P2P per vendere online

Fasteer

Lecce - Si chiama Fasteer ed è una nuova piattaforma di shopping che i suoi promotori descrivono come "store digitale che utilizza network peer-to-peer (P2P) per vendere video, musica e software in maniera legale mettendo al centro del sistema il cliente". L'idea è integrare una sistema di acquisto e di vendita di beni digitalizzati sfruttando almeno alcune delle potenzialità di condivisione di banda e distribuzione del P2P.

Stando alla Brand New Soft s.r.l., che produce la piattaforma, il nuovo modello di business associato a sistemi di gestione delle licenze digitali sui contenuti (DRM) "riesce a garantire a chi ne detiene i diritti il corretto pagamento delle royalties premiando allo stesso tempo i suoi utenti per il servizio offerto di condivisione dei prodotti".

Fasteer è qui
TAG: mercato
15 Commenti alla Notizia P2P per vendere online
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  • voglio prendere il pATENTINO
    non+autenticato
  • Perchè non usi il cerca, prima di postare acqua calda?

    http://punto-informatico.it/p.asp?i=47948

    non+autenticato
  • uno vorrebbe avere un minimo idea come funziona il tutto, ma nella FAQ non spiegano un bel niente.

    vala' che per fare ste robe servono gli americani. noi siamo solo un branco di "un tanto al metro"
    non+autenticato
  • infatti non dicono proprio nulla
    dal punto di vista tecnico è un'incognita
    che vuol dire premiare per condividere?
    mah
    non+autenticato
  • > uno vorrebbe avere un minimo idea come
    > funziona il tutto, ma nella FAQ non spiegano
    > un bel niente.

    beh se sono ancora in beta è comprensibile che non dicano molto.

    >
    > vala' che per fare ste robe servono gli americani.

    Americani, tipo M$? si si, bel software fanno gli americani...


    > noi siamo solo un branco di "un tanto al metro"

    le solite frasi "fatte"..moooolto italiane Sorride

    Ma se ancora non hanno fatto uscire nulla! come facciamo già a parlarne male?

    Invece a me 'sta storia del p2p retribuito (perchè su questo sono molto chiari) mi sembra mooolto interessante...

    l'idea si, è molto americana!
  • sono daccordo con koitaro,
    perchè noi italiani non dovremmo essere in grado di fare cose complesse?
    aspettiamo di vedere il prodotto prima di giudicare, anzi io proporrei di iscriverci al beta-test se vogliamo veramente capire come funziona.
    non+autenticato
  • l'ho già sentita.. esiste già in rete qualcosa di simile, è stata solo copiata..
    non+autenticato
  • Ma avrà successo?
    E' facile che prevalga la solita mentalità italiota "se posso averlo gratis, chemmifrega di pagare per detenere un'opera onestamente?"
  • > Ma avrà successo?
    > E' facile che prevalga la solita
    > mentalità italiota "se posso averlo
    > gratis, chemmifrega di pagare per detenere
    > un'opera onestamente?"

    Leggendo sul sito la cosa più interessante è che condividendo i file (anche non acquistati) si verrebbe compensati (con sconti sui propri acquisti).

    Insomma, un ragionamento del tipo "mi aiuti nella distribuzione, e io ti ripago". A mio parere è questa la cosa più interessante, poi ovviamente bisognerà vedere come funzionerà e quanto si diffonderà.

  • - Scritto da: Avion
    > Ma avrà successo?
    credo proprio di no

    > E' facile che prevalga la solita
    > mentalità italiota "se posso averlo
    > gratis, chemmifrega di pagare per detenere
    > un'opera onestamente?"

    cosa vuol dire onestamente???

    credo che:
    1)il produttore non ci rimette se le persone scaricano dalla rete p2p
    infatti nello scambio tramite p2p l'unica forma di "spesa"sta nella banda e in questo il produttore non ci rimette

    2)sarebbe bello che l inventore della ruota venisse a chiedere a ogni persona i soldi

    3)se il p2p è usato in modo intelligente cioè per uso strettamente personale senza lucrarci sopra questo non compromette ne l ecomomia della ditta produttrice ne i negozi che rivendono

    (pensiamo ai libri se ne compro 1 e lo presto ai familiari, agli amici etc. non comprometto lo scrittore)

