Telelavoro? Una rosa con le spine

Molti nuovi commenti su una questione centrale dell'era tecnologica. Ma telelavorare è davvero per tutti? E le imprese italiane sono pronte per il grande salto?

Roma - Sull'articolo di Alberigo Massucci L'ora della telerevolution che condivido pienamente mi vorrei soffermare sull'altra faccia della medaglia. Sono tre anni che come libero professionista lavoro quasi esclusivamente via internet e anche prima, sporadicamente, pur avendo una semplice connessione modem, facevo progetti su server web in giro per il mondo (via ssh).
Questo semplicemente per dire che la banda e la tecnologia sono importanti ma non necessarie per svolgere alcune attività di telelavoro.

Penso che i punti fondamentali che bloccano il diffondersi del telelavoro siano altri:

1) In una società basata sul consumismo cosa vuol dire economicamente fare in modo che una persona possa lavorare da casa senza dover andare in ufficio?
Eliminare il viaggio casa-ufficio con relativi consumi carburante, deperimento mezzo, eventuali costi parcheggio ed eventuali utilizzi dei mezzi pubblici.
Eliminare la prima colazione e il pranzo più varie consumazioni alle macchinette distributrici.
Eliminare la necessità in azienda di un posto fisso con relative spese a contorno (computer, cablaggio, cancelleria, telefono,...) e di conseguenza la possibilità di utilizzare una sede più piccola.
Moltiplicate il tutto per 10, 100, 1000, 10000...
Un'economia basata sui telelavoratori porterebbe al tracollo dell'economia attuale per bar, mense, aziende di macchinette distributrici, aziende immobiliari, servizi pubblici, meccanici, carrozzieri... Inoltre se si entra nell'ottica di usare telelavoratori, perché utilizzarli italiani?

2) Ammettiamo che quanto descritto nel punto 1) sia insignificante. Bisogna passare dal concetto di "lavoro ad ore" al concetto di "lavoro per progetto". Le aziende medio piccole italiane non sanno lavorare per progetto (e poche di quelle grandi). E' oggi inconcepibile pensare di dire "hai XXX giorni di tempo per fare questa attività, se ci metti meno meglio per te". Il "padrone" italiano ha bisogno di controllare anche visivamente l'operato del proprio dipendente.

Inoltre:
3) Lavorare da casa è per pochissimi. Richiede una pianificazione personale, un'autoregolamentazione ed una capacità di concentrazione non indifferenti. Anche le persone che ruotano attorno fanno fatica a capire che stai lavorando, anche se da casa. Le possibili distrazioni sono ovunque, soprattutto se si hanno figli piccoli. Inoltre alcune persone non sono capaci di stare da sole, hanno bisogno delle quattro chiacchiere con il collega, del caffè in gruppo, del mangiare assieme, del semplice uscire di casa.

Fabrizio Pivari
Pivari.com
TAG: italia
43 Commenti alla Notizia Telelavoro? Una rosa con le spine
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  • tu dici:

    "2) Ammettiamo che quanto descritto nel punto 1) sia insignificante. Bisogna passare dal concetto di "lavoro ad ore" al concetto di "lavoro per progetto". Le aziende medio piccole italiane non sanno lavorare per progetto (e poche di quelle grandi). È oggi inconcepibile pensare di dire "hai XXX giorni di tempo per fare questa attività, se ci metti meno meglio per te". Il "padrone" italiano ha bisogno di controllare anche visivamente l'operato del proprio dipendente."

    a me pare che questo sia semplicemente una forma leggermente diversa di outsourcing: da SEMPRE i professionisti lavorano in questo modo, tuttavia non ti nascondo che spesso si ritarda la consegna di un lavoro, giusto per giustificare al "padrone" il fatto che si sia chiesto, tra virgolette, "così tanto" (agli occhi del committente).

    un po' mi ricorda la barzelletta del medico, che il paziente gli dice: "ma dottore, non le sembra tanto 100 ? per una ricetta sctitta in due minuti?" e il medico gli risponde: "signore, per scrivere la ricetta sono 3 ?; gli altri 97 ? sono per sapere COSA scriverci sopra!"

    in sostanza il telelavoro è una cosa che ha senso a livelli di un certo livello (mi si perdoni il bisticcio di parole) diventa meno semplice da gestire a livelli apparentemente più bassi.

    facciamo l'esempio del telemarketing.

    cosa si chiede ad un dipendente a progetto? fare N telefonate? trovare N clienti? fa una bella differenza! ci sono persone che hanno uno spirito commerciale innato, una specie di dono di natura, che riescono a convincere chiunque a comprare qualsiasi cosa, e in cinque minuti vendono più di uno negato in un giorno intero.

