EIAO, l'esame di Accessibilità

Patrizia Bertini intervista Mikael Snaprud, coordinatore del progetto EIAO (European Internet Accessibility Observatory), un osservatorio partito da poche settimane che sta riscuotendo enorme interesse

Roma - Settembre 2004: parte il progetto EIAO, l'osservatorio europeo dei siti accessibili. Un progetto ambizioso che ha lo scopo di creare uno strumento disponibile a tutti per verificare costantemente il livello di accessibilità dei siti web europei. Un progetto nato e promosso dalla Agder University College di Grimstadt, in Norvegia, cui partecipano 6 Paesi, fra cui l'Italia. In 3 anni di lavoro, verrà creato un nuovo strumento che verificherà l'accessibilità dei siti e permetterà a tutti di avere una fotografia statistica dello stato di salute dell'Accessibilità.
Il progetto si inserisce nel programma IST (Information Society Technology) e nelle finalità espresse nei piani d'azione eEurope per la creazione di una società dell'informazione democratica ed infoinclusiva.

Con la costituzione dell'Osservatorio si darà un valido strumento ai governi e si cercherà di dare una spinta e una maggiore consapevolezza su questi argomenti. Per questo, Mikael Snaprud, coordinatore del progetto, racconta di cosa si tratta e quali motivazioni hanno portato alla creazione di un consorzio europeo così entusiasta e attivo.

Patrizia Bertini: Ci racconti qualcosa di lei ed il suo percorso e il suo interesse nel confronto dell'Accessibilità
Mikael Snaprud: Sono docente di Informatica presso la Agder University College in Norvegia. Quando il tempo lo permette, mi piace navigare per l'arcipelago in una barca di legno, molto rilassante. La prima volta che mi sono interessato all'Accessibilità fu quando mia nonna ebbe bisogno di una sedia a rotelle. Improvvisamente mi sono reso conto di quante barriere esistano ovunque, spesso causate da cattivi progetti e design sbagliati.
PB: Ci può spiegare in cosa consiste il progetto EIAO e come è nato?
MS: Lo European Internet Accessibility Observatory (EIAO) è un progetto europeo sviluppato per monitorare e controllare l'Accessibilità di Internet. Il progetto svilupperà e realizzerà un prototipo dello strumento di valutazione. Il lavoro sarà condotto in collaborazione con 10 partner di 6 paesi europei e durerà 3 anni.

L'idea originaria del progetto è nata circa 3 anni fa. All'inizio avevo riscontrato una serie di barriere che impedivano di accedere alle informazioni sul sito web del sistema di trasporto pubblico norvegese. Mi fu spiegato che adattare il sito con le informazioni per un altro browser sarebbe stato un processo molto costoso e che gli utenti che non utilizzavano Microsoft Internet Explorer - in fondo - rappresentavano meno del 9% dei visitatori del sito.

Così, con i miei collaboratori, abbiamo iniziato a raccogliere tutti gli esempi di siti non accessibili. Ma la raccolta manuale di questi siti è presto divenuta noiosa, così abbiamo cominciato a fare esperimenti per conto nostro e nel giugno 2002 con Nils Ulltveit-Moe abbiamo iniziato a sviluppare un semplice robot per navigare automaticamente le pagine al posto nostro. Abbiamo chiamato questo strumento ROBACC, che sta per ROBot che verifica l'ACCessibilità.

Adesso, grazie all'esperienza del prototipo e ai contributi di tutti i partner e ai fondi della Commissione Europea, ha preso il via il progetto EIAO. Per fortuna, nel frattempo, la società di trasporti pubblici norvegese ha migliorato le proprie policy ed è in grado di offrire informazioni a tutti gli utenti della rete.

PB: Quali sono gli obiettivi fondamentali del progetto e quali risultati spera di ottenere?
MS: Lo scopo principale è di contribuire allo sviluppo di un Web molto più accessibile e di rafforzare il concetto di eDemocracy nella Società dell'Informazione.
Il progetto cerca di perseguire queste finalità in molti modi differenti.

Grazie a informazioni frequentemente aggiornate sullo stato dell'Accessibilità, speriamo di:
- fornire liste e classifiche dei siti Accessibili cercando di animare un po' di competizione, portando a sensibili miglioramenti e ad una presa di coscienza dell'importanza dell'Accessibilità;
- Fornire informazioni dettagliate sullo status e lo sviluppo dell'Accessibilità per permettere ai legislatori e a coloro che hanno potere decisionale di sviluppare politiche più efficaci;
- Incoraggiare gli sviluppatori web a migliorare i propri siti;
- Permettere agli sviluppatori di creare Authoring tool e sistemi di Content management migliori e in linea con i principi di Accessibilità.

Per assicurare che le rilevazioni siano effettivamente utili per gli utenti reali, e non siano meri dati automatizzati, durante tutte le fasi del progetto confronteremo i risultati delle verifiche automatiche con le esperienze degli utenti.