    4)credo che le industrie si debbano abituare a questa nuova forma di mercato proponendo non tanto l oggetto stesso al pubblico bensi "un bel pacchetto" al pubblico

    5)la conoscenza deve essere libera, ogni persona ha diritto di sapere, comprendo nel sapere l ascolto di musica, la visione di film e la lettura di libro.
    se poi questa persona ha intenzione avere le stesse informazioni ma con "gli optional" è giusto che li paghi alla ditta che li produce

    6)contro la pirateria (cioè al lucro sul lavoro di altri)
    SI alla libertà di conoscenza

    Fabio
    non+autenticato

  • > 3)se il p2p è usato in modo
    > intelligente cioè per uso
    > strettamente personale senza lucrarci sopra
    > questo non compromette ne l ecomomia della
    > ditta produttrice ne i negozi che rivendono

    veramente in italia con la legge urbani è perseguibile penalmente anche questo aspetto del p2p, è punito penalmente anche il risparmio economico nello scaricare aggratis (quando cmq l'adsl non te la regala cmq nessuno, e tantomeno il pc accesso tutto il giorno/i)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > se il p2p è usato in modo
    > intelligente cioè per uso
    > strettamente personale senza lucrarci sopra
    > questo non compromette ne l ecomomia della
    > ditta produttrice ne i negozi che rivendono

    dobbiamo crederci ciecamente o hai qualche dato (anche empirico) a supporto della tua tesi?

    > (pensiamo ai libri se ne compro 1 e lo
    > presto ai familiari, agli amici etc. non
    > comprometto lo scrittore)

    bravo! comincia a comprare anche i cd, e prestali agli amici

    > 5)la conoscenza deve essere libera, ogni
    > persona ha diritto di sapere, comprendo nel
    > sapere l ascolto di musica, la visione di
    > film e la lettura di libro.
    > se poi questa persona ha intenzione avere le
    > stesse informazioni ma con "gli optional"
    > è giusto che li paghi alla ditta che
    > li produce

    la conoscenza! ah la conoscenza! senti come suona bene "la conoscenza"! ma la conoscenza de che?

    io sono per la conoscenza libera della fica, ma non credo che tu sia contanto se pretendo che tua sorella apra le gambe a mio piacimento... in nome della conoscenza.

    > SI alla libertà di conoscenza

    Giusto. Avverti tua sorella...

    Filippo

    > Fabio
    non+autenticato
  • > bravo! comincia a comprare anche i cd, e
    > prestali agli amici

    E' illegale tanto quanto copiarli. E non mi riferisco al noleggio, quanto al semplice prestito. Insomma un'altra compressione del diritto a godere pienamente della propria proprietà.
    La realtà è che anche il noleggio è vietato per il rischio di copia... nella situazione odierna mi pare fuori dal mondo siffatto divieto.
    La realtà è che chi scarica spessissimo, ma non sempre (stima personale sulla cerchia di amici, 99% abbondante) non avrebbe comprato in primo luogo. Conosco tante persone che, pur sapendo che un album o un film è in rete, non lo scaricano perchè vogliono assaporare il piacere dell'attesa e dell'acquisto originale. Il piacere del bell'oggetto e della qualità massima disponibile. Se poi contiamo che oggi si trovano dischi a pochissimi euro su amazon, specie usati, coprese spese di spedizione....

    La realtà è che l'enorme diffusione di musica e cinema su internet comunque rappresenta un prodotto succedaneo che, se si diffondesse a livelli ben più penetranti di oggi (e il passare del tempo e la banda larga vanno in questa direzione), porterebbe a sensibili mutazioni nel costume dei consumatori, nuocendo al sistema di distribuzione e sfruttamento attuale, che è antidiluviano e totalmente inefficiente dal punto di vista economico. E' un colosso che non ha più molti dei suoi motivi pratici, se lo si guarda dal punto di vista di chi ha e sa usare la banda larga.
    Lo spostamento dei consumi avviene a favore di provider di telecomunicazioni, supporti vergini, tecnologia in genere (player, impianti home theater, lettori divx...).
    Il punto è che comunque, ad oggi, l'industria musicale non è crollata. La diminuzione delle vendite è condizionata TANTO anche dalla congiuntura economica sfavorevole (la gente si sente più povera, e lo è, quindi taglia sui beni superflui).
    Però il business regge, anche per le nuove entrate (con le suonerie si fanno soldi insospettabili qui in Italia). Le case indipendenti continuano a tirare avanti (per loro la pirateria è solo pubblicità benvenuta, dato il livello di oscurità relativo da cui partono), e anzi in presenza di prodotti all'altezza riescono a raccimolare svariati sghei.
    Il punto è che la diffusione massiccia dei prodotti di intrattenimento non è, ad oggi, tanto diversa dal traffico di cassettine e vhs di una volta.

