I computer a scuola fanno male?

Uno studio tedesco sembra avallare le teorie del Principe Carlo: tra gli studenti che usano di più il computer vi sono coloro che dimostrano minori capacità in matematica e lettura

Roma - Il computer potrebbe presto non essere più considerato il miglior amico dello studente: uno studio tedesco infatti mette in relazione alcune deficienze scolastiche proprio con l'utilizzo intensivo del PC.

Stando alla ricerca svolta dalla società di rilevazione tedesca CESifo, il cui studio è stato presentato nelle scorse ore, l'uso intensivo del computer va di pari passo con una riduzione delle capacità matematiche o di quelle di lettura.

La ricerca sta avendo un certo riscontro nel Regno Unito anche per le recenti esternazioni del Principe Carlo sull'eccessivo ricorso al computing nella scuola, ma suscita interesse ovunque viste le annose polemiche sugli investimenti IT nella formazione degli studenti. Per comprendere i singolari risultati raggiunti è però necessario capire come questa ricerca è stata realizzata.
I due autori dello studio, infatti, Thomas Fuchs e Ludger Woessmann hanno preso spunto dai dati raccolti nel 2000 dall'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo (OECD), informazioni che riguardavano migliaia di studenti in più di 30 diversi paesi del mondo.

Quello studio sembrava evidenziare che l'uso dei computer, in realtà, porta ad una serie di vantaggi educativi che vanno al di là della semplice formazione. E infatti lo studio tedesco sostiene che più computer ci sono nelle case degli studenti migliore è la loro performance.
Con una ma. I dati OECD sono infatti stati "filtrati" basandosi sul fatto che la maggior parte dei computer è a disposizione delle famiglie più abbienti e maggiormente istruite. Cambiando dunque la relazione tra diffusione ed istruzione, emerge che ad un maggior numero di computer corrisponde un abbassamento delle capacità matematiche dello studente.

Il concetto, dunque, è che non è il computer ma l'ambiente nel suo complesso a consentire allo studente di migliorare o meno le proprie capacità. E ciò vale anche nelle scuole. Spiegano gli autori: "I risultati inizialmente positivi legati alla diffusione dei computer nelle scuole riflettono semplicemente il fatto che le scuole che offrono una maggiore disponibilità di computer sono anche quelle dove migliori sono le altre caratteristiche didattiche dell'istituto".

Proprio nelle scuole, però, si evidenzia il problema rilevato dallo studio. In pratica, emerge come gli studenti che hanno utilizzato poco o niente il computer abbiano performance scolastiche di poco inferiori a quelle di chi l'ha usato diverse volte al mese. Ma coloro che invece a scuola usano il computer più volte alla settimana "hanno in modo statisticamente rilevante minori risultati" in lettura e matematica.

Fuchs e Woessmann non hanno però una teoria sicura sul perché questi siano i risultati. Tra le variabili da considerare vi è l'atteggiamento degli insegnanti, forse poco propensi a far usare il computer ai meno abili, oppure il fatto che un'attività informatica intensa finisca per incidere negativamente sulla didattica o sulla creatività dello studente.