PB: Come interagite con i diversi paesi?
MS: Poiché il progetto EIAO è principalmente orientato ad aspetti tecnici, abbiamo bisogno di supporto per convertire le conoscenze acquisite in azioni concrete in tutti i Paesi. Per questo cercheremo di definire numerosi "Casi nazionali di Accessibilità" (National Accessibility Cases, NCA), coinvolgendo le autorità dei singoli Paesi che si occupano di Accessibilità. È già stato definito il NAC norvegese e include le Poste norvegesi, la Telecom Authority (NPT), il dipartimento della Salute e degli Affari Sociali (Deltasenteret), ed il progetto Norge.no.

Un obiettivo importante è anche quello di contribuire allo sviluppo di una Metodologia Europea per la valutazione dei siti web sulla base delle linee guida del W3C. Il progetto EIAO per questo motivo, infatti, collabora anche con il WAI/W3C e con due altri progetti in un cluster.

PB: Come vede la situazione generale dell'Accessibilità in Europa e come crede che EIAO contribuirà al miglioramento dello stato attuale?
MS: In questo momento non abbiamo molti dati per fare una comparazione oggettiva delle situazioni nei diversi Paesi, poichè tutte le analisi effettuate usano criteri valutativi differenti.

In ogni caso, le valutazioni che ho potuto vedere, indicano che c'è un bisogno sostanziale di migliorare e sviluppare l'Accessibilità un po' ovunque. Credo che EIAO possa contribuire allo sviluppo di politiche a favore dell'Accessibilità mirate e a mantenere viva l'attenzione su questo argomento nel tempo sia tra gli sviluppatori che fra le autorità nazionali.

Intervista a cura di Patrizia Bertini

NOTA: Per ulteriori informazioni sul progetto è a disposizione il sito web www.eiao.net, in fase di ultimazione; per porre domande è possibile contattare Mikael Snaprud o Patrizia Bertini, referente EIAO per l'Italia.

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Precedenti interventi di P.B. su PI:
L'accessibilità si ferma al bollino?
Accessibilità, punto di partenza o di arrivo?
12 Commenti alla Notizia EIAO, l'esame di Accessibilità
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  • Mi sono letto i commenti postati sino ad ora. Personalmente, penso che tutto possa essere migliorato, perciò questo progetto non fa eccezione.

    Allo stesso tempo, nei commenti leggo sterili critiche. Se avete un'idea migliore per l'accessibilità, fatevi avanti voi con un progetto. Mi sembra troppo facile "sparare sulla crocerossa" e criticare un progetto senza fornire alcuna idea alternativa.

    Mi fanno sorridere le persone che si scandalizzano se chi partecipa a un progetto "sociale" viene pagato. Voi con cosa pagate bollette, vitto e alloggio? Con le belle parole?

    In tutti i Paesi civili, Inghilterra in prima linea, lo Stato si prende cura dei cittadini, ridistribuendo il reddito e pagando per i servizi sociali, spesso offerto da società private.

    Se conoscete qualcuno, qualificato e motivato, che vuole lavorare a gratis, fate i nomi. La mia esperienza personale mi insegna che le persone che lavorano e che sono qualificate, solitamente vanno remunerate.

    Un commento dice qlcs del tipo: che senso ha controllare i siti se poi non si fa nulla per migliorarli? Bene, per sapere come migliorare, prima dobbiamo sapere a che punto siamo ora. Analizzare un pool di siti e usarli come benchmark è un modo per sapere dove siamo e dove possiamo realisticamente pensare di andare.

    Spesso i commenti agli articoli mi sembrano scritti da persone in pausa caffè che, non avendo nessuno con cui ciarlare, buttano giù due critiche e via. Avete mai sviluppato un progetto in un team? Io sì. Quello che leggo nei commenti mi induce a credere che chi li ha scritti abbia pianificato, sì e no, una serata in birreria...

    fz
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Mi sono letto i commenti postati sino ad
    > ora. Personalmente, penso che tutto possa
    > essere migliorato, perciò questo
    > progetto non fa eccezione.

    forse il progetto non e' proprio così disinteressato almeno per l'italia non trovi e non e' proprio una gran cosa non trovi?

    > Allo stesso tempo, nei commenti leggo
    > sterili critiche.

    Non sono sterili critiche ma una analisi approfondita di cio' che e' la realta' di questo articolo, poi la verita' brucia... si sa

    > Se avete un'idea migliore
    > per l'accessibilità, fatevi avanti
    > voi con un progetto. Mi sembra troppo facile
    > "sparare sulla crocerossa" e criticare un
    > progetto senza fornire alcuna idea
    > alternativa.

    le idee alternative si fanno, ma certo che per esempio (assurdo ma calzante) se si volesse un'organizzazione per i miopi e per la distribuzione di occhiali per miopi io qualche dubbio me lo farei se il responsabile per l'organizzazione italiana international GLASSES 4 everybody indetto dalla comunita' europea fosse un negozio di OTTICA.
    Capisco che in italia, ormai il concetto di CONFLITTO DI INTERESSI, e' un eufemismo ma per favore non esageriamo

    > Mi fanno sorridere le persone che si
    > scandalizzano se chi partecipa a un progetto

    A me non mi fa ridere per niente ed aggiungo che su questa cosa
    non c'e' niente da ridere...

