Cortiana, sui brevetti l'Italia agisca

Dopo la JURY

Roma - Dopo la presa di posizione della Commissione Giuridica secondo il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana è ora che l'Italia e il nostro Parlamento in particolare faccia la sua parte per scongiurare l'adozione di brevetti sul software in Europa.

"Proprio oggi - ha spiegato Cortiana - ho depositato una mozione al Senato che impegna il Governo italiano a promuovere tutte le azioni utili affinché si riparta da zero su questa vicenda, dal momento che la discussione fatta fino ad oggi è inficiata da pressioni e lobby delle multinazionali. Hanno aderito alla mia richiesta più di 90 senatori, quasi un terzo di tutte le forze politiche e credo che, già nei prossimi giorni, verrà messa all?ordine del giorno".

"E' una delle prime volte che la Camera Alta prende una posizione - ha affermato il senatore verde - fin dalla fase della sottoscrizione, così trasversale e vasta. Questo dimostra la giustezza di chi sostiene come questa direttiva porrebbe un grande problema democratico e industriale, considerato che non solo ci negheremmo la possibilità di sviluppare nuove soluzioni creative, ma consegneremmo l'intero comparto delle tecnologie europeo, fatto di piccole e medie imprese, ai grandi gruppi d'oltreoceano".
16 Commenti alla Notizia Cortiana, sui brevetti l'Italia agisca
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  • ...i risultati della ricerca in ambito informatico non debbano essere protette da brevetto.
    Che forse si distinguono dagli altri imbiti di ricerca in cui le invenzioni possono essere legittimamente riconosciute dall'ufficio brevetti?
    In che modo verrebbe tutelata la mia creatività? In che modo sarei interessato a sviluppare nuove "invezioni" quando altri potrebbero riimpiegarle, facendole proprie e senza versarmi alcunche a premio dei miei sforzi?
    Assolutamente legittima la scelta di coloro che intendono divulgare liberamente le proprie scoperte, ma occorre anche tutelare la posizione di coloro che la pensano liberamente.
    Altrimenti non ci si lamenti poi se si finisce come in Cina, in cui tutti scopiazzano tutto e il massimo che possiamo fare è "indignarci" ogni volta.
    non+autenticato
  • > In che modo verrebbe tutelata la mia
    > creatività?
    Con le leggi sul copyright, che equivalgono all'incirca a quello che sono i brevetti per il non-software.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > In che modo verrebbe tutelata la mia
    > > creatività?
    > Con le leggi sul copyright, che equivalgono
    > all'incirca a quello che sono i brevetti per
    > il non-software.

    Dio che bello leggere queste discussioni da bar su punto-informatico. Avete una confusione in testa tra marchi, copyright e brevetti che è paurosa!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > ...i risultati della ricerca in ambito
    > informatico non debbano essere protette da
    > brevetto.
    > Che forse si distinguono dagli altri imbiti
    > di ricerca in cui le invenzioni possono
    > essere legittimamente riconosciute
    > dall'ufficio brevetti?
    > In che modo verrebbe tutelata la mia
    > creatività? In che modo sarei
    > interessato a sviluppare nuove "invezioni"
    > quando altri potrebbero riimpiegarle,
    > facendole proprie e senza versarmi alcunche
    > a premio dei miei sforzi?
    > Assolutamente legittima la scelta di coloro
    > che intendono divulgare liberamente le
    > proprie scoperte, ma occorre anche tutelare
    > la posizione di coloro che la pensano
    > liberamente.
    > Altrimenti non ci si lamenti poi se si
    > finisce come in Cina, in cui tutti
    > scopiazzano tutto e il massimo che possiamo
    > fare è "indignarci" ogni volta.

    Il uno dei problemi e' che le regole sui brevetti SW, almeno cosi come sono concepite, sono troppo generiche, cosa che, nei fatti, NON premia la creativita' o almeno non solo ma anche e soprattutto chi ha la furbizia di sfruttare quella degli altri; si puo' brevettare un' idea generica basandosi solo su poche e scarne descrizioni senza NECESSARIAMENTE che l' ideatore l' abbia realizzata praticamente, in genere perche' non ne era in grado o per lasciare l' onere a qualche ingenuo in buonafede che magari non poteva conoscere quel brevetto tra le migliaia esistenti.
    In pratica con queste leggi ogni azienda dovra' munirsi di un reparto specializzato sui brevetti con avvocati e gente che quotidianamente vada a caccia di tutti i nuovi brevetti sorti fino a quel momento.... ti lascio immaginare le (inutili) spese.

    Se poi a questo si aggiunge l' estrema fraciloneria con cui gli organismi preposti al controllo e la concessione hanno dimostrato di rilasciarli... si capisce come i brevetti tuteleranno qualcuno (tra i piu' facoltosi e politicamente ammanicati) ma non tutti gli altri.

