Brevetti, tutto rinviato, forse cancellato

A sorpresa la Conferenza dei presidenti ha adottato ieri la mozione della Commissione Jury che riporta tutto alla fase iniziale. La Commissione UE ha ancora delle opzioni ma è improbabile che decida di esercitarle

Bruxelles - Mentre circa 250 persone manifestavano dinanzi al palazzo della Commissione Europea nella capitale belga, la Conferenza dei presidenti dei parlamenti europei ha adottato la mozione con cui la Commissione giuridica del Parlamento Europeo aveva chiesto che l'intera questione dei brevetti sul software fosse azzerata ed eventualmente ridiscussa da capo.

La mozione è stata adottata grazie all'impegno dei Verdi e di altri gruppi che hanno consentito venisse posta all'ordine del giorno ed approvata, per l'esultanza dei manifestanti e dei moltissimi oppositori alla proposta di direttiva sui brevetti del software.

Hartmut Pilch, presidente della Foundation for a Free Information Infrastrcture, in prima linea nel coordinare l'opposizione contro la direttiva, ha spiegato che la Commissione Europea non è in sé tenuta ad agire come richiesto dal Parlamento Europeo e potrebbe persino chiedere al Consiglio di adottare comunque la proposta senza un nuovo voto. "Nel farlo - spiega Pilch - il Parlamento avrebbe ancora la possibilità di tornare ad una prima lettura", anche contro la volontà della Commissione. A questo punto, sostiene Pilch, è assai improbabile che la Commissione si muova per un nuovo scontro diretto con l'Europarlamento ed invece è probabile che "colga l'opportunità che il Parlamento le presenta ora su un piatto d'argento".
Sia come sia, quanto è accaduto ieri a Bruxelles segnala in modo ancora più evidente come la pressione delle grandi multinazionali del software, le uniche a spingere per l'approvazione della direttiva, potrebbe non essere più sufficiente a far passare la normativa. Nei mesi, infatti, grazie alla grande opera di informazione della Campagna per il NO, e alla mobilitazione di un numero sempre crescente di politici e parlamentari, il Vecchio Continente ha avuto il tempo di prendere coscienza del grande problema rappresentato dai brevetti "all'americana" sul software. La possibilità di registrare singole porzioni di codice, o come qualcuno ha detto "l'alfabeto della tecnologia", equivale per molti a porre un enorme limite allo sviluppo, affidandolo soltanto alle imprese che possono permettersi di gestire ampi portfolio di brevetti. Vista la centralità sempre crescente del software nelle attività umane, questa situazione viene vissuta da molti con accresciuta inquietudine.

Ci vorrà del tempo prima di capire come la Commissione intenderà muoversi ma di certo ieri - giorno in cui si è ringraziata formalmente Varsavia per il ruolo fondamentale svolto nel boicottare la direttiva - sono in molti ad aver tirato un sospiro di sollievo.
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