Ammissione via web al Politecnico

Il celebre istituto milanese vara un programma che da marzo consentirà agli aspiranti ingegneri di sostenere via Internet i test di ammissione. Ecco come funziona

Milano - C'è una novità di sicuro interesse per gli studenti dell'ultimo anno delle scuole secondarie superiori che desiderano iscriversi alle Facoltà di Ingegneria al Politecnico di Milano nell'anno accademico 2005/06, una novità annunciata nelle scorse ore dal prestigioso istituto lombardo.

Con la sola eccezione del Corso di Laurea in Ingegneria Edile/Architettura, da marzo sarà possibile sostenere online il test di ammissione, con utilizzo di PC con browser e collegamento a Internet, in sessioni programmate (approssimativamente ogni mese) presso le aule informatizzate dell'Ateneo.

Cambiano anche i contenuti del test. Le materie da affrontare per l'iscrizione al nuovo anno accademico saranno: matematica (comprendente logica propositiva, matematica e statistica), comprensione verbale, inglese e fisica.
"Se l'esito del test on line - si legge in una nota dell'Ateneo - sarà inferiore alla soglia minima (equivalente a 60 punti), lo studente, prima dell'immatricolazione, dovrà ripetere integralmente il test o nelle sessioni on line successive o secondo la modalità tradizionale a settembre". La modalità tradizionale del test di ammissione, in presenza su supporto cartaceo e in sessione unica (solitamente nei primi giorni del mese di settembre), rimane infatti valida.

"Se invece l'esito del test online sarà maggiore o uguale alla soglia minima, ma evidenzierà carenze formative nelle sezioni di matematica e/o inglese - continua la nota - allo studente verranno attribuiti degli Obblighi Formativi Aggiuntivi (OFA), che potranno essere annullati tramite il superamento della sezione relativa del test nelle sessioni on line successive".

Va detto che gli studenti delle scuole superiori che vogliano preparare la sezione di Matematica già possono seguire il programma di preparazione "Math On Line", un corso interamente on line strutturato in diversi moduli pensati per migliorare la preparazione matematica di base in vista dell'iscrizione ad una facoltà tecnico-scientifica.

Gli studenti che sosterranno il test in modalità tradizionale e che non raggiungeranno la soglia minima - specifica il Politecnico - potranno comunque immatricolarsi al Politecnico, ma non potranno sostenere le prove di valutazione del I anno di corso finché non supereranno il test in una sessione on line.

Maggiori informazioni e esempi di test sono consultabili qui
TAG: italia
25 Commenti alla Notizia Ammissione via web al Politecnico
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  • «Cambiano anche i contenuti del test. Le materie da affrontare per l'iscrizione al nuovo anno accademico saranno: matematica (comprendente logica propositiva, matematica e statistica), comprensione verbale, inglese e fisica.»

    Dopo 18 anni che mi occupo per mestiere di Logica Matematica, è stupefacente apprendere da PI (mica da Studia Logica) che esiste una branca della logica denominata "propositiva" e che tale innovativo settore venga considerato una conoscenza comune tra i diplomati.
    Da povero obsoleto zuccone, io ero rimasto alla banale logica proposizionale (del primo ordine), pensate un po'...ImbarazzatoDeluso
    non+autenticato
  • E' una critica?Sorpresa
    4724
  • a me sembra piuttosto la segnalazione di uno svarione grosso come una casa..... mai sentito dire "logica propositiva" in 4 anni che sto all'uni
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > a me sembra piuttosto la segnalazione di uno
    > svarione grosso come una casa..... mai
    > sentito dire "logica propositiva" in 4 anni
    > che sto all'uni

