Bruxelles: orsù fate e-gov

L'Unione Europea chiede molto di più ai paesi membri per trasformare in realtà il sogno del governo elettronico. E i cittadini europei sono pronti? La UE dice che vogliono, cercano e consigliano l'e-gov

Bruxelles - Un enorme potenziale per lo sviluppo della società europea è nel governo elettronico ed è per questo che i paesi dell'Unione devono spingere sull'acceleratore per dare alla visione dell'e-government una concretezza che oggi non ha ancora portato i frutti sperati.

Ad affermarlo è un rapporto della UE (qui in pdf) sullo sviluppo della cosiddetta Società dell'Informazione in uno dei settori più bollenti a causa del convergere di soldi pubblici, interessi privati e diritti del cittadino.

Le buone notizie, nei dati UE, sono che gli europei ora risparmiano 7 milioni di ore all'anno per i propri adempimenti tributari mentre le aziende europee risparmiano circa 10 euro per ogni transazione fiscale grazie alla possibilità di effettuare online tutte le operazioni. Ma molto di più dev'essere fatto.
Il primo rimbrotto ai paesi membri è invece la difficoltà di accesso ai servizi e ai sistemi. Sebbene proprio la UE sia dotata di un portale che richiede una certa esperienza per essere navigato al meglio, i servizi dei paesi non sono user friendly, e quindi allontanano gli utenti-cittadini meno smaliziati.

Ma non è solo questo. Secondo la UE infatti sono molti i servizi che sono stati sviluppati in rete, da quelli che riguardano il Fisco, il matrimonio, l'automobile e via dicendo, ma sono servizi che quasi sempre non hanno nulla da offrire in più rispetto a quelli espletati per le vie tradizionali. Un'affermazione pesante che almeno per l'Italia vale a metà, visto l'alto livello di sviluppo raggiunto dai servizi legati al Fisco.

"Dobbiamo assicurarci - ha dichiarato il commissario alla Società dell'Informazione Viviane Reding ? che, fornendo online i servizi pubblici, cittadini ed aziende in tutta la UE ottengano i massimi benefici in termini di qualità, efficienza e produttività ".

Viviane RedingVa detto che il rapporto europeo nasce da un sondaggio su quasi 50mila cittadini ed imprese europei e che non ha la pretesa di giudicare gli sforzi fatti dai singoli paesi, quanto invece indicare la strada verso un cambiamento che può trasformare i rapporti con i cittadini e migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione.

Stando al sondaggio, soltanto tra il 30 e il 40 per cento dichiara di notare "veri miglioramenti" nei servizi di e-government. Secondo la UE una dimostrazione emblematica dell'improvvisazione con cui alcuni paesi hanno messo in piedi i loro servizi è il fatto che molti utenti semplicemente non riescono a trovare in rete il servizio ricercato.

Una delle risposte più interessanti riguarda però l'atteggiamento generale degli europei, che sembrano assolutamente pronti a recepire le novità: al 60 per cento si dicono soddisfatti dei progressi e al 77 per cento dichiarano che consiglieranno ad altri i servizi pubblici utilizzati online.
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