Nuove denunce RIAA? Interessa?

di Gilberto Mondi - C'è chi con i giornali incarta i pesci, chi i pesci li cattura con reti a maglie strette ma c'è anche chi non si fa più spaventare da qualche peschereccio che beccheggia al largo

Roma - Nel silenzio quasi generale della stampa, le major della discografia americana hanno denunciato nei giorni scorsi altri 717 utenti del peer-to-peer che, a loro dire, hanno violato il diritto d'autore.

Il dato più interessante però non è la denuncia, quanto il fatto che ormai un'azione così scivoli come acqua calda sulle pagine dei giornali, lasciando qua e là vaghe tracce di umidità. Ormai è più di un anno che con una cadenza periodica i fonografici della RIAA annunciano il numero dei pesci presi in rete, ed è ormai un anno che per conoscerne i nomi devono denunciarli uno per uno. Sono mesi che pescano al largo e certo non fa più notizia se qualche tonno anziché qualche sardina finisce nelle reti a strascico.

Gli unici ad essere veramente interessati alle grandi azioni di denuncia sono appunto le sardine, spesso teneri bimbi di famiglie incoscienti, che hanno avuto l'ardire di accendere un computer e metterlo in rete. Non solo, si sono spinti oltre ogni limite usando quel PC e quell'Internet come meglio veniva loro: per giocare, per condividere, per far fluire informazioni, pensieri e, certo, musica, giochi e film. O sardine che, invece, il computer neppure ce l'hanno e che mai neppure hanno pensato di utilizzarlo ma che ora son lì, impanate, a rosolare nell'olio bollente.
Ma quando gli irati freddi contatori del mercato del pesce assegnano 717 nuove sardine al peschereccio RIAA, sul molo ci si scambia occhiate annoiate: sono cifre ripetitive, i numeri sempre gli stessi. Soltanto un mese fa erano 754 gli utenti introdotti alla grande avventura dei processi per pirateria da download congenito. Quei processi che non si svolgono in tribunale e si chiudono là fuori, con una stretta di mano tra le parti, un assegnucolo di qualche migliaio di dollari e via, di nuovo liberi nell'Oceano dei contenuti.

Gatti e pesciFin qui sono più di 8.500 gli utenti americani che han dovuto fare i conti con le maglie strette delle reti RIAA, un piccolo esercito secondo alcuni, un piccolo branco secondo qualcun altro. La verità è che le denunce non fanno più paura e le sardine continuano a nuotare e a riprodursi allegre e fin troppo spensierate.

Ma è ovvio che né RIAA né alcuna delle major han mai sperato davvero di fermare la riproduzione di pesci tanto vivaci, quanto invece di frenarla e rallentarla, per fare spazio ai nuovi vivai legali, dove è lecito far crescere pesci rossi e nutrirli di pulci d'acqua a pagamento.

Se le denunce non spaventano più, se le reti a strascico non fanno più notizia allora sì c'è da temere il peggio: è il momento in cui l'industria dovrà inventarsi qualcosa di nuovo. Essì, perché se il companatico risente di un pescato scarsino allora i pescatori rischiano il posto. Visto che il maremoto della Legge Urbani viaggia veloce sarebbe utile se chi tiene ad un Oceano Pacifico tenesse gli occhi aperti. Qualcosa sta per accadere.

Gilberto Mondi

di G.M. vedi anche:
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