Arrestato lo spimmer ricattatore

Ha intasato l'instant messaging dei molti utenti di una comunità online e ha minacciato di vendere i loro dati ad altri spammer. Voleva soldi, è finito in manette a 18 anni

Los Angeles (USA) - Si era organizzato bene per le sue azioni spammatorie ed era convinto di avere in tasca il risultato quando, scendendo da un aereo appena atterrato all'aeroporto di Los Angeles, è stato preso in custodia dalla polizia federale.

E' accaduto ad un 18enne americano, Anthony Greco, sulla cui testa pende l'accusa di aver intasato i servizi di instant messaging per sparare spam sui computer di migliaia di utenti di una comunità web, myspace.com. Avrebbe inviato, nel giro di pochi mesi, la bellezza di un milione e mezzo di messaggini, un'operazione su vasta scala che rende Greco senza dubbio lo spammer più prolifico nell'instant messaging su cui fin qui si sono accesi i riflettori.

Greco di record ne ha confezionato almeno un altro, essendo il primo spammer su questo media ad essere arrestato e per questo definito spimmer (spammer sull'instant messaging, appunto). Un record davvero non invidiabile visto che tutta la pornografia o le proposte di finanziamenti e mutui che pare abbia inviato a migliaia di utenti ora potrebbero tradursi in condanne piuttosto pesanti come prevede la legge americana sullo spam.
A Los Angeles Greco ci è arrivato da New York, dove risiede e da dove era convinto di aver messo sotto scacco myspace.com. Dopo aver spammato in lungo e in largo, infatti, l'intraprendente giovane aveva ricattato l'azienda: o firmava un contratto che regolarizzava la sua pubblicità agli iscritti della comunità oppure lui avrebbe venduto tutti i contatti di cui era in possesso ad altri spammer.

Qui è scattata la trappola. Greco pensava infatti su quel volo di recarsi all'appuntamento che avrebbe portato alla firma del sospirato contratto. Così non è stato.

Il viceprocuratore generale degli Stati Uniti, Brian Hoffstadt, ha spiegato che Greco è sì il primo spammer di questo tipo finito nei guai ma che ce ne saranno presto degli altri. "Ora - ha affermato - stiamo vedendo solo la punta dell'iceberg. Ma questa è una nuova tendenza che coinvolge tutte le comunità online".
TAG: cybercops
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