricerca: se devo comunque andare dal dottore a fare un'ora e mezza di fila, anche se dietro di lui ci fosse un servizio perfettamente funzionante non me ne farei nulla. Non ho approfondito, e soprattutto non mi sono chiesto come fanno la stragrande maggioranza dei medici italiani ad aggiornarsi senza accesso alla Rete. Meglio così: non poniamoci domande inquietanti.

Vogliamo passare alla Telecom, ovvero il principale Internet Provider d'Italia? Ho girato un bel po ' sul leviatanico, caotico insieme di siti che fanno capo al gruppo Telecom, ma non sono riuscito a vedere la mia bolletta. E dire che mi hanno persino mandato una lettera a casa per informarmi che avrei avuto una bolletta trasparente: evidentemente è così trasparente che non c'è modo di vederla. In compenso sulla homepage mi informano che "con la fusione per incorporazione di Tin.it in Seat Pagine Gialle nasce il nuovo polo Internet italiano". A parte il fatto che se cerco la bolletta e trovo un'autocelebrazione mi irrito un po ', si dà il caso che al link non corrisponda nessun articolo, ma un messaggio di errore che informa che l'articolo è stato rimosso. Curioso, per una delle aziende tecnologicamente più avanzate d'Italia. Quando scopro che anche l'elenco telefonico online non mi conosce come utente capisco che non è aria, e prima di sospettare che non esisto, cambio fornitore. Ma essendo fedele utente Telecom da tanti anni sono abituato alle delusioni, e non mi lascio scoraggiare.
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