Gli informatici, il web e gli Ordini

di Roberto Scano (IWA-HWG) - Dove sta andando il riconoscimento delle professionalità IT italiane? Uno sguardo all'Europa ed un altro all'Italia. Nuove professioni e professioni non regolamentate: la nuova torre di Babele?

Roma - Leggendo Punto Informatico, newsgroup e liste di discussione dedicati all'informatica si nota sempre maggiormente una globale "insofferenza" di chi quotidianamente opera nelle cosiddette "professioni non regolamentate", ossia nelle attività professionali in cui non vi sia alcun "titolo" di "identificazione" per l'accesso alla professione. In questo documento ho cercato di riportare la situazione attuale, cercando allo stesso tempo di fornire indicazioni utili allo sviluppo di una normativa di riforma (e, aggiungerei, di riconoscimento) delle professioni.

Dall'Europa: professioni regolamentate e qualifiche professionali
Per arrivare alla situazione odierna è necessario tornare indietro di qualche anno, esattamente al 2000, anno in cui l'Unione Europea ha deciso di prendere posizione per queste problematiche.

A Lisbona, nella primavera del 2000, l'Unione europea si è prefissata l'obiettivo strategico di creare l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale. Dall'avvio della strategia di Lisbona sono stati creati cinque milioni di nuovi posti di lavoro e la disoccupazione si è ridotta di due milioni di unità, come sottolineato nelle conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles del 20-21 marzo 2003.
Istruzione e formazione restano al centro delle strategie delineate per modernizzare le economie europee ed è per tale motivo che - come vedremo in seguito nel documento - l'Unione ha richiesto un'armonizzazione nella formazione nonché un reciproco riconoscimento dei titoli di studio tra i diversi paesi membri.

Il riconoscimento professionale si fonda su una presunzione di corrispondenza e affidabilità dei percorsi formativi che danno accesso, in Stati diversi, ad una stessa attività o ad attività corrispondenti e, in caso di differenze sostanziali, può essere condizionato dal superamento di specifiche misure compensative.

Tutte queste iniziative si sarebbero limitate alle professioni regolamentate se nel documento uscito dal Consiglio europeo di Lisbona non fossero state inserite delle interessanti definizioni fondamentali:

a) "professioni regolamentate": attività, o insieme di attività professionali, l'accesso alle quali e il cui esercizio, o una delle cui modalità di esercizio, è subordinata direttamente o indirettamente, attraverso norme legislative, regolamentari o amministrative, al possesso di determinata qualifica professionale;
b) "qualifiche professionali": le qualifiche attestate da un titolo di formazione, un attestato di competenza e/o un'esperienza professionale;
c) è assimilata a una professione regolamentata una professione esercitata dai membri di un'associazione o di un organismo.

Quanto sopra riportato è un estratto del "Parere del Comitato economico e sociale in merito alla proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea del 14 marzo 2003.

Con questa iniziativa l'Unione Europea ha voluto dare un'indicazione agli stati membri al fine di incentivare un dialogo con le associazioni professionali per le professioni non regolamentate in modo da poter riconoscere le nuove professionalità emergenti, evitando la creazione di nuovi ordini professionali.

Dall'Italia: interpretazione della Comunicazione Europea
Nel nostro paese sono in atto da anni proposte di iniziative normative rivolte al riconoscimento di specifiche professionalità. Nel settore informatico, ad esempio, si è avuto modo di leggere, sempre su Punto informatico, della problematica di accesso degli ingegneri informatici nell'iscrizione all'ordine degli ingegneri, nonché le iniziative di talune categorie di informatici con la pronta analisi da parte di IWA/HWG.

La situazione italiana non è per nulla chiara: da una parte vi sono iniziative normative volte a tutelare le professioni regolamentate espandendone i campi di azione e di promozione, dall'altra invece vi sono iniziative che tendono a voler creare nuovi "ordini non regolamentati" al fine di avviare corpose iniziative formative.

