Kenya, a scuola con Linux ed ebook

In una piccola scuola primaria si sta sperimentando un sistema di e-learning wireless basato su palmari Linux a basso costo e libri digitali. Il progetto verrà presto esteso ad altre scuole africane

Mbita Point (Kenya) - Grazie ad un progetto finanziato dal governo locale e da capitali privati, gli alunni di una piccola scuola del Kenya occidentale hanno completamente sostituito i costosi libri di testo cartacei in favore di e-book e computer palmari.

Il progetto di e-learning pilota, chiamato EduVision, è stato avviato da BioVision Foundation presso la scuola primaria di Mbita Point, un villaggio keniano situato vicino al lago Victoria. Qui, 60 bambini di età compresa fra gli 11 e i 12 anni stanno utilizzando da qualche settimana dei computer palmari dotati di connettività wireless capaci di connettersi al server della scuola e scaricare automaticamente libri e altro materiale didattico, come ad esempio gli esercizi del giorno.

I palmari, chiamati E-slates, sono in tutto simili ad un tradizionale PDA e si basano su una versione embedded di Linux: al di sopra di questo gira Hydra, un'interfaccia grafica particolarmente intuitiva e facile da usare che supporta anche il riconoscimento della scrittura.
Linux costituisce anche il cuore della base station, ossia del server embedded che si occupa di gestire il materiale didattico digitale e di distribuirlo, via wireless, ai terminali E-slates. Questo sistema a basso consumo, che ospita il sistema operativo in una memoria flash, è connesso ai server di EduVision attraverso una connessione satellitare monodirezionale: sebbene questo tipo di connettività sia più limitato rispetto ad un collegamento ad Internet bidirezionale, il team di EduVision ha spiegato che il suo costo è una frazione rispetto a quello che costerebbe, in Kenya, una linea Internet a larga banda.

La base station può scaricare dal satellite fino a circa 650 MB di dati al giorno, ovvero la capienza di un CD, e inviarli in modo automatico e selettivo ai vari utenti: ad esempio, gli insegnanti possono distribuire i libri di testo o gli esercizi in base all'età degli alunni, alla classe, al livello di apprendimento o all'orario. I promotori di EduVision hanno spiegato che questo sistema non ha l'obiettivo di trasformare un povero villaggio del Kenya in un centro hi-tech, ma quella di ridurre drasticamente i costi relativi all'insegnamento e ai libri: con il sistema di e-learning i bambini keniani possono accedere gratuitamente ad una vasta collezione di testi digitalizzati, sia in inglese che nella loro lingua, ed a contenuti audio/video.

"Tutti i libri nel pubblico dominio, qualcosa come 15 milioni, possono essere archiviati nella base station che noi produciamo", ha spiegato Matthew Herren, membro dello staff di EduVision. "In questo modo le scuole rurali dell'Africa potranno avere accesso alle stesse librerie digitali degli studenti di Oxford e Harvard".

Finita la fase di sperimentazione a Mbita Point, il team di EduVision conta di espandere il proprio progetto di e-learning ad altre scuole dell'Africa, anche quelle dove manca l'elettricità: qui l'organizzazione utilizzerà stazioni base funzionanti a energia solare che, durante le lezioni, potranno anche fungere da centro di ricarica per i computer hand held.
62 Commenti alla Notizia Kenya, a scuola con Linux ed ebook
Ordina
  • Francamente dubito che si possa studiare su quell'aggeggio, non parliamo poi di leggere un libro, ci vuole già molta pazienza a leggere una guida on-line, figuriamoci leggere qualsiasi libro, per crederlo ci vuole molta FEDE ( ed essere abituali lettori, e in Italia si sà, non legge praticamente nessuno ).

    Un computer non avrà mai l'usabilità di un libro, a differenza di altri non sono un fanatico, quindi non dico che non debbano esistere i libri elettronici, ma sono due cose ben diverse e mi auguro che almeno a scuola si continuino ad usare libri cartacei per poterci scrivere delle annotazioni, per poterli sfogliare sulla punta delle dita, essere LIBERI di fare quello che si può fare con un libro.

    Quindi, questo articolo è un bell'esempio di come sia possibile sfruttare i problemi del terzo mondo e i "buoni sentimenti" degli altri.

