Caccia al pianeta col P2P

Una rete di calcolo distribuito simile a quella di SETI@home consentirà presto agli utenti di Internet di scandagliare il cielo alla ricerca di pianeti ancora sconosciuti, pianeti a cui gli scopritori potranno assegnare un proprio nome

Roma - Una caccia al pianeta via Internet. E' questa, in sostanza, l'iniziativa che sta per essere lanciata da un'organizzazione non profit, PlanetQuest, il cui obiettivo è scoprire nuovi pianeti al di fuori del nostro sistema solare.

Quello di PlanetQuest è un progetto di calcolo distribuito che, similmente a SETI@home e altri network analoghi, sfrutterà una rete di computer peer-to-peer per dar vita ad una sorta di potentissimo supercomputer virtuale capace di aggregare le risorse di calcolo inutilizzate di migliaia di PC. Il compito di questo supercomputer sarà analizzare le immagini astronomiche provenienti da 10 differenti telescopi e tentare di individuare la presenza di pianeti ancora sconosciuti.

Uno degli aspetti senza dubbio più stimolanti per chi parteciperà alla ricerca sarà dato dalla possibilità di battezzare il pianeta eventualmente scoperto: un'opportunità più unica che rara per un astronomo dilettante.
I promotori del progetto hanno spiegato che negli ultimi 15 anni sono stati scoperti "soltanto" 136 nuovi pianeti, un numero che entro il 2010 si spera di portare almeno a 150.

Gli sviluppatori di PlanetQuest stanno ancora ultimando lo sviluppo del software che, una volta installato su di un PC, permetterà agli utenti di partecipare alla ricerca donando cicli di CPU. Il software si baserà sulla stessa piattaforma BOINC già utilizzata da SETI@home e altri progetti scientifici di calcolo distribuito.

In attesa che venga rilasciato il client P2P con cui prendere parte al progetto, è possibile conoscere tutti i dettagli dell'iniziativa visitando il sito di PlanetQuest.
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