Le proposte normative
Tra tutte figura la proposta normativa del CNEL presentata il 17 febbraio 2003 e ferma alla Camera dei Deputati dal 4 marzo 2004. Assieme a questa proposta alla Camera dei Deputati sono analizzate le seguenti proposte normative:

- Atto Camera 901 - Disciplina delle professioni intellettuali - On. Alfredo Biondi (Forza Italia) - Presentato in data 20 Giugno 2001;
- Atto Camera 1048 - Istituzione del "Certificato professionale controllato" e delega al Governo per la disciplina delle professioni non regolamentate - On. Piero Ruzzante (Dem.Sin.-Ulivo) - Presentato in data 26 Giugno 2001;
- Atto Camera 1890 - Riforma delle professioni intellettuali - On. Ettore Peretti (CCD-CDU Biancofiore) - Presentato in data 31 Ottobre 2001;
- Atto Camera 2112 - Disciplina delle professioni intellettuali - On. Gianni Mancuso (AN) - Presentato in data 17 Dicembre 2001;
- Atto Camera 2488 - Disposizioni per la regolamentazione delle nuove attività professionali - On. Pierluigi Mantini (Margherita, DL-Ulivo) - Presentato in data 6 Marzo 2002;
- Atto Camera 2552 - Disposizioni in materia di certificazione di qualità professionale - On. Massimo Polledri (Lega Nord Padania) - Presentato in data 21 Marzo 2002;
- Atto Camera 2708 - Legge quadro sulle professioni intellettuali - On. Pierluigi Mantini (Margherita,DL-Ulivo) - Presentato in data 7 Maggio 2002
- Atto Camera 2767 - Disciplina delle nuove attività professionali intellettuali - On. Gabriella Pistone (Misto, Comunisti italiani) - Presentato in data 16 Maggio 2002.
Atto Camera 4308 - Riforma delle professioni intellettuali - On. Marco Follini (UDC) - Presentato in data 25 settembre 2003.

Al Senato della Repubblica, invece, risultano in discussione le seguenti normative:

- Atto Senato 258 - Disciplina delle professioni non regolamentate - Sen. Stefano Bastianoni (Mar-DL-U) - Presentato in data 20 giugno 2001;
- Atto Senato 691 - Disciplina delle professioni intellettuali - Sen. Domenico Nania (AN) - Presentato in data 27 settembre 2001;
- Atto Senato 804 - Disciplina delle professioni intellettuali - Sen. Andrea Pastore (FI) - Presentato in data 7 novembre 2001;
- Atto Senato 1748 - Legge quadro sulle professioni intellettuali - Sen. Alessandro Battisti (Mar-DL-U) - Presentato in data 6 giugno 2002;
- Atto Senato 1597 - Disciplina delle società tra professionisti - Sen. Guido Calvi (DS-U) - Presentato in data 11 luglio 2002;
- Atto Senato 2204 - Riforma delle professioni intellettuali - Sen. Giancarlo Pasquini (DS-U) - Presentato il 15 aprile 2003;

Cosa accomuna tutte queste proposte normative? Da una rapida lettura si evince come vi siano molteplici volontà normative ma tutte raggruppabili nelle seguenti intenzioni:

- mantenere gli "albi" esistenti;
- richiedere il riconoscimento delle professioni non regolamentate dall'art. 2229 del Codice Civile;
- definire le modalità di rilascio di attestati e certificazioni;
- definire le modalità di iscrizione delle associazioni a determinati "elenchi riconosciuti".
69 Commenti alla Notizia Gli informatici, il web e gli Ordini
Ordina
  • Chiedereste mai ad un ingegnere che progetti e realizzi un'automazione fornendoli scarne e confuse informazioni, disinteressandovi di come procedono le cose, alla fine dei lavori dite che cos' non va e cercate di non pagare l'ingegnere e chi ha lavorato sul progetto?
    SI?
    (che bastard*A bocca aperta )
    Ok, normalmente no!

    Per la maggior parte dei progetti di informatica invece si, le cose vanno esattamente come descritte e questo fa si che gli informatici vengano trattati come pezze da piedi, laureati o meno che siano.Deluso
    non+autenticato
  • hai centrato il punto !

    Essere un po' piu' formali aiuterebbe lo stipendio..

    non+autenticato
  • Io vorrei capire perchè dove lavoro io, ma anche in altre realtà informatiche, i tecnici dipendenti sono assunti come contratto metalmeccanico...

    Senza nulla togliere ad un metalmeccanico, ritengo che la professione dell' informatico sia ben lontana da chi per esempio lavora in catena in una fabbrica...voglio dire, il mio lavoro è di continuo sviluppo, lavori e studi, lavori e studi.... perchè non esiste una categoria che più si avvicina all' effettivo lavoro svolto da un informatico?
    non+autenticato
  • perchè secondo me è difficile creare delle leggi su qualcosa che non si conosce.

