Contrappunti/ Il trionfo del Web

di Massimo Mantellini - Non è vero che l'informazione web vinca perché è gratuita, almeno non solo: i motivi per cui il New York Times è al giro di boa sono chiarissimi. Per chi li vuole vedere

Roma - Proviamo ad immaginarci lo scenario che ci attende fra qualche anno.
Perchè la notizia di questi giorni, che alletterebbe la fantasia di qualsiasi futurologo dei media, è che il numero di lettori della edizione online del New York Times ha superato quello delle copie vendute del giornale cartaceo. L'immagine sembra essere quella di certe regate: una enorme boa arancione annuncia la virata di metà percorso.

In realtà l'informazione professionale in rete deve ancora capire bene come sarà da grande. Questi numeri straordinari, che significano certamente successo ed attenzione per le notizie di qualità trasmesse attraverso Internet (più di un milione di persone ogni giorno consulta le notizie del NYT online), sono anche il risultato, in gran parte casuale, di una navigazione a vista che dura ormai da un decennio.

Senza addentrarci troppo nei particolari, l'unico modello fino ad ora emerso di editoria professionale che funzioni in rete rimane quello basato sull'assioma "contenuti in cambio di pubblicità". Una volta citata la solita eccezione del Wall Street Journal che, forte dei suoi 700.000 abbonati, rimane l'unico esperimento riuscito di un grande giornale che riceve l'attenzione dei suoi lettori anche in rete, e dato conto dei trascurabili risultati economici di diverse iniziative collaterali (per esempio la consultazione a pagamento degli archivi storici o gli abbonamenti alle versioni elettroniche di molti quotidiani cartacei anche in Italia) quello che colpisce maggiormente è che gli investimenti pubblicitari in rete, pur in discreto aumento negli ultimi due anni, rappresentano solo il 3% del mercato complessivo. Il che è abbastanza paradossale se si considera che i navigatori di Internet spendono un tempo sempre maggiore cercando e leggendo le notizie direttamente dal PC piuttosto che attraverso altri media.
Lo spostamento dell'attenzione dei lettori dalla carta e dalla TV verso Internet è, comunque la si guardi, una buona notizia. Una opportunità futura di buoni affari per gli editori ma anche, e soprattutto, una scelta di alto profilo per i lettori stessi. Sebbene la spiegazione dominante di questo interesse verso l'informazione in rete sia quella secondo la quale la notizia su Internet piace perché è gratuita, le ragioni fondanti sembrano essere invece altre.

L'idea stessa, tante volte ripetuta della gratuità di Internet (e perciò, in funzione di questa anomalia rispetto all'economia reale, le difficoltà che da questo derivano) è già essa una specie di difetto di orientamento. Come dire che abbiamo superato la boa di metà percorso ma non abbiamo ancora capito su che barca siamo.

Oggi un editore che pubblica su Internet o è li per caso (e accade spesso) oppure sa bene che quello è "il" luogo della comunicazione. Ciò che solo un decennio fa non era, oggi è, indipendentemente dai nuovi orizzonti anche economici che da tutto ciò discendono. Si può decidere, come hanno fatto in tanti, di negare questa centralità della rete nella elaborazione dei processi informativi, rifugiandosi nel proprio universo conosciuto dei lanci di agenzia, degli ordini professionali, del pagamento un tot a copia di ogni foglio inchiostrato che esca dalle rotative. Della notizia di oggi raccontata sul numero di domani. Ed è un atteggiamento comprensibile visto che, come tutti, gli editori sono soggetti con un bilancio da far quadrare a fine anno e della sociologia della comunicazione (che sono spesso belle parole e pochi soldi) devono poter fare a meno, specie se ad un tipo di entrate le teorie non ne sostituiscono subito un altro.

Ma non si può negare che dopo la nascita di Internet l'informazione muta e prende direzioni imprevedibili perché si amplia in misura considerevole il numero dei soggetti in grado di farla. Una specie di cancello che infine si apre. A tutto ciò, come è evidente, non è possibile opporsi in alcuna maniera.

Ancora una volta, fuori da una logica superficiale e facilona, gli editori dovrebbero considerare questa apertura come un valore e non come una iattura. Che giornali fantastici possono fare oggi grandi giornalisti di grandi editori in rete? Che feedback fenomenali possono nascere fra chi scrive o commenta con competenza le notizie ed i suoi lettori? Che aumentata capacità di analisi e di comprensione dei fatti può discendere dalla presenza di così tante voci liberamente disponibili?

