Troppe licenze open source?

Il nuovo presidente dellOpen Source Initiative sembra deciso a frenare la proliferazione delle licenze open source, un problema considerato da più parti sempre più serio e urgente

San Francisco (USA) - Una decina di anni fa le licenze open source si contavano sulle dita di una sola mano: oggi sono più di cinquanta, e in costante crescita. La proliferazione delle licenze aperte viene ormai visto dalla comunità open source come un problema piuttosto serio, capace di confondere gli utenti e ostacolare la condivisione e il riutilizzo del codice.

Una soluzione è stata in questi giorni proposta da Russ Nelson, colui che alla fine di gennaio ha ereditato la carica di presidente dell'Open Source Initiative (OSI) da Eric Raymond. La proposta è quella di aggiungere alle 10 regole contenute nellaOpen Source Definition, le stesse che stabiliscono i requisiti che una licenza deve avere per essere considerata open source, tre nuovi punti:
- una licenza open source non può duplicare le licenze già esistenti;
- una licenza dev'essere scritta in modo chiaro, semplice e comprensibile;
- una licenza dev'essere riutilizzabile semplicemente sostituendo i nomi di specifici individui, progetti o organizzazioni contenuti in un apposito allegato.

Nelson ammette che questa piccola integrazione alla definizione di licenza open source non è una panacea, tuttavia la ritiene già sufficiente per contrastare la tendenza, da parte delle aziende, a creare licenze open source che spesso differiscono da quelle già in circolazione solo per alcuni piccoli particolari.
Il capo dell'OSI afferma che le incompatibilità fra licenze, che spesso rendono impossibile mescolare il codice di due o più progetti open source, nascono spesso da banali errori di trascrizione o da clausole inserite senza troppo criterio. Razionalizzare il processo di certificazione delle licenze open source, secondo Nelson, potrebbe eliminare molti equivoci e incentivare le aziende ad uniformarsi ai modelli di licenza già certificati e diffusi sul mercato.

La proposta di Nelson ha già ottenuto la benedizione di Bruce Perens, co-fondatore dell'OSI e principale autore dell'attuale Open Source Definition.

Altri membri della comunità open source si sono invece mostrati scettici o del tutto contrari a tale soluzione, nella maggioranza dei casi perché ritengono che le regole ideate da Nelson non possano far parte dei principi fondamentali alla base dell'Open Source. Paletti di questo tipo, secondo alcuni, creano un pericoloso precedente e rischiano, in futuro, di avallare modifiche capaci di corrompere il concetto stesso di Open Source.
117 Commenti alla Notizia Troppe licenze open source?
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  • l'open source è proprio come il comunismo... non passano anni che ti rubano pure la libertà di parola

    ed ecco che spuntano quelli delle licenze che dicono cosa bisogna scrivere per un software essere libero e open source... ma libero da che cosa? non certo dalle licenze Perplesso

    vergognatevi open sorci
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > l'open source è proprio come il comunismo... non
    > passano anni che ti rubano pure la libertà di
    > parola
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    > ed ecco che spuntano quelli delle licenze che
    > dicono cosa bisogna scrivere per un software
    > essere libero e open source... ma libero da che
    > cosa? non certo dalle licenze Perplesso
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    > vergognatevi open sorci

    è grazie ai muli dell'open source che puoi scrivere commenti su internet.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
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    > - Scritto da: Anonimo
    > > l'open source è proprio come il comunismo... non
    > > passano anni che ti rubano pure la libertà di
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    > > ed ecco che spuntano quelli delle licenze che
    > > dicono cosa bisogna scrivere per un software
    > > essere libero e open source... ma libero da che
    > > cosa? non certo dalle licenze Perplesso
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    > > vergognatevi open sorci
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    > è grazie ai muli dell'open source che puoi
    > scrivere commenti su internet.

    cosa?

    non ti sarai mica fumato apache?

    per scrivere il mio commento non è stato necessario alcun software open source
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
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    > > > ed ecco che spuntano quelli delle licenze che
    > > > dicono cosa bisogna scrivere per un software
    > > > essere libero e open source... ma libero da
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    > > scrivere commenti su internet.
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    > non ti sarai mica fumato apache?
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    > per scrivere il mio commento non è stato
    > necessario alcun software open source

    Per scrivere le tue fesserie probabilmente no. Per spargerle in giro per il mondo facendo intuire da quale mente 'sopraffina' possano provenire sicuramente si.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
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    > > > scrivere commenti su internet.
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    > > necessario alcun software open source
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    > Per scrivere le tue fesserie probabilmente no.
    > Per spargerle in giro per il mondo facendo
    > intuire da quale mente 'sopraffina' possano
    > provenire sicuramente si.

    sei sicuro?

    ti ricordo che su internet l'unica applicazione di linux è apache per le paginette in php

    tutto il resto e closed e firmware

    non ci credi? esci dalla cantina ! Occhiolino
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
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    > > > per scrivere il mio commento non è stato
    > > > necessario alcun software open source
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    > > Per scrivere le tue fesserie probabilmente no.
    > > Per spargerle in giro per il mondo facendo
    > > intuire da quale mente 'sopraffina' possano
    > > provenire sicuramente si.
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    > sei sicuro?
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    > ti ricordo che su internet l'unica applicazione
    > di linux è apache per le paginette in php

    ROTFL !!!!!