    Mi sa che stava nel comunicato
    non+autenticato
  • > Da povero obsoleto zuccone, io ero rimasto
    > alla banale logica proposizionale (del primo
    > ordine), pensate un po'...ImbarazzatoDeluso

    beh, quanto a svarioni anche tu non stai messo male se confondi la logica proposizionale con quella del primo ordine
    non+autenticato
  • ...non ci vedo nulla di eccezionale, e' una vita che a Crema (e' sotto Milano) ci sono cose analoghe..anzi, da quest'anno per chi non ha l'ooprtunita' di venire in uni e' stato creato il CdL di Sicurezza online...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ...non ci vedo nulla di eccezionale, e' una
    > vita che a Crema (e' sotto Milano) ci sono
    > cose analoghe..anzi, da quest'anno per chi
    > non ha l'ooprtunita' di venire in uni e'
    > stato creato il CdL di Sicurezza online...

    cazzate la laurea non serve.,.....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > ...non ci vedo nulla di eccezionale, e'
    > una
    > > vita che a Crema (e' sotto Milano) ci
    > sono
    > > cose analoghe..anzi, da quest'anno per
    > chi
    > > non ha l'ooprtunita' di venire in uni e'
    > > stato creato il CdL di Sicurezza
    > online...
    >
    > cazzate la laurea non serve.,.....

    non rompere il ca**o con 'ste trollate... non ti ha replicato nessuno nell'altro thread e ora devi scrivere la stessa cosa in ogni discussione ?
    Se ti pago l'entrata vai a giocare a biglie in autostrada ?

    non+autenticato
  • Sara' anche inutile ma dubito che tu da solo possa impararti architettura dei microcalcolatori o sistemi di elaborazione dell'informazione. E sapere cos'e' la cache perche' l'hai letto su PC professionale o sapere come funziona winsock.h perche' l'hai letto su un forum, credimi, non e' la stessa cosa che progettare un banco di ram in un esame oppure realizzare un programma C (qualsiasi guarda) per cluster linux. Poi certo, per formattare il pc e togliere i virus non c'e' obbligo di avere laurea....pero sicuramente di strada non ne farai sapendo 4 cose messe in croce, ma se ti bastano, live and let live. Poi se il laureato prende il doppio di te non ti lamentare, studia anche tu se e' tanto facile prenderlaSorride
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > ...non ci vedo nulla di
    > eccezionale, e'
    > > una
    > > > vita che a Crema (e' sotto Milano)
    > ci
    > > sono
    > > > cose analoghe..anzi, da quest'anno
    > per
    > > chi
    > > > non ha l'ooprtunita' di venire in
    > uni e'
    > > > stato creato il CdL di Sicurezza
    > > online...
    > >
    > > cazzate la laurea non serve.,.....
    >
    > non rompere il ca**o con 'ste trollate...
    > non ti ha replicato nessuno nell'altro
    > thread e ora devi scrivere la stessa cosa in
    > ogni discussione ?
    > Se ti pago l'entrata vai a giocare a biglie
    > in autostrada ?

    quanto?
    non+autenticato
  • O almeno così mi pare di capire dall'articolo.
    Si tratta piuttosto di un test attitudinate che è necessario affrontare ma non superare per potersi iscrivere al corso di laurea. Se il test non viene superato dopo l'iscrizione si devono seguire corsi aggiunti e ritentarlo periodicamente.
    Questo tipo di test è stato previsto con l'introduzione della riforma 3+2.
  • Per forza: se mettessero il numero chiuso non ci guadagnerebbero (oggi le Università hanno soldi in proporzione al numero di iscritti in regola), e sicuramente salterebbe subito su qualche comitato di isterici gridando al classismo - come se la cultura fosse "ugualitaria" e tutti avessero "diritto" a raggiungere risultati d'eccellenza. Infatti lo "standard minimo" degli italiani è un 62% di analfabeti, di andata e di "ritorno", che concretizzano la loro attività culturale nel non leggere neppure un libro all'anno. Tutto va ben, madama la Marchesa !
    E poi, nella Costituzione non s'era scritto che il diritto allo studio riguarda "i capaci e i meritevoli" ? Giusto per coerenza, mica per altro.
    Se poi si vuol dare "obbligatoriamente" un pezzo di carta a tutti o quasi, niente di male, basta dirlo apertamente e cambiare le regole del gioco: ricordandoci però che a quel punto il "valore legale", concetto già fumoso e borbonico oggi, servirebbe solo a farsi ridere dietro da tutto il mondo civilizzato (e anche no, tipo India o Sudafrica).

