Cina: BBS a circuito chiuso

Da oggi, le BBS universitarie saranno accessibili soltanto dai campus. Il Ministro dell'Educazione blocca tutto ciò che arriva dall'esterno e si cura ben poco delle proteste di studenti e accademici

Pechino (Cina) - Tante informazioni aperte al pubblico su temi ormai banditi dal web cinese: regimi, democrazie, dittature. Un luogo di ritrovo per professori e studenti di tutto il paese, aperto persino agli utenti del distante Occidente. Un paradiso fatto di stimolanti discussioni, celate dietro il look vagamente retro delle schermate di un client telnet. Un sogno? Sicuramente sì per gli oltre venti milioni di studenti universitari cinesi. Ma dal governo arriva una secchiata d'acqua fredda, che riporta ad una realtà fatta di censura e di controllo.

La BBS dell'Università di Tsinghua, chiamata SMTH, festeggia il suo decimo compleanno con la chiusura totale di ogni accesso pubblico. Sarà possibile utilizzare le BBS soltanto dagli IP degli atenei, altamente controllati e regolati con procedure di identificazione personale. Lo stesso destino è toccato ad altri nodi del circuito CERNET, che unisce i maggiori campus cinesi.

Muoiono così le ultime roccaforti telematiche frequentate dai liberi pensatori cinesi, animate da una popolazione accademica che cerca il confronto con il lontano Occidente. La decisione del Ministro per l'Educazione sembra essere definitiva. Gli studenti cinesi hanno perciò organizzato timide proteste di fronte alle sedi universitarie, per reclamare il diritto ad una maggiore libertà d'espressione ed informazione.

L'ennesimo colpo di coda governativo è sicuramente il frutto del recente Congresso Nazionale del Partito Comunista.
Durante il congresso è riemersa la necessità di ulteriori regole per contrastare qualsiasi tipo di "informazioni pericolose provenienti dall'esterno". Proprio il Ministro per l'Educazione sembra aver preso di petto questo impegno: a partire da questa primavera verranno varate grandiose campagne informative per la rieducazione giovanile, sopratutto attraverso Internet.
piazza TienanmenIl segnale è ormai chiaro: Internet, combinata alla vivacità intellettuale delle nuove leve universitarie, è sempre più temuta dai burocrati cinesi. La battaglia tra governo e studenti potrebbe riaccendersi in modo drammatico: che la scintilla, stavolta, sia proprio il controllo dei flussi comunicativi? Resta da sperare che la situazione, comunque possa finire, non sfugga di mano fino ad avere conseguenze tragiche, come accadde in piazza Tienanmen nel 1989 (nella foto, la piazza).

Tuttavia dalla blogosfera cinese, in veloce espansione, arrivano segnali di poco conforto per chiunque speri in una svolta: gli studenti sembrano darsi per vinti in partenza. Molti hanno già gettato la spugna. Pensano che la morsa d'acciaio della censura governativa abbia ormai raggiunto una pesantezza incontrastabile. Specialmente dopo questo ultimo episodio.
(Tommaso Lombardi)
TAG: censura
24 Commenti alla Notizia Cina: BBS a circuito chiuso
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  • Giusto ieri ne parlavo con una ragazza che vive nello Sichuan, vicino allo Yunnan, che scrive sempre dal campus universitario. Mi diceva che si era parlato di questa eventualità ma che il rettore ha assicurato a tutti che da loro queste cose non si fanno.

    In effetti, la ragazza riesce a connettersi tranquillamente ad Amnesty International e via dicendo, e conferma che in Cina la situazione è tragica solo per certe province sfigate in mano a funzionari molto zelanti.
    Mi diceva anche poi che anche nelle province sfigate riuscire a fottere questi sistemi è facilissimo, solo che è meglo non parlarne molto, un po' come da noi col p2p Sorride

    La situazione della libertà in Cina è ancora un problema, ma mano a mano che la nuova generazione sostituisce la vecchia nella politica e nella burocrazia, si assiste a un sostanziale e graduale miglioramento: anche da loro i giovani hanno tanta voglia di Occidente, e gran parte dei giovani segue le mode americane, hongkonghesi e giapponesi mostrando molto scontento quando questo o quel trombone burocrate gli vuole impedire qualcosa. Come da noi col p2p, mi dicono tutti che lo Stato colpisce un po' randome e soprattutto quelli che "esagerano", cioè che non anonimamente scrivono in continuazione e anche su carta stampata "ingiurie" su questo o quel governante: non è una bella cosa, ma non è nemmeno una supercensura generalizzata come può sembrare leggendo queste notizie che, ripeto, riguardano solo alcune province molto controllate e in odor di "rivolta".