    Devo complimentarmi con te. E' difficile riuscire a scrivere così tante cazzate in una sola frase di due righe....

    >
    > tutto il resto e closed e firmware

    Firmware ?!?!?!? Ma almeno sai cosa è un firmware ?

    > non ci credi? esci dalla cantina ! Occhiolino

    Mi spiace, in cantina ci vado solo per posteggiare la bicicletta. Tu invece faresti meglio ad uscire dalla sala giochi e a metterti a studiare...
    non+autenticato

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    > > > > > > l'open source è proprio come il
    > > comunismo...
    > > > > non
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    > libertà
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    > licenze
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    > > software
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    > > > > > > vergognatevi open sorci
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    > > > > > è grazie ai muli dell'open source che puoi
    > > > > > scrivere commenti su internet.
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    > > > > cosa?
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    > > > > non ti sarai mica fumato apache?
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    > > > > per scrivere il mio commento non è stato
    > > > > necessario alcun software open source
    > > >
    > > > Per scrivere le tue fesserie probabilmente no.
    > > > Per spargerle in giro per il mondo facendo
    > > > intuire da quale mente 'sopraffina' possano
    > > > provenire sicuramente si.
    > >
    > > sei sicuro?
    > >
    > > ti ricordo che su internet l'unica applicazione
    > > di linux è apache per le paginette in php
    >
    > ROTFL !!!!!
    >
    > Devo complimentarmi con te. E' difficile riuscire
    > a scrivere così tante cazzate in una sola frase
    > di due righe....
    >
    > >
    > > tutto il resto e closed e firmware
    >
    > Firmware ?!?!?!? Ma almeno sai cosa è un firmware
    > ?
    >
    > > non ci credi? esci dalla cantina ! Occhiolino
    >
    > Mi spiace, in cantina ci vado solo per
    > posteggiare la bicicletta. Tu invece faresti
    > meglio ad uscire dalla sala giochi e a metterti a
    > studiare...

    e pensare che ho detto la verità Perplesso
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > l'open source è proprio come il comunismo... non
    > passano anni che ti rubano pure la libertà di
    > parola
    >
    > ed ecco che spuntano quelli delle licenze che
    > dicono cosa bisogna scrivere per un software
    > essere libero e open source... ma libero da che
    > cosa? non certo dalle licenze Perplesso
    >
    > vergognatevi open sorci

    Ti sei mai chiesto perche' esiste una netiquette?
    E perche' su Internet ci sono cosi' tante regole da seguire per poter chattare, scambiare file e messaggi di testo?
    Non usare le accentate, evitare di scambiare formati strani come il Targa o JFIF ecc.

    E i segnali stradali? Perche' esistono, per togliere ai cittadini la liberta' andare per la strada che preferiscono o parcheggiare dove cacchio vogliono?

    E tutte le regole e i passaggi per riceve certificati, esami per avere patenti e certificazioni di idoneita'...

    Servono per evitare il caos.
    Per imporre regole di convivenza ma anche di interscambio.
    Servono per senllire pratiche e lavori di ogni genere.
    Serovno per evitare incidenti e conseguenti dispiaceri e relativi costi.

    E queste regole dell'OSI servono proprio per evitare il caos ed eventuale confusione nelle eventuale dispute tra lavori derivati.
    Per non mischiare e contaminare progetti con strane licenze.

    Stanno semplicemente armonizzando e dicendo che prima di inventare una nuova licenza e' meglio prima guardare quelle esistenti e gia' approvate. Perche' e' inutile inventarne una nuova se alla fine e' identica o poco differente ad una gia' esistente.
    E che sara' anche difficile controllare i lavori derivati dove un software con un tipo di licenza necessita o si basa su uno con un altro tipo.

    Mi pare una cosa corretta e razionale, semplici regole ma rispettate da tutti per avere la liberta' di sviluppare senza dover in futuro litigare o avere problemi che questa liberta' la possano limitare.