    Danilo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > perchè secondo me è difficile
    > creare delle leggi su qualcosa che non si
    > conosce.
    >
    > Danilo.

    ma possibile che in tutta europa nessuna legge sugli informatici?

    e negli USA?

    chiaramente per ispirarsi, non per copiare pedissequamente...
    non+autenticato
  • http://www.unimatica.it/

    il contratto degli informatici esiste.

    Nell'azienda dove lavoro ci siamo passàti da poco.

    Ha pregii e difetti.
    Seguendolo alla lettera, direi che ha più pregii per i lavoratori, ma ovviamente si tratta di utopia..
  • Perchè è l'azienda che fa parte della metalmeccanica, e tu hai il contratti dei metalmeccanici anche se fai le pulizie.
    In italia non ci sono sindacati per professioni, ma per tipologia d'azienda.
    Con questo non vohlio dire che vada bene così.

  • - Scritto da: Anonimo
    > Io vorrei capire perchè dove lavoro
    > io, ma anche in altre realtà
    > informatiche, i tecnici dipendenti sono
    > assunti come contratto metalmeccanico...

    Operatore macchine a controllo numerico. I metalmeccanici sono gli unici che hanno, nella loro categoria, questa specializzazione.
    È assurdo. Lo so. Io lavoro per una azienda di trasporti e sono un metalmeccanico. Capita. In lacrime
  • perchè l'azienda risparmia fior di milioni
    es.: hai 13 mensilità anzichè ad es.14 come nel contratto commercio e quando ti danno un aumenta lo fanno x 13 anzichè x 14
    per non parlare delle ferie o degli scatti (x 13 e minori)
    bello no ?A bocca aperta
    non+autenticato
  • > Io vorrei capire perchè dove lavoro
    > io, ma anche in altre realtà
    > informatiche, i tecnici dipendenti sono
    > assunti come contratto metalmeccanico...

    Perche' il loro lavoro produce piu' o meno quel reddito all'azienda?

    > Senza nulla togliere ad un metalmeccanico,
    > ritengo che la professione dell' informatico
    > sia ben lontana da chi per esempio lavora in
    > catena in una fabbrica...

    No, prima o poi la maggior parte finisce li.A bocca aperta

    >voglio dire, il mio
    > lavoro è di continuo sviluppo, lavori
    > e studi, lavori e studi.... perchè
    > non esiste una categoria che più si
    > avvicina all' effettivo lavoro svolto da un
    > informatico?

    Il caldarrostaio?
    non+autenticato
  • Ciao a tutti, pensavo di raccontarvi il mio caso.
    Sono Ing. Elettronico, iscritto all'ordine degli ingegneri.
    Prima di tutto devo dire che mi sento un pò una mosca bianca e un pesce fuor d'acqua, poichè il 90% degli Ing.El. non è iscritto all'ordine, e perchè all'ordine la stragrande maggioranza sono ingegneri civili/edili.

    Vorrei dire che mi sono iscritto all'ordine unicamente perchè sono praticamente obbligato, per poter lavorare come libero professionista e pagare i contributi al mio ente previdenziale.

    Praticamente per me l'ordine è solo un balzello da 180 euro all'anno; non mi risulta che dia alcun vantaggio di tipo "corporativo": non mi risulta che vi sia una tabella minima dei compensi per gli Ing. Elettronici (come invece c'è per gli Edili) e nemmeno che ad alcun concorso pubblico per opere di informatizzazione l'accesso ai bandi di concorso sia riservato ai soli Ingegneri iscritti all'albo. Correggetemi se mi sbaglio.

    In definitiva quindi, al momento attuale i colleghi (informatici) non hanno molto da invidiarmi; non so se le cose cambieranno nel futuro, però credo di poter dire che non esiste in seno all'ordine una lobby degli Ing.El. che voglia far assumere un carattere corporativistico alla cosa. Io personalmente credo che il committente deve avere la possibilità di scegliere liberamente tra un diplomato e un ingegnere.



    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > Praticamente per me l'ordine è solo
    > un balzello da 180 euro all'anno; non mi
    > risulta che dia alcun vantaggio di tipo
    > "corporativo": non mi risulta che vi sia una
    > tabella minima dei compensi per gli Ing.
    > Elettronici (come invece c'è per gli Edili)

    spero perchè è da poco che siete stati ammessi...

