Spam, 22 miliardi di dollari di danni

Solo negli Stati Uniti. C'è da rabbrividire se si prendono per buone le stime dell'Università del Maryland. Il 4 per cento degli impiegati compra via spam

Roma - Una ininterrotta emorragia, un calo insistito della produttività e dunque un aumento continuo dei danni. Tutto questo provoca lo spam alle imprese americane, almeno a guardare il quadro a tinte fosche disegnato dai ricercatori dell'Università del Maryland.

A loro dire, infatti, ogni anno le aziende americane devono affrontare una perdita di 22 miliardi di dollari per colpa della posta spazzatura che intasa le mailbox dei dipendenti.

Il ragionamento degli studiosi è basato su un sondaggino condotto via telefono su un campione di mille persone. Il 75 per cento di loro ha affermato di ricevere ogni giorno dello spam, mediamente 18,5 messaggi e di perderci sopra quasi 3 minuti tutti i giorni per cancellarli.
Associando questi dati analizzati dal Center for Excellence in Service della Facoltà di Economia dell'Università ai calcoli della Rockbridge Associates Inc. viene fuori che la perdita di produttività basata sul salario medio è di 21,6 miliardi di dollari.

Dati utili? Difficile dirlo, visto che un'analisi di questo tipo sembra presupporre che, a parte quei 3 minuti al giorno, il resto del tempo un impiegato lo utilizzi con finalità produttive. Il che nella vita reale non è sempre vero e, anzi, è spesso vero il contrario.

La vera chicca di uno studio del genere è altrove. Vi si dice infatti che il 14 per cento degli impiegati che ricevono spam in realtà leggono quelle email e ben il 4 per cento ammettono di aver comprato articoli pubblicizzati dallo spam. Non sono però stati fatti i nomi, probabilmente per evitare rappresaglie del popolo antispam.
TAG: mondo
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