    --
    Stefano
    non+autenticato
  • Hai ragione.
    Passo parecchi mesi all'anno in Cina, ho anche sposato una cinese e non ho mai trovato alcun tipo di censura del tipo trattato nell'articolo.
    Anzi, mi sembra che le leggi piu' restrittive (non vorrei dire censura) siano in Italia.
    In Cina e' possibile scaricare tantissimi film gratuitamente (sia cinesi sia occidentali), l'adsl ha prezzi abbordabili per tutti: in pratica, tutti i cinesi guadagnano poco ma tutto costa poco. E non nella nostre proporzioni.
    A Tianjin ho conosciuto tanta gente, tutta con l'adsl a casa, idem nel Liaoning e nell'Hebei.
    Anche l'Hunan e lo Sichuan presenta la stessa situazione.

    A Pechino si trovano alberghi per cinesi anche a meno di 10 euro a notte, ovviamente forniti di connessione ad Internet.
    Beh, cosa dire? Semplicemente sono d'accordo.

    Ciao a tutti


    *Nota per eventuali reply a questo articolo: ricorda che non ho offeso nessuno.

    "Ogni persona porta gioia: chi arrivando, chi andandosene" (proverbio cinese)
    non+autenticato
  • Sono belle notizie, che in fondo dicono quello che è ovvio, e cioé che tutto il mondo è paese.
    Quello che invece fa pensare è il bombardamento costante, su PI come su tutta la stampa in generale, di immagini negative della Cina: la Cina ed i lavoratori, la Cina e i diritti umani, la Cina e Internet, la Cina e ......
    Da qui a dire che la Cina è l'impero del male ci corre poco, e qualche voce che ricorda come il mondo reale non sia proprio uguale a quello dipinto, ci vuole.
  • > Da qui a dire che la Cina è l'impero del male ci
    > corre poco, e qualche voce che ricorda come il
    > mondo reale non sia proprio uguale a quello
    > dipinto, ci vuole.

    la Cina è un paese sovraffollato che ha da sempre violato sistematicamente ogni tipo di accordo tra pasi civili ed ogni tipo di diritto umano

    adesso però iniziano a fare gola una miliardata di potenziali consumatori di prodotti che sono in grado tra l'altro di produrre a costi irrisori per i pasciuti occidentali che non si fanno scrupoli a mettere per strada le persone

    bella l'immagine della Cina che inizia un processo di modernizzazione e magari anche di concessione di diritti, ma i costi in termini di risorse ed inquinamento di tutto ciò?

    la terza guerra mondiale non è quella delle bombe con il fungo, ma quello che ci faremo per sopravvivere

    o forse questi Cinesi saranno in grado di trovare qualche fonte inesauribile di risorse che iniziano già a scarseggiare? e magari già che ci siamo troveranno anche il modo di produrre senza inquinare irreparabilmente il pianeta?

    il solito pessimista catastrofista?
    boh, ci rivedremo tra una trentina d'anni
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > > Da qui a dire che la Cina è l'impero del male ci
    > > corre poco, e qualche voce che ricorda come il
    > > mondo reale non sia proprio uguale a quello
    > > dipinto, ci vuole.
    > la Cina è un paese sovraffollato che ha da sempre
    > violato sistematicamente ogni tipo di accordo tra
    > pasi civili ed ogni tipo di diritto umano

    > adesso però iniziano a fare gola una miliardata
    > di potenziali consumatori di prodotti che sono in
    > grado tra l'altro di produrre a costi irrisori
    > per i pasciuti occidentali che non si fanno
    > scrupoli a mettere per strada le persone

    > bella l'immagine della Cina che inizia un
    > processo di modernizzazione e magari anche di
    > concessione di diritti, ma i costi in termini di
    > risorse ed inquinamento di tutto ciò?

    > la terza guerra mondiale non è quella delle bombe
    > con il fungo, ma quello che ci faremo per
    > sopravvivere

    > o forse questi Cinesi saranno in grado di trovare
    > qualche fonte inesauribile di risorse che
    > iniziano già a scarseggiare? e magari già che ci
    > siamo troveranno anche il modo di produrre senza
    > inquinare irreparabilmente il pianeta?