    --
    Mr. Mechano

  • - Scritto da: Mechano
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > l'open source è proprio come il comunismo... non
    > > passano anni che ti rubano pure la libertà di
    > > parola
    > >
    > > ed ecco che spuntano quelli delle licenze che
    > > dicono cosa bisogna scrivere per un software
    > > essere libero e open source... ma libero da che
    > > cosa? non certo dalle licenze Perplesso
    > >
    > > vergognatevi open sorci
    >
    > Ti sei mai chiesto perche' esiste una netiquette?
    > E perche' su Internet ci sono cosi' tante regole
    > da seguire per poter chattare, scambiare file e
    > messaggi di testo?
    > Non usare le accentate, evitare di scambiare
    > formati strani come il Targa o JFIF ecc.
    >
    > E i segnali stradali? Perche' esistono, per
    > togliere ai cittadini la liberta' andare per la
    > strada che preferiscono o parcheggiare dove
    > cacchio vogliono?
    >
    > E tutte le regole e i passaggi per riceve
    > certificati, esami per avere patenti e
    > certificazioni di idoneita'...
    >
    > Servono per evitare il caos.
    > Per imporre regole di convivenza ma anche di
    > interscambio.
    > Servono per senllire pratiche e lavori di ogni
    > genere.
    > Serovno per evitare incidenti e conseguenti
    > dispiaceri e relativi costi.
    >
    > E queste regole dell'OSI servono proprio per
    > evitare il caos ed eventuale confusione nelle
    > eventuale dispute tra lavori derivati.
    > Per non mischiare e contaminare progetti con
    > strane licenze.
    >
    > Stanno semplicemente armonizzando e dicendo che
    > prima di inventare una nuova licenza e' meglio
    > prima guardare quelle esistenti e gia' approvate.
    > Perche' e' inutile inventarne una nuova se alla
    > fine e' identica o poco differente ad una gia'
    > esistente.
    > E che sara' anche difficile controllare i lavori
    > derivati dove un software con un tipo di licenza
    > necessita o si basa su uno con un altro tipo.
    >
    > Mi pare una cosa corretta e razionale, semplici
    > regole ma rispettate da tutti per avere la
    > liberta' di sviluppare senza dover in futuro
    > litigare o avere problemi che questa liberta' la
    > possano limitare.
    >
    > --
    > Mr. Mechano

    ma che imbrogli?... io vendo e distribuisco i miei software con le licenze che mi sono più comode... altro che gpl, metano e benzina

    che vada a farsi benedire stallman e le sue pseudo libertà

    a laurà!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    [...]
    >
    > ma che imbrogli?... io vendo e distribuisco i
    > miei software con le licenze che mi sono più
    > comode... altro che gpl, metano e benzina
    >
    > che vada a farsi benedire stallman e le sue
    > pseudo libertà
    >
    > a laurà!
    Nessuno ti obbliga a usare GPL, se hai voglia di pagare, comprati le licenze per librerie commerciali, se non vuoi pagare e non vuoi sottostare agli obblighi della GPL, usa librerie BSD e buon lavoro sia a te che a chi preferisce GPL, c'è posto per tutti, ma non dire che l'open source fa poco per internet, perché sui dispositivi e sistemi più economici troverai con maggiore probabilità una BSD, non è GPL, ma è open source a tutti gli effetti, a Stallman non piace, ma mai ha osato sostenere che non fosse open.
    Poi parla pure male di Stallman e stai certo che più di metà dei fan dell'opensorcio riderà sotto i baffi e magari ti risponderà con frizzi e lazzi sul barbapuzzuto Troll occhiolino ancora più perfidi dei tuoi.   A bocca aperta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo

    > l'open source è proprio come il comunismo... non
    > passano anni che ti rubano pure la libertà di
    > parola

    La Microsoft e` come il comunismo: ha rubato da quel di` tutte le liberta` che poteva.
    Tie`. Visto? Si adatta perfettamente anche a loro, un'accusa del genere.

    > ed ecco che spuntano quelli delle licenze che
    > dicono cosa bisogna scrivere per un software
    > essere libero e open source... ma libero da che
    > cosa? non certo dalle licenze Perplesso

    Eh, certo, infatti sono venuti li` a metterti la testa nel lavandino finche` implorando pieta` hai accettato di mettere i tuoi sorgenti sotto una licenza open.
    A patto che tu ne scriva, di sorgenti, cosa finora non provata.

    > vergognatevi open sorci

    Ah, ecco. E con l'insultino finale cosa speravi di ottenere?
    Ma post come questi li scrivi mentre sei sano di mente, o sei davvero un bimbo di 10 anni che viene a giocare a scrivere commenti sui forum? In sintesi, scherzi per davvero o ti prendi anche sul serio?
    non+autenticato
  • ...non doveva salvare il mondo?

    E invece ora bisogna trovare qualcuno che salvi i muli openari dal caos totale (oltre che dalla miseria)...

    non+autenticato
  • Chiara, lapidaria, senza fronzoli e troppi distinguo.
    RMS e il movimento del Free Software saranno pure degli integralisti come afferma qualcuno, ma almeno sono senza ambiguità e ammiccamenti verso le corporazioni.
    IMHO, naturalmente.
  • Dici?

    Secondo me è vaga al punto giusto per permettere a tutti di fare i loro porci comodi. Un esempio?

    La LGPL è il punto di contatto tra licenze closed e licenze open. Finché la usi con il buon vecchio C va tutto bene. Poi vai a leggere le FAQ su fsf.org e scopri che se tu in OOP derivi una classe che è sotto GPL (o LGPL) stai facendo un derivative work (che quindi sei obbligato a ridistribuire sotto la stessa licenza).

    Non ci vuole un genio dell'informatica a capire che è una grande cazzata (trovami un programma OOP che usa una libreria esterna OOP e che non ne deriva delle classi per usarla. Pensa solo ai GUI toolkit.
    Ti viene da mettere pure in dubbio la professionalità (e la cognizione di causa) di chi ha "chiarificato" una licenza che in verbatim copy non dice nulla su questo (ma la cui interpretazione ufficiale è quella che conta). Ma stiamo parlando degli stessi zeloti che per anni hanno detto che la via al multipiattaforma universale era il sorgente C e gli autotools.