    Insomma, come la giri la giri, è una faccenda piena di scottanti contraddizioni e di mancate decisioni pendenti da un trentennio (1969, legge Codignola per l'esattezza), ma tutti se ne strafottono bellamente e pensano solo al loro cadreghino e agli interessi di corporazione, sbattendosene delle patenti contraddizioni.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Per forza: se mettessero il numero chiuso
    > non ci guadagnerebbero (oggi le
    > Università hanno soldi in proporzione
    > al numero di iscritti in regola), e
    > sicuramente salterebbe subito su qualche
    > comitato di isterici gridando al classismo -
    > come se la cultura fosse "ugualitaria" e
    > tutti avessero "diritto" a raggiungere
    > risultati d'eccellenza. Infatti lo "standard
    > minimo" degli italiani è un 62% di
    > analfabeti, di andata e di "ritorno", che
    > concretizzano la loro attività
    > culturale nel non leggere neppure un libro
    > all'anno. Tutto va ben, madama la Marchesa !
    >
    > E poi, nella Costituzione non s'era scritto
    > che il diritto allo studio riguarda "i
    > capaci e i meritevoli" ? Giusto per
    > coerenza, mica per altro.
    > Se poi si vuol dare "obbligatoriamente" un
    > pezzo di carta a tutti o quasi, niente di
    > male, basta dirlo apertamente e cambiare le
    > regole del gioco: ricordandoci però
    > che a quel punto il "valore legale",
    > concetto già fumoso e borbonico oggi,
    > servirebbe solo a farsi ridere dietro da
    > tutto il mondo civilizzato (e anche no, tipo
    > India o Sudafrica).
    >
    > Insomma, come la giri la giri, è una
    > faccenda piena di scottanti contraddizioni e
    > di mancate decisioni pendenti da un
    > trentennio (1969, legge Codignola per
    > l'esattezza), ma tutti se ne strafottono
    > bellamente e pensano solo al loro cadreghino
    > e agli interessi di corporazione,
    > sbattendosene delle patenti contraddizioni.

    ma che c'entra questo con il commento precedente? ...nel messaggio di prima c'era scritto che QUESTO è un test attitudinale che non vincola la possibilità a iscriversi, ma riferito allo specifico caso del politecnico... ci sono molte altre università che invece hanno il numero chiuso!
    non+autenticato

  • > E poi, nella Costituzione non s'era scritto
    > che il diritto allo studio riguarda "i
    > capaci e i meritevoli" ?

    D'accordo con te, mi preoccupano solo eventuali
    raccomandazioni ai test d'ingresso..
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > E poi, nella Costituzione non s'era scritto
    > che il diritto allo studio riguarda "i
    > capaci e i meritevoli" ? Giusto per
    > coerenza, mica per altro.


    Art. 34.

    La scuola è aperta a tutti.

    L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

    I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

    La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
    non+autenticato
  • E chi lo dice chi sono i capaci e meritevoli? I test di ingresso?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E chi lo dice chi sono i capaci e
    > meritevoli? I test di ingresso?
    Anche, ed anche il fatto che non vengano ripetutamente presi a calci nel deretano ai propedeutici, per esempio. Dopo il terzo tentativo fallito, a casa. Come succede in Olanda, USA, UK (in Giappone sono ancora più rigidi): se non metti assieme un numero minimo di laboratori, presenze ed esami superati in un anno, ti sbattono fuori dal college e vai a vendere la porchetta. Altro che "studenti" 40enni fuoricorso come si vedono ciondolare dalle nostre parti...
    non+autenticato
  • Cavolo se ti do ragione!!! Da me è così, hai tre laboratori in un anno, se uno non lo passi, perdi l'anno direttamenteOcchiolino
    ed è giusto!

    però ultimamente ho pensato anche a una classe di persone: gli studenti lavoratori. Per loro è un macello..
    anche se ci sono delle aggevolazioni!

