BitTorrent arriva alla versione 4.0

Dopo quasi un anno di attesa, ecco la nuova incarnazione del client per il sistema creato da Bram Cohen. Alcune piccole novità che rendono il programma ancora più performante

Roma - Ecco il programma che tutti vogliono e che in molti vorrebbero vedere sparire dalla Rete: il client di condivisione del download più usato nel mondo (una stima afferma che il traffico generato dai torrent equivale ad un terzo dell'intera bandwidth mondiale) è giunto finalmente alla versione 4.0.

La nuova incarnazione del client originale per il protocollo P2P creato da Bram Cohen implementa delle piccole innovazioni: una licenza open-source dedicata, una nuova interfaccia più ordinata e semplice per gestire i download multipli e l'uso di GTK ed una maggiore velocità di esecuzione. La vera novità è poi rappresentata dall'introduzione del trasferimento di pacchetti-dati bulk. Questo aumenta la latenza ma migliora la velocità generale del trasferimento.

La lista completa delle novità è consultabile direttamente sul sito ufficiale.
BitTorrent venne realizzato nel 2001 e pensato originariamente come protocollo per il trasferimento di file di grandi dimensioni. Immediatamente divenne la scelta di nicchia per distribuire agilmente le molte forme di Linux. Successivamente scoperto dal grande pubblico, entro la fine del 2004 è diventato il client preferito dal 54% del totale di utenti dediti al filesharing.

La peculiarità di BitTorrent sta nell'essere una rete di distribuzione P2P parzialmente decentrata, dove i dati vengono coordinati da un "tracker" che ha la funzione di tenere in contatto i vari client in sharing. Invece di scaricare direttamente il file selezionato, basta prelevare un apposito file con estensione.torrent, che serve da ponte di connessione verso i vari tracker.

Questo modello ha reso semplicissima la proliferazione di siti e motori di ricerca (tra cui il famoso Isohunt ed il defunto Supernova) per rintracciare file.torrent. La MPAA e la RIAA negli ultimi mesi si sono scagliate contro gli utenti che usano BitTorrent per scambiarsi file protetti da copyright: è facile intuire che sono in molti gli utenti di BT dediti allo scambio di dati proibiti. Ma è un uso che il creatore di BitTorrent ha sempre evitato di avallare.

"Per me quel che conta è che BitTorrent sia stato creato per muovere dati. E ci riesce bene", afferma Cohen. C'è da ricordare che esiste una precisa legge USA, il vecchio e famigerato Digital Millennium Copyright Ac, che vieta ai programmatori di creare software il cui scopo principale sia favorire o permettere forme di pirateria, un'accusa che qualcuno ha talvolta esteso anche a BitTorrent. Ma è una questione ormai all'attenzione della Corte Suprema, tanto è importante, una questione su cui, comunque, BitTorrent scivola via facilmente, proprio come l'acqua sui sassi di un torrente.
(T.L.)
TAG: p2p
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