Galera per i nudi senza consenso

La nuova legge sarà presto approvata in Nuova Zelanda: prevede fino a tre anni di carcere per coloro che credono di potersi portare a casa certi souvenir fotografici altrui

Wellington (Nuova Zelanda) - La diffusione dei telefonini dotati di microcamera fotografica, sempre più evoluti e potenti, ha messo in allarme anche il Legislatore neozelandese.

Ultime in ordine di tempo, le autorità delle bellissime isole del Pacifico meridionale hanno deciso di spingere per una normativa che possa portare in galera fino a tre anni chi scatta foto con dettagli intimi di qualcun altro senza avere preventivamente chiesto il consenso. Un anno di galera potrà essere disposto contro chi venisse trovato in possesso di materiali ottenuti in questo modo.

Il ministro della Giustizia neozelandese, Phil Goff, ha spiegato che la normativa è stata pensata per impedire che i fotofonini o le sempre più piccole fotocamere digitali possano ritrarre senza consenso nudità, nudità parziali, atti sessuali ed altre intimità. Tutto questo, evidentemente, in quelle situazioni in cui la "vittima" abbia ragione di ritenersi al sicuro da sguardi indiscreti.
"Scattare foto sotto i vestiti di una persona, o invadere la sua privacy registrandoli di nascosto nei bagni, negli spogliatoi o nelle proprie case - ha tuonato Goff - è assolutamente inaccettabile e deve portare a sanzioni penali, indipendentemente da quanto queste immagini siano esplicite".

Secondo Goff, quello della ripresa abusiva di foto di intimità violate "è un problema crescente. Una forma moderna di voyeurismo aggravata da tecnologie come i fotofonini o i computer che rendono relativamente semplice registrare e distribuire ampiamente quanto viene catturato".
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