    > e nemmeno che ad alcun concorso
    > pubblico per opere di informatizzazione
    > l'accesso ai bandi di concorso sia riservato
    > ai soli Ingegneri iscritti all'albo.

    so che con esami integrativi sono gli edili a fare anche gli informatici

    > personalmente credo che il committente deve
    > avere la possibilità di scegliere
    > liberamente tra un diplomato e un ingegnere.

    questo no, le responsabilità sono diverse...

    ==================================
    Modificato dall'autore il 22/11/2004 12.29.45
    non+autenticato

  • > > spero perchè è da poco che
    > siete stati ammessi...

    bè può darsi... tieni conto che il 90% degli Ing. El. lavora come dipendente, quindi non ha bisogno di iscriversi all'ordine

    > so che con esami integrativi sono gli
    > edili a fare anche gli informatici

    ecco questo non è che mi va tanto

    > > personalmente credo che il committente
    > deve
    > > avere la possibilità di scegliere
    > > liberamente tra un diplomato e un
    > ingegnere.
    >
    > questo no, le responsabilità sono
    > diverse...

    no infatti, a quel punto sceglierebbe a suo rischio e pericolo... è difficile tracciare una linea tra software da cui dipendono vite umane e non; però nemmeno come Ingegnere mi vorrei prendere la responsabilità totale di un software ad esempio per il controllo del traffico aereo; una cosa è progettare un ponte, e un'altra progettare e realizzare un software. In caso di "crollo", con il ponte le responsabilità sono ben riconducibili, con un software non così facilmente.





    > ==================================
    > Modificato dall'autore il 22/11/2004 12.29.45
    non+autenticato
  • MA COSA DICI!!!

    DOVE SEI ISCRITTO ALL'ALBO DI TOPOLINIA???

    NON SIAMO "AMMESSI DA POCO" E POI NON CI SONO "ESAMI INTEGRATIVI"...

    IO SONO ING. INFORMATICO E POSSO ESEGUIRE PRESTAZIONI NELLE TRE CLASSI: EDILE/CIVILE + INDUSTRIALE + INFORMAZIONE....

    VAI A RISTRUTTURARE IL DEPOSITO DI ZIO PAPERONE...


    - Scritto da: Anonimo
    >
    > > > spero perchè è da
    > poco che
    > > siete stati ammessi...
    >
    > bè può darsi... tieni conto
    > che il 90% degli Ing. El. lavora come
    > dipendente, quindi non ha bisogno di
    > iscriversi all'ordine
    >
    > > so che con esami integrativi sono gli
    > > edili a fare anche gli informatici
    >
    > ecco questo non è che mi va tanto
    >
    > > > personalmente credo che il
    > committente
    > > deve
    > > > avere la possibilità di
    > scegliere
    > > > liberamente tra un diplomato e un
    > > ingegnere.
    > >
    > > questo no, le responsabilità sono
    > > diverse...
    >
    > no infatti, a quel punto sceglierebbe a suo
    > rischio e pericolo... è difficile
    > tracciare una linea tra software da cui
    > dipendono vite umane e non; però
    > nemmeno come Ingegnere mi vorrei prendere la
    > responsabilità totale di un software
    > ad esempio per il controllo del traffico
    > aereo; una cosa è progettare un
    > ponte, e un'altra progettare e realizzare un
    > software. In caso di "crollo", con il ponte
    > le responsabilità sono ben
    > riconducibili, con un software non
    > così facilmente.
    >
    >
    >
    >
    >
    > > ==================================
    > > Modificato dall'autore il 22/11/2004
    > 12.29.45
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > NON SIAMO "AMMESSI DA POCO" E POI NON CI
    > SONO "ESAMI INTEGRATIVI"...
    >
    mi pare al massimo da un paio di anni, infatti le associazioni di informatici non ingegneri stanno protestando perchè non possono più firmare progetti...