    Il fatto è che dal punto di vista del "padrone" diventa difficile gestire la faccenda: pigliamo uno bravo, a cui si danno obiettivi standard, che li realizza in metà tempo rispetto agli altri.

    allora il "padrone" pensa: "nacchio, mi ha raggiunto l'obiettivo in 4 ore anzichè in otto, se era qui in ufficio produceva il doppio, pur di tenermelo gli avrei aumentato lo stipendio!"

    dal punto di vista del telelavoratore non cambia niente, perchè nello stesso tempo produce il doppio e guadagna il doppio, ma dal punto di vista del "padrone" perchè lui, comunque, sta rischiando (rischio d'impresa).

    guarda che non è ricerca di guadagno o sfruttamento, è, molto spesso, un tentativo di sopravvivenza aziendale, un progetto in cui ci si ha investito ed in cui ci si è messi anima e corpo.

    te lo dice uno che alle 22.50 è in uffico Sorride

    Il ragionamento che sta sotto è: io ho investito in questa persona, che per fortuna o abilità mia che sono riuscito a far lavorare per me, lavora per me, mi girano le palle che lavori anche per altri!

    Non è del tutto sbagliato.

    Che figata, ho perso completamente il filo! Non dovrei mai intervenire su PI, dopo la terza birrozza!

    bacioni a tutti!
  • La capacità lavorativa è anche valutabile, oltre che dal rendimento, dalla personalità. Quello che oggi non vieneusata affatto dai manager è la leva della motivazione. Per individuare tale leva è, secondo me, necessario avere la capacità e la possibilità di comprendere la personalità delle persone che si gestiscono.
    Alcuni possono essere telelavoratori, altri no, e quelli che lo diventano devono, sicuramente, passare prima del tempo in azienda, per capire ed essere capiti.

    Poi lasciamo perdere il concetto de "l'Italia dei furbi", per carità siamo tutti "furbi", quindi telelavoro o no, la nostra nazione è destinata ad un tracollo inevitabile, unica possibilità per portare ad un cambio di rotta nella italica mentalità.

    P.s.: Non sono un manager, lavoro fino a tardi (perchè posso).
    non+autenticato
  • Quando licenziare sara' come terminare un account.
    E teniamo conto che e' possibile fissare la data, l'ora, il secondo preciso in cui il nostro telelavoratore non fara' parte del nostro libro paga gia' nel momento stesso in cui attiviamo l'account.

    PS:
    I piu' rognosi da licenziare saranno gli amministratori di sistema, quelli sanno sempre come rientrare a far danniA bocca aperta
    non+autenticato
  • Sopratutto perche' il telelavoro piu' redditizio e quello delle casalinghe che rispondono per conto di un'azinda alle chiamate di gente ingrifata.

    Oppure, cosa che adesso va molto di moda, il marketing telefonico, usi il tuo computer da casa tua e segni sul pc i risultati delle tue chiamate il tutto collegato con l'azienda che vende il servizio... occhio occorre segnare almeno 80 telefonateOcchiolino
    non+autenticato
  • Mah sinceramente pur ritenendo interessante la posizione delle persone che giudicano positiva tale esperienza, vorrei che mi concedeste qualche dubbio:
    1) in italia gia' per qualcuno e' molto difficile farsi pagare lo stipendio "de visu", (mesi di arretrati, bonifici in ritardo etc etc) figuriamoci se il suo datore di lavoro non lo conosce nemmeno.
    2) siamo in italia e di furbacchioni ce ne sono gia' troppi nel lavoro normale, figuriamoci il telelavoro
    3) di truffe con le perline e i lavoretti ne e' piena striscia la notizia e mi manda rai tre, figuriamoci se a queste persone gli si desse di usufruire di una situazione agevolata... telelavoro o teledisoccupazione? in tanto in tele-visione le storie sulle fregature a distanza riempiono intere puntate.

    No sinceramente in questo paese i dubbi e le perplessita', per quanto ci siano buone intenzioni, la mia paura che il telelavoro diventi un telestipendio con un telebonifico.