    Quindi non fatevi infinocchiare da chi piange miseria. Il mercato, per varie ragioni, rimane. In futuro potrebbe scemare, ma è bene che sia così, perchè è un modello superato. Il problema è che non c'è un modello alternativo in vista, per lo meno un modello che garantisca gli stessi introiti a tutti i soggetti coinvolti, dagli artisti ai negozianti etc etc (come è ovvio, perchè oggi per la distribuzione basterebbe una rete di server centrali ed il p2p monitorato, e tutte, ma dico tutte, le opere on-line, dalla musica al cinema all'illustrazione e fotografia etc etc. Si potrebbe sapere anche il numero di download, ed in cambio di un buon sistema di suggerimenti ed informazione anche il gradimento delle opere, tipo imdb o soulseek. Il punto, l'anello mancante è il pagamento. I sistemi possibili sono tanti, ma i più sicuri prevedono la rivalsa sui provider e sui fornitori di memorie di massa, player ed altro, che, lo sanno TUTTI, cavalcano la pirateria per fare grossi, grossi soldoni. Però è difficile a livello politico ottenere un risultato di questo genere, specie in una fase di sviluppo. Ma già ci si tenta), ed il topo all'angolo morde.

    > la conoscenza! ah la conoscenza! senti come
    > suona bene "la conoscenza"! ma la conoscenza
    > de che?

    Si tratta di intrattenimento. Ma in certi casi anche di conoscenza. Pensa agli stati totalitari censori, ai documentari, ai libri...
    E poi una "cultura popolare" si basa spesso anche su opere di intrattenimento, no?
    Comunque è bene chiarire che, al 99%, qui si parla di intrattenimento. Non di biblioteche universitarie...
    non+autenticato
  • > Quindi non fatevi infinocchiare da chi piange miseria.
    > Il mercato, per varie ragioni, rimane.

    parole sacrosante


    >In futuro potrebbe scemare,

    un futuro lontanissimo...


    > Il problema è che non c'è un
    > modello alternativo in vista,

    beh, a me sembra che il prodotto di cui stiamo discutendo proponga un modello alternativo da non sottovalutare.

    >per lo meno un modello che garantisca gli stessi introiti a
    > tutti i soggetti coinvolti, dagli artisti ai
    > negozianti etc etc

    ma non è questo ciò che fa sto benedetto Fasteer?


    > (come è ovvio, perchè oggi per la distribuzione
    > basterebbe una rete di server centrali ed il
    > p2p monitorato, e tutte, ma dico tutte, le
    > opere on-line, dalla musica al cinema
    > all'illustrazione e fotografia etc etc.

    certo, ed in effetti è questa la direzione che il prodotto ha intrapreso. Ecommerce e P2P.

    Perchè nessuno c'ha pensato prima?


    > Il punto, l'anello mancante
    > è il pagamento. I sistemi possibili
    > sono tanti,

    la soluzione l'hanno inventata i gestori dei telefonini...Carte prepagate...reverse-billing con SMS (cosi' inviando un messaggio puoi scaricare un brano)...ed altre tecniche da telefonia mobile.

    Sicure, semplici, pratiche...

    > ma i più sicuri prevedono
    > la rivalsa sui provider

    questo se lo fanno solo tra aziende...difficilmente adotteranno strategie di pagamento simili verso privati.


    > Si tratta di intrattenimento. Ma in certi
    > casi anche di conoscenza.

    quando si tratta di opere tutelate dal diritto d'autore, chiamala Kultura o Entertainment, però l'ingegno dell'uomo deve essere rispettato.

    Se l'autore intende farsi pagare per il suo contributo al genere umano, quello è un suo diritto sacrosanto.

    Se con questo Fasteer, assecondando le mie passioni, rispetto i diritti degli autori, ci guadagno anche e sono in regola con la legge...di cos'altro ho bisogno?

    Un Lucano? Sorride