    Magare costruiranno una super centrale atomica al centro del lago artificiale creatosi dalla super diga !! ! !!

    > il solito pessimista catastrofista?
    > boh, ci rivedremo tra una trentina d'anni
    non+autenticato
  • certo, ma tanto sarà inutile perché mi hanno
    detto che un certo Zefran Cochran si è appena
    ritirato con un manipolo di persone sulle montagne
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Hai ragione.
    > Passo parecchi mesi all'anno in Cina, ho anche
    > sposato una cinese e non ho mai trovato alcun
    > tipo di censura del tipo trattato nell'articolo.

    hai sposato una cinese?

    seriamente, curiosita' sociologica... come hai fatto con la lingua? cioe'... conoscere una persona e arrivare a sposarla con una barriera linguistica cosi' pesante non e' facile. Non per farmi i fattacci tuoi, ma dato che posti anonimo sarei curioso di saperne di piu', anche in privato.
    non+autenticato
  • Ciao!
    Si, ho sposato una cinese. Non so se ti e' mai capitato di avere una fidanzata straniera: ti acccorgi che le barriere linguistiche sono superabili.
    Beh, attualmente parliamo ancora molto in inglese, fra noi. Ma lei sta andando a scuola di italiano (ogni tanto mi accorgo che lo dovrei fare anch'io) ed io sto imparando il cinese (e, regole di pronuncia a parte, non e' difficilissimo).

    La cosa che sorprende maggiormente dei cinesi e' come essi siano terribilmente simili a noi! Ti assicuro: sono piu' simili a noi che non, per esempio, i tedeschi.

    Ho letto gli altri interventi nel forum: ammetto che la mia posizione non e' obiettiva, e questo probabilmente mi preclude di vedere certe cose. Ma non riesco a vedere la Cina come un nemico, casomai come una opportunita'.
    In questi ultimi anni la nostra economia e' cresciuta, al traino di quella degli Stati Uniti.
    E' molto probabile che ora la Cina voglia diventare il nuovo traino. Possiamo farle la guerra o cercare di sfruttare l'opportunita' che ci viene offerta.
    Questo non mi sembra un discorso opportunista: i diritti civili, in Cina, vengono violati al pari di quanto succede negli altri Stati. Chi e' senza peccato, scagli la prima pietra.
    Se hai una parabola, puoi benissimo ricevere CCTV9, la televisione cinese in lingua inglese.
    Ti accorgerai della precisione con cui vengono date le notizie che riguardano i discorsi sui diritti civili che la riguardano. Ti accorgerai anche dell' obiettivita' con cui viene riportata, per esempio, la situazione politica italiana o statunitense.

    Con questo non voglio dire che la Cina sia il paradiso in terra, assolutamente. Sono ben cosciente di abitare in un Paese che, se non e' il piu' bello del mondo, comunque si piazza bene.
    La mia sensazione e' che siamo noi, spesso, a difendere i nostri privilegi. I paesi occidentali, consumano tuttora la maggior parte delle risorse del pianeta, anche se la popolazione che li abita e' esigua rispetto al resto del mondo.


    Chiedo scusa per il discorso fuori tema, e chiedo scusa per essere troppo "di parte". Vorrei comunque ribadire che rispetto tutte le opinioni, a maggior ragione quelle contrarie alla mia.

    Ciao a tutti

    "Beati i giusti, perche' saranno giustiziati" Anonimo
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ciao!
    > Si, ho sposato una cinese. Non so se ti e' mai
    > capitato di avere una fidanzata straniera

    oddio, qualche leghista direbbe di si'Occhiolino

    > : ti
    > acccorgi che le barriere linguistiche sono
    > superabili.

    no, mai, proprio perche' ho sempre ritenuto le barriere linguistiche insuperabili. Innamorarsi di una persona senza poter fare discorsi complessi e' molto difficile, anche se pero' e' evidente che c'e' molto di piu' da scoprire l'uno dell'altro. Di un'italiana sai gia' molto riguardo al suo stile di vita. Di una straniera no, e ovviamente vale lo stesso per lei.

    > Beh, attualmente parliamo ancora molto in
    > inglese, fra noi. Ma lei sta andando a scuola di
    > italiano (ogni tanto mi accorgo che lo dovrei
    > fare anch'io) ed io sto imparando il cinese (e,
    > regole di pronuncia a parte, non e'
    > difficilissimo).