    Indistintamente vostro Elwood
  • - Scritto da: Elwood_
    > Mah sinceramente pur ritenendo interessante
    > la posizione delle persone che giudicano
    > positiva tale esperienza, vorrei che mi
    > concedeste qualche dubbio:
    > 1) in italia gia' per qualcuno e' molto
    > difficile farsi pagare lo stipendio "de
    > visu", (mesi di arretrati, bonifici in
    > ritardo etc etc) figuriamoci se il suo
    > datore di lavoro non lo conosce nemmeno.

    E perche' non lo si dovrebbe conoscere, mica si telelavora per il 100% del tempo. Cio' non avviene mai.

    E per sollecitare i pagamenti non bastano il telefono/le email/le lettere?

    > 2) siamo in italia e di furbacchioni ce ne
    > sono gia' troppi nel lavoro normale,
    > figuriamoci il telelavoro

    Perche' questi preconcetti?
    Vivo all' estero da anni. Innanzitutto e' da vedere se all' estero sono piu' onesti di no, poi uno il lavoro lo deve consegnare o no? Se uno ha un tipo di lavoro dove puo' fare il furbetto senza farsene accorgere, lo puo' fare anche in ufficio. In tal caso e' la sua posizione da essere ripensata, prima che la persona.

    Comunque questi sono prob. gli stessi ragionamenti che i vari manager attuano per non adottare il telelavoro....

    > 3) di truffe con le perline e i lavoretti
    > ne e' piena striscia la notizia e mi manda
    > rai tre, figuriamoci se a queste persone gli
    > si desse di usufruire di una situazione
    > agevolata... telelavoro o
    > teledisoccupazione? in tanto in tele-visione
    > le storie sulle fregature a distanza
    > riempiono intere puntate.

    Molte meno delle truffe dei lavori da ufficio (dipendenti in nero, sfruttamenti oltre orario, stipendio non commisurato alla posizione, etc) ma fanno meno notizia perche' sono arcinoti.

    > No sinceramente in questo paese i dubbi e le
    > perplessita', per quanto ci siano buone
    > intenzioni, la mia paura che il telelavoro
    > diventi un telestipendio con un
    > telebonifico.

    Paura immotivata IMHO.
    Ciao
    Fabio
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Elwood_
    > > Mah sinceramente pur ritenendo
    > interessante
    > > la posizione delle persone che giudicano
    > > positiva tale esperienza, vorrei che mi
    > > concedeste qualche dubbio:
    > > 1) in italia gia' per qualcuno e' molto
    > > difficile farsi pagare lo stipendio "de
    > > visu", (mesi di arretrati, bonifici in
    > > ritardo etc etc) figuriamoci se il suo
    > > datore di lavoro non lo conosce nemmeno.
    >
    > E perche' non lo si dovrebbe conoscere, mica
    > si telelavora per il 100% del tempo. Cio'
    > non avviene mai.

    Quello che intendevo e' che se esistono problemi seri con datori di lavoro de visu ( molte brutte storie lette qui e su it.lavoro.informatica e su jobline.it) con datori di lavoro che puoi vedere tutti i giorni o quasi, pensiamoci quando questi datori di lavorono sono eterei come il lavoro stesso, e etereamente come così oggi ci sono, domani cercando il tuo teledatore di lavoro potresti trovare un cartello "grazie mi sono teletrasportato alle isole cayman grazie a voi"

    > E per sollecitare i pagamenti non bastano il
    > telefono/le email/le lettere?

    Ma per alcuni lavoratori nemmeno attaccarlo al muro prendendolo per il collottolo della giacca basta, figuriamoci mail e telefono. ( non rispondo alle mail, mi faccio negare al telefono, butto le lettere) ma ti posso assicurare che un dipendente de visu "incaxxato come una jena" e' diverso.


    > > 2) siamo in italia e di furbacchioni ce
    > ne
    > > sono gia' troppi nel lavoro normale,
    > > figuriamoci il telelavoro
    >
    > Perche' questi preconcetti?

    non sono preconcetti sono dati di fatto in un paese del film "tototruffa 69"

    > Vivo all' estero da anni. Innanzitutto e' da
    > vedere se all' estero sono piu' onesti di
    > no, poi uno il lavoro lo deve consegnare o
    > no? Se uno ha un tipo di lavoro dove puo'
    > fare il furbetto senza farsene accorgere, lo
    > puo' fare anche in ufficio. In tal caso e'
    > la sua posizione da essere ripensata, prima
    > che la persona.

    io intendo gente (e ce ne sono parecchi) che ti fanno lavorare e poi il giorno del bonifico, adducendo scuse ritardano il pagamento a oltranza, finche uno scopre che non c'era stipendio da pagare perche' anche l'azienda intascava e non pagava.