Se una delle funzioni principali della stampa professionale è sempre stata (nel bene e nel male) quella del cosiddetto filtro giornalistico (una attività di discernimento fra ciò che vale la pena pubblicare e cosa invece no), quale ambito migliore per questo lavoro di Internet per dimostrare agli altri la propria capacità professionale?

Non c'è alcuna ironia in quello che sto scrivendo. Sono persuaso che Internet possa rendere migliore il lavoro di chi fa informazione, arricchendolo di stimoli e punti di vista. Così come sono certo che noi lettori sapremo vedere bene la differenza e godere di tutto ciò.

Capiremo forse solo più avanti come tutto ciò sarà economicamente sostenibile (so per esempio che l'editore di questo giornale si scervella da anni al riguardo) ma quello che è certo è che Internet, per quanti vogliono fare informazione ai tempi nostri, è "il" luogo in cui farla. Così come non è difficile immaginare che tutti gli altri luoghi della informazione saranno nel tempo destinati, per ragioni banalmente tecnologiche, a perdere la loro attuale centralità.

Qualsiasi cosa accada in questa seconda parte della regata, per noi lettori sarà importante tenere gli occhi aperti. E se, come si dice in giro, la diffusione del pensiero, delle notizie e della cultura danno spessore a concetti importanti e (per me) difficili da maneggiare come "democrazia" e "liberta"...... bè insomma, avete capito, magari con lo spostamento della informazione in rete quello che ci attende è semplicemente un mondo migliore.

Massimo Mantellini

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39 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Il trionfo del Web
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  • I quotidiani (e analogo ragionamento per tutti i periodici) se mettessero online gratis contemporaneamente alla edizione cartacea una edizione completa rischierebbero di non vendere nulla; se l'edizione online fosse gratuita, ma molto ridotta, sarebbe di scarso interesse; una soluzione potrebbe essere una edizione cartacea con in contemporanea una edizione online gratuita ridotta, sostituita, una volta trascorso un intervallo di tempo tale che ci si possa difficilmente aspettare che qualcuno acquisti quel numero ormai vecchio, da una edizione online gratuita integrale, che puo' servire a studenti, ricercatori, appassionati, e che sarebbe una buona ed economica forma di pubblicita' per il periodico, tanto avrebbero gia' tutto su supporto magnetico, basterebbe riversarlo in un sito.
    Paolo
    non+autenticato
  • Paghereste mai per leggere Punto Informatico online?
    Sarà, ma io ormai ci sono abituato, e se fosse una cifra modesta pagherei eccome
    non+autenticato

  • - Scritto da: fiammalibera
    > Paghereste mai per leggere Punto Informatico
    > online?
    > Sarà, ma io ormai ci sono abituato, e se fosse
    > una cifra modesta pagherei eccome

    Io molto probabilmente no, anche se ci vengo spesso.

    Il problema non è tanto, pagheresti per PI, ma piuttosto:
    saresti disposto a pagare per accedere ad ogni sito di informazione su internet, indipendentemente tra di loro?
    non+autenticato
  • A ogni sito, no.
    Solo ai siti di mio interesse.
    Magari lasciando la lettura gratuita e mettendo a pagamento servizi aggiuntivi, come per esempio le notizie senza pubblicità
    non+autenticato
  • > Paghereste mai per leggere Punto Informatico
    > online?
    > Sarà, ma io ormai ci sono abituato, e se fosse
    > una cifra modesta pagherei eccome