    Ho parlato con una taiwanese. Hanno suoni strani. Mi ha fatto sentire vocalizzazioni del "pa" e sono effettivamente diversi ma irrealizzabili per noi occidentali.

    > Ma non riesco a vedere la Cina come un nemico,
    > casomai come una opportunita'.

    Quando scendi a patti con qualcuno, non e' piu' un nemico. Il problema e' accettare di scendere a patti. Cmq si', condivido che l'andazzo generale euramericano e' esattamente identico all'andazzo cinese, con l'unica differenza che almeno i cinesi lo dicono apertamente... il nostro Stato funziona cosi'. Pace. Noi avremmo tutta questa democrazia eccetera ma poi alla fine dei fatti i brevetti software dimostrano tristemente cos'e' la nostra democrazia. Agricoltura e pesca... che tristezza, che vergogna.

    > Questo non mi sembra un discorso opportunista: i
    > diritti civili, in Cina, vengono violati al pari
    > di quanto succede negli altri Stati. Chi e' senza
    > peccato, scagli la prima pietra.

    appunto

    > Con questo non voglio dire che la Cina sia il
    > paradiso in terra, assolutamente. Sono ben
    > cosciente di abitare in un Paese che, se non e'
    > il piu' bello del mondo, comunque si piazza bene.

    quindi abiti li'. Come hai vissuto il cambiamento di cultura? E' un mondo cosi' diverso relativamente a clima, cucina, tradizioni, interazione con la gente, religioni, organizzazione statale.

    > Chiedo scusa per il discorso fuori tema, e chiedo
    > scusa per essere troppo "di parte". Vorrei
    > comunque ribadire che rispetto tutte le opinioni,
    > a maggior ragione quelle contrarie alla mia.

    si'. siamo "relativamente" off topic, ma il discorso e' interessante e chiedo cortesemente al moderatore di tenerlo vivo per un po'.

    non+autenticato


  • - Scritto da: munehiro
    > no, mai, proprio perche' ho sempre ritenuto le
    > barriere linguistiche insuperabili. Innamorarsi
    > di una persona senza poter fare discorsi
    > complessi e' molto difficile, anche se pero' e'
    > evidente che c'e' molto di piu' da scoprire l'uno
    > dell'altro. Di un'italiana sai gia' molto
    > riguardo al suo stile di vita. Di una straniera
    > no, e ovviamente vale lo stesso per lei.

    Ciao, sono ancora io!
    Volevo solo aggiungere che i discorsi seri si riescono a fare (oppure sono troppo superficiale io).
    Ci sono cose che ti fanno superare anche queste barriere. Ti diro' la verita': ero anch'io seriamente prevenuto riguardo ai rapporti di questo tipo.
    Mi e' capitato, ed ammetto di esserne felice. Siamo diversi in tutto, ed ogni giorno si impara qualcosa di nuovo: a non infilare i bastoncini nel riso (in compenso i cinesi ruttano che e' un piacere), ad entrare nel tempio (buddista) con il piede sinistro (cmq lei entra in chiesa con rispetto), ...


    > quindi abiti li'. Come hai vissuto il cambiamento
    > di cultura? E' un mondo cosi' diverso
    > relativamente a clima, cucina, tradizioni,
    > interazione con la gente, religioni,
    > organizzazione statale.

    Scusa, ci siamo capiti male. Colpa mia. Il paese piu' bello del mondo e' l'Italia, con tutti i suoi difetti. Abito per circa sei mesi all'anno in Italia, ed e' stupenda.

    > si'. siamo "relativamente" off topic, ma il
    > discorso e' interessante e chiedo cortesemente al
    > moderatore di tenerlo vivo per un po'.
    >

    Fa piacere trovare persone educate ed intelligenti. Ti ringrazio per la chiacchierata

    ciao
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ciao, sono ancora io!
    > Volevo solo aggiungere che i discorsi seri si
    > riescono a fare (oppure sono troppo superficiale
    > io).
    > Ci sono cose che ti fanno superare anche queste
    > barriere. Ti diro' la verita': ero anch'io
    > seriamente prevenuto riguardo ai rapporti di
    > questo tipo.
    > Mi e' capitato, ed ammetto di esserne felice.

    capisco. beh se mi dovesse capitare ti faccio uno squilloOcchiolino
    ma cmq credo dipenda dalle persone. Un po' la curiosita', un po' occorre da parte di entrambi umilta' intelligenza e gentilezza. Sono cose rare, combinazioni molto poco frequenti.