    > Comunque questi sono prob. gli stessi
    > ragionamenti che i vari manager attuano per
    > non adottare il telelavoro....

    Mah io credo che il manager sarebbe molto contento di far lavorare con il pagamento al senno del poi.


    > Molte meno delle truffe dei lavori da
    > ufficio (dipendenti in nero, sfruttamenti
    > oltre orario, stipendio non commisurato alla
    > posizione, etc) ma fanno meno notizia
    > perche' sono arcinoti.

    tutti lavori dove vedi la persona, ripeto figuriamoci posti dove tu stai a casa e aspetti... per me aspetti e speri...lo stipendio

    > Paura immotivata IMHO.
    > Ciao
    > Fabio

    io credo di no

    ciao

  • - Scritto da: Elwood_
    > Quello che intendevo e' che se esistono
    > problemi seri con datori di lavoro de visu
    > ( molte brutte storie lette qui e su
    > it.lavoro.informatica e su jobline.it) con
    > datori di lavoro che puoi vedere tutti i
    > giorni o quasi, pensiamoci quando questi
    > datori di lavorono sono eterei come il
    > lavoro stesso, e etereamente come
    > così oggi ci sono, domani cercando il
    > tuo teledatore di lavoro potresti trovare un
    > cartello "grazie mi sono teletrasportato
    > alle isole cayman grazie a voi"

    eh eh eh. Tu hai visto troppi Star Trek.

    > > E per sollecitare i pagamenti non
    > bastano il
    > > telefono/le email/le lettere?
    >
    > Ma per alcuni lavoratori nemmeno attaccarlo
    > al muro prendendolo per il collottolo della
    > giacca basta, figuriamoci mail e telefono. (
    > non rispondo alle mail, mi faccio negare al
    > telefono, butto le lettere) ma ti posso
    > assicurare che un dipendente de visu
    > "incaxxato come una jena" e' diverso.

    E' vero: rischia di essere messo in galera se mette le mani addosso al datore di lavoro

    > > Perche' questi preconcetti?
    >
    > non sono preconcetti sono dati di fatto in
    > un paese del film "tototruffa 69"

    Hai visto solo quello? Lo ritieni statisticamente rappresentativo e socialmente accurato?

    > io intendo gente (e ce ne sono parecchi) che
    > ti fanno lavorare e poi il giorno del
    > bonifico, adducendo scuse ritardano il
    > pagamento a oltranza, finche uno scopre che
    > non c'era stipendio da pagare perche' anche
    > l'azienda intascava e non pagava.

    Mi spiace per te e per queste brutte esperienze. Comunque con queste truffe *off line*, il telelavoro non c'entra nulla.

    > > Molte meno delle truffe dei lavori da
    > > ufficio (dipendenti in nero,
    > sfruttamenti
    > > oltre orario, stipendio non commisurato
    > alla
    > > posizione, etc) ma fanno meno notizia
    > > perche' sono arcinoti.
    >
    > tutti lavori dove vedi la persona, ripeto
    > figuriamoci posti dove tu stai a casa e
    > aspetti... per me aspetti e speri...lo
    > stipendio

    Mamma mia, hai davvero una visione del datore di lavoro = approfittatore potenziale. Avrai anche i tuoi motivi, ma per fortuna non e' sempre cosi'. Cosa ne pensi di emigrare da qualche altra parte se dalle tue parti funziona cosi?

    Fabio
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > > > E per sollecitare i pagamenti non
    > > bastano il
    > > > telefono/le email/le lettere?
    > >
    > > Ma per alcuni lavoratori nemmeno
    > attaccarlo
    > > al muro prendendolo per il collottolo
    > della
    > > giacca basta, figuriamoci mail e
    > telefono. (
    > > non rispondo alle mail, mi faccio
    > negare al
    > > telefono, butto le lettere) ma ti posso
    > > assicurare che un dipendente de visu
    > > "incaxxato come una jena" e' diverso.
    >
    > E' vero: rischia di essere messo in galera
    > se mette le mani addosso al datore di lavoro

    no no rischia di farsi pagare lo stipendio con tutti gli arretratiA bocca aperta


    > > > Perche' questi preconcetti?
    > >
    > > non sono preconcetti sono dati di fatto
    > in
    > > un paese del film "tototruffa 69"
    >
    > Hai visto solo quello? Lo ritieni
    > statisticamente rappresentativo e
    > socialmente accurato?

    lo ritengo riflesso del nostro paese, il paese dei furbi, riflesso della nostra societa' dal genio di De Curtis.
    e come disse lui "commissa' e colpa mia se ci sono piu' fessi che datori di lavoro?"