  • - Scritto da: J.L.Picard
    > però ultimamente ho pensato anche a
    > una classe di persone: gli studenti
    > lavoratori. Per loro è un macello..
    > anche se ci sono delle aggevolazioni!

    Sarebbe giusto riconoscere subito e apertamente lo status di studente lavoratore e immetterli in una corsia preferenziale, che peraltro esiste più o meno apertamente da un pezzo (Nettuno) ed è stata migliorata con il discorso delle lauree online, per tutte le discipline - e sono la stragrande maggioranza - per cui la cosa abbia un senso. Certo un laboratorio di microelettronica, di microonde, di compatibilità EMI o di spettrofotometria va frequentato e non s'improvvisa a casa, ma le lauree umanistiche e in scienze formali non richiedono altro che libri (a quando le biblioteche sempre aperte ?), gessetti, lavagne e molta spremitura di meningi, oltre al supporto di un banale PC domestico e niente più, il che le rende papabilissime per i corsi online frequentabili da chi lavora !

    Naturalmente la cosa va fatta con criterio: purtroppo già oggi, in mezzo ai tantissimi veri bisognosi e onesti, ci sono anche delle mele marce, fruitori immeritevoli di privilegi dei bandi locali che andrebbero semplicemente presi a calci nel deretano e sbattuti fuori dall'università senza tanti complimenti. E simmetricamente ci sono dei veri bisognosi, davvero capaci e meritevoli, che dai benefici restano esclusi per un cavillo, un singolo parametro, una interpretazione capziosa. Per non dire di quelli che si ritengono bisognosi e meritevoli "a prescindere" e piantano regolarmente grane sterminate al TAR ed in qualsiasi altra sede, pur non avendo la minima speranza oggettiva, giusto per fare un po' di casino e sperperare un po' di pubblico denaro, oltre che per evidente ottusità, mentalità statalista-attendista e semplice eccesso di autostima.

    D'altronde siamo in Italia.

    Comunque, se lo status degli studenti lavoratori fosse riconosciuto al 100% ed inserito nel contesto adeguato (i.e. se alcuni docenti si togliessero il vizio selvaggio di improvvisare le lezioni senza seguire in modo serio e strutturato un singolo testo di riferimento, se sparissero quelle farraginose dispense illeggibili nate negli anni '70 e '80 durante la creazione dei fattori anticorpo del sistema per tentare di ripristinare silenziosamente la selettività spazzata via dalla legge Codignola, se i gerontocrati smettessero d'incentrare i quesiti d'esame sulle loro personalissime fissazioni attorno a metodologie lambiccate ed inutili destinate a problemi affrontati solo a lezione, del tutto snobbate dalla letteratura internazionale e che quindi prevedono una frequenza continuativa e costante ed una grande capacità di adattamento alle idiosincrasie del cattedratico di turno... in due parole, se ci fosse quella VERA standardizzazione qualitativa e "spersonalizzazione" dei corsi che è merce quotidiana anche nei più scalcinati college USA, UK e nordeuropa in genere), si aiuterebbero davvero non solo quei capaci e meritevoli - pochi o tanti che siano - privi di mezzi, che ingiustamente non hanno assegni e borse e quindi lavorano già a 20 anni per mantenersi agli studi, ma anche e soprattutto si promuovebbe davvero la formazione permanente (seconda laurea, specializzazioni, bienni superiori, dottorati... o anche semplice completamento del ciclo di studi per recuperare quelle decine di migliaia di rinunciatari VO degli anni '80 e primi '90) per tutti quei lavoratori e professionisti che vogliono avere una opportunità per migliorarsi, o anche solo appiccicare un meritato pezzo di carta alla loro pregressa e solida formazione sul campo.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    Ho letto il tuo intervento e lo condivido, in particolare mi ha colpito questo paragrafo che commento:

    > Comunque, se lo status degli studenti
    > lavoratori fosse riconosciuto al 100% ed
    > inserito nel contesto adeguato (i.e. se
    > alcuni docenti si togliessero il vizio
    > selvaggio di improvvisare le lezioni senza
    > seguire in modo serio e strutturato un

    Accidenti se hai ragione. Tempo fa ero iscritto a un corso D.U. ( uno dei primi in quell'ambito ) e ci trattavano come muli, non sapevo neanche cosa fossero le dispense ( in realtà ci boicottavano per difendere quelli della laurea vera, quindi figurati se facevano le dispense a noi poveretti del DU ), poi ho scoperto che nei veri corsi di laurea c'erano i professori che ti davano le dispense che potevi usare per studiare e ripetere ( sempre meglio di appunti per quanto si sia diligenti a prenderli ).