    > Siamo diversi in tutto, ed ogni giorno si impara
    > qualcosa di nuovo: a non infilare i bastoncini
    > nel riso (in compenso i cinesi ruttano che e' un
    > piacere)

    oh beh.. come anche molti italianiOcchiolino) ma dipende dal contesto ovviamenteA bocca aperta

    > ad entrare nel tempio (buddista) con il
    > piede sinistro

    questo non lo sapevo.

    > (cmq lei entra in chiesa con
    > rispetto), ...

    > Scusa, ci siamo capiti male. Colpa mia. Il paese
    > piu' bello del mondo e' l'Italia, con tutti i
    > suoi difetti. Abito per circa sei mesi all'anno
    > in Italia, ed e' stupenda.

    Ti diro', hai ragione, ma il problema dell'italia sono gli italiani. Ed e' cosa strana, essendo tutto sommato fiero di esserlo e trovandomi all'estero comunque opero da italiano (come mangiare, soprattutto!)

    > Fa piacere trovare persone educate ed
    > intelligenti. Ti ringrazio per la chiacchierata

    grazie a te. porta i miei saluti alla tua signora.
    non+autenticato
  • Ciampi e compagnia bella di industriali vanno in Cina a vedere che affari si possono fare, declamando che il futuro è la Cina, il mercato cinese, il comunismo è svanito, o forse no, ma in fondo sono bravi, loro (i grandi capi) non sono mica dei despoti, mica sono dei Saddam Hussein, no! Loro mettono in galera la gente per il suo bene, per mantenere l'ordine pubblico! Questi studentelli da piazza Tien-an-men non capiscono niente, devono essere educati!
    E questo miliardo e mezzo di poveracci deve lavorare quattordici ore al giorno con uno stipendio da fame, schiavi delle multinazionali occ...ehm volevo dire del progresso. Perché nessuno può mettere i bastoni tra ruote al progresso, e quindi neanche noi, poveri cretini di lavoratori precari italiani, dobbiamo lamentarci se un cinese ci sfila il pane di bocca, perché lo fa sudando sangue. Perciò va tutto bene, l'economia gira, chi deve lavorare lavora, chi deve comprare compra, chi deve guadagnare guadagna, chi deve soffrire soffre. In quest'ottica non vedo perché, molto presto, internet, questo nemico dell'ordine costituito, non debba essere messa al bando anche in Italia.

  • - Scritto da: AdessoBasta
    > In
    > quest'ottica non vedo perché, molto presto,
    > internet, questo nemico dell'ordine costituito,
    > non debba essere messa al bando anche in Italia.

    Lo stanno gia' facendo.

    Piano, con discrezione, a botte di leggine anti-pirateria, anti-giornalismo, anti-pedofili e presto o tardi anche anti-anarco-insurrezionalisti (mi stupisce che non li abbiano gia' tirati fuori)

    Aspetta e vedrai.

    L'unica cosa che mi consola (da studioso del passato quale sono) e che quando i poteri fanno cosi' e' perche' stanno cedendo: e' un disperato aggrapparsi a "brandelli di potere", un cercare di chiudere tutto, di vietare tutto.
    Nella maggior parte dei casi la massa e' troppo decisa per farel cambiare idea e il potere crolla.
    Non che lo faccia senza danni, ma ad ogni modo non dura a lungo.

    CoD
    non+autenticato

  • > L'unica cosa che mi consola (da studioso del
    > passato quale sono) e che quando i poteri fanno
    > cosi' e' perche' stanno cedendo: e' un disperato
    > aggrapparsi a "brandelli di potere", un cercare
    > di chiudere tutto, di vietare tutto.
    > Nella maggior parte dei casi la massa e' troppo
    > decisa per farel cambiare idea e il potere
    > crolla.
    > Non che lo faccia senza danni, ma ad ogni modo
    > non dura a lungo.
    >
    > CoD

    Un poco Marxista o mi sembra solo? (da storico quale sei comprenderai che mi sto riferendo al modo di vedere la storia di Marx e non ti sto dando del Comunista o cose del genere).
    Io credo che tu possa avere ragione, anche se non condivido questa visione della storia. Posso consigliarti un'articolo interessante che propone un modo nuovo di lavorare sulla storia?