    > IO SONO ING. INFORMATICO E POSSO ESEGUIRE
    > PRESTAZIONI NELLE TRE CLASSI: EDILE/CIVILE +
    > INDUSTRIALE + INFORMAZIONE....
    >
    ma allora anche gli ingegneri edili e meccanici possono eseguire prestazioni nel campo vostro e sono molti di più di voi...

    quindi ecco che sarebbe meglio un ordine, o un'altra formazione associativa più moderna, per gli informatici periti e laureati
    non+autenticato
  • > Io personalmente credo che il committente deve
    > avere la possibilità di scegliere
    > liberamente tra un diplomato e un ingegnere.

    guarda che non ci sono solo i diplomati e gli ingegneri...
    non+autenticato


  • > guarda che non ci sono solo i diplomati e
    > gli ingegneri...

    no infatti chiedo scusa per essermi dimenticato dei laureati in scienze dell'informazione, ma anche fisica e matematica.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > > guarda che non ci sono solo i diplomati
    > e
    > > gli ingegneri...
    >
    > no infatti chiedo scusa per essermi
    > dimenticato dei laureati in scienze
    > dell'informazione, ma anche fisica e
    > matematica.

    Accettiamo le tue scuse =)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Io
    > personalmente credo che il committente deve
    > avere la possibilità di scegliere
    > liberamente tra un diplomato e un ingegnere.

    Con la proposta attuale solo l'ing potrà svolgere la professione intellettuale.

  • - Scritto da: rscano
    > Con la proposta attuale solo l'ing
    > potrà svolgere la professione
    > intellettuale.

    nel senso di creativa d'accordo, ma anche quella esecutiva, dei periti, va considerata, almeno per garantirsi un'ombraImbarazzato di serietà...
    non+autenticato
  • TI SEMBRA SBAGLIATO??

    PERCHE' UN VETERINARIO NON PUO' FARE IL MEDICO??


    - Scritto da: rscano
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Io
    > > personalmente credo che il committente
    > deve
    > > avere la possibilità di scegliere
    > > liberamente tra un diplomato e un
    > ingegnere.
    >
    > Con la proposta attuale solo l'ing
    > potrà svolgere la professione
    > intellettuale.
    non+autenticato
  • Per professione intellettuale si intende l'attività, anche organizzata, diretta al compimento di atti ovvero alla prestazione di servizi e opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e in via prevalente con lavoro intellettuale, per la quale è richiesto un titolo di studi universitario o di pari livello avente valore legale

    e chi è programmatore, magari con attestato regionale, deve essere escluso?
    non+autenticato

  • - Scritto da: max59
    > Per professione intellettuale si intende
    > l'attività, anche organizzata,
    > diretta al compimento di atti ovvero alla
    > prestazione di servizi e opere a favore di
    > terzi, esercitata abitualmente e in via
    > prevalente con lavoro intellettuale, per la
    > quale è richiesto un titolo di
    > studi universitario
    o di pari livello
    > avente valore legale

    >
    > e chi è programmatore, magari con
    > attestato regionale, deve essere escluso?

    e pure:
    - chi opera nel web e non ha titoli di studio (che non esistono) paragonabili a lauree
    - chi svolge la professione da parecchi anni

    Di fatto, quell'articolo chiaramente non inserisce le professioni web nella riforma, riforma che con tale articolo si pone in contrasto con le direttive europee.


  • - Scritto da: rscano
    >
    > > e chi è programmatore, magari con
    > > attestato regionale, deve essere
    > escluso?
    >
    > e pure:
    > - chi opera nel web e non ha titoli di
    > studio (che non esistono) paragonabili a
    > lauree
    > - chi svolge la professione da parecchi anni
    >
    > Di fatto, quell'articolo chiaramente non
    > inserisce le professioni web nella riforma,
    > riforma che con tale articolo si pone in
    > contrasto con le direttive europee.
    >

    Quindi ricadiamo al punto di partenza....
    Troppa gente che si improvvisa a far questo lavoro.
    Poi per parecchi bisogna vedere cosa si intende....
    ryoga
    2003

  • - Scritto da: ryoga
    > Quindi ricadiamo al punto di partenza....
    > Troppa gente che si improvvisa a far questo
    > lavoro.

    Su questo concordo (è dal 1998 che lo dico) ma non significa che un titolo di laurea "tappi" questo gap.

    > Poi per parecchi bisogna vedere cosa si
    > intende....

    Nel campo web "parecchi" significa dal 1990 in poi circa
  • > - chi opera nel web e non ha titoli di
    > studio (che non esistono) paragonabili a
    > lauree

    Esistono, purtroppo per te esistono, e da poco hanno inserito parte degli esami "inutili" di matematica che trovi anche nella laurea breve in informatica.

