Gli utenti LimeWire corrono ai ripari

Il diffuso software P2P soffre di una grave falla di sicurezza. E i produttori rilasciano immediatamente una patch tappabuchi

Roma - Utilizzare programmi per il file sharing, si sa, talvolta pu˛ essere rischioso. Specie se non si utilizzano programmi antivirus o firewall adeguati. Ma stavolta gli utenti di LimeWire corrono direttamente un grave rischio.

Esperti programmatori americani hanno individuato una falla nel diffuso client P2P: sfruttandola, utenti maliziosi avrebbero accesso illimitato a qualsiasi file sul disco rigido della vittima. La scoperta Ŕ avvenuta giÓ da qualche giorno, esponendo tutti gli utenti LimeWire a possibili disastrose conseguenze.

L'azienda produttrice di LimeWire Ŕ immediatamente corsa ai ripari: una patch Ŕ stata immediatamente rilasciata non appena la notizia del problema Ŕ emersa. E' possibile evitare guai scaricando un upgrade direttamente dal sito di LimeWire.
Secondo Download.com, il client difettoso Ŕ stato scaricato
da oltre quaranta milioni di utenti e questa cifra non Ŕ sicuramente di conforto. Al solito, insicurezze di questo tipo si coniugano con problematiche emorragie di dati sensibili che mettono a rischio il portafogli, la privacy e persino l'incolumitÓ degli utenti finali.

Per il momento non sono state denunciate sottrazioni sospette di informazioni preziose, ma questo non sorprende vista la difficile percezione di tali nuovi reati e visto anche che da sempre molti utenti di sistemi di file sharing alle prime armi finiscono per porre in condivisione molti dati e materiali sensibili senza rendersene conto.
(Tommaso Lombardi)
TAG: p2p
3 Commenti alla Notizia Gli utenti LimeWire corrono ai ripari
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  • >La scoperta è avvenuta già da qualche giorno, esponendo >tutti gli utenti LimeWire a possibili disastrose conseguenze.

    Disastrose conseguenze con un programma open source? Ma come, fino ad ora le disastrose conseguenze si avevano solamente con il software closed source! specialmente quello del mefistofelico draga extracomunitario (=americano) che ci ciuccia i $$$$oldi!

    >L'azienda produttrice di LimeWire è immediatamente corsa
    >ai ripari: una patch è stata immediatamente rilasciata non
    >appena la notizia del problema è emersa. ╚ possibile
    >evitare guai scaricando un upgrade direttamente dal sito di
    >LimeWire.

    GUAI?

    Ma come! Avete scritto tante filippiche e anatemi contro il software closed che non è sicuro perchè rappresenta il MALE.

    >Secondo Download.com, il client difettoso è stato scaricato
    >da oltre quaranta milioni di utenti e questa cifra non è

    40.000.000 di utenti, ho letto bene? Ma è una cifra ENORME.

    Ma come è possibile?

    Secondo la ( vaga e contraddittoria ) teoria del modello di sviluppo open source, e quella spicciola del software libero, per chi ci crede, il software prodotto dovrebbe essere molto sicuro.

    Come mai in quei 40.000.000 di utenti non c'è stato NEMMENO UNO che ha scoperto l'errore e che ha DONATO alla COMUNITA' il CODICE della patch scritta da lui?

    >sicuramente di conforto. Al solito, insicurezze di questo tipo
    >si coniugano con problematiche emorragie di dati sensibili
    >che mettono a rischio il portafogli, la privacy e persino
    >l'incolumità degli utenti finali.

    Portafogli?
    Privacy?
    Incolumità?

    Qui non si scherza, uno non può dire che il sofware open source è necessariamente sicuro, basandosi sulle credenze e le opinioni di alcuni operatori del mondo IT, qui si scherza con il portafogli, la privacy e l'incolumità della gente.

    Beh, penso che questo sia l'ennesimo CONTROESEMPIO che open source non è più sicuro del closed source: fatti, non chiacchiere da BAR.

    ...e il fatto che ci sia il codice sorgente non significa che la gente lo voglia leggere, lo sappia leggere, lo legga, lo capisca, trovi gli errori ( altrimenti li avrebbe trovati il programmatore che lo fa per PROFESSIONE ), come volevasi dimostrare.

    Sono MITI, CREDENZE, marketing, vapourware, belle scuse, fuffa.

    E' più facile credere che esistano gli UFO.
    non+autenticato
  • Questa é la classica eccezione che conferma la regola.
    Nel momento in cui software é open ci sono mmolte più possibilità di scoprire falle rispetto al software closed.

    Nel momento in cui nessuno si studia il codice é ovvio che nessuno ha la possibilità di scoprire falle...