    Linux quindi non è solo il protettore della libertà del mondo ( alle sue condizioni però ), ma è pure salvatore del terzo mondo, permettetmi dunque che dovremmo chiederne la beatificazione: Santo Linux.

    Se fosse successo il contrario, cioè se la Microsoft Foundation ( sempre privata è ) avesse organizzato una cosa del genere ( e Windows è sicuramente più intuitivo di Linux & Co ), si sarebbero alzati strali di fanatici ad accusarla delle più gravi nefanzezze nei confronti del terzo mondo, avrebbero trovato un appiglio in praticamente qualsiasi cosa per fare polemica e giocare alla "guerra" ( anzi, sicuramente sarà già successo ).

    Però se con Linux si fa la stessa cosa eh beh... no.. è un protettore dei poveri e degli indifesi.

    Questo articolo prova in che modo un'azienda può sfruttare il terzo mondo per farsi pubblicità.

    Personalmente mi sembra patetico e ipocrita, perché ci guadagnano tutte le aziende coinvolte ( che non hanno spese di licenze e programmatori ), i venditori di quegli accrocchi in termini di fatturato e pubblicità, e tanta "buona" pubblicità per questo famigerato "Linux liberatore del mondo".

    E' un pò come quando una grande banca paga di tasca sua ( e non usando il codice degli altri ) il restauro di un'opera d'arte, però in quel caso non c'è nulla di ipocrita, è tutto sotto il sole e l'azienda lo fa perché vuole farsi pubblicità in modo utile sfruttando un'opera d'arte famosa o preziosa.

    Se volessero proprio essere dei filantropi dovrebbero:

    1. regalare gli accrocchi etc
    2. NON farsi pubblicità

    Chi fa beneficenza non deve mai farsi pubblicità, altrimenti potrebbe non trattarsi di beneficenza.

    Termino riportando la definizione di due parole, "beneficenza" e "ipocrisia" utili per inquadrare la faccenda.

    beneficienza: (...) attività caritatevole rivolta agli indigenti, spec. sistematica e organizzata (...) | fig., iron., non fare della b., non fare nulla gratuitamente, senza un utile pratico (!!!!!!!!)

    ipocrisia: simulazione di buone qualità o di buoni propositi attraverso azioni o atteggiamenti falsamente virtuosi, per ingannare qcn. o per ottenerne i favori: condannare l?i. diffusa, l?i. dei falsi devoti, nascondere qcs. sotto, dietro la maschera dell?i. | comportamento o discorso da ipocrita: non sopporto tutte queste ipocrisie
    non+autenticato


  • >
    > Se fosse successo il contrario, cioè se la
    > Microsoft Foundation ( sempre privata è ) avesse
    > organizzato una cosa del genere ( e Windows è
    > sicuramente più intuitivo di Linux & Co ), si
    > sarebbero alzati strali di fanatici ad accusarla
    > delle più gravi nefanzezze nei confronti del
    > terzo mondo, avrebbero trovato un appiglio in
    > praticamente qualsiasi cosa per fare polemica e
    > giocare alla "guerra" ( anzi, sicuramente sarà
    > già successo ).
    >
    la MS era capace di mandare quelli della BSA a chiedere i soldi delle licenze ...
    http://italy.peacelink.org/cybercultura/articles/a...
    non+autenticato
  • Ma sono l'unico ad aver interpretato l'uso di linux come un modo per far pagare di meno quei cosi in modo da ammortizzare i prezzi??? Cioè... che c'entra il pinguino??? Fan Linux

  • - Scritto da: Cromwell
    > Ma sono l'unico ad aver interpretato l'uso di
    > linux come un modo per far pagare di meno quei
    > cosi in modo da ammortizzare i prezzi??? Cioè...
    > che c'entra il pinguino??? Fan Linux
    ci potevano anche mettere netbsd, ma ho la netta impressione che l'africa il terzo mondo in generale si stiano sempre piu' orietando verso il sw libero (chiamali fessi , visto che quello proprietario lo devono importare ... )
    non+autenticato
  • ----------------------------------
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 24 ottobre 2009 13.19
    -----------------------------------------------------------

  • - Scritto da: Anonimo
    > Francamente dubito che si possa studiare su
    > quell'aggeggio, non parliamo poi di leggere un
    > libro, ci vuole già molta pazienza a leggere una
    > guida on-line, figuriamoci leggere qualsiasi
    > libro, per crederlo ci vuole molta FEDE ( ed
    > essere abituali lettori, e in Italia si sà, non
    > legge praticamente nessuno ).