    Il fatto che serve una "guida alla licenza" è qualcosa che va oltre il razionale e la dice lunga sulla potenziale validità della licenza stessa.
  • - Scritto da: deltree

    > Poi vai a leggere le FAQ su
    > fsf.org e scopri che se tu in OOP derivi una
    > classe che è sotto GPL (o LGPL) stai facendo un
    > derivative work (che quindi sei obbligato a
    > ridistribuire sotto la stessa licenza).

    Ma questa secondo me è una cosa voluta. La GPL non è una licenza molto permissiva, il suo scopo è di far si che chiunque sfrutti il codice sia in qualche modo obbligato a contribuirvi.
    Se permetti di far derivare classi chiunque può usare il codice senza essere obbligato a redistribuire alcuna modifica.
    Se derivi la classe puoi distribuire la classe originale + la derivata sotto la licenza che più ti aggrada.
    Il problema è che derivare classi OOP è in pratica uguale (dal punto di vista del risultato, non programmativo, sia chiaroOcchiolino ) ad andare a modificare un pezzo di codice già scritto.

    > Ti viene da mettere pure in dubbio la
    > professionalità (e la cognizione di causa) di chi
    > ha "chiarificato" una licenza che in verbatim
    > copy non dice nulla su questo (ma la cui
    > interpretazione ufficiale è quella che conta).

    Mah, in realtà in caso di controversia suppongo che la parola finale spetti al giudice.
    Se scarico un pezzo di software io accetto la licenza che mi danno. Per quanto pubblichino FAQ suppongo che l'unica fonte a cui un giudice dovesse attenersi e la licenza.
    2678
  • - Scritto da: gerry
    > La GPL
    > non è una licenza molto permissiva, il suo scopo
    > è di far si che chiunque sfrutti il codice sia
    > in qualche modo obbligato a contribuirvi.

    Scusami se cavillo ma è importante: la GPL _non_ ti obbliga a contribuire. L'unica cosa che la GPL ti obbliga è rilasciare anche i sorgenti di un programma o libreria qualora tu decida, in assoluta libertà, di distribuire quel programma o libreria

    > Se derivi la classe puoi distribuire la classe
    > originale + la derivata sotto la licenza che più
    > ti aggrada.

    Questo è vero solo per la LGPL. con la GPL devi rilasciare anche il tuo lavoro (cioè la classe derivata) sempre con GPL (o compatibile)
  • - Scritto da: deltree
    > Secondo me è vaga al punto giusto per permettere
    > a tutti di fare i loro porci comodi. Un esempio?
    >
    > La LGPL è il punto di contatto tra licenze closed
    > e licenze open. Finché la usi con il buon vecchio
    > C va tutto bene. Poi vai a leggere le FAQ su
    > fsf.org e scopri che se tu in OOP derivi una
    > classe che è sotto GPL (o LGPL) stai facendo un
    > derivative work (che quindi sei obbligato a
    > ridistribuire sotto la stessa licenza).

    Scusa, mi sembra che tu stia facendo un pò di confusione, permettimi di correggerti. Apparte il fatto che l'inizio del tuo post è OT al thread dato che Santos si riferisce alla sola GPL, comunque sia il prosieguo della tua frase accomuna erroneamente GPL e LGPL (che citi tra parentesi) con una caratteristica che invece è presente nella sola GPL: il "derivative work" generato dalla semplice derivazione da una classe base in C++ che ti obbliga a rilasciare anche i tuoi sorgenti è tale SOLO nella GPL. Nella LGPL la semplice derivazione da classe base non è sufficiente ad obbligarti ad aprire anche i tuoi sorgenti: puoi distribuire il tuo lavoro in forma solo oggetto e distribuire i sorgenti della sola libreria licenziata LGPL alla quale linki il tuo oggetto

    > Non ci vuole un genio dell'informatica a capire
    > che è una grande cazzata (trovami un programma
    > OOP che usa una libreria esterna OOP e che non ne
    > deriva delle classi per usarla. Pensa solo ai GUI
    > toolkit.

    Immagino che questo concetto che esprimi presupponga correttezza in quanto avevi detto prima, cosa che non è.

    > Ma stiamo parlando degli stessi zeloti che per anni
    > hanno detto che la via al multipiattaforma
    > universale era il sorgente C e gli autotools.

    E' solo una tua supposizione dovuta al fatto che la maggior parte del software GNU è fatto con quegli strumenti o hai le prove che Stallman & C asserissero ciò? e se anche lo asserivano, quando lo asserivano? ti ricordo che gli GNU esistono dai primi anni '80 quando nessuno osava proporre seriamente ipotesi di linguaggi interpretati a causa della lentezza implicita di tali soluzioni. Adesso questa lentezza è trascurabile solo grazie alla potenza dell' hardware. Oltre a ciò, a ben vedere, quell'affermazione è valida persino oggi almeno per quanto riguarda il software di sistema (che non è solo il kernel).

    > Il fatto che serve una "guida alla licenza" è
    > qualcosa che va oltre il razionale e la dice
    > lunga sulla potenziale validità della licenza
    > stessa.