    > "sociale" viene pagato. Voi con cosa pagate
    > bollette, vitto e alloggio? Con le belle
    > parole?

    No ma sicuramente come azienda che vende programmi proprio inerenti alle problematiche che si interessa tale Organizzazione, io... ad esempio qualche esame di coscenza me lo farei.

    > In tutti i Paesi civili, Inghilterra in
    > prima linea, lo Stato si prende cura dei
    > cittadini, ridistribuendo il reddito e
    > pagando per i servizi sociali, spesso
    > offerto da società private.

    Innanzitutto purtroppo siamo in ITALIA,
    poi questa cosa viene fatta dallo stato, e non mi pare
    che l'esempio calzi in questo caso.

    > Se conoscete qualcuno, qualificato e
    > motivato, che vuole lavorare a gratis, fate
    > i nomi. La mia esperienza personale mi
    > insegna che le persone che lavorano e che
    > sono qualificate, solitamente vanno
    > remunerate.

    RIPETO CONFLITTO DI INTERESSI NE SAI NULLA?



    > Un commento dice qlcs del tipo: che senso ha
    > controllare i siti se poi non si fa nulla
    > per migliorarli? Bene, per sapere come
    > migliorare, prima dobbiamo sapere a che
    > punto siamo ora. Analizzare un pool di siti
    > e usarli come benchmark è un modo per
    > sapere dove siamo e dove possiamo
    > realisticamente pensare di andare.

    a me verrebbe in mente dove dovresti andare, ma evito di dirlo per ovvi motivi


    > Spesso i commenti agli articoli mi sembrano
    > scritti da persone in pausa caffè
    > che, non avendo nessuno con cui ciarlare,
    > buttano giù due critiche e via. Avete
    > mai sviluppato un progetto in un team? Io
    > sì. Quello che leggo nei commenti mi
    > induce a credere che chi li ha scritti abbia
    > pianificato, sì e no, una serata in
    > birreria...
    >
    Invece a me leggendo tale commento mi viene in mente il solito furbacchione all'italiana.
    non+autenticato
  • Mala fede, proprio come Emilio Fede! Ma hai letto la tua risposta anonimo troll?!?!? Sei un disfattista sfigato.

    Probabilmente sei tu che vuoi far soldi con l'accessibilità visto che ti inbufalisci così tanto. Sì, siamo in Italia, lo capiamo perchè in giro c'è anche gente come te. Fortuntamente c'è anche tanta gente che sa fare il proprio lavoro e non fa il fetentone.

    ;)
    non+autenticato
  • a parte l'autointervista della bertini che rappresenta l'EIAO, ma avete notato che l'azienda che si interessa così "altruisticamente" alla messa in opera della accessibilita' ai siti web e correlata alla FBL srl (da notare la srl) che vende prodotti per disabili?
    Caro punto informatico, hai defecato fuori dalla tazza stavolta...
    Ma come pubblichi un'articolo e non ti accorgi che il referente per la EIAO ITALIA E' UNA AZIENDA E NON UNA ONLUS CHE VENDE PRODOTTI PER DISABILI?
    AHI AHI AHI AHI
    non+autenticato
  • E allora?


  • - Scritto da: Fiamel
    > E allora?

    60 minuti e una furbata in piu'A bocca aperta
    non+autenticato

  • > a parte l'autointervista della bertini che
    > rappresenta l'EIAO,

    Questa è la cosa più penosa dell'articolo e la dice lunga sulla credibilità di PI (ok, qui mi gioco la pubblicazione del messaggio).


    >ma avete notato che
    > l'azienda che si interessa così
    > "altruisticamente" alla messa in opera della
    > accessibilita' ai siti web e correlata alla
    > FBL srl (da notare la srl) che vende
    > prodotti per disabili?

    E cosa vuol dire? Forse non sai come funzionano i finanziamenti della comunità europea. Inoltre forse non sai che nel settore disabili nessuno investe e quindi il fatto che il pubblico intervenga con un sostegno non mi sembra cosí scandaloso. Oppure tu stai investendo in quel settore? Cosa produci?

    non+autenticato
  • lo dice Scano in lista dei ciechi. E' un'iniziativa privata che usa fondi pubblici (l'Italia è rappresentata da una srl che non ha nemmeno il sito accessibile!).

    questo non serve se non a chi fa parte del progetto. mah!
    non+autenticato
  • Penso anch'io che sia una perdita di tempo e, peggio, di denaro pubblico.
    A che serve monitorare lo stato di accessibilità del Web se poi non si può fare nulla o quasi dal lato pratico?
    non+autenticato
  • Segnalare e "mettere ala berlina" i siti di publica utilita' non accessiibili sarebbe gia' quantomeno un inizio..
    Vide
    232
  • segnalare e mettere alla berlina chi partecipa a un'iniziativa e in sostanza si auto-intervista ) a riguardo (occhio all'autrice dell'articolo!mi sembra altrettanto meritorio...
    non+autenticato

  • > questo non serve se non a chi fa parte del
    > progetto. mah!

    Sul loro sito leggo:
    All Software developed in the project will be released under an open source licence.

    Vedremo.

    non+autenticato