    con slashdot gratis?
    uhmmmmmmmm
    non+autenticato
  • Per Punto Informatico potrei anche pagare, ma il punto è un altro.
    L'informazione su Internet deve rimanere gratuita, se vogliamo che corra.
    Io ad esempio posso accedere in un giorno a 200/300 informazioni/notizie su argomenti che mi interessano.
    Se tali informazioni fossero a pagamento, potrei visionarne solo una parte minima, per ovvie ragioni.
    Quindi mi fossilizzerei su tre o quattro sorgenti di fiducia e perderei un sacco di notizie, magari quelle più interessanti.
    La finalità di Internet, di rendere accessibile a tutti conoscenze e sapere, favorire il pluralismo ecc. ecc. non sarebbe pertanto più raggiungibile.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Per Punto Informatico potrei anche pagare, ma il
    > punto è un altro.
    > L'informazione su Internet deve rimanere
    > gratuita, se vogliamo che corra.
    > Io ad esempio posso accedere in un giorno a
    > 200/300 informazioni/notizie su argomenti che mi
    > interessano.
    > Se tali informazioni fossero a pagamento, potrei
    > visionarne solo una parte minima, per ovvie
    > ragioni.
    > Quindi mi fossilizzerei su tre o quattro sorgenti
    > di fiducia e perderei un sacco di notizie, magari
    > quelle più interessanti.
    > La finalità di Internet, di rendere accessibile a
    > tutti conoscenze e sapere, favorire il pluralismo
    > ecc. ecc. non sarebbe pertanto più raggiungibile.

    Hai centrato il punto. Però dipende dal prezzo. Se il prezzo è 1 euro ad articolo, allora leggerai solo da poche fonti. Se è un decimo di centesimo, non fa poi tanta differenza, il limite è il tuo tempo, non il denaro. Però non mi è chiaro come potrei difendermi da chi lancerebbe notizie costruite ad arte con il solo scopo di fare soldi. E come impedire i link a pagamento a notizie di questo genere.

    non+autenticato

  • > Però non mi è
    > chiaro come potrei difendermi da chi lancerebbe
    > notizie costruite ad arte con il solo scopo di
    > fare soldi. E come impedire i link a pagamento a
    > notizie di questo genere.

    Infatti. Il fatto che i siti di notizie siano gratuiti
    permette una sorta di scrutinio pubblico da parte
    di tutto il mondo, perchè se una notizia è
    falsa la si critica linkandola in ogni forum o blog.
    Ma se sono a pagamento, ovviamente non è
    possibile linkare, e quindi lo scrutinio della veridicità
    della notizia da parte di milioni di individui viene
    impedita, permettendo a chiunque di pubblicare
    notizie (volontariamente o meno) errate.
    Il che su internet è già un problema adesso
    che le notizie sono accessibili da tutti, figuriamoci
    se iniziano ad essere accessibili solo a quattro
    gatti che si fidano come imbecilli di quello che
    leggono.

    non+autenticato
  • Ma stiamo scherzando????
    Il vero e unico motivo x cui il Web è superiore alla versione cartacea è che le notizie su carta sono VECCHIE.
    E nel caso di eventi importanti e in divenire (tipo durante la guerra in iraq o subito dopo lo tsunami), non solo sono vecchia, ma persino OBSOLETE.

    Che senso ha leggere su carta che le vittime accertate sono 5.000, quando su web si vede già che sono oltre 10.000?
    Perchè devo leggermi dichiarazioni di esperti che ieri mi dicono ciò che oggi è già accaduto?

    Questo e il fatto di essere connessi ad internet x diverse ore al giorno è il motivo x cui vince i giornali online avanzano.
    Non certo xchè gratis.
    non+autenticato
  • > Questo e il fatto di essere connessi ad internet
    > x diverse ore al giorno è il motivo x cui vince i
    > giornali online avanzano.
    > Non certo xchè gratis.

    benissimo

    in ogni caso i fornitori di informazioni se vogliono impedire la libera fruizione e redistribuzione delle loro risorse devono affidarsi a mezzi di protezione specifici perché la rete non è nata per quegli scopi e perché tali tecnologie ci sono

    creare leggi che regolamentino la questione rischia solo di mettere in pericolo il libero scambio di informazioni

    non vogliono che Google indicizzi il loro sito?
    che ne proteggano l'accesso

    non vogliono che Google indicizzi le loro informazioni vendute a terzi?

    che facciano contratti e si rivalgano su questi terzi

    tanto per fare un esempio:
    Bloomberg non fornisce pubblicamente via una sito web le sue informazioni, ti installa in casa tanto di parabola, router proprietari e lettori biometrici

    se tu prendi i loro dati e ti metti a ripubblicarli via un sito web violando il contratto ti staccano la spina finché o non li togli, oppure non trovate un accordo

    (ovviamente con tutte le eccezioni del caso, ma il concetto è quello)
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > in ogni caso i fornitori di informazioni se
    > vogliono impedire la libera fruizione e
    > redistribuzione delle loro risorse devono
    > affidarsi a mezzi di protezione specifici perché
    > la rete non è nata per quegli scopi e perché tali
    > tecnologie ci sono

    Mah, non credo che sia come dici tu. (Sei un legale?)

