Virus moltiplicati per tre in Giappone

Nel corso del 2000 il numero di virus che ha circolato tra i computer degli utenti nipponici è salito esponenzialmente. Il paese viene criticato perché ancora non dispone di una legge che renda reato la disseminazione di codici aggressivi

Tokyo (Giappone) - 11.109 infezioni da virus: questo il dato che, secondo le autorità nipponiche, testimonia come nel 2000 si siano triplicati i virus in circolazione in Giappone.

A stimare l'impatto delle epidemie è stata l'Agenzia per la promozione della tecnologia, un'organizzazione sponsorizzata dal Governo secondo cui nel 1999 i virus attivatisi nei network delle imprese e sui computer dei privati sarebbero stati "soltanto" 3.645 (erano 14 nel 1989).

In Giappone i virus, rispetto ad altri paesi avanzati, hanno spesso valicato le difese di aziende di ogni dimensione, ma secondo gli esperti il numero reale di infezioni potrebbe essere ben più alto delle stime ufficiali, in quanto solo il 10 per cento delle segnalazioni sono provenienti da privati, considerati meno capaci di difendersi rispetto alle aziende.
Sebbene la lotta al crimine informatico e ai virus sia al centro degli sforzi governativi, il Giappone non si è ancora dotato di una normativa che renda reato e punisca la diffusione di virus, circostanza per la quale Tokyo è stata più volte criticata. Entro il 2001 il Governo spera di far passare una nuova legge "antivirus".
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