Telelavoro? Un fiore senza spine

Prosegue il dibattito su una delle promesse delle nuove tecnologie. Dopo le critiche al telelavoro le lettere di chi invece sostiene che, in fondo, è una evoluzione

Roma - Salve Punto Informatico! Ho letto la lettera di Fabrizio Pivari sul telelavoro, ma penso che le sue valutazioni, seppur interessanti, non siano del tutto corrette. Lavoro anch'io con internet quotidianamente, e prima di tutto vorrei porre l'accento sul fatto che i potenziali "telelavoratori", per questioni intrinseche al loro lavoro, non potrebbero essere moltissimi in percentuale sul totale.

Tutti coloro che hanno a che fare direttamente con il mondo della produzione, o i gestori o commessi di negozi, attività, magazzini, che rappresentano numericamente la più grossa fetta dei lavoratori, non sarebbero naturalmente toccati da questa potenzialità. E' una considerazione banale ma che riporta con i piedi per terra le visioni di telelavoro esasperate (nessuno che si reca più sul posto di lavoro...)

Passando poi alle categorie di lavoratori che invece potrebbero lavorare in questo modo nuovo, non credo che manderebbero in crisi l'economia, semplicemente sposterebbero dei flussi di denaro da una parte ad un'altra. Mi spiego: si dice che così verrebero meno alcuni costi dovuti al trasporto, parcheggio ecc.: bhè, proprio perché inseriti in un contesto consumistico probabilmente i soldi risparmiati sarebbero spesi per l'ultimo giocattolino elettronico, o per una moto nuova... tutto sommato probabilmente il fatto di non uscire di casa e impazzire nel traffico tutti i giorni magari spingerebbe di più ad uscire la sera per un aperitivo con gli amici o per una serata al cinema.
Oppure il fatto di mangiare sempre a casa (senza considerare che comunque è una spesa di cibo in più al supermercato) e di prepararsi il pranzo ogni giorno potrà portare ad uscire fuori a cena più spesso. Insomma, non finirebbero certo sotto al materasso quei soldi!

Le spese che l'azienda si risparmia rispetto al posto fisico in ufficio (computer, cancelleria, connessione)... non sparirebbero, ma semplicemente verrebbero spostate (ci sarà semplicemente una scrivania analoga a quella dell'ufficio ma a casa... ma i costi ci sono ugualmente, non spariscono!).

Sulla questione del "padrone" italiano poi, bisogna tenere a mente la prima considerazione: non sarebbero comunque coinvolti in questo tutte le attività che hanno a che fare con la produzione, ma piuttosto quelle che hanno a che fare con la tecnologia, magari più abituate a ragionare "a progetto", più abituate a lavorare in team che non sono fisicamente nello stesso ufficio.

Un ultima considerazione è questa: probabilmente ciò che sarà possibile fare con la tecnologia non sarà inizialmente, e magari neanche successivamente, il lavoro da casa, che si porta dietro tutta una serie di problematiche tecniche intrinseche al lavoro insormontabili, ma probabilmente aiuterà a gestire piccoli uffici collegati con la sede centrale ma localizzati nelle periferie delle città, meglio distribuiti sul territorio, che evitano traffico congestionato e concentrato in ingresso e uscita dalle città (e quindi super inquinamento nel centro), che consentono di mangiare a casa a pranzo, magari in famiglia, di potersi fermare mezz'ora di più al lavoro senza avere l'incubo di avere ancora davanti una coda di 40 minuti per tornare a casa, ma che comunque prevedono orari definiti, lavoro con colleghi (ed eventualmente responsabili o "ispettori") fisicamente al fianco...

Insomma, semplicemente un posto migliore dove lavorare (quindi un miglior lavoro), senza causare chissà che traumi nell'economia o nella testa della gente. Immagino quindi alla lunga una rivalutazione delle periferie, con più spazi, più tranquillità, una sorta di fenomeno inverso rispetto all'urbanizzazione selvaggia che finora l'ha fatta da padrone.