    Questo che dici è vero solo per la LGPL proprio per via della sua natura ibrida, non certo per la GPL la quale, per tornare in-topic al thread iniziato da Santos, è chiara, limpida e senza fronzoli proprio perchè categorica. Ma se tu ce l'hai con la complessità e cavillosità della LGPL (è vero, lo è, te lo riconosco) allora che mi puoi dire delle varie EULA di qualsiasi software proprietario?
  • Se derivi una classe LGPL è come una chiamata a funzione LGPL, puoi farti il tuo modulo proprietario contenente soltanto il tuo codice, ma SE distribuisci il SW, devi distribuire anche le librerie LGPL che hai usato secondo i termini della licenza e il tuo modulo anche come file oggetto per permettere di creare l'eseguibile linkandolo a versioni nuove o comunque diverse delle librerie LGPL, ma non hai alcun obbligo di porre il tuo modulo sotto LGPL. E' solo se prendi il codice sorgente delle librerie e lo usi nei tuoi moduli, che questi diventano LGPL a loro volta, né più né meno che con i linguaggi non OO.
    non+autenticato
  • ora noi dobbiamo chiarire alcune cose
    primo non è questione di fare i tifosi
    al derby, ma qualcosa di più importante
    bene: si può capire anche che sistemi chiusi
    gestiti con logiche monopoliste
    protetti dal potere della politica, e non
    solo della politica, di grandi
    nazioni, che mira a mantenere un assetto
    per cui aziende che incamerano montagne
    di denaro danno pochissimo in cambio, ma
    aumentano la "ricchezza nazionale" e
    monopolizzano il settore strategico più
    importante che esista oggi: quello dello
    scambio delle informazioni a livello mondiale.
    più difficile è capire come mai vi siano persone,
    dall'altra parte del conflitto di interessi, che sono
    contente che venga pagata da loro e dagli altri
    la suddetta montagna di denaro in cambio di poco
    o nulla, e anzi in cambio di innumerevoli svantaggi.
    La domanda infatti non è quali siano le icone più belle
    ma se noi, nel marzo del 2005, siamo, in europa,
    cosi incapaci da non sapere produrre un cesso a
    pedali per fare andare delle scatole di latta come quella
    da cui scrivo.
    Essendo però più che una domanda un assurdo,
    in quanto ci sono nazioni in europa che producono
    dieci milioni di automobili tra cui porsche, mercedes
    e bmw, cosa parecchio più complicata, siamo di
    nuovo al nocciolo: dobbiamo ancora per molto essere
    disposti a mettere i coglioni su un incudine, oppure
    iniziamo a ragionare ?
    Se iniziamo a ragionare, bene, ci accorgiamo di avere
    a disposizione un sistema aperto, ovvero un sistema
    che può fare qualsiasi cosa si voglia che faccia, senza
    nessuna barriera di alcun tipo alla produttività.
    Questo sistema è attualmente in grado di rispondere
    ai bisogni dell'industria informatica dalla a alla z:
    gira su tutte le principali architetture hw, nonché
    su ogni altra cosa di cui siano più o meno note
    le specifiche, dalla lavatrice al super-computer
    con decine di migliaia di cpu
    Si potrà dire che alcune cose non le fa bene,
    altre le fa in un modo che non ci piace, etc,
    ma sono dettagli: è molto più quello che c'è che
    quello che manca e non si può pensare di avere
    tutto pronto e fatto senza far nulla ne dare nulla.
    Eppure stiamo ancora qui a discutere se è meglio
    e.presley o madonna: tutta roba di trentanni fa.
    In realtà dobbiamo scegliere se siamo ancora vivi
    e in grado di produrre e dare qualcosa, oppure se è ora di andare in pensione a vent'anni, se è meglio
    rimanere schiavetti di MS e altri per sempre, con
    la sicurezza che ci daranno sempre meno e ci
    sfrutteranno sempre di più. O voi pensate di poter
    scroccare il sw di questa gente per sempre ?
    Ora potete, perché sanno che se vi chiedessere
    qualche migliaio di euro l'anno avete un'alternativa,
    ma, attenzione, è solo per questo che potete.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Essendo però più che una domanda un assurdo,
    > in quanto ci sono nazioni in europa che producono
    > dieci milioni di automobili tra cui porsche,
    > mercedes e bmw, cosa parecchio più complicata

    Ma anche no. Studiare il Pressman e Bohem, ma soprattutto il Drury, prima di sparlare di complessità di processi e prodotti, please.

    > Se iniziamo a ragionare, bene, ci accorgiamo di
    > avere
    > a disposizione un sistema aperto, ovvero un
    > sistema
    > che può fare qualsiasi cosa si voglia che faccia

    Certo, come no: tipo un controllo hard realtime per il traffico aereo o un sistema reattivo per un microcontroller con 8k di PROM, tanto per dire... "qualsiasi cosa si voglia che faccia" è una simpatica, immaginifica puttanata per un monolitico per piccoli server basato sui concetti di SystemV.
    BTW, prima che tu ti scriva addosso altre cazzate: rtlinux con patch RTAI non è comunque in grado di competere con RTOS Posix nativi a microkernel, full stop.


