Preso il voyeur del trojan

Spagnolo, è accusato di aver diffuso un cavallo di troia per registrare le riprese via webcam degli utenti meno esperti. Sarebbero stati colpiti utenti in tutto il mondo

Madrid - I cybercop spagnoli hanno concluso una indagine iniziata la scorsa estate che ha portato all'arresto di un madrileno di 37 anni che avrebbe scritto e diffuso un cavallo di troia dalle singolari caratteristiche.

Stando alla polizia, l'uomo, di cui sono state rivelate solo le iniziali ("JAS"), avrebbe confezionato il trojan per riuscire a sottrarre gli accessi all'home banking e le immagini delle webcam degli utenti di Windows che non proteggono a dovere il proprio computer.

Il codice malevolo, di cui non è stato resa nota la denominazione, è stato diffuso attraverso i network del peer-to-peer e consentiva all'uomo di catturare in diretta le trasmissioni video delle webcam. Con conseguenze, evidentemente, sulla privacy degli utenti. Ma, oltre ad accedere alle webcam e a copiare immagini personali, grazie al trojan il virus writer ha potuto sottrarre informazioni sensibili, compresi appunto password e dati utente per l'accesso a servizi di banking via internet.
Stando ai cybercop iberici, l'operazione "Tic-Tac" ha preso il via dopo che un uomo di Alicante aveva presentato un esposto alla Guardia Civil avendo notato che il proprio PC non si comportava come avrebbe dovuto. Difficile dire se esista una relazione con questa vicenda, ma associando l'attività di voyeur alle iniziali "JAS", i motori di ricerca restituiscono alcuni risultati che potrebbero far ritenere che parte delle immagini rubate siano state anche diffuse via Internet.

Sebbene non sia chiaro quanti siano gli utenti finiti nella rete di JAS, la polizia spagnola ha sottolineato che quel trojan si è diffuso in molti computer in tutto il mondo. Nelle prossime settimane si dovrebbe conoscere il destino giudiziario dell'uomo.
TAG: cybercops
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