Al via la Linux revolution dei cellulari

Dopo il lancio dei primi telefoni cellulari basati su Linux in Cina, tre colossi giapponesi sono pronti a scagliare piccoli pinguini in mezzo mondo. Ecco cosa offrono i primi modelli

Tokyo (Giappone) - Se si esclude la Cina, nel mercato dei cellulari oggi Linux rappresenta una mosca bianca. Ma le cose sembrano destinate a cambiare in fretta ora che a guidare la Linux revolution dei telefonini c'è il gigante giapponese NTT DoCoMo: quest'ultimo, insieme ad alcune sue partner, sta lanciando in Giappone i primi cellulari FOMA basati su Linux.

Questi nuovi modelli sono il frutto di una partnership tra DoCoMo, NEC e Panasonic finalizzata a sviluppare una piattaforma Linux-based per telefoni mobili 3G. Tale piattaforma, che verrà concessa in licenza a società di tutto il mondo, è stata integrata dall'operatore giapponese in un kit di sviluppo con il quale i produttori possono progettare, con poco sforzo, telefoni basati su Linux o, in alternativa, SymbianOS: lo scopo di DoCoMo è quello di consentire ai produttori di concentrarsi maggiormente sullo sviluppo di applicazioni di alto livello, le stesse con cui la società nipponica spera di stuzzicare l'appetito degli utenti verso i servizi 3G del suo network FOMA.

I primi cellulari basati sulla nuova piattaforma sono tre: l'N900iL e l'N901iC di NEC e il P901i di Panasonic. Il primo è stato introdotto sul mercato giapponese già da qualche giorno, mentre gli altri due saranno lanciati verso la fine di questa settimana.
NEC N900iLL'N900iL supporta W-CDMA, la tecnologia 3G standard alla base di FOMA, e le reti Wi-Fi (802.11b), attraverso cui può effettuare chiamate VoIP (Voice over IP) o instaurare connessioni VPN (Virtual Private Network). Le chiamate IP cadono non appena si esce dal raggio della WLAN, tuttavia il telefono può essere configurato per richiamare automaticamente l'utente con cui si stava parlando utilizzando la rete cellulare.

I modelli della serie 901i di NEC e Panasonic avranno invece come caratteristiche peculiari un sistema audio 3D, che permetterà di simulare il suono surround sui due diffusori stereo integrati, il supporto al trasferimento di file con dimensioni fino a 500 KB, una fotocamera da 1 megapixel, una guida per i programmi TV trasmessi via rete mobile, e un software per controllare da remoto, via infrarossi, una vasta gamma di dispositivi ed elettrodomestici.

L'N901iC di NEC è compatibile con la tecnologia smart card FeliCa, che permette di effettuare pagamenti avvicinando il telefono ad uno speciale lettore, inoltre supporta un meccanismo antifurto che consente all'utente di bloccare il telefono da remoto chiamando da un numero prestabilito.

NEC e Panasonic commercializzeranno la propria piattaforma mobile 3G ai produttori di tutto il mondo: questo significa che il Pinguino, prima o poi, ballerà anche sui telefonini venduti in Occidente.

Il Linux embedded utilizzato dai due colossi giapponesi dell'elettronica è quello sviluppato da MontaVista, un sistema operativo già adottato nei telefoni mobili Linux-based di Motorola (A760, A768, A768i e A780 e E680): quest'ultima dovrebbe fra l'altro lanciare uno smartphone Linux negli Stati Uniti entro Natale.

Fra le altre aziende che commercializzano telefonini con Linux ci sono le cinesi E28 e Datang, e il colosso coreano Samsung.
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