    > Questo sistema è attualmente in grado di
    > rispondere
    > ai bisogni dell'industria informatica dalla a
    > alla z:

    Vedi sopra: o non conosci affatto i confini dei "bisogni dell'industria informatica", o stai semplicemente sopravvalutando un sistema mediocre (tanto quanto il suo "concorrente" windows, beninteso). Le due opzioni non sono mutuamente esclusive.

    > Ora potete, perché sanno che se vi chiedessere
    > qualche migliaio di euro l'anno avete
    > un'alternativa,

    Le alternative sono SEMPRE esistite. Il movimento opensource non ha inventato una bella cefola di nulla, c'è poco da fare gli sboroni. Il software free in sorgente esiste da quando esistono i calcolatori, Los Alamos e la Sissa avevano milioni di files online quando Stallman era solo uno sfigato hippie sconosciuto e Torvalds portava il grembiulino. Chi non voleva MS ha sempre avuto decine di alternative validissime, su HW enormemente migliore (Alpha, PA-RISC, VAX...): HP-UX, Tru64, SCO, Irix, OS/9, AIX, VMS... l'unica cosa per cui non esistono alternative è la faziosa ignoranza.
    non+autenticato


  • > il grembiulino. Chi non voleva MS ha sempre avuto
    > decine di alternative validissime,
    considerando che oggi il 90% del sw scritto gira su windows , non usare prodotti di redmond crea problemi a volte non risolvibili ....
    >su HW
    > enormemente migliore (Alpha, PA-RISC, VAX...):
    > HP-UX, Tru64, SCO, Irix, OS/9, AIX, VMS...
    > l'unica cosa per cui non esistono alternative è
    > la faziosa ignoranza.
    sveglia : i processori alpha non li fanno piu' , e aprecchi degli unix proprietari da te elencati sono sulla via del tramonto , mano a mano che linux (e i vari *bsd) migliorano ....
    non+autenticato
  • Semplice considerazione
    Non esiste l'auto per ogni strada
    Non esiste l'HW per ogni processo
    Non esiste il sistema operativo che va bene in ogni occasione.
    Vergognatevi ancora di piu perche' siete laureati e siete nati nell'era informatica.
    Blah !
    che forum ....
    Enrico
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Semplice considerazione
    > Non esiste l'auto per ogni strada
    > Non esiste l'HW per ogni processo
    > Non esiste il sistema operativo che va bene in
    > ogni occasione.
    > Vergognatevi ancora di piu perche' siete laureati
    > e siete nati nell'era informatica.
    > Blah !
    > che forum ....

    Non eiste neppure solo Winzozz, eppure PMI, P.A., scuole e molti utenti sia casalinghi e hobbistici che anche quelli evoluti continuano ad usarlo.
    Perche'?
    Sempre per la stessa ignoranza che dici?

    --
    Mr. Mechano

  • - Scritto da: Mechano
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Semplice considerazione
    > > Non esiste l'auto per ogni strada
    > > Non esiste l'HW per ogni processo
    > > Non esiste il sistema operativo che va bene in
    > > ogni occasione.
    > > Vergognatevi ancora di piu perche' siete
    > laureati
    > > e siete nati nell'era informatica.
    > > Blah !
    > > che forum ....
    >
    > Non eiste neppure solo Winzozz, eppure PMI, P.A.,
    > scuole e molti utenti sia casalinghi e hobbistici
    > che anche quelli evoluti continuano ad usarlo.
    > Perche'?

    perchè il resto fa cagare
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > perchè il resto fa cagare

    Peccato che sul resto ci si basi tutto internet (*BSD e sistemi operativi dei router), i sistemi bancari di mezzo mondo (AS/400 e sistemi IBM) e ci si produca software (Linux e altri), grafica e film (Mac e Unix Silicon Graphics ed ora anche Linux negli Studios di Hollywood) e permetta ai commenti idioti che scrivi di raggiungere questo forum su Internet.

