Google si fa studioso

Il nuovo servizio di ricerca lanciato da Google è dedicato a studenti, ricercatori e, più in generale, a chi cerca opere o documentazione accademica e scientifica. Ecco cosa offre

Roma - Un servizio di ricerca tagliato su misura per gli studiosi e, più in generale, per chiunque abbia la necessità di rovistare tra la moltitudine di libri, recensioni, citazioni, tesi e documenti che fanno parte della letteratura accademica e scientifica mondiale. Il suo nome è Google Scholar, ed è l'ennesimo servizio offerto dal motorone di ricerca dalla grande "G".

Il materiale indicizzato da Google Scholar proviene sia da fonti on-line, come documenti, studi, tesi ed e-book, sia da fonti off-line, come libri stampati, riviste e qualsiasi altro genere di materiale cartaceo. In quest'ultimo caso Google riporta citazioni, recensioni ed eventuali informazioni su come e dove acquistare la pubblicazione.

Le risorse prese in considerazione dal neonato fratellino di Google toccano una grande varietà di discipline, da quelle tecnico-scientifiche a quelle umanistiche, ed includono tra le fonti un elevato numero di case editrici, biblioteche e archivi universitari, società professionali e siti Web.
Il portalone della ricerca spiega, in questa pagina, che i risultati vengono ordinati in base alla rilevanza che le parole ricercate hanno nel testo integrale di un articolo, ma anche in base all'autore, alla pubblicazione e alla frequenza con cui appaiono nell'intero catalogo.

Com'è nella tradizione di Google, il nuovo servizio è attualmente in beta e, pertanto, da considerarsi ancora in via di miglioramento. Per il momento la società non veicolerà nessuna forma di advertising nelle pagine di Google Scholar, ma è probabile che in futuro questo nuovo spazio possa attrarre gli investimenti di editori ed istituti accademici.
TAG: mondo
15 Commenti alla Notizia Google si fa studioso
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  • ...è la (spero solo per ora) mancanza della versione in italiano
    non+autenticato
  • Google entra nel desktop:

    http://desktop.google.com/

    forse perchè ms ha rimandato il nuovo filesystem.

    http://www.google.com/options/index.html

    dc.
    non+autenticato
  • Google Scholar mi ha permesso di trovare in
    pochi minuti il paper che stavo cercando
    per una ricerca, saltando da una citazione
    all'altra. E' qualcosa che rivoluzionera'
    la vita universitaria e l'intero campo
    della ricerca scientifica secondo me.

    L'unica cosa che temo e' che un effetto
    collaterale dei paper a pagamento (35 dollari
    per un articolo??? Ma sono pazzi???)
    e' che i paper gratuiti inizieranno ad avere
    piu' diffusione e quindi andranno su con
    il citation index solo perche' sono gratuiti,
    mentre quelli a pagamento, magari migliori,
    finiranno con non avere molta diffusione.

    Forse sarebbe il caso che le riviste scientifiche
    abbassassero i prezzi, specie considerando
    che con Google Scholar avranno una maggiore
    domanda e quindi guadagneranno comunque
    bene anche con 1.0$ ad articolo.


    non+autenticato
  • Salve,
    sono un biologo e ho provato ad utilizzare Scholar Google per ricercare materiale che fosse esclusivamente didattico riguardo ad un certo argomento scientifico.
    In maniera rapida ho ottenuto migliaia di pubblicazioni scientifiche in merito, un po' troppo tecniche per "l'educational".
    Tali pubblicazioni tecniche potevano già essere ricercate gratuitamente da tutti tramite il data base di PubMed Central del National Institute of Health (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=P...)

    La limitazione per l'utente comune (o per lo studente) è che il 99% di tali pubblicazioni non sono gratuite ma sono a pagamento (e anche molto care) a meno che non si disponga di un accesso tramite una libreria universitaria che ne ha accesso.

    Secondo me Google Scholar dovrebbe mettere come primi risultati le pagine non ad accesso limitato e/o a pagamento, in modo che tutti possano fruire delle informazioni. Per gli articoli scientifici gli "addetti ai lavori" hanno già gli strumenti adatti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Secondo me Google Scholar dovrebbe mettere
    > come primi risultati le pagine non ad
    > accesso limitato e/o a pagamento, in modo
    > che tutti possano fruire delle informazioni.
    > Per gli articoli scientifici gli "addetti ai
    > lavori" hanno già gli strumenti
    > adatti.