    > singolo testo di riferimento, se sparissero
    > quelle farraginose dispense illeggibili nate
    > negli anni '70 e '80 durante la creazione
    > dei fattori anticorpo del sistema per
    > tentare di ripristinare silenziosamente la
    > selettività spazzata via dalla legge
    > Codignola, se i gerontocrati smettessero

    Ecco questo non l'ho capito e mi interessa veramente molto capire. Cosa vuoi dire? Io so che una parte politica intorno agli anni '60, aveva voluto rendere di massa la cultura universitaria invece che lasciarla ai privilegiati e ai ricchi, mi hanno detto ( quelli più vecchi di me ) che in seguito i professori reagirono perché questo andava contro il loro interesse e ci troviamo con la situazione disastrosa di oggi.

    Penso che quello che tu dici precisamente combaci con le cose vaghe che avevano detto a me, ma mi spieghi in che senso tenta di ristabilire la selezione? per il semplice fatto di essere illeggibili?! grazie.

    > d'incentrare i quesiti d'esame sulle loro
    > personalissime fissazioni attorno a
    > metodologie lambiccate ed inutili destinate
    > a problemi affrontati solo a lezione, del
    > tutto snobbate dalla letteratura
    > internazionale e che quindi prevedono una
    > frequenza continuativa e costante ed una
    > grande capacità di adattamento alle
    > idiosincrasie del cattedratico di turno...

    Quanto hai ragione.

    > in due parole, se ci fosse quella VERA
    > standardizzazione qualitativa e
    > "spersonalizzazione" dei corsi che è
    > merce quotidiana anche nei più
    > scalcinati college USA, UK e nordeuropa in

    L'Italiano non può invidiare nulla che abbia l'UK ( le università per esempio? ) perché lì non hanno il bidet.

    > genere), si aiuterebbero davvero non solo
    > quei capaci e meritevoli - pochi o tanti che
    > siano - privi di mezzi, che ingiustamente
    > non hanno assegni e borse e quindi lavorano
    > già a 20 anni per mantenersi agli
    > studi, ma anche e soprattutto si promuovebbe
    > davvero la formazione permanente (seconda
    > laurea, specializzazioni, bienni superiori,
    > dottorati... o anche semplice completamento
    > del ciclo di studi per recuperare quelle

    Certo, ma purtroppo la musica che va di moda ora è "l'università è uno studio di eccellenza", "nella costituzione c'è scritto che hanno diritto allo studio solamente i meritevoli".

    Ora per un certo senso è un bene perché stanno finalmente distruggendo l'università e i suoi baroni ma il peggio è che la sostituiranno con una ancora peggio per i poveri e quella buona per i figli dei ricchi.

    Mai una che vada giusta in questo paese!
    non+autenticato
  • Preciso

    Al Politecnico di Milano
    Il test d'ingresso è Attitudinale per alcune facoltà (come ad esempio Ingegneria), e prevede una graduatoria che non vincola la tua partecipazione ai corsi, ma che potrebbe farteli seguire in una sezione staccata (tenendo conto di dove abiti, se sei di Cremona, fai richiesta per studiare a Milano ma arrivi 3400esimo te ne stai a Cremona, ti passa davanti quello di Cuneo che non ha il Politecnico nella sua città ed è arrivato 340esimoOcchiolino ), il voto di maturità fa media per il 50% del test.
    Tuttavia è Selettivo per altre, come la Facoltà di Design (ne son testimone), e quella di Architettura, e il voto di maturità non conta.

    Li ho fatti entrambiOcchiolino
  • non rosicare troppo, ti viene l'ulcera!