    --
    Mr. Mechano

  • - Scritto da: Anonimo
    > ora noi dobbiamo chiarire alcune cose
    > primo non è questione di fare i tifosi
    > al derby, ma qualcosa di più importante
    > bene: si può capire anche che sistemi chiusi
    > gestiti con logiche monopoliste
    > protetti dal potere della politica, e non
    > solo della politica, di grandi
    > nazioni, che mira a mantenere un assetto
    > per cui aziende che incamerano montagne
    > di denaro danno pochissimo in cambio, ma
    > aumentano la "ricchezza nazionale" e
    > monopolizzano il settore strategico più
    > importante che esista oggi: quello dello
    > scambio delle informazioni a livello mondiale.
    > più difficile è capire come mai vi siano persone,
    > dall'altra parte del conflitto di interessi, che
    > sono
    > contente che venga pagata da loro e dagli altri
    > la suddetta montagna di denaro in cambio di poco
    > o nulla, e anzi in cambio di innumerevoli
    > svantaggi.
    > La domanda infatti non è quali siano le icone più
    > belle
    > ma se noi, nel marzo del 2005, siamo, in europa,
    > cosi incapaci da non sapere produrre un cesso a
    > pedali per fare andare delle scatole di latta
    > come quella
    > da cui scrivo.
    > Essendo però più che una domanda un assurdo,
    > in quanto ci sono nazioni in europa che producono
    > dieci milioni di automobili tra cui porsche,
    > mercedes
    > e bmw, cosa parecchio più complicata, siamo di
    > nuovo al nocciolo: dobbiamo ancora per molto
    > essere
    > disposti a mettere i coglioni su un incudine,
    > oppure
    > iniziamo a ragionare ?
    > Se iniziamo a ragionare, bene, ci accorgiamo di
    > avere
    > a disposizione un sistema aperto, ovvero un
    > sistema
    > che può fare qualsiasi cosa si voglia che faccia,
    > senza
    > nessuna barriera di alcun tipo alla produttività.
    > Questo sistema è attualmente in grado di
    > rispondere
    > ai bisogni dell'industria informatica dalla a
    > alla z:
    > gira su tutte le principali architetture hw,
    > nonché
    > su ogni altra cosa di cui siano più o meno note
    > le specifiche, dalla lavatrice al super-computer
    > con decine di migliaia di cpu
    > Si potrà dire che alcune cose non le fa bene,
    > altre le fa in un modo che non ci piace, etc,
    > ma sono dettagli: è molto più quello che c'è che
    > quello che manca e non si può pensare di avere
    > tutto pronto e fatto senza far nulla ne dare
    > nulla.
    > Eppure stiamo ancora qui a discutere se è meglio
    > e.presley o madonna: tutta roba di trentanni fa.
    > In realtà dobbiamo scegliere se siamo ancora vivi
    > e in grado di produrre e dare qualcosa, oppure se
    > è ora di andare in pensione a vent'anni, se è
    > meglio
    > rimanere schiavetti di MS e altri per sempre, con
    > la sicurezza che ci daranno sempre meno e ci
    > sfrutteranno sempre di più. O voi pensate di poter
    > scroccare il sw di questa gente per sempre ?
    > Ora potete, perché sanno che se vi chiedessere
    > qualche migliaio di euro l'anno avete
    > un'alternativa,
    > ma, attenzione, è solo per questo che potete.

    dirigente IBM a caccia di muli?

    caro trollone, ognuno nella propria vita fa ciò che vuole... tu fai pure il finto comunista ottuso e io faccio l'uomo libero

    bye
    non+autenticato
  • Siamo arrivati al colmo, siamo arrivati alla farsa, prima quelli dell'open source affermano di portare libertà, e poi negano che qualunque individuo su questa terra possa decidere con quale licenza distribuire il proprio software.

    Ma il "potere temporale" a questi signori chi l'ha dato?

    Open source è un'idea esclusiva? un brevetto? un brand? un trademark? C'è quindi del marketing occulto?

    Ma siamo impazziti?

    L'open source non è abbastanza open da permettere tutte le licenze: paradossale!

    Qui casca l'asino, mi stupisco che mezzo mondo vada dietro a queste cose, sono sconvolto.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Siamo arrivati al colmo, siamo arrivati alla
    > farsa, prima quelli dell'open source affermano di
    > portare libertà, e poi negano che qualunque
    > individuo su questa terra possa decidere con
    > quale licenza distribuire il proprio software.
    >
    > Ma il "potere temporale" a questi signori chi
    > l'ha dato?
    >
    > Open source è un'idea esclusiva? un brevetto? un
    > brand? un trademark? C'è quindi del marketing
    > occulto?
    >
    > Ma siamo impazziti?
    >
    > L'open source non è abbastanza open da permettere
    > tutte le licenze: paradossale!
    >
    > Qui casca l'asino, mi stupisco che mezzo mondo
    > vada dietro a queste cose, sono sconvolto.

    Loro tentano di dare una opinione, e delle linee guida, e creare un momento di discussione, non vogliono imporre nulla.
    Se non sei daccordo con loro sei libero di fare cio' che vuoi, a me questo pare un concetto molto open.

  • - Scritto da: AlphaC
    > Loro tentano di dare una opinione, e delle linee
    > guida, e creare un momento di discussione, non
    > vogliono imporre nulla.
    > Se non sei daccordo con loro sei libero di fare
    > cio' che vuoi, a me questo pare un concetto molto
    > open.

    Microsoft tenta di dare una opinione, e delle linee guida, e creare un momento di discussione, non vuole imporre nulla.
    Se non sei daccordo con lei sei libero di fare cio' che vuoi, a me questo pare un concetto molto open.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > Microsoft tenta di dare una opinione, e delle
    > linee guida, e creare un momento di discussione,
    > non vuole imporre nulla.
    > Se non sei daccordo con lei sei libero di fare
    > cio' che vuoi, a me questo pare un concetto molto
    > open.

    Micro$oft di facciata si fa promotrice di opinioni e si riempie la bocca di innovazione e sicurezza.

    Di fatto poi impone standard approfittando della diffusione del suo sistema, altera gli standard propinando i suoi partendo dagli strumenti di sviluppo che generano codici e formati leggermente alterati ma stranamente leggibili dai suoi strumenti (vedi accoppiata Frontpage/Exploder) e pratica obsolescenza programmata quando necessita di un po' di denaro fresco.

