Pirateria, il ribaltone Microsoft

Non può passare inosservata la mossa dell'azienda con cui cerca di tradurre la lotta alla pirateria in un'azione di beneficienza. Operazione immagine

Pirateria, il ribaltone MicrosoftRedmond (USA) - Quando si viene al marketing è difficile competere con Microsoft, come ben sanno i numerosi concorrenti che hanno lasciato speranze e piani industriali sul terreno negli anni in cui il carro armato di Redmond andava dritto per la sua strada senza dare segni di volersi fermare.

Difficile vedersela con Microsoft, però, anche nel marketing delle idee e dell'immagine. Perché se l'azienda di Bill Gates è la principale paladina della lotta alla pirateria del mondo, dando fiato a quella Business Software Alliance i cui modi aggressivi sono stati più volte stigmatizzati anche su queste pagine, è anche vero che Microsoft ha una tremenda necessità di non apparire sic et simpliciter come un'industria mangiatutto. Soprattutto nelle settimane più calde del procedimento antitrust.

Forse anche per questo, o forse più semplicemente per un colpo di genio di qualche cervellone della softwarehouse, pochi giorni fa l'azienda ha dichiarato che una somma fino a cinque milioni di dollari all'anno sarà data in beneficienza e sarà calcolata ogni anno sulla base dei danni che i pirati denunciati e condannati dai tribunali dovranno versare a Microsoft a titolo di risarcimento.
E ' una svolta epocale, perché segna il momento nel quale la più ricca delle industrie americane cerca di scrollarsi di dosso un'immagine pesante, come i suoi prezzi, quelli che molti pirati del software aggirano con le loro copie illegali in tutto il mondo. E i fondi che Microsoft donerà andranno nell'area di Los Angeles per corsi di formazione e forniture di computer a chi non può permettersi né gli uni né le altre perché non ha abbastanza soldi. Irresistibile.

Paolo De Andreis