    Chi l'ha detto che mettere un sito su Internet significa dare liberta' di copia/distribuzione a chiunque?

    Ogni sito importante ha il suo bel disclameir con il suo bel copyright. Come la mettiamo con quello?
    Secondo te e' vessatorio?

    Sarebbe interessante sentire un legale.
    Fabian
    non+autenticato
  • > > in ogni caso i fornitori di informazioni se
    > > vogliono impedire la libera fruizione e
    > > redistribuzione delle loro risorse devono
    > > affidarsi a mezzi di protezione specifici perché
    > > la rete non è nata per quegli scopi e perché
    > tali
    > > tecnologie ci sono
    >
    > Mah, non credo che sia come dici tu. (Sei un
    > legale?)

    no, figurati, è solo il mio punto di vista, sotituisci "devono" con "dovrebbero imo"

    > Chi l'ha detto che mettere un sito su Internet
    > significa dare liberta' di copia/distribuzione a
    > chiunque?

    è nata con lo scopo di rendere fruibili informazioni che prima erano disponibili in formato solo testo nei siti ftp o nei newsgroup

    ciò che non si voleva fosse di pubblico dominio era semplicemente protetto da password

    > Ogni sito importante ha il suo bel disclameir con
    > il suo bel copyright. Come la mettiamo con
    > quello?

    ma infatti io non sono daccordo neppure su quello, non sono mai stato daccordo sul fatto che internet sia equiparato all'editoria anche se è la cosa a cui assomiglia di più

    > Secondo te e' vessatorio?
    >
    > Sarebbe interessante sentire un legale.

    ma no figurati, le leggi ci sono
    non+autenticato
  • Gratuito dove? Tutto quello che scarico lo pago! Non è il genio che mi riempie la pagina di animazioni, di cose inutili NON richieste, compreso il dannatissimo macromedia flash, che alla fine del mese paga la bolletta della connessione.
    Se voglio vedere notizie animate accendo la TV non il PC!!!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Gratuito dove? Tutto quello che scarico lo pago!
    > Non è il genio che mi riempie la pagina di
    > animazioni, di cose inutili NON richieste,
    > compreso il dannatissimo macromedia flash, che
    > alla fine del mese paga la bolletta della
    > connessione.
    > Se voglio vedere notizie animate accendo la TV
    > non il PC!!!

    beh se hai una flat non paghi di piu

    ed in ogni caso non paghi mica loro, ma il tuo provider... riesci a capire la differenza?

    non+autenticato
  • lol

    gratis vuol dire gratis.
    che paghi il provider e/o anche il giornale poco importa.
    Sta di fatto che le news online non sono gratuite.
    non+autenticato
  • > Sta di fatto che le news online non sono gratuite.

    tutto ciò che viene reso disponibile dovrebbe rimanere pubblico e gratuito, ciò che si vuole far pagare dovrebbe essere soggetto a protezioni che tra l'altro implicano la lettura ed accettazione di un contratto con clausole specifiche
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > Sta di fatto che le news online non sono
    > gratuite.
    >
    > tutto ciò che viene reso disponibile dovrebbe
    > rimanere pubblico e gratuito,
    e perchè mai?
    chi fornisce un servizio può decidere tranquillamente se e come rendere disponibile in servizio stesso.
    non+autenticato
  • > > tutto ciò che viene reso disponibile dovrebbe
    > > rimanere pubblico e gratuito,
    > e perchè mai?

    perché la rete è stata archittata in questo modo e così funziona molto bene per il suo scopo principale che è quello di pubblicare informazioni pubbliche

    > chi fornisce un servizio può decidere
    > tranquillamente se e come rendere disponibile in
    > servizio stesso.

    certamente, ma lo deve fare applicando una protezione hai contenuti (acesso tramite utente/password online ed eventualmnte tramite drm offline) non pretendendo che ci siano leggi che tutelino le sue decisioni

    oh, questa è la mia opinione, niente di ché per carità
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > lol
    >
    > gratis vuol dire gratis.
    > che paghi il provider e/o anche il giornale poco
    > importa.
    > Sta di fatto che le news online non sono gratuite.