    Oltre a lasciare nella cacca gli utenti finche' giudica economicamente troppo oneroso tirarli fuori, vedi bug di WMP che e' stato lasciato finche' causava "solo" infezioni virali degli utenti attraverso file di provenienza dubbia ma e' stata corretta velocemente quanto si e' scoperto che permetteva anche di aggirare il sistema anticopia DRM su cui lei basa il suo business in questo settore.

    Bell'azienda non c'e' che dire!

    --
    Mr. Mechano

  • - Scritto da: Mechano
    > Bell'azienda non c'e' che dire!

    Io non metto in dubbio i tuoi problemi con tale azienda.
    Se è un concetto open non scegliere opensource, allora è un concetto open non scegliere Microsoft o altro.
    Solo questione di coerenza.
    Mi spiace molto che hai avuto così tanti problemi con WMP e Frontpage, ma questo non è un problema mio.
    non+autenticato

  • > L'open source non è abbastanza open da permettere
    > tutte le licenze: paradossale!

    non e' cosi
    da come la vedo dicono semplicemente di vedere altre licenze open, prima di scriverne una che e' quasi uguale ad un'altra gia' esistente

    anche perchè OSI la deve approvare e controllare se non ci siano dei conflitti con altre licenze in caso di riutilizzo di codice
  • vero.

    il problema è che chiunque inizi a produrre software open vuole una licenza su misura delle proprie esigenze.
    il guaio è che in molti casi , specie quelli legati a realtà del tutto commerciali , sia la bsd sia la gpl pongono diversi problemi .

    credo che nei prossimi 2 -3 anni si assisterà ad una divisione : da una parte le licenze open prettamente commerciali , dall'altra le attuali gpl lgpl e bsd.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > credo che nei prossimi 2 -3 anni si assisterà ad
    > una divisione : da una parte le licenze open
    > prettamente commerciali , dall'altra le attuali
    > gpl lgpl e bsd.

    Il mondo delle licenze non e' solo GPL e BSD.
    Le Lesser e le Creative Commons coprono un ventaglio talmente ampio che non e' necessario inventarsene altre.

    Si sta solo cercando di creare linee guida per non cadere nel caos piu' totale.

    --
    Mr. Mechano

  • - Scritto da: Anonimo
    > Siamo arrivati al colmo, siamo arrivati alla
    > farsa, prima quelli dell'open source affermano di
    > portare libertà, e poi negano che qualunque
    > individuo su questa terra possa decidere con
    > quale licenza distribuire il proprio software.
    > Ma il "potere temporale" a questi signori chi
    > l'ha dato?
    > Open source è un'idea esclusiva? un brevetto? un
    > brand? un trademark? C'è quindi del marketing
    > occulto?

    Ma si sta solo tentando di dare delle linee guida.
    E' come per la netiquette che non ti obbliga ma ti consiglia di seguire delle regole per non far cadere internet e sue componenti come mail, news, forum, e file transfer nell'anarchia piu' totale.

    Tu la segui la regola di non mettere on line o spedire a persone documenti semplici che non lo richiedono espressamente nel formato .doc o file grafici in Targa o chissa' quale formato esotico?
    Serve per poterci meglio comprendere su Internet e non doverci dotare di altri strumenti per documenti e protocolli fuori dalla norma e spesso di nicchia e closed.

    E lo stesso per le licenze l'OSI sta dicendo di guardare a quelle che gia' esistono e adottarne una prima di creare un duplicato che complica solo la vita sia dell'OSI che di sviluppatori e utenti, se la licenza non apporta alcuna novita' o non deve prevedere protezioni particolari.

    --
    Mr. Mechano
  • Infatti se noti l'articolo parla di Open Source e non di Free Software: la cosa dovrebbe far riflettere. "In origine la GPL era una", etc.Occhiolino
    Mi spiace per i fautori del'OS ma l'ho sempre percepito come un voler stare su due scranni: rifacendoci ad un detto evangelico, non potete servire Dio e Mammona.
  • > Siamo arrivati al colmo, siamo arrivati alla
    > farsa, prima quelli dell'open source affermano di
    > portare libertà, e poi negano che qualunque
    > individuo su questa terra possa decidere con
    > quale licenza distribuire il proprio software.
    >
    > Ma il "potere temporale" a questi signori chi
    > l'ha dato?
    >
    > Open source è un'idea esclusiva? un brevetto? un
    > brand? un trademark? C'è quindi del marketing
    > occulto?
    >
    > Ma siamo impazziti?
    >
    > L'open source non è abbastanza open da permettere
    > tutte le licenze: paradossale!
    >
    > Qui casca l'asino, mi stupisco che mezzo mondo
    > vada dietro a queste cose, sono sconvolto.

    Ora calmati... è passata... va tutto bene...Occhiolino

    Mi dispiace deluderti, ma non stiamo assistendo alla contro-rivoluzione nè alla fine dell'open source.

    Sono state avanzate delle critiche al fatto che ci siano troppe licenze open source, quindi si chiede a chi ne vuol fare una nuova di documentarsi per evitare di creare un doppione.

    Cosa condivisibile, credo.
    Se poi per te è un problema perchè volevi creare una licenza che obbligasse l'utente a compiere una danza sacra in tuo onore all'avvio del software, beh ti sono vicinoOcchiolino
    Riot
    551
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