Phishing, rubati 200 milioni di euro

Succede in Brasile dove i cybercop locali mettono a segno l'arresto di una crew criminale: utilizzava sofisticati metodi per spingere gli utenti Internet di tutto il Mondo a rivelare dati riservatissimi

San Paolo (Brasile) - Le forze dell'ordine gioiscono: sostengono di aver compiuto il più grande blitz telematico della storia del Brasile. Nello sterminato subcontinente sudamericano è stata sgominata una banda specializzata nei crimini informatici. Non è una notizia da poco, visto che proprio dal Brasile provengono molte diverse forme di aggressione telematica che intasano la rete. Indica poi che anche in Brasile la malavita continua a modernizzare ed aggiornare i propri metodi grazie alle ultime tecnologie. Dobbiamo definitivamente dire addio all'immagine popolare del ladro furtivo (il ?lestofante? di una volta), che si muove mentre la città dorme? I processi di globalizzazione ormai da tempo suggeriscono anche questo.

Valdir Paulo de Almeida, considerato il boss di questa organizzazione, è stato catturato nel suo appartamento di Rio de Janeiro. Le sue armi per rubare e sottrarre oltre 200 milioni di euro erano tutte lì, sulla sua scrivania: un computer, un modem e libri di programmazione. Grazie agli altri componenti del gruppo era riuscito a creare una vera macchina macinasoldi.

Tramite un semplice client email, de Almeida "spargeva" trojan al ritmo di tre milioni di copie al giorno. Le leggi della statistica hanno fatto il resto: le malcapitate vittime, centinaia di utenti, installavano i programmi e permettevano ai malviventi di accedere a qualsiasi informazione su conti correnti, pacchetti azionari, trasferimenti e bonifici bancari. Secondo Eduardo Cidreira (capo del dipartimento telematico dello stato di Santa Catarina), era "una delle più grandi organizzazioni criminali di tutto il Brasile". Stavolta non si tratta dei soliti narcotrafficanti ma di scaltri programmatori votati al phishing, piaga sempre più dilagante in tutta la Rete.
Un metodo ormai riconosciuto, dovunque, per essere il più invasivo e subdolo. Ma in Brasile, fino al mese scorso, si trattava ancora di una novità: risale infatti a febbraio il primo arresto ufficiale di cracker, arrivato con anni di ritardo sulle scorribande telematiche messe a segno da smanettoni brasiliani col pallino dell'attacco informatico.

Va detto che il phishing esiste da anni ma ora sta diventando un fenomeno esplosivo, un'epidemia che seppure lentamente diffonde nell'utenza la conoscenza dei metodi d'attacco dei truffatori informatici. Ed è questa conoscenza probabilmente il primo requisito perché il phishing sia isolato, cada nell'oblio, verso il /dev/null collettivo.
(Tommaso Lombardi)
TAG: cybercops
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