L'Italia sequestrerà siti esteri

Lo ha deciso la Cassazione stabilendo la legittimità dei provvedimenti dei Tribunali italiani che si ritengono competenti per giudicare atti di diffamazione commessi su siti esteri e raggiungibili dall'Italia

Roma - Un giudice italiano può ritenere di propria competenza il "sequestro" di siti esteri nel caso in cui questi siano coinvolti in illeciti come la diffamazione e siano raggiungibili dall'Italia. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha così sancito la legittimità a procedere anche in questi casi "complessi".

La sentenza arriva da un complesso caso di adozione nel cui ambito si è verificata la diffamazione ai danni di un farmacista di Genova aggredito da una "campagna denigratoria" da parte del webmaster di un sito israeliano. Secondo la Cassazione, dunque, in questo caso il giudice italiano può ordinare il sequestro del sito "attaccante" e il sequestro di tutti i contratti che il sito ha firmato con i provider che ne diffondono online le pagine...

Si tratta, naturalmente, di una sentenza destinata a far discutere su diversi fronti ma soprattutto perché tenta di dare una legittimità a decisioni di tribunali italiani che vanno ad impattare su soggetti di diritto estero e addirittura su funzionalità e contenuti di siti Internet. Qualcosa che ricorda da vicino il caso di Yahoo!, azienda americana condannata da un giudice francese per quanto ospitato sui propri server statunitensi.
Il punto chiave, in questo caso e in quelli che seguiranno questo binario, è capire se come e quanto il soggetto estero coinvolto sia tenuto a rispondere di eventuali ingiunzioni erogate dai tribunali italiani.
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