    > - chi svolge la professione da parecchi anni

    Fare paginette con front page non e' una professione, e' piu' professionale che vende caldarroste di chi fa paginette con front page e similia.

    > Di fatto, quell'articolo chiaramente non
    > inserisce le professioni web nella riforma,
    > riforma che con tale articolo si pone in
    > contrasto con le direttive europee.

    Gli unici professionisti del web sono quelli che sono riusciti a vendere a cifre astronomiche delle cazzabubbole di siti, ma quello succedeva nel 2000 adesso le aziende si sono svegliate e la palla e' tronata ai programmatori.
    non+autenticato
  • E pure chi si è diplomato.....


    Mi chiedo se certa gente pensa prima di parlare....
    vediamo un po...

    Al Diploma un essere umano ha 18-19 anni.... poi ci vuole la laurea....altri 7-8 anni....e si arriva a 27anni + 1 anno di leva...28 anni...

    Poi ci sono 2 strade....
    1°) Trovi lavoro....da operaio a meno di 1000 euro al mese
    2°) Ti certifichi.... altri 1-2 anni

    Nel primo caso , verresti escluso dall'albo.
    Nel secondo caso, potresti anche entrarci....ma a 30 e passa anni suonati.

    Poi 40 anni di contributi...ed in pensione arrivi a 70 anni nella migliore delle ipotesi....
    Bravi......Bene.... risolviamo il problema dell'INPS cosi!

    Peccato....volevo far questo lavoro perche' mi piaceva.
    Ma è meglio se corrompo qualcuno e vado a fare lo statale...si guadagna di piu' e si è + sicuri sul futuro.
    ryoga
    2003

  • - Scritto da: ryoga
    > Bravi......Bene.... risolviamo il problema
    > dell'INPS cosi!

    No, risolvono il problema degli stipendi dei docenti universitari, visto che la gente non va più alle facoltà tecniche in quanto non garantiscono sbocchi lavorativi. Con gli "ordini" invece tutto questo tornerà "secondo la norma" delle altre professioni.

    Ed il bello è che nei primi articoli dicono che l'accesso alla professione è liberoSorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: ryoga
    > E pure chi si è diplomato.....
    >
    >
    > Mi chiedo se certa gente pensa prima di
    > parlare....
    > vediamo un po...
    >
    > Al Diploma un essere umano ha 18-19 anni....
    > poi ci vuole la laurea....altri 7-8
    > anni....e si arriva a 27anni + 1 anno di
    > leva...28 anni...
    >

    scusa ryoga io mi sono laureato in 5 anni e come me molti miei amici, siamo dei mostri? direi di no
    dei geni? ma non scherziamo

    siamo persone normalissime che capivano quanto cazzo spendevano i nostri genitori ogni anno per tenerci all'università....
    non+autenticato
  • > siamo persone normalissime che capivano
    > quanto cazzo spendevano i nostri genitori
    > ogni anno per tenerci
    > all'università....

    C'è chi lavora, chi abita lontano e non ha il babbo che gli paga l'appartamento a Città Studi e non può seguire come vorrebbe in una università che ha troppi studenti per lo spazio a disposizione, c'è chi s'è voluto togliere di mezzo il militare prima della fine (perché non ha avuto il babbo che gli pagava l'esonero), se l'Italia ha e ha avuto una percentuale di studenti in ritardo non è solo perché sono tutti lazzaroni...
    non+autenticato

  • -
    >
    > scusa ryoga io mi sono laureato in 5 anni e
    > come me molti miei amici, siamo dei mostri?
    > direi di no
    > dei geni? ma non scherziamo
    >
    > siamo persone normalissime che capivano
    > quanto cazzo spendevano i nostri genitori
    > ogni anno per tenerci
    > all'università....


    ma perchè chi si laurea in 7/8 anni è necessariamente un deficente?
    Le situazioni di ognuno di noi sono talmente diverse e complicate che ha poco senso categorizzare sempre.

  • - Scritto da: ryoga
    >
    > Ma è meglio se corrompo qualcuno e
    > vado a fare lo statale...si guadagna di piu'
    > e si è + sicuri sul futuro.

    lo statale non guadagna molto e per la sicurezza si può lavorare in società...
    non+autenticato
  • http://www.colap.it/notizie_item.asp?id=49

    Di fatto le professioni web ne sono fuori, visto che per esercitarle non sono presenti titoli di laurea idonei.
    non+autenticato
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