AMD tra open source e dual-core

Opteron stringe la mano ad un software di virtualizzazione open source capace di sfruttare a fondo la sua architettura x86-64. E fa vedere come sa girare nella sua versione dual-core su server e workstation

Boston (USA) - AMD ha sfruttato la ribalta del LinuxWorld Expo di Boston per annunciare il porting del software open source Xen su architettura x86-64 e per mostrare alcuni sistemi basati su Opteron dual-core.

Xen è un software di virtualizzazione open source che, similmente a quanto fanno prodotti commerciali come Microsoft Virtual PC e VMware, è in grado di far girare più sistemi operativi sullo stesso computer. Insieme a XenSource, società recentemente nata con l'obiettivo di commercializzare prodotti e servizi basati sul framework di Xen, AMD ha iniziato lo sviluppo di una versione del software ottimizzata per la piattaforma AMD64. Il lavoro di sviluppo, che dovrebbe concludersi entro la fine della primavera, partorirà ciò che il chipmaker di Sunnyvale definisce "la prima soluzione di virtualizzazione open source per l'architettura x86 a 64 bit".

Attualmente Xen è disponibile con licenza GPL per Linux e NetBSD, e stanno per essere completati i port per FreeBSD, Plan 9 e Windows XP. Il software, stando ai suoi autori, è in grado di fornire un completo isolamento fra macchine virtuali, supporta una grande varietà di sistemi operativi guest e minimizza il consumo di risorse da parte del motore di virtualizzazione.

Il porting di Xen sui processori Opteron consentirà a XenSource di estendere il suo target di mercato e ad AMD di accrescere l'appetibilità di Opteron per il mondo enterprise. Il progetto acquista poi una particolare valenza in previsione del lancio, verso la metà dell'anno, della tecnologia Pacifica: questa implementerà a livello di processore funzionalità per la sicurezza e la virtualizzazione. AMD sostiene che software come Xen potranno sfruttare queste nuove caratteristiche hardware per incrementare ulteriormente performance, affidabilità e sicurezza.
Pacifica racchiude in sé alcune delle funzionalità che Intel introdurrà nei propri chip con le tecnologie LaGrande e Vanderpool.

Al LinuxWorld AMD ha poi mostrato alcuni sistemi su cui giravano versioni preliminari degli Opteron dual-core. Tra le macchine esibite c'erano un supercomputer XD1 di Cray, una workstation HP xw9300 con due processori e scheda SLI dual PCI Express di Nvidia, un server HP ProLiant DL585 con quattro processori, e un server Sun Fire V40z con quattro processori.

"I processori dual-core per server sono la risposta alle crescenti necessità degli utenti enterprise: soluzioni più efficienti e performanti sia da un punto di vista di pure prestazioni che di consumi energetici", ha affermato Marty Seyer, corporate vice president e general manager della Microprocessor Business Unit di AMD.

AMD aveva già fatto vedere in funzione il server HP ProLiant DL585 alla fine dello scorso agosto. Al contrario, Intel non ha ancora tenuto alcuna dimostrazione pubblica dei suoi chip dual-core. Le strategie delle due aziende sembrano per altro divergere su di un punto non trascurabile: il mercato in cui intendono far debuttare i propri chip a doppio core. Per AMD sarà il mercato server, per Intel quello desktop.

AMD ha iniziato a inviare campioni di Opteron dual-core ai propri partner dal mese di gennaio, ed ora prevede di introdurre tali chip nei segmenti di mercato server e workstation entro la metà del 2005. I processori AMD64 dual-core per il mercato consumer sono invece previsti per la seconda metà del 2005.

"La tecnologia AMD64 dual-core è studiata per essere compatibile con tutti gli attuali software x86 funzionanti su tecnologia AMD64", ha detto il chipmaker in un comunicato. "Inoltre, molti tra i maggiori ISV del mondo, inclusi Microsoft, Novell, Red Hat e Sun, hanno accolto il suggerimento di AMD di concedere le proprie licenze software in base al numero di processori e non al numero di core. Questa decisione aiuterà ancora di più la transizione da parte del mercato verso la tecnologia dual-core".
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