Ne sarà probabilmente felice il Principe Carlo che in una lettera alle istituzioni accademiche nelle scorse settimane ha dichiarato: "Io semplicemente non credo che la passione per una materia o un talento, associata ad un insegnamento esemplare, possa essere rimpiazzata da moduli formativi realizzati via computer, che invece sembrano occupare uno spazio sproporzionato nell'educazione attuale".
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37 Commenti alla Notizia I computer a scuola fanno male?
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  • Il computer è fondamentalmente uno strumento capace di eseguire molto velocemente le istruzioni che riceve. Esistono due approcci verso questo strumento:
    1. Usare programmi preconfezionati
    2. Costruire da sè i programmi
    L'approccio 1, il più semplice, è obbligatorio per chi non conosce un linguaggio di programmazione. Il secondo approccio è praticato principalmente da chi lavora nel settore scientifico e tecnologico. La programmazione permette a uno studente di impare la logica e il calcolo numerico, ma non l'algebra (ricordiamoci che i calcolatori hanno una precisione finita, mentre l'algebra lavora con precisione infinita).
    Putroppo i software di oggi hanno un numero enorme di funzionalità: ciò, oltre a far perdere molto tempo nell'apprendimento e nella manutenzione, è una grande fonte di distrazione per lo studente. In un laboratorio informatico di una scuola, lo studente rischia di non concentrarsi e fare attività non pertinenti con la lezione. In pratica, è facile che l'attenzione dello studente si sposti dal contenuto della lezione allo strumento (ossia il pc). Personalmente ritengo necessarie, in ambito scolastico, queste misure:
    _ evitare l'uso di programmi preconfezionati troppo complessi ( ad esempio, per insegnare a scrivere, si può usare Wordpad al posto di Word)
    _ insegnare, dove possibile, i rudimenti della programmazione, con uno dei tanti linguaggi che esistono oggi (C,C++, Pascal, Python...)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Il computer è fondamentalmente uno
    > strumento capace di eseguire molto
    > velocemente le istruzioni che riceve.
    > Esistono due approcci verso questo
    > strumento:
    > 1. Usare programmi preconfezionati
    > 2. Costruire da sè i programmi
    > L'approccio 1, il più semplice,
    > è obbligatorio per chi non conosce un
    > linguaggio di programmazione. Il secondo
    > approccio è praticato principalmente
    > da chi lavora nel settore scientifico e
    > tecnologico. La programmazione permette a
    > uno studente di impare la logica e il
    > calcolo numerico, ma non l'algebra
    > (ricordiamoci che i calcolatori hanno una
    > precisione finita, mentre l'algebra lavora
    > con precisione infinita).
    > Putroppo i software di oggi hanno un numero
    > enorme di funzionalità: ciò,
    > oltre a far perdere molto tempo
    > nell'apprendimento e nella manutenzione,
    > è una grande fonte di distrazione per
    > lo studente. In un laboratorio informatico
    > di una scuola, lo studente rischia di non
    > concentrarsi e fare attività non
    > pertinenti con la lezione. In pratica,
    > è facile che l'attenzione dello
    > studente si sposti dal contenuto della
    > lezione allo strumento (ossia il pc).
    > Personalmente ritengo necessarie, in ambito
    > scolastico, queste misure:
    > _ evitare l'uso di programmi preconfezionati
    > troppo complessi ( ad esempio, per insegnare
    > a scrivere, si può usare Wordpad al
    > posto di Word)
    > _ insegnare, dove possibile, i rudimenti
    > della programmazione, con uno dei tanti
    > linguaggi che esistono oggi (C,C++, Pascal,
    > Python...)

    Concordo solo in parte con quello che dici. non possiamo pretendere che tutti gli studenti diventino programmatori anche se limitandoci ai rudimenti.
    Concordo però pienamente con l'uso che se ne fa e in effetti il problema è proprio quello.

    1) la lettura di un ipermedia, se da un lato può essere un utile ausilio per l'apprendimento da un altro diventa deleteria se si sostituisce integralmente alla lettura di un testo semplice sequenziale: IMHO gli stimoli sensoriali prodotti dalle immagini, dai suoni, da altre forme di media sono indispensabili per alcune fasi dello sviluppo evolutivo, ma necessitano ad un certo punto del processo di astrazione rappresentato dalla lettura di un testo semplice. Se si prosegue - nell'acquisizione dei contenuti - solo o principalmente con ipermedia si deprime la capacità di sviluppare una competenza linguistica sia in elaborazione sia in acquisizione. E' un po' quello che avviene con la conoscenza trasmessa attraverso la televisione: i messaggi sono rappresentati principalmente da stimoli multimediali, un abuso della televisione a scapito della lettura deprime di fatto lo sviluppo di una capacità a leggere e a scrivere. Penso che per il computer valga la stessa cosa.