Giovanni Conz
www.sianet.biz
TAG: italia
36 Commenti alla Notizia Telelavoro? Un fiore senza spine
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  • Al di là della enorme differenza del modello lavorativo giapponese da quello italiano ed europeo in genere, io credo che ci siano tutte le possibilità per inserire questo sistema nel nostro modello sociale.
    Ovvio che non possa essere attuato da tutti i lavoratori ma pensate anche a quanta gente in giro in meno e quindi anche quelli che si devono spostare per mestiere quanto tempo risparmierebbero.....

    Faccio qualche ragionamento:
    1) quante ore perse in viaggio verso il posto di lavoro e ritorno
    2) relativo costo economico in mezzi di trasporto ed emissioni inquinanti (sia di auto sia di autobus)
    3) STRESSSSSSSSSS e relativo stato d'animo: guardiamoci e guardiamo le facce dei colleghi ogni giorno nonchè i visi e gli atteggiamenti delle persone in mezzo al traffico, il nervosismo. Tutto questo toglie giorni di vita!

    Pensiamo solo a quanto traffico in meno, altro che targhe alterne, blocchi della circolazione... i mezzi pubblici non si possono aumentare a dismisura, la soluzione (a parte lavorare meno ma questo è un altro discorso) è stare a casa!
    E se lavoro a casa ho un primo enorme dono: ho più tempo!
    Non ci sono denari che possono ripagare il tempo libero.
    Posso portare i bambini a scuola a piedi, tornare a casa, lavorare tranquillamente e magari andare a far visita a qualche negozio (magari vicino a casa e non nei soliti iper dove c'è tutto tranne un consiglio giusto) per acquistare qualche oggetto che potrò finalmente usare e non come oggi dove ci stressiamo lavorando per portare a casa dei soldi così possiamo comprare degli oggetti che pero' non abbiamo il tempo di usare e questo ci fa innervottsire ancora di più , in un brutto circolo vizioso!

    Certo non è tutto oro. Qualcuno dice che così perdiamo il contatto con i colleghi.
    Vero, anche se non sempre questo è negativo data la presenza certa anche di colleghi odiosi e str....
    Certo si possono perdere chance di crescita, qualche rumours alla macchinetta del caffè dove si puo' scoprire
    che qualcuno cerca in un altro settore.
    Taluni lavori richiedono riunioni di condivisione. A parte videoconferenze e simili, comunque fattibili, si puo' stabilire che uno o due giorni alla settimana siano dedicati alle riunioni e non come oggi che sembra di essere al supermercato del tempo perso con 20 o più ore di riunione a settimana....
    Qualche azienda ha cominciato e ha normato qualcosa tipo la disponibilità in almeno 4 ore al giorno (10-12 e 14-16) in modo che chi ha bisogno sappia che in quelle ore stiamo lavorando e siamo raggiungibili.
    Con i dovuti ragionamenti, a livello di tutela contrattuale, contributi x linea e pc, e le norme per poter misurare il lavoro in assenza della presenza del capo, si puo' fare molto.
    La tecnologia c'è, banda larga, Vpn, la mia è un'azienda normale e se voglio (o meglio se devo) da casa riesco a collegarmi al sistema e a lavorare ma non ne stiamo approfittando!
    DOBBIAMO CREDERCI!!!!
    Lunedì mentre siete imbottigliati nel traffico e quando siete in ufficio provate a pensarci seriamente e poi rispondetevi: "meglio quello che ho fatto oggi o quello che avrei potuto fare?" "Meglio aver avuto a che fare con quel collega infame oppure trovarsi con gli amici, quelli veri (magari qualche collega perchè no) a bere qualcosa o a far due chiacchiere ascoltando un bel disco insieme"
    Fatevi questa domanda, e chiedetevi se puo' durare lo schema in cui siamo inseriti oggi, se ha un futuro serio e non sia invece essere uno schema alienante, estremamente costoso in termini economici, di tempo e di salute, e ormai arrivato al limite del suo sviluppo.
    Uniamoci in qualche modo e spingiamo tutti assieme, per una vita migliore e per avere più tempo libero

    Roberto
    Milano.
  • Sono pienamente d'accordo con la lettera qui inviata. La paura che il telelavoro possa deprimere l'economia a causa dei minori consumi è del tutto immotivata ed anche tremendamente semplicistica. Da quando è iniziata l'era industriale, ogni nuova tecnologia capace di aumentare il rendimento diminuendo il personale è sempre stata accusatadi creare "disoccupazione". In realtà è successo esattamente l'opposto.