    C. Ansell e J. Padgett (1993), Robust action and the rise of the Medici 1400-1434, in ?American Journal of Sociology?, 98, 1259-1322

    Ma lo trovi anche su JSTOR...vedrai ti apre la mente
    non+autenticato
  • Hai un link?
    non+autenticato
  • > C. Ansell e J. Padgett (1993), Robust action and
    > the rise of the Medici 1400-1434, in ?American
    > Journal of Sociology?, 98, 1259-1322
    Appunto, Rinascimento, qualcosa che ha avuto un profondo impatto sulla cultura, ma i cui benefici NON si sono manifestati per la popolazione, che ha continuato a morire di fame e malattie ed a vivere in povertà ed ignoranza come nel medioevo, mentre i banchieri e i mercanti si arricchivano e le cattedrali si riempivano di affreschi stupendi visibili ai soli proprietari e ricchi ospiti...
    Il "rinascimento" che vediamo come visitatori di gallerie e musei e studiosi di trattati di alta (ed ESCLUSIVISSIMA) politica non è il rinascimento che è stato vissuto dalla popolazione lavoratrice che ha reso possibile tutto questo.
    Non sono sicuro che il Rinascimento sarebbe stato di più che un bell'esperimento culturale se non ci fosse stato in concomitanza la diffusione della polvere da sparo (rubata ai cinesi) e della navigazione oceanica (sotto la spinta dell'impero ottomano) che hanno portato l'occidente al colonialismo ed alla attuale posizione di egemonia tramite la violenza e la supremzia militare e tecnologica, aiutati da un bel pizzico di culo per le malattie endemiche che portavamo.
    Questa enorme fornace che richiedeva uomini e mezzi bene o male ha dato lavoro, e remunerativo, a generazioni di occidentali spingendo sempre verso una maggior richiesta di uomini, armi e mezzi e quindi è sfociata inevitabilmente nella rivoluzione industriale di tre secoli dopo per soddisfare le richieste crescenti di "mezzi di supremazia" sempre più potenti e precisi.
    Solo parecchio dopo la rivoluzione industriale, quando bene o male il colonialismo era più spartizione che conquista, questa enorme produzione di beni si è trovata ad essere eccessiva e si è dovuta rivolgere alle masse (fino a culminare nel saturarne i bisogni nella crisi del 1929), le cui condizioni di vita hanno cominciato a cambiare concretamente... non sembri assurdo, un secolo fa le speranze di vita e le cause di morte (a parte le grandi epidemie che fanno più notizia) erano più simili a quelle del medioevo e rinascimento che a quelle di oggi!
    Si può concludere che progresso e ripartizione degli utili non sempre vanno a braccetto, ma ora che l'informazione (e quindi anche QUESTA informazione) è uno dei tanti beni sovrabbondanti che sono stati svenduti alle masse, in che misura sarà ancora possibile?
    Forse di più?
    Forse di meno?
    non+autenticato

  • - Scritto da: gio74web

    [CUT]

    > Si può concludere che progresso e ripartizione
    > degli utili non sempre vanno a braccetto, ma ora
    > che l'informazione (e quindi anche QUESTA
    > informazione) è uno dei tanti beni sovrabbondanti
    > che sono stati svenduti alle masse, in che misura
    > sarà ancora possibile?
    > Forse di più?
    > Forse di meno?

    Analisi ineccepibile. Per quanto riguarda l'informazione, continuerà ad essere svenduta alle masse finché non darà segni tangibili che può costituire un pericolo concreto (politico o meramente economico) per la classe al potere. La censura è uno strumento direttamente proporzionale a tale pericolo, quindi un termometro abbastanza affidabile per verificare se qualche importante cambiamento avverrà prima o poi nella società presa in esame. Naturalmente a patto che non si abbia a che fare con un popolo bue, quale pare essere, purtroppo, quello italiano.
    non+autenticato
  • > Analisi ineccepibile.
    Grassie!