    Concordo pienamente. Nulla da aggiungere. Già è difficile per un bambino staudiare poi farlo in condizioni disagevoli vuol dire volerlo ostacolare.

    > Un computer non avrà mai l'usabilità di un libro,
    > a differenza di altri non sono un fanatico,
    > quindi non dico che non debbano esistere i libri
    > elettronici, ma sono due cose ben diverse e mi
    > auguro che almeno a scuola si continuino ad usare
    > libri cartacei per poterci scrivere delle
    > annotazioni, per poterli sfogliare sulla punta
    > delle dita, essere LIBERI di fare quello che si
    > può fare con un libro.

    Concordo ancora.

    > Quindi, questo articolo è un bell'esempio di come
    > sia possibile sfruttare i problemi del terzo
    > mondo e i "buoni sentimenti" degli altri.

    Si, sono d'accordo.

    > Linux quindi non è solo il protettore della
    > libertà del mondo ( alle sue condizioni però ),
    > ma è pure salvatore del terzo mondo, permettetmi
    > dunque che dovremmo chiederne la beatificazione:
    > Santo Linux.

    Ogni uno si prende le responsabilità di ciò che fa e ciò che dice, Linux è un oggetto che può essere usato bene o male, questa volto è stato usato male imo.

    > Se fosse successo il contrario, cioè se la
    > Microsoft Foundation ( sempre privata è ) avesse
    > organizzato una cosa del genere ( e Windows è
    > sicuramente più intuitivo di Linux & Co ), si
    > sarebbero alzati strali di fanatici ad accusarla
    > delle più gravi nefanzezze nei confronti del
    > terzo mondo, avrebbero trovato un appiglio in
    > praticamente qualsiasi cosa per fare polemica e
    > giocare alla "guerra" ( anzi, sicuramente sarà
    > già successo ).

    Si, si questo è vero anch'io la penso così pur essendo un partigiano di Linux.

    > Però se con Linux si fa la stessa cosa eh beh...
    > no.. è un protettore dei poveri e degli indifesi.

    Linux è un oggetto.

    > Questo articolo prova in che modo un'azienda può
    > sfruttare il terzo mondo per farsi pubblicità.

    Non sono così addentro a questa questione ma comunque potrebbe essere.

    > Personalmente mi sembra patetico e ipocrita,
    > perché ci guadagnano tutte le aziende coinvolte (
    > che non hanno spese di licenze e programmatori ),
    > i venditori di quegli accrocchi in termini di
    > fatturato e pubblicità, e tanta "buona"
    > pubblicità per questo famigerato "Linux
    > liberatore del mondo".

    Qui sei andato fuori tema, eri partito bene ma adesso non sono d'accordo. Ripeto un oggetto può essere usato anche per fare del male, la responsabilità è personale.

    Se guardi c'è un mio 3d in cui affermo che è meglio la carta e linux non c'entra nulla.
    >
    > E' un pò come quando una grande banca paga di
    > tasca sua ( e non usando il codice degli altri )
    > il restauro di un'opera d'arte, però in quel caso
    > non c'è nulla di ipocrita, è tutto sotto il sole
    > e l'azienda lo fa perché vuole farsi pubblicità
    > in modo utile sfruttando un'opera d'arte famosa o
    > preziosa.
    >
    > Se volessero proprio essere dei filantropi
    > dovrebbero:
    >
    > 1. regalare gli accrocchi etc
    > 2. NON farsi pubblicità
    >
    > Chi fa beneficenza non deve mai farsi pubblicità,
    > altrimenti potrebbe non trattarsi di beneficenza.

    Questo è un problema dell'azienda e di chi legge la sua propaganda se di propaganda si tratta.
  • e pensare che tutta sta soluzione non perterà vantaggi ne al kenya (dove i bambini devono prima imparare a leggere e scrivere, anzichè giocare) e ne agli autori del progetto linux (giacchè lavorano gratis come volontariato)...

    gli unici a guadagnarci (e pure bene) saranno i fornitori dei PDA Triste

    guarda un po' dove vanno a finire i soldi delle donazioni...Arrabbiato
    non+autenticato
  • Ne sei sicuro? Ci sei stato? Hai notizie da portare (con riferimenti certi) o sono solo tue considerazioni?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ne sei sicuro? Ci sei stato? Hai notizie da
    > portare (con riferimenti certi) o sono solo tue
    > considerazioni?