    Giusto.
    Bruco
    2098
  • Credo che ci volesse proprio uno strumento del genere!

    ha una grande utilita' solpratutto per i non addetti ai lavori. Infatti fino ad ora era difficile trovare materiale didattico di qualita' su un certo argomento, capitava di trovare tanta spazzatura e di non saperla distinguere dai lavori migliori!

    Non sono solo gli "addetti ai lavori" ad aver bisogno dei materiali tecnici piu' approfonditi ed avanzati/
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Credo che ci volesse proprio uno strumento
    > del genere!
    >
    > ha una grande utilita' solpratutto per i non
    > addetti ai lavori. Infatti fino ad ora era
    > difficile trovare materiale didattico di
    > qualita' su un certo argomento, capitava di
    > trovare tanta spazzatura e di non saperla
    > distinguere dai lavori migliori!
    >
    > Non sono solo gli "addetti ai lavori" ad
    > aver bisogno dei materiali tecnici piu'
    > approfonditi ed avanzati/

    hai letto il commento che hai commentato?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Salve,
    > sono un biologo e ho provato ad utilizzare
    > Scholar Google per ricercare materiale che
    > fosse esclusivamente didattico riguardo ad
    > un certo argomento scientifico.
    > In maniera rapida ho ottenuto migliaia di
    > pubblicazioni scientifiche in merito, un po'
    > troppo tecniche per "l'educational".
    > Tali pubblicazioni tecniche potevano
    > già essere ricercate gratuitamente da
    > tutti tramite il data base di PubMed Central
    > del National Institute of Health
    > (www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=Pu
    >
    > La limitazione per l'utente comune (o per lo
    > studente) è che il 99% di tali
    > pubblicazioni non sono gratuite ma sono a
    > pagamento (e anche molto care) a meno che
    > non si disponga di un accesso tramite una
    > libreria universitaria che ne ha accesso.
    >
    > Secondo me Google Scholar dovrebbe mettere
    > come primi risultati le pagine non ad
    > accesso limitato e/o a pagamento, in modo
    > che tutti possano fruire delle informazioni.
    > Per gli articoli scientifici gli "addetti ai
    > lavori" hanno già gli strumenti
    > adatti.

    questa cosa è molto interessante! dovresti scriverla anche a Google, in modo che sappia che il livello di attenzione è alto e pure quello delle considerazioni

    grazie!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Secondo me Google Scholar dovrebbe mettere
    > come primi risultati le pagine non ad
    > accesso limitato e/o a pagamento, in modo
    > che tutti possano fruire delle informazioni.
    > Per gli articoli scientifici gli "addetti ai
    > lavori" hanno già gli strumenti
    > adatti.

    Qui fai due assunzioni a priori eccessivamente ottimistiche, nel migliore dei casi.

    La prima è che esista davvero materiale scientifico di qualità di libero accesso e/o non a pagamento, il che rimane ampiamente da dimostrare. Non ci dovrebbe essere bisogno di ricordarlo proprio ad un addetto ai lavori, quali che siano le esigenze di semplificazione didattiche.

    La seconda è che solo gli "addetti ai lavori" accademici abbiano bisogno di consultare articoli asseverati con peer review, il che è palesemente falso: gli addetti ai lavori stanno anche e soprattutto dentro le aziende, le quali non necessariamente saranno abbonate a 3.500 riviste in ogni campo dello scibile umano, e probabilmente hanno ampie necessità di andare oltre i soliti circuiti di ACM, IEEE, SIAM e quant'altro.

    Lo scopo primario di questa iniziativa dovrebbe essere proprio quello di iniziare a separare, già in fase di ricerca (quindi in una posizione di potenziale debolezza discriminativa da parte del soggetto), la marea poltacea di idiozie ascientifiche che invadono internet dai contenuti seri prodotti dal migliore mondo della ricerca accademica ed indipendente.
    non+autenticato
  • Davvero un inchino e un grazie ai due di Google... finalmente una azienda che dimostra di essere interessata non solo al Busine$$ ma anche alla diffusione della cultura. La mia unica preoccupazione è che quando diventerà un servizio a pagamento, non sarà troppo costoso.... però per adesso, viva Google!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La mia unica preoccupazione è che quando diventerà un
    > servizio a pagamento, non sarà troppo costoso....

    Non mi pare che la linea di Google sia lanciare un servizio per renderlo a pagamento. Sempre che Google non venga rilevata da altri.
    Terra2
    2332
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