    Quello che non capite che OGNI ambito applicativo ha delle caratteristiche peculiari e che un sistema di regole nate per uno non necessariamente portera' benefici se applicate ad un' altro... in campo SW i brevetti saranno sicuramente una manna per pochi e una disgrazia per tutti gli altri.
  • Quindi, il nocciolo del discorso è: "in campo SW niente brevetti"?. In nessun caso?
    Ma perche il mondo informatico deve essere sempre "diverso"?
    Anche se, di fatto, è un produce bene "impalpabile", ha gli stessi diritti e regole di tutti gli altri sistemi produttivi.
    E non tiriamo in ballo paragoni inutili come quello che parlava di "brevettare le note musicali".
    Premesso che nessuno mi vieta di invetarmi , dall'oggi al domani, un mio sistema di scrittura della musica (e magari brevettarlo), nel caso volessi usare il sistema "aperto", basato su pentagramma, beh mi girerebbero un po le balle se qualcuno potesse copiare liberamente degli arrangiamenti MIEI, cmq scritti con stumenti "liberi".

    Ad ogni modo esiste cmq un ufficio brevetti atto a legittimare i suddetti. Il vero problema potrebbe essere la discussione dei paramentri per cui è possibile emettere un brevetto.
    Ma perchè questo deve riguardare solo in SW?

    E se poi oltre oceano hanno una visione piu strampalata della nostra riguardo a tali "parametri"...bhe possiamo sempre fare come la suddetta Cina: ignorare tali brevetti e contiuare per la nostra strada. E, magari, beccarci un embargo internazionale.

    Al solito l'Europa, con tasso di ricerca e sviluppo pari a zero, fa la parte del "paraculo" cercando di tutelare i sui interessi minacciati dalle sue lacune strutturali.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Quindi, il nocciolo del discorso è:
    > "in campo SW niente brevetti"?. In nessun
    > caso?
    > Ma perche il mondo informatico deve essere
    > sempre "diverso"?

    IO non sarei cosi' assoluto, probabilmente ci sara' un modo di stilare una legislazione brevettuale anche in questo ambito giusta, equa il problema e' che molto probabilmente NON lo sara' perche' GUARDACASO a spingere verso questa legge sono soltanto multinazionali, gruppi industriali potenti gia' affermati da tempo... tutti gli altri, i piccoli e i medi non ne hanno mai sentito il bisogno e non ne fanno richiesta.
    ERGO qualcosa che nasce in seno ad un gruppo particolare e vuol regolare il lavoro di tutti sara' necessariamente parziale e fazioso;
    e' sempre stato cosi' da che mondo e' mondo e nulal mi fa' pensare che questa volta sarebbe diverso.

    > Anche se, di fatto, è un produce bene
    > "impalpabile", ha gli stessi diritti e
    > regole di tutti gli altri sistemi
    > produttivi.
    > E non tiriamo in ballo paragoni inutili come
    > quello che parlava di "brevettare le note
    > musicali".
    > Premesso che nessuno mi vieta di invetarmi ,
    > dall'oggi al domani, un mio sistema di
    > scrittura della musica (e magari
    > brevettarlo), nel caso volessi usare il
    > sistema "aperto", basato su pentagramma, beh
    > mi girerebbero un po le balle se qualcuno
    > potesse copiare liberamente degli
    > arrangiamenti MIEI, cmq scritti con stumenti
    > "liberi".
    > Ad ogni modo esiste cmq un ufficio brevetti
    > atto a legittimare i suddetti. Il vero
    > problema potrebbe essere la discussione dei
    > paramentri per cui è possibile
    > emettere un brevetto.
    > Ma perchè questo deve riguardare solo
    > in SW?

    > E se poi oltre oceano hanno una visione piu
    > strampalata della nostra riguardo a tali
    > "parametri"...bhe possiamo sempre fare come
    > la suddetta Cina: ignorare tali brevetti e
    > contiuare per la nostra strada. E, magari,
    > beccarci un embargo internazionale.

    NO, questi parametri esistono in tutti i campi, i problemi sono:
    1)devono essere rispettati
    2)non devono cambiare a seconda delle convenienze di qualcuno.
    3) devono essere chiari

    Purtroppo la possibilita' che si rilascino brevetti su cose fondamentali gia' acquisite dalla comunita' internazionale e' fortissima soprattutto in campo SW dove la proliferazione di idee ha un tasso elevatissimo, il controllo del rispetto di un eventuale brevetto comporterebbe cossi elevatissimi che solo pochi possono sostenere facilmente, guardacaso proprio le categorie di aziende che lo stanno proponendo e spingendo.
    LA cosa peggiore e' che aziende che magari hanno per prime hanno realizzata e applicata un' idea lascino che questa venga sfruttata da tutti, si consolidi come conoscenza acquisita dalla comunita' e poi ZAC! Piomba il brevetto che , avendone i requisiti e i presupposti, verra' concesso... per non parlare della possibilita' che si aspetti che qualcuno ingenuo la realizzi praticamente per poi brevettarla....
    Questa si chiama TRAPPOLA, le avvisaglie di un simile scenario ci sono gia' state... a te sta' bene?
    Ripeto il SW e' particolarmente esposto a questi rischi perche' e' un campo molto piu' prolifico ed e' materia piu' complessa e di piu' difficile valutazione.
    IO non credo che sia giusto ingabbiare tutti per assecondare gli interessi di pochi... lo disse 2500 anni fa' persino Pericle nei suoi discorsi sulla democrazia.