    Guarda che non sta scritto da nessuna parte che LUI debba rendere conto a TE.

    Se ti interessa tanto, muovi le tue ditina pesanti e casomai, diglielo tu che lui ha torto, troppo comodo troppo comodo.

    Linux salverà il Mondo? Ne sei sicuro? Ci sei stato? Hai notizie da portare (con riferimenti certi) o sono solo due considerazioni?

    Il fatto è la notizia di oggi che mostra che invece di portare libertà al mondo, vogliono usare Linux per tenere il Kenia nella situazione dov'è, imbottendoli di tecnologia ( la versione informatica del latte in polvere ), e farsi un pò di pubblicità, questo è una notizia sicura e il riferimento è l'articolo appena pubblicato.

    Ma chi cavolo credi di essere? Abbassa la cresta.
    non+autenticato
  • Ripeto per l'ultima volta che non mi pare che linux sia responsabile di questo progetto in alcun modo... cioè... linux è solo un modo per far pagare di meno il PDA
  • Genio,se imparassi ad usare internet in modo intelligente o semplicemente a leggerti un giornale ogni tanto..sapresti che con i soldi che noi diamo ci stanno costruendo scuole,comprando medicinali,costruendo ospedali ,falegnamerie etc..per quanto riguarda i volontari vanno,come dice la parola appunto,volontari e ciò significa che non si aspettano nessuna somma di denaro in cambio del servizio prestato.Per quanto riguarda il mio parere personale ti consiglio vivamente di informarti,e di restare informato,perchè vivi in una società che te lo consente.Impara a farne tesoro della cultura;perchè nella vita ti potranno togliere tutto,finchè vivrai,ma quello che hai in testa..no!
    non+autenticato
  • se tra qualche settimana verranno approvate le norme sui brevetti Europei.
    Evviva l'Europa!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > se tra qualche settimana verranno approvate le
    > norme sui brevetti Europei.
    > Evviva l'Europa!

    Come riportato nella notizia, Linux lo hanno usato in questo progettone per aiutare al terzo mondo.

    A me, più che un'operazione di filantropismo, fa più venire in mente la famosa storia del latte in polvere dato alle madri del terzo mondo per svezzare i loro neonati.

    Ciò creava una situazione tale che, successivamente allo svezzamento, il bimbo avrebbe rifiutato qualsiasi allattamento al senso, obbligando i governi che hanno ricevuto il "regalo iniziale" a comprare pagando dobloni veri, altro latte in polvere.

    E' praticamente un lock-in: io ti regalo qualcosa, però poi, per avere altro, sei costretto a pagare.

    E' infatti quello che succede con Linux, anni fa ero un discretamente patito di Linux e ne sò abbastanza, dopo aver conosciuto il vostro movimento ed avere avuto a che fare personalmente (...) con i fanatici di Linux, ho potuto approfondire l'ideologia e capire anche le conseguenze se il sogno folle diventasse realtà.

    Tu hai paura che vengano approvate le norme sui brevetti europei.

    Sai che ti dico? Sperando che si tuteli più la vera innovazione e non i brevetti tipo le operazioni logiche e matematiche, mi AUGURO che ciò accada.

    Qua rischiamo per salvare il bosco dall'incendio, di distruggere TUTTO il bosco pur che non prenda fuoco.

    Me lo AUGURO, anzi sono quasi sicuro che andrà così perché, forse, per fortuna c'è chi, ogni tanto, in bene e in male, vede un pò più lontano del POPOLO.
    non+autenticato
  • hai ragione. Facciamogli pagare 500 euro per Office e 200 per Windows XP a postazione.
    Allora si che saranno veramente liberi.

