Italia: mancano 300mila e-professionisti

Nuovo allarme da Confindustria e Università di Pisa: di questo passo il nostro paese rischia di finire all'angolo

Roma - Nella net-economy e nell'uso delle nuove tecnologie ai fini della crescita economica, nel 2002 si registrerà un buco di 300.000 operatori e professionisti.

L'allarme lo hanno lanciato al Salone della Information Technology per la Piccola e Media Impresa Confindustria e Università di Pisa che aggiornano, con questo dato preoccupante, le considerazioni già espresse da Bankitalia e dalle Camere di commercio.

Nel 1998, nell'Europa della net-economy c'erano mezzo milione di posti di lavoro vacanti. Nel 2002 saranno ben 1,6 milioni, di cui oltre 300 mila in Italia. Mancano esperti di reti e di sistemi, progettisti di architetture hardware e software, analisti, programmatori, specialisti di vendita e di linguaggio.

Questo lo scenario inquietante presentato dal direttore del Dipartimento di Informatica dell'Università di Pisa, Franco Turini, e da Francesca Patini, esperta di Confindustria.
Bankitalia nelle scorse ore aveva già denunciato il clamoroso deficit italiano nella ricerca informatica: adesso arrivano i dati provenienti da Federcomin (Federazione delle imprese delle comunicazione e dell'informatica) e An@Sin (Associazione nazionale aziende sevizi informatica e telematica).

Secondo Patini, la mancanza di così tanti operatori professionalmente qualificati "rischia di avere gravi conseguenze sull'intero sviluppo dell'economia nazionale".

"In Italia - ha aggiunto dal canto suo Turini - serve uno sforzo straordinario per coinvolgere Stato, Regioni, Università e Associazioni economiche che sono il tramite diretto con le aziende". "Occorre - ha insistito Turini - formare giovani capaci di essere creativi, ma anche portati all'innovazione tecnologica e al lavoro di squadra. Per l'università italiana si tratta di un obiettivo nuovo che presuppone metodi assai più articolati".

Complessivamente, ha ricordato Patini, Confindustria ha individuato tredici nuove figure professionali caratterizzate da un esteso livello formativo, dunque polifunzionali. Ministero del lavoro, Regioni, Università e mondo imprenditoriale hanno peraltro messo a punto un progetto per la formazione di altre cinque figure di riferimento: tecnici di comunicazione e multimedia, per i sistemi e le tecnologie informatiche, per le applicazioni informatiche e per lo sviluppo del software.

In conclusione, il convegno di itPMI si è concluso con la considerazione di una forte necessità che le istituzioni si impegnino in "una visione strategica a coinvolgere scuola e mondo economico per far fronte nel lungo periodo alle sfide della Net Economy."

Secondo Turini a rischio c'è molto: "Occorre un grande sforzo, organizzativo e culturale, pena l'emarginazione dell'intero sistema Italia".
TAG: italia
81 Commenti alla Notizia Italia: mancano 300mila e-professionisti
Ordina
  • Salve sono un giovane ragioniere di 23 anni modenese attualmente disoccupato ho fatto un corso finanziato fondo sociale europeo qualificandomi come web designer.
    Da sempre ho avuto la passione per l'informatica spero che il corso (600 ore stage compreso) possa darmi qualke sbocco lavorativo piu' soddisfacente ke l'impiegato.
    Beh e' da un mese e mezzo ke faccio colloqui (o perlomeno tento visto ke alcune società informatiche non ti danno neanke questa opportunità) e nessuno mi ha assunto. Pretendono ke uno sappia fare il commerciale/programmatore/designer con un pizzico di nozioni di reti geografiche.... Poi pero' arriva la biondona ignorante giustamente per lei c'e' posto per imparare (vero lo giuro la tipa e' una mia amica...) Ora mi chiedo dove sono i posti vacanti?? Dove puo' un ragazzo volonteroso e appassionato imparare come si deve il lavoro ke a lui interessa svolgere per la vita ? Non so datemi qualke dritta se ci riuscite... Per il momento lavoro quasigratis per un mio amico faccio corsi saltuari(come insegnante word/excel base) per imparare qualcosa e per non stare fermo con le mani in mano. Ovviamente se fra 5-6 mesi non trovo niente nel settore ke mi dia soldi andro' in fabbrica. Alla fine contano solo i soldi se no non si campa e addio sogni informatici...