    Ogni nuova tecnologia che ha tolto lavoro pesante (a volte massacrante) ha solo migliorato la condizione umana. Se posso evitarmi 2 ore in colonna a respirare smog ogni giorno, credo che la mia vita sarà decisamente migliore.
    non+autenticato
  • Wow bella questa idea di tutti gli impiegati e tecnici informatici che lavorano da casa.
    Peccato per me che ho un negozio (che fa gia orari assurdi)
    perche se tutti durante il "normale" orario di lavoro non si spostano da casa......non passano neanche in negozio da me.

    Quindi....mi toccherebbe un orario vicino a quello nutturno:|:(
    non+autenticato
  • Beh insomma... nelle 8 ore lavorative la gente... lavora. Non va in giro per negozi. All'uscita dal lavoro magari passa a prendere il pane, una camicia nuova e del dentifricio. Però lo può fare anche lavorando a casa. Non è che se lavori in casa tua... smetti di vestirti, lavarti, nutrirti, ...
    non+autenticato
  • ma infatti, anzi visto che non devo passare ale 19:00 quando esco ma posso venire di pomeriggio può anche chiudere prima il negozio Occhiolino
    non+autenticato
  • I lavori si evolvono col tempo, cosa avrebbe dovuto dire chi ferrava i cavalli quando hanno inventato l'automobile?Sorride
    Vedila in questo modo: gente piu' a contatto con il mondo dell'informatica, che necessariamente per esigenze lavorative "scopre" l'utilizzo del pc e di internet pure per innumerevoli altre attivita' quotidiane... togli il tuo negozio e mettine uno "virtuale", c'e' gente che sta facendo milioni vendendo vino e formaggio su internet... potrebbe essere un'idea anche per te.Occhiolino
    non+autenticato
  • Mi associo all'ultimo post inserito, un negozio virtuale sarebbe una bella idea, conosco un'azienda che da la possibilità di plubblicizare il proprio negozio o attività commerciale con un piccolissimo contributo,(minimo 3%) percentuale pagabile solo sul venduto che avverrà attraverso i loro siti, pubblicizano sia negozi online che offline.
    non+autenticato
  • Cari amici si tratta solo di un sogno, perchè con i tirchi ed arretrati imprenditori (c'è ancora qualcuno che usa i 386 nel 2005!!!!) che di informatica non capiscono un emerita mazza e che se potessero usare l'abaco sarebbero molto contenti, come volete che si abbia lo sviluppo del TELELAVORO in Italia? Pura e semplice UTOPIA!!!! Le uniche vere opportunità forse sono date da alcune Pubbliche Amministrazioni per quegli impiegati disabili che hanno problemi a raggiungere il posto di lavoro!
    Le altre false sono date da ditte che ti fanno immettere dei dati che TU devi raccogliere in giro, in primis da amici e conoscenti, ed inviare LORO e si tratta di VENDITA e basta!!! Senza contare che la postazione te la devi comprare con i TUOI SOLDI e poi accettare l'elemosina che ti danno!!!
    Io penso solo a quei poveri pendolari che sono morti una settimana fa nell'incidente in treno (una preghiera per loro!) e penso che c'è gente che potrebbe lavorare da casa senza affrontare dei rischi sulle strade, sui treni.....perchè non sarebbe più comodo lavorare da casa in un giorno in cui c'è nebbia o un tempo da far paura e sai che ti devi fare anche 60 km per andare al lavoro???
    In lacrime
    non+autenticato
  • Guardate che in molte zone di italia le aziende manifatturiere (ad es maglifici) appaltavano i lavori all'esterno (alle magliaie) che lavoravano in casa magari mandando anche avanti una famiglia (ne conosco) poi pero'quei furbacchioni dei sindacati hanno spinto per approvare leggi fiscali e del lavoro che rendevano sconveniente questa modalita' di lavoro anche se apprezzata dalle dirette interessate(che comunque sarebbero state casalinghe e mai operaie) cosi' che tutti inquadrati in fabbrica fossero piu' controllabili!!!
    Quella della tecnologia e della banda larga e' una scusa bella e buona il telelavoro non e' solo software o amministrare un sito web!!!!!!
    Giulia
    non+autenticato
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