    Fortuna che ci sono quelli come te che vedono lontano... altrimenti chissà il popolo che fine farebbe!
    non+autenticato


  • > E' praticamente un lock-in: io ti regalo
    > qualcosa, però poi, per avere altro, sei
    > costretto a pagare.
    >
    > E' infatti quello che succede con Linux, anni fa
    > ero un discretamente patito di Linux e ne sò
    > abbastanza

    Allora spiegami come si puo' fare del lock-in quando il software in questione e' libero e segue standards liberi che chiunque puo' implementare in soluzioni proprietarie o menoSorride
  • Perchè in Kenia si danno i palmari invece della carta? E' lo stesso motivo perchè il Perù ha la linea ADSL da 10 anni: i paesi meno sviluppati stanno saltando tutti i passi intermedi, e usano le tecnologie più nuove perchè non hanno tutte quelle intermedie. E fare la strada passo-passo dalla carta al computer al satellite gli costerebbe di più che balzare direttamente sul satellite.
    Arriviamo quindi a questi estremi: il Sudamerica (oltre al Perù anche il Brasile!) che noi riteniamo terzo mondo ha una infrastruttura di telecomunicazione più avanzata della nostra: l'Italia deve mantenere la Telecom, che campa ancora sul canone, tassa inutile e senza senso!

    Ciao, iced

    ==================================
    Modificato dall'autore il 02/03/2005 12.00.51
    iced
    188
  • Magari in quei paesi non si mangia tutti i giorni..., ma sicuramente gli vengono fornite soluzioni tecnologiche superiori alle nostre...
    non+autenticato
  • Con l'INDIA ha funzionato egregiamente, continuano a morire di fame per strada ... però sono degli ottimi programmatori a basso costo !!!




    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Con l'INDIA ha funzionato egregiamente,
    > continuano a morire di fame per strada ... però
    > sono degli ottimi programmatori a basso costo !!!

    mamma mia quanti luoghi comuni in una sola frase...
    L'India è un paese enorme, complesso, e impossibile da liquidare in una frase "continuano a morire per strada".

    L'India è un paese dove "minoranze" etniche che contano 80 milioni di membri. Esiste una classe agiata, che percentualmente può sembrare bassa, ma su 1 miliardo di abitanti si stima che ci siano 140 milioni di RICCHI, e per ricchi, si intende *MOLTO* ricchi. Un mercato enorme e interessante. Non c'è neanche sommando USA ed Europa un mercato così ampio di persone che possono spedere molto.

    E inoltre, sta velocemente svanendo anche il mito degli ottimi programmatori a basso costo. Sono sicuramente ottimi, ma stanno anche cominciando a diventare cari. Molte multinazionali dell'informatica americane stanno cominciando a domandarsi se hanno fatto un buon investimento a traslocare le sedi in India e ad investire sui programmatori locali.

    Hanno sicuramente aiutato il paese ad accelerare il know-how passandogli il proprio, in compenso hanno perso posti di lavoro in patria, tra mille polemiche, e ora non stanno più neanche tanto risparmiando le cifre che speravano, visto che anche i programmatori indiani, giustamente, pretendono di essere pagati, e quindi i costi di lavoro sono saliti molto negli ultimi anni ( sono certamente più bassi dei nostri, ma non si sa per quanto ), ed essendo un paese democratico, con regolari elezioni, non è così facile tenere a bada le pretese ( giuste ) della popolazione.

    Che poi ci sia una larga parte della popolazione che vive in condizioni marginali, questo fa parte *comunque* della mentalità del paese che, ricordo, ha una storia vecchia di oltre 4000 anni, di cui vanno anche molto orgogliosi, non è il classico povero-paese-ignorante-del-terzo-mondo, che ha bisogno dell'Occidente per poter abbracciare la "civiltà".
    non+autenticato
  • D'accordo c'erano un pò troppi luoghi comuni però quello che tu hai detto che è verissimo conferma la logica delle mie affermazioni.

    I PDA o gli EBOOK, così come gli Internet CAFFE sono un'ottima cosa in un paese ricco che può permettersi di gestire la tecnologia in proprio e sviluppare una propria cultura a riguardo.

    Come hai detto tu sono state le multinazionali a portare in India la tecnologia informatica e non penso che l'abbiano fatto solo per incentivare lo sviluppo, infatti su certi giornali economici italiani un po' di tempo fa si parlava degli ottimi "investimenti" della new economy in India.

    Non penso che il Kenya stia messo molto meglio , mancano i trasporti e le infrastrutture, vivono nelle bidonvilles e questi gli danno i PDA nelle scuole elementari ?

    Per favorire lo sviluppo di un paese, forse dovrebbero partire dalla base, altrimenti sembra solo speculazione no ?