    Alberto
    non+autenticato
  • > Poi pero' arriva la biondona ignorante
    > giustamente per lei c'e' posto per imparare
    > (vero lo giuro la tipa e' una mia amica...)
    anche la bellezza e un criterio di scelta...
    sembra
    Occhiolino
    che devo dirti...cambia sesso e di-pingiti i capelli di biondo...
    Occhiolino
    non+autenticato
  • Sono d'accordo con le opinioni medie del forum, ma nel mio caso non si tratta di stipendio, ma proprio di qualità del lavoro.
    In un caso, risposi ad un annuncio per "tecnico di assistenza hw/sw" e mi ritrovai a consegnare PC nuovi a casa dei clienti, collegarli, dare qualche spiegazione e basta.
    Cambiando lavoro sono passato dalla padella alla brace: assunto presso il CED di un operatore nazionale di telefonia, l'unica cosa eccitante di quel lavoro sono gli enter e gli eject delle cassette a nastro (migliaia alla volta) dai robot Storagetek.

    Se questi sono i lavori nel settore informatico, di e-professionisti ne siamo pieni: qualsiasi extracomunitario può andare benissimo!
    non+autenticato
  • incappo nel Vs forum quasi per caso ma mi sembra giusto lasciare la mia testimonianza.

    non ho meno di 22 anni ma meno di 25.
    diploma di laurea in economia e master in net business in fase conclusiva presso una GRANDE azienda italiana come stagista (non retribuita).
    non ho conoscenze o preparazione tecniche e anche il master si propone di formare figure professionali "trasversali" (dal punto di vista didattico dò un 10 e lode convinto!).

    ovviamente la GRANDE azienda italiana ci ha fatto sapere dalla viva voce dell'amm.ne delegato che al momento NON hanno assolutamente intenzione di assumere, nonostante siano stati loro a promuovere il master e a pagare a 5 fortunatissimi selezionati il 50% del costo totale del corso.

    morale della favola: ho acquisito tantissimo, mi ritengo una risorsa altamente qualificata, non penso che esista skill shortage quanto l'incapacità più totale delle aziende non solo di selezionare ma anche di capire il potenziale delle risorse che ha in casa (sono qui da 2 mesi).
    quindi auguro a questa GRANDE azienda italiana di avere bisogno di me, perchè so che la GRANDE occasione arriverà, quando il mio prezzo di mkt sarà notevolmente aumentato!!!

    ovviamente nel frattempo qualcun'altro dovrà assumermi... e questa è un'altra storia!
    non+autenticato

  • Beh...io ho 33 anni, sono diplomata Perito Comm.le ho seguito un corso x Webmaster finanziato da Sviluppo Italia e un consorzio delle maggiori banche nazionali (Skillpass.it), durata 4 mesi e senza stage.

    Credendo che lo stage fosse una possibilità di accesso al settore ho tentato ben 3 selezioni x corsi web con stage:

    Progettista e realizzatore di siti web (grafica) FSE

    Sistemista Web (Cisco) IFTS FSE

    (FaD)Progettista e sviluppatore avanzato di soluzioni web (Java) IFTS Regione Lombardia+L.440

    Ho superato tutte e 3 le selezioni e dovendo operare una scelta ho rinunciato al primo logisticamente scomodo e ho optato per i due IFTS di cui uno in presenza e uno a distanza.

    Non vi dico il mazzo che mi attende e se le prospettive sono queste...

    Spero che il prox anno viste le mie competenze informatiche all'Adecco mi considerino per ricoprire mansioni almeno di segretariato generico...

    >:(

    non+autenticato
  • La triste verità è che le aziende italiane, o sono grandi e grosse e tradizionaliste, e si rivolgono all'acquisto di mostri giurassici come SAP o AS/400, spendendo milioni a persona a giorno, oppure se sono più piccole, non sono disposte a pagarti nemmeno 50.000 all'ora, figuriamoci a spendere di più.

    Per non parlare poi delle aziende di informatica, che spendono meno di zero in formazione e motivazione dei dipendenti, affidandosi quando va bene alla buona volontà del dipendente stesso, spesso facendo diventare l'informatica un rito voodoo, anzichè una scienza esatta.

    Infine gli utenti, abituati da ere geologiche a non pagare mai nessun software, e a pretendere prestazioni favolose da oggetti antidiluviani, mentre non sono disposti a nessuno sforzo per capire come funziona l'oggetto che hanno davanti.

    La verità è che in italia siamo ancora agli albori dell'informatizzazione (avete idea di quante persona hanno difficoltà ad usare un mouse?) e vorremmo entrare con grandi onori nella e-era...

    Ridicolo!
    non+autenticato
  • Il problema è sempre lo stesso: tutti cercano risorse sempre più qualificate, sempre più giovani, sempre più disposte a fare orari allucinanti e a sacrificare week-end e ferie per il bene dell'azienda e poi, tranne pochissime eccezioni, al momento della proposta di lavoro ti offrono al più 40 mil. senza una lira di straordinario, senza supporto per le spese di affitto (per chi si trasferisce) ecc..
    E poi si meravigliano se il candidato rifiuta e se ne va!!!!!
    Finchè non capiranno che la cultura e il sacrificio vanno debitamente pagati non troveranno mai le risorse che cercano.

    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | Successiva
(pagina 1/4 - 19 discussioni)