    > Al solito l'Europa, con tasso di ricerca e
    > sviluppo pari a zero, fa la parte del
    > "paraculo" cercando di tutelare i sui
    > interessi minacciati dalle sue lacune
    > strutturali.

    Questo e' un altro problema e non c'entra nulla con i brevetti.
  • Guarda un po..la creativita non mancava nel settecento o nell'ottocento e nemmno nei primi del novecento, eppure i diritti d'autore non c'erano. Chi poteva scopiazzare mozart? Sarebbe stato messo al bando per follia.!
    E devo sentire ennio morricone che spara cazzate del tipo: ormai la musica deve ripetersi perche le idee sono finite.......la stessa cosa diceva capablanca degli scacchi nei privi del novecento euppure il gioco oggi è piu vivo e rinnovato che mai.
    non+autenticato
  • Beh, la creatività si ha anche negli scritti.... Perché non brevettiamo i concetti scritti, le frasi, le figure retoriche, i paragoni, gli ossimori, e tutto quanto "il genio, la ricerca e la creatività" può fare?
    Or ora mi sovviene che alcune delle frasi che hai usato nel tuo post sono già state usate da altri prima... e se le avessero brevettate? Corri a cercare nei 30.000 brevetti (illegalmente) depositati in Europa, e ai 100.000 in USA, prima di postare. Se poi riesci a trovare una frase non brevettata, posta pure... ma attento, che magari era oggetto di un brevetto in fase di approvazione, per cui fra un paio di anni magari ti fa pure causa scoprendo il tuo post... Beh, puoi sempre pagare un avvocato, passare qualche anno in tribunale e poi dimostrare che c'è della "prior art"... se avrai ancora quattrini per mangiare.
    Bella cosa i brevetti sul software, davvero. E bada che il paragone con la prosa non è per nulla azzardato.
    Se vuoi qualche ulteriore spunto:
    www.nosoftwarepatents.org
    oppure, sulla "proprietà intellettuale" in generale:
    http://www.gnu.org/philosophy/not-ipr.it.xhtml
    saluti
    Marco
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ...i risultati della ricerca in ambito
    > informatico non debbano essere protette da
    > brevetto.


    Mi fai qualche esempio concreto di risultati della ricerca in ambito informatico che meriterebbero di essere protetti da brevetto ?
    non+autenticato
  • Meno male che a beethoven non è venuto in mente di mettere il brevetto sul trio o sul quartetto d'archi........Meno male che a mozart non è saltato in mente di mettere il brevetto su certe variazioni armoniche e sulle terzine seguite da quartine...
    non+autenticato
  • Chi non li vuole SCOpiazzatore è.
    non+autenticato
  • Bravo, o sei un troll, o sei poco informato, o devi sborsare almeno 500 euro perché con il tuo post hai violato almeno 10 brevetti, e a te piacciono tanto.
    O non crederai mica che un insieme di invenzioni epocali come il "click", il link, "un meccanismo per la visualizzazione locale di dati remoti" e tante altre sudatissime invenzioni, ti venga offerto gratis?
    Ti do il beneficio del dubbio... dopo lauto compenso alla British Telephone, clicka su questo link ed informati:
    www.nosoftwarepatents.org
    che io vivo del mio onesto lavoro, e voglio continuare a farlo, senza essere depredato dai brevetti.
    Saluti
    Marco
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Chi non li vuole SCOpiazzatore è.

    SCO non c'entra nulla con i brevetti, più o meno come tu non c'entri nulla con il genere umano.

    Ci sarebbe da vergognarsi in caso contrario.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Chi non li vuole SCOpiazzatore è.

    Ovvero vorresti dire che la SCO scopiazza le idee altrui? Magari copia pezzi di codice del kernel di linux incorporandoli nel suo UNIX? Volevi dire questo per caso?

    Ciao, bel Troll
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Chi non li vuole SCOpiazzatore è.

    Hai ragione: viva i brevetti.... lo dico sempre anche io.
    Peccato che bisogna guardare oltre la punta del proprio naso (cosa che mi pare tu non faccia).

    Innanzitutto c'è modo e modo di brevettare una cosa... è ingiusto e iniquo brevettare, come DI FATTO si cerca di fare, le IDEE.

    Visto che citi SCO: Se linux ha COPIATO il codice, ben venga una condanna, ma se invece ha RIFATTO DA ZERO degli algoritmi che sono in grado di essere alternativi ad altri (vedi la lotta fra Samba per *nix e e M$) allora NON CI STO.

    Ritengo GIUSTO proteggere l'operato di un'azienda, ma se questo deve diventare un MONOPOLIO allora è un'altra musica!

    Inoltre, a mio parere, la DURATA di un brevetto deve essere proporzionata all'ambito tecnologico che copre.... che senso ha proteggere x 20 anni un sw che dopo 2 è già da buttare????

    Quindi: W i brevetti e i Copyright, ma ABBASSO i monopoli e la brevettazione di IDEE e ALGORITMI e ogni forma di ABUSO delle tutele.
    non+autenticato