    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Con l'INDIA ha funzionato egregiamente,
    > continuano a morire di fame per strada ... però
    > sono degli ottimi programmatori a basso costo !!!
    >
    Mentre l'Italia è piena di ex venditori di caldarroste che vanno in giro a proporre gestionali .NET con tanto di brochures patinate.
    In perfetto stile M$.
    O Parmalat.......;)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Con l'INDIA ha funzionato egregiamente,
    > continuano a morire di fame per strada ... però
    > sono degli ottimi programmatori a basso costo !!!
    >
    sfotti , sfotti ... tra dieci anni (forse pure prima) gli italiani
    dovranno emigrare in india per trovare lavoro nel settore IT ,se continua cosi' ....
    non+autenticato
  • Ma se non hanno le strade, hanno una delinquenza da manicomio, l'AIDS che galoppa....... e stanno a pensare all'ebook e ad altre stupidate del genere!

    Ma questi sono pazzi! Pazzi da TSO!

    E poi dicono che in Africa si sta male....... (ed è vero, in Kenia ci sono stato)........e te credo che si stia male!!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma se non hanno le strade, hanno una delinquenza
    > da manicomio, l'AIDS che galoppa....... e stanno
    > a pensare all'ebook e ad altre stupidate del
    > genere!

    In effetti l'istruzione, che stupidata. Diamogli una pala per fare le strade.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma se non hanno le strade, hanno una delinquenza
    > da manicomio, l'AIDS che galoppa....... e stanno
    > a pensare all'ebook e ad altre stupidate del
    > genere!
    >

    E non hai pensato che con strumenti migliori per diffondere la cultura questi problemi si risolverebbero? Non dall'oggi al domani, ok, ma si porterebbe più progresso, più lavoro, un'economia più stabile.... è un processo lungo, ma i suoi frutti li porta.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > E non hai pensato che con strumenti migliori per
    > diffondere la cultura questi problemi si

    Ma di cosa stai parlando?

    Strumenti migliori? Qui non si parla di strumenti migliori, si parla di handheld con sopra installata una qualche versione di Linux tra le miliardi mutazioni disponibili.

    Questo non è filantropismo, secondo il mio parere questa è un'altra scusa per pubblicizzare Linux e quelli che ci girano attorno, questo è business ragazzo mio, business travestito da carità, cerca di andare oltre le apparenze superficiali.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma se non hanno le strade, hanno una delinquenza
    > da manicomio, l'AIDS che galoppa....... e stanno
    > a pensare all'ebook e ad altre stupidate del
    > genere!
    >
    > Ma questi sono pazzi! Pazzi da TSO!
    >
    > E poi dicono che in Africa si sta male....... (ed
    > è vero, in Kenia ci sono stato)........e te credo
    > che si stia male!!!!


    Vero, vero, solo chi sta bene dovrebbe usare i mezzi per stare meglio.
    State in coda, voi , e non spingete troppo che non c'è molto spazio.



    Il mio dubbio è se quei palmari resistano alla polvere e al caldo e non siano troppo facili da rubare.
    E se, anche se costano meno di una adsl, siano costi mantenibili dai locali o se si instauri una dipendenza, perchè come progetto non mi sembra autosostenibile.


    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Ma se non hanno le strade, hanno una delinquenza
    > > da manicomio, l'AIDS che galoppa....... e stanno
    > > a pensare all'ebook e ad altre stupidate del
    > > genere!
    > >
    > > Ma questi sono pazzi! Pazzi da TSO!
    > >
    > > E poi dicono che in Africa si sta male.......
    > (ed
    > > è vero, in Kenia ci sono stato)........e te
    > credo
    > > che si stia male!!!!
    >
    >
    > Vero, vero, solo chi sta bene dovrebbe usare i
    > mezzi per stare meglio.
    > State in coda, voi , e non spingete troppo che
    > non c'è molto spazio.

    Se dai un pesce ad un affamato lo sfami per un giorno.
    Se gli insegni a pescar lo sfami per tutta la vita.

    Quindi, perché invece di tutto quel popò di roba ultratecnologica, non li mettono in grado di stampare, in modo sostenibile, libri e dispense?

    Qui casca l'asino, qui viene fuori l'ipocrisia, perché la parola "Linux" e il bel faccino di pinguino non fanno cambiare la realtà dei fatti, non basta citare una parola carica di flussi eterei che, come per magia, un progettone di quel tipo diventa sostenibile.