    ahah scusa ma LOL lo dico io...

    importa e come

    PI è GRATIS e non c'è storia. Perchè noi non li paghiamo per leggere le notizie che pubblicano.
    Tu paghi la connessione al tuo provider, non un loro servizio.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > lol
    > >
    > > gratis vuol dire gratis.
    > > che paghi il provider e/o anche il giornale poco
    > > importa.
    > > Sta di fatto che le news online non sono
    > gratuite.
    >
    > ahah scusa ma LOL lo dico io...
    >
    > importa e come
    >
    > PI è GRATIS e non c'è storia. Perchè noi non li
    > paghiamo per leggere le notizie che pubblicano.
    > Tu paghi la connessione al tuo provider, non un
    > loro servizio.

    e chisenefrega?
    io pago. punto. quindi non è gratis.
    Che poi costi provider+costi servizio non gratis < costi provider+ 0 costi servizio gratis non c'è dubbio.
    però la spesa in entrambi i casi è > 0.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > >
    > >
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > lol
    > > >
    > > > gratis vuol dire gratis.
    > > > che paghi il provider e/o anche il giornale
    > poco
    > > > importa.
    > > > Sta di fatto che le news online non sono
    > > gratuite.
    > >
    > > ahah scusa ma LOL lo dico io...
    > >
    > > importa e come
    > >
    > > PI è GRATIS e non c'è storia. Perchè noi non li
    > > paghiamo per leggere le notizie che pubblicano.
    > > Tu paghi la connessione al tuo provider, non un
    > > loro servizio.
    >
    > e chisenefrega?
    > io pago. punto. quindi non è gratis.
    > Che poi costi provider+costi servizio non gratis
    > < costi provider+ 0 costi servizio gratis non c'è
    > dubbio.
    > però la spesa in entrambi i casi è > 0.

    sei miticoA bocca aperta

    beh paghi pure l'enel, l'acqua e il gas...

    paghi pure la benzina, dove la metti.

    Ma questi non centrano nulla, esattamente come pagare il provider.
    e poi lo ammetti anche tu:
    "provider+costi servizio non gratis < costi provider+ 0 costi servizio gratis"

    ovvero il servizio è gratuito, e chissenefrega di quello che paghi tu
    non+autenticato

  • > sei miticoA bocca aperta
    >
    > beh paghi pure l'enel, l'acqua e il gas...
    >
    > paghi pure la benzina, dove la metti.
    >
    > Ma questi non centrano nulla, esattamente come
    > pagare il provider.
    > e poi lo ammetti anche tu:
    > "provider+costi servizio non gratis < costi
    > provider+ 0 costi servizio gratis"
    >
    > ovvero il servizio è gratuito, e chissenefrega di
    > quello che paghi tu

    mi sembra la storia di quello che per avere in omaggio un portacenere si abbona a una rivista.
    Beh, chissenefrega di quello che costa la rivista. Il portacenere è gratis!
    lol
    non+autenticato
  • chiedete a quelli che conoscete se hanno mai cliccato su un ad/banner

    personalmente uso privoxy che mi filtra quasi tutto,
    tengo flash disattivato xke` lo usano solo x pubblicita`,
    e firefox xmette di nn caricare immagini esterne al sito filtrando un altro po di ad

    insomma per me e` una cagata, e` una bolla di sapone...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > chiedete a quelli che conoscete se hanno mai
    > cliccato su un ad/banner
    >
    > personalmente uso privoxy che mi filtra quasi
    > tutto,
    > tengo flash disattivato xke` lo usano solo x
    > pubblicita`,
    > e firefox xmette di nn caricare immagini esterne
    > al sito filtrando un altro po di ad
    >
    > insomma per me e` una cagata, e` una bolla di
    > sapone...

    e ci credo, come fai a cliccarci se filtri tutto ?A bocca aperta

    a parte questo, c'è gente che ci clicca evidentemente
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > chiedete a quelli che conoscete se hanno mai
    > cliccato su un ad/banner
    >

    Se c'è circa il 3-4% di gente che compra roba pubblicizzata via spam figurati quanti sono quelli che cliccano sui banner, io anche ci clicco certo non su tutti, ma su 1000 banner che mi capitano magari uno mi interessa.
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