    > > io intendo gente (e ce ne sono
    > parecchi) che
    > > ti fanno lavorare e poi il giorno del
    > > bonifico, adducendo scuse ritardano il
    > > pagamento a oltranza, finche uno scopre
    > che
    > > non c'era stipendio da pagare perche'
    > anche
    > > l'azienda intascava e non pagava.
    >
    > Mi spiace per te e per queste brutte
    > esperienze. Comunque con queste truffe *off
    > line*, il telelavoro non c'entra nulla.

    si in base a quale solide prove affermi questo?
    Ci devo credere sulla parola?A bocca aperta


    > > > Molte meno delle truffe dei lavori
    > da
    > > > ufficio (dipendenti in nero,
    > > sfruttamenti
    > > > oltre orario, stipendio non
    > commisurato
    > > alla
    > > > posizione, etc) ma fanno meno
    > notizia
    > > > perche' sono arcinoti.
    > >
    > > tutti lavori dove vedi la persona,
    > ripeto
    > > figuriamoci posti dove tu stai a casa e
    > > aspetti... per me aspetti e speri...lo
    > > stipendio
    >
    > Mamma mia, hai davvero una visione del
    > datore di lavoro = approfittatore
    > potenziale. Avrai anche i tuoi motivi, ma
    > per fortuna non e' sempre cosi'. Cosa ne
    > pensi di emigrare da qualche altra parte se
    > dalle tue parti funziona cosi?
    >
    > Fabio

    no dalle mie parti l'italia funziona PURTROPPO QUASI SEMPRE COSI'
    si informi

  • > > Mi spiace per te e per queste brutte
    > > esperienze. Comunque con queste truffe
    > *off
    > > line*, il telelavoro non c'entra nulla.
    >
    > si in base a quale solide prove affermi
    > questo?
    > Ci devo credere sulla parola?A bocca aperta

    Non e' questione di esperienze o fatti vissuti e' un concetto diverso: Il telelavoro e' lavorare lontano dall' ufficio; i datori di lavoro disonesti sono un' altra cosa indipendente dal telelavoro...

    > no dalle mie parti l'italia funziona
    > PURTROPPO QUASI SEMPRE COSI'
    > si informi

    Mi informo? eh eh eh..
    Apparte che io non escluderei una capatina all'estero, comunque se vuoi credere che sia cosi' dappertutto, libero di crederci e di continuare a lamentarti e ad accettare caporalato e corruzione per tutta la vita.

    In bocca al lupo.
    Fabio
    non+autenticato
  • Solo alcune osservazioni:
    -Molte delle piccole aziende che non pagano difficilmente adotteranno il telelavoro. Non ha molto senso: possono già commissionarti dei lavori a casa che poi consegnerai e che loro non pagheranno. Perché accollarsi gli oneri di un collegamento ADSL?
    -In Italia alcune grandi aziende adottano il telelavoro da tempo con soddisfazione reciproca dell'azienda e dei lavoratori: mi risulta, tanto per fare un esempio, che la maggior parte delle persone che risponde al telefono quando voi chiedete informazioni su un numero lavori da casa...
    -Il telelavoro è un LAVORO, ovviamente contrattualizzato, e il lavoratore gode di tutti i suoi diritti, non dimentichiamocelo. E' come se lavorassi in ufficio, ma non sono in azienda. Per fare un esempio, se mi faccio male sono coperto da una assicurazione, esattamente come se mi trovassi all'interno dell'azienda.
    -Nella maggior parte dei casi il lavoratore non lavora tutti i giorni da casa, esiste comunque una vita aziendale da condurre.

    Ciò detto, il telelavoro non è la panacea di tutti i mali, anzi. Ovvio però che chi approfitta dei lavoratori continuerà a farlo, telelavoro o meno. Altrettanto ovvio che certe aziende non avranno vita lunga.

    Per chi voleva essere contattato riguardo al mio commento precedente (" La mia esperienza"):
    graapatlibero.it
    non+autenticato
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