    Questo secondo me vale per chiunque faccia beneficienza, anzi, non ha importanza chi fa beneficenza, ma COSA si fa per aiutare questi paesi.

    Secondo me questa operazione all'estero genera "buona" pubblicità ad uso e consumo nell'occidente.

    > Il mio dubbio è se quei palmari resistano alla
    > polvere e al caldo e non siano troppo facili da
    > rubare.
    > E se, anche se costano meno di una adsl, siano
    > costi mantenibili dai locali o se si instauri una
    > dipendenza, perchè come progetto non mi sembra
    > autosostenibile.

    Infatti, non lo è.

    Sarebbe meglio aiutarli a coltivare o costruire pozzi, e lo dico senza alcun disprezzo perché hanno bisogno di quelle cose.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Sarebbe meglio aiutarli a coltivare o costruire
    > pozzi, e lo dico senza alcun disprezzo perché
    > hanno bisogno di quelle cose.

    Appunto. E' qui il problema. Come fai ? Un missionario in ogni paesino ? Non mi sembra che abbia mai funzionato molto, spesso fanno anche una brutta fine.

    Aiutarli a coltivare seminando solo cose brevettate dalla Monsanto, in modo che avremo milioni di contadini che dovranno solo pagare royalties ?

    Mi sembra che perdete di vista il contenuto per guardare al contenitore. Il fatto che ci sia un palmare di mezzo, è irrilevante. Non è detto che, in quella situazione, e ai costi della carta attuali, sia più conveniente stampare e distribuire libri, piuttosto che dare un palmare.

    Il problema è, semmai, COSA c'è scritto sull'ebook. Cosa studiano.

    Magari, sono le istruzioni per costruire un pozzo...

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ma se non hanno le strade, hanno una delinquenza
    > da manicomio, l'AIDS che galoppa....... e stanno
    > a pensare all'ebook e ad altre stupidate del
    > genere!
    >
    > Ma questi sono pazzi! Pazzi da TSO!
    >
    > E poi dicono che in Africa si sta male....... (ed
    > è vero, in Kenia ci sono stato)........e te credo
    > che si stia male!!!!

    Anch'io sono stato in Kenia e ho visto intere famiglie vivere in baracche fatte di lamiera di 3x3 metri , un pesce da condividere in 6 e so bene di cosa stai parlando.

    Purtroppo chi non ha visto non può capire ...

    Quando vedi un bambino a piedi percorrere 50 Km a piedi scalzi per recarsi al villaggio vicino dove c'è la scuola e poi leggi notizie come queste, ti rendi conto dei milioni di anni luce che dividono la nostra mentalità dal mondo reale.

    Pillole rosse per tutti ci vorrebbero.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    >
    > Quando vedi un bambino a piedi percorrere 50 Km a
    > piedi scalzi per recarsi al villaggio vicino dove
    > c'è la scuola e poi leggi notizie come queste, ti
    mi sembra strano ... considerando che camminando si fanno 5 km all'ora , gli ci vogliono 10 ore per arrivare a scuola ??
    non+autenticato
  • Sai cosa c'è di strano in quello che hai detto? Che anche qui in italia, i miei nonni e poi mio padre e mia madre dovevano fare così.
    Poi è arrivata l'istruzione per tutti specie nel dopguerra, e se oggi puoi scrivere certe cose lo devi anche un poco a loro, a chi ha dovuto recarsi tutti i giorni a scuola facendosi magari 10 chilometri e non 50 che sono troppi, ma al freddo o sotto la pioggia, e poi studiare perché si aveva voglia di farlo.

    Ma sai, senza quegli sforzi immani, nessuno oggi starebbe qu a scrivere.
    Studio e conoscienza sono alla base della cultura, se si sta dietro a ciò che dici tu, continueremmo a dare loro soldi per sfamarli e basta, così almeno iniziano a studiare e domani chissà, forse nulla, ma almeno ci hanno provato.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Studio e conoscienza sono alla base della
    > cultura, se si sta dietro a ciò che dici tu,

    Bravo, non linux, bensì Studio e Conoscenza.

    ( Detto da te sembra una battuta comica perché Conoscenza si scrive senza la "i" ).
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 8 discussioni)