    > Per quanto riguarda
    > l'informazione, continuerà ad essere svenduta
    > alle masse finché non darà segni tangibili che
    > può costituire un pericolo concreto (politico o
    > meramente economico) per la classe al potere. La
    > censura è uno strumento direttamente
    > proporzionale a tale pericolo,
    (cut)
    Già, ma una volta che si è creato un lucroso mercato è difficile anche per un potere "forte" rinunciare ai lauti introiti.
    Pensa ad esempio all'istruzione, anche essa pericolosa per il potere centrale perchè un cittadino istruito è meno facile da tenere all'oscuro di tutto, però è un businness, pulito e meno pulito (ehhhmm tutte le lobby universitarie, postuniversitarie, baronie e associazioni che ci stanno dietro... ok P. mi taglierebbe a fette solo per averlo pensato!)... un enorme volano di guadagno a cui una società come la nostra rinuncerebbe difficilmente, puntando piuttosto su metodi di "disinnesco" molto più subdoli ed indiretti e quindi nascosti.
    Questo per dire che quindi temo che non sarà così facile avere il polso della situazione riguardo alla qualità e correttezza dell'informazione, come non lo è per la cultura.
    Sempre proseguendo il paragone, la cultura europea nel dopoguerra si è dimostrata una minaccia considerevole per il futuro dell'egemonia tecnica e industriale statunitense, quindi, cosa è stato fatto? Sono forse calate le pubblicazioni? Sono state chiuse università e scuole? Si è accorciata la scuola dell'obbligo?
    Tutt'altro, è stata fatta pompa magna sull'Europa culla della civiltà occidentale, sulla campagna contro l'analfabetismo, sullo svecchiamento delle istituzioni accademiche e poi...
    Già, e poi?
    Poi i brevetti e le tecniche di management vincenti e applicate (a pagamento) in tutto il mondo sono uscite sempre più in prevalenza da università e linee di ricerca statunitensi, o direttamente controllate da questi, mentre gli altri che avrebbero dovuto rendere competitiva l'Europa (e in particolar modo l'Italia e altri stati) continuavano come se tutto andasse bene la carnevalata delle lauree ad honorem come se piovesse, della lotta all'analfabetismo, delle fiere o delle mostre della x o della y...
    E intanto il risultato di censura di fatto era stato ottenuto senza (per il momento) arrivare ad imporre leggi censorie, roghi di libri o telecontrollo alla Grande Fratello...
    Per l'informazione temo qualcosa di simile, cioè fare continuare la cuccagna vendendo il bene "informazione" ai cittadini dopo averlo epurato ben bene ma in maniera non rilevabile, ad esempio ieri seguivo il 3ad su Google, un ottimo punto di accesso all'informazione e di filtraggio della cattiva o sovrabbondante informazione: ma come si concilia il diritto di informazione con il diritto d'autore?
    Questo potrebbe essere un ottimo cavallo di troia per tenere in attivo il mercato dell'informazione e allo stesso tempo creare una censura invisibile, es io scopro x, passa l'interpretazione che è sotto diritto d'autore perchè la notizia la embeddo in un articolo giornalistico di mia proprietà, vendo l'informazione x a chi mi pare al prezzo che mi pare violando il diritto d'informazione di tutti gli altri.
    In pratica forse domani avremo i canali di informazioni pieni di spazzatura che non interessa a nessuno e non è pericolosa per il potere centrale ma che non si potrà filtrare perchè si ledono i diritti degli editori, bla bla bla, l'integrità dell'opera, bla bla bla ecc... poi avremo contenuti a pagamento interessanti ma non pericolosi per il potere centrale e altri argomenti, scomodi, che essendo "proprietari" a causa dei soliti drm vivranno fino ai 70 (o più, grazie alla Disney) anni in rigida clausura senza mostrarsi al mondo esterno alla faccia di ogni diritto di informazione dei cittadini!
    E tutto questo senza che il cittadino possa riuscire a tirare in ballo il potere centrale, che invece decide cosa finisce in questa categoria...
    O forse è già cominciato...

    ==================================
    Modificato dall'autore il 22/03/2005 14.47.05
    non+autenticato
  • Eccomi di ritorno.

    Bella l'analisi del rinascimento anche se io intendevo tutt'altro.

    Con il mio post sopra intendevo dire che se il popolo decide di andare in una direzione (ad esempio quella della musica non protetta da copyright) non c'e' potere che riesca a fermarlo, anche se spesso ci prova.

    Pensate allo strapotere che aveva la chiesa cattolica romana... eppure ha dovuto aprire all'innovazione (per molto tempo ritenuta eretica) della bibbia in volgare.

    Le censure funzionano solo fino a che colpiscono una piccola parte della popolazione.


    CoD
    non+autenticato