Virus, Mac il prossimo bersaglio?

In un rapporto sulla sicurezza Symantec mette in guardia gli utenti Mac e li avverte del fatto che, con il crescere della popolarità di Mac OS X, aumenteranno anche le minacce dirette verso questo sistema operativo

Roma - Per quanto concerne virus e sicurezza gli utenti Mac hanno fino ad oggi dormito sonni tranquilli ma le cose potrebbero presto cambiare. A sostenere quella che ad alcuni può sembrare un'eresia è nientemeno che Symantec in un recente rapporto intitolato Internet Security Threat Report. In quella sede la celebre società antivirus ha affermato come la percepita invulnerabilità del sistema operativo di Apple sia destinata ad essere presto messa in discussione da un crescente numero di cyberattacchi e virus.

Symantec asserisce che con il crescere della quota di mercato di Apple, e dunque del numero di utenti che utilizzano sistemi basati su Mac OS X, aumenta di pari passo l'attenzione rivolta da cracker e creatori di virus verso la piattaforma Mac. Una proporzione, quella tra numero di utenti consumer e numero di falle/virus, che viene spesso tirata in ballo dagli esperti anche nel confronto fra la sicurezza di Linux e Firefox con quella di Windows e Internet Explorer.

"Contrariamente a quanto comunemente si crede, il sistema operativo del Macintosh non è mai stato del tutto al sicuro dai codici malevoli", si legge nel documento di Symantec. "Sebbene sia vissuto per qualche tempo lontano dai riflettori, appare evidente come Mac OS stia diventando sempre più il bersaglio di quelle attività malevole che vengono generalmente associate a Microsoft e ai vari Unix commerciali".
Symantec afferma che lo scorso anno Apple ha corretto in Mac OS X 37 vulnerabilità di sicurezza "di seria entità"; molte di queste, secondo la società, avrebbero potuto essere sfruttate da malintenzionati per "rubare informazioni sensibili, aggirare i sistemi di autenticazione, eseguire del codice, ottenere privilegi più elevati e lanciare attacchi DoS". Symantec ha citato ad esempio il rootkit109, meglio noto come Opener, un codice malevolo per Mac OS X che ha fatto la sua prima comparsa lo scorso ottobre.

Non tutti sono d'accordo. A parte la questione del numero delle falle, che in Mac OS X risulta inferiore a quello di molti sistemi operativi concorrenti, alcuni esperti ricordano come Mac OS X sia di fatto uno Unix e, come tale, abitui fin da subito gli utenti a loggarsi nel sistema utilizzando privilegi limitati: questa abitudine, da sola, mitiga la pericolosità della stragrande maggioranza di worm e virus. Ad esempio, perché Opener potesse installarsi nel sistema e diffondersi, doveva essere eseguito manualmente da un utente in possesso dei diritti amministrativi (root).

In realtà anche Windows XP (oltre a tutte le versioni server di Windows) permette di autenticarsi nel sistema con account limitati, ma coloro che sfruttano tale caratteristica sono una piccola minoranza.
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