    2) la logica e la capacità di far di conto possono essere sviluppate con metodi tradizionali anche senza conoscere i rudimenti della programmazione. E' quello che si è sempre fatto nella storia dell'uomo, non vedo perché dovrebbero cambiare i contesti. C'è da dire d'altra parte che i processi aritmetici tradizionali sono in effetti degli algoritmi (vedi l'estrazione della radice quadrata o la divisione) perciò anche se non si insegnano Pascal o C, si possono ugualmente sviluppare le capacità. Trovo invece deleterio l'uso del computer per le attività logico-matematiche perché impedisce del tutto lo sviluppo di queste competenze. E' quello che succede con l'abuso delle calcolatrici: i bambini che usano le calcolatrici non impareranno mai a sviluppare abilità logico-matematiche.

    In definitiva, non è l'uso del computer che impedisce lo sviluppo delle abilità quanto un uso deviante. Al contrario è un utilissimo strumento di supporto ma va inteso in questo modo e non come la panacea che risolve tutto. Ci sono persone che sono cresciute usando il computer e hanno abilità sia linguistiche sia logico-matematiche. Non credo però che abbiano passato l'infanzia e l'adolescenza solo a chattare a leggere ipertesti e giocare coi videogame.
    gian_d
    10466
  • rincoglioniscono più dei libri e in più scatenano reazioni incontrollate di ira per la loro compèlessità.
                                   lo psichiatra
    non+autenticato
  • Non bisogna abituare i giovani studenti ad usare già i pacchetti software belli e pronti, ma sarebbe più utile abituarli a crearli da se.
    Una volta esisteva il GW-Basic
    Quante calcolatrici ho fatto con il gwbasic? Ho perso il conto.

    saluti
    non+autenticato
  • :|:|:|:|
    E' appena esploso un lettore cd a un pc. Un colpo tipo pistola, e un pezzo di un cd+ lo sportellino hanno fatto un volo di tre metri.

    E' la prima volta che mi succede.
    Per la cronaca, il cd era WIN 2000 originale

  • - Scritto da: fasibia
    >Deluso:|:|:|
    > E' appena esploso un lettore cd a un pc. Un
    > colpo tipo pistola, e un pezzo di un cd+ lo
    > sportellino hanno fatto un volo di tre
    > metri.
    >
    > E' la prima volta che mi succede.
    > Per la cronaca, il cd era WIN 2000 originale
    ah ecco perche!! il tuo computer si rifiutava di mettere quella m...a sul proprio hard disk

  • - Scritto da: fasibia
    >Deluso:|:|:|
    > E' appena esploso un lettore cd a un pc. Un
    > colpo tipo pistola, e un pezzo di un cd+ lo
    > sportellino hanno fatto un volo di tre
    > metri.
    >
    > E' la prima volta che mi succede.
    > Per la cronaca, il cd era WIN 2000 originale

    :D:D:D:D:D

    non so se è vera, sicuramente è esilarante
    gian_d
    10466


  • - Scritto da: fasibia
    >Deluso:|:|:|
    > E' appena esploso un lettore cd a un pc. Un
    > colpo tipo pistola, e un pezzo di un cd+ lo
    > sportellino hanno fatto un volo di tre
    > metri.
    >
    > E' la prima volta che mi succede.
    > Per la cronaca, il cd era WIN 2000 originale

    uh uh
    cos'era, un Optiplex?A bocca aperta
    qualche anno fa c' fu una causa, per delle lesioni personali causate proprio da un frammento di cd
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > - Scritto da: fasibia
    > >Deluso:|:|:|
    > > E' appena esploso un lettore cd a un
    > pc. Un
    > > colpo tipo pistola, e un pezzo di un
    > cd+ lo
    > > sportellino hanno fatto un volo di tre
    > > metri.
    > >
    > > E' la prima volta che mi succede.
    > > Per la cronaca, il cd era WIN 2000
    > originale
    >
    > uh uh
    > cos'era, un Optiplex?A bocca aperta
    > qualche anno fa c' fu una causa, per delle
    > lesioni personali causate proprio da un
    > frammento di cd

    La storia è verissima. Era un vecchio pc, non ho letto la marca!
  • I computer non c'entrano. E' tutta colpa della tv prima dei tre anni come spiegato bene in questo articolo:

    http://www.lastampa.it/search/albicerca/ng_articol...%
    non+autenticato
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