Lanternina magica per tutti

di Paolo De Andreis. Lo spazio dell'intimità dell'individuo sarà direttamente proporzionale alla sua capacità, o al suo diritto, di non farsi intercettare o monitorare. Fingiamo almeno di indignarci

Lanternina magica per tuttiRoma - Andiamo bene. Di questi tempi appare persino normale che l'FBI dichiari pubblicamente, non senza una certa spavalderia, che il suo software per frugare nei computer altrui noto come Lanterna Magica non è supposizione, non è "rumors" ma è realtà. Già, perché sono tempi nei quali la privacy degli utenti internet è un argomento fuori moda, addirittura fastidioso per gli orecchi di quei pochi che ascoltano chi pronuncia una parola ormai così retrò. E le garanzie a tutela della vita privata si concretizzano tuttalpiù in sdegnati orpelli ai commentari di qualche grande firma del giornalismo americano sparati a tutta pagina sul New York Times. È così apparsa in questi giorni, senza alcuno scandalo, una dichiarazione di un portavoce dell'FBI che spiega con abbagliante chiarezza l'illuminazione della Lanterna: "Non possiamo parlarne nei dettagli perché è ancora in via di sviluppo". Come a voler dire che quando sarà pronto faranno luce su "Magic Lantern". Basta crederci.

Ma se Washington piange Roma non ride, anzi. Perché se negli USA, il paese della privacy violata ben prima dei tragici fatti dell'11 settembre, il massacro dei cyber-rights procede speditamente, anche da noi il tracollo della decenza appare avvicinarsi senza tentennamenti.

Da una parte c'è il Governo, che (r)assicura i magistrati italiani sul fatto che è necessario conservare i dati del traffico internet in mano ai provider il più a lungo possibile, per far sì che possano essere applicate alla rete le regole del mondo fisico (orientamento già oggetto di deliberazioni peraltro in sede di Unione Europea). Dall'altra c'è il Parlamento, che sta velocizzando l'iter, tra gli altri, di un disegno di legge, l'816 al Senato, che prevede alcune simpatiche cosine come, appunto, la prolungata conservazione di quelle informazioni. Una richiesta che arriva dritta dall'Unione Europea, con una direttiva che l'816 si appresta a recepire.
Al di là dell'opportunità o meno di una misura così grave, soprattutto per i provider che devono scontentare i clienti e assumersi l'onere di trattenere dati "potenzialmente interessanti" per le autorità di polizia, ciò che colpisce è che negli articoli più pesanti di quel testo (ma non solo) manchino indicazione chiare sulla privacy. Per un certo tempo, grazie agli interventi ripetuti del Garante Stefano Rodotà, ci siamo abituati a vedere quella parolina in tutte le norme "di settore". Ma ora nessuna indicazione viene fornita su quale genere di trattamento di dati personali ci si debba attendere in caso di archiviazione "lunga" o addirittura "ad libitum" di informazioni che potrebbero rivelare abitudini di navigazione, siti visitati, beni acquistati online ed altro ancora.

L'altra domanda, quella che non trova posto nelle righe battute dai ministeri, è quella la cui risposta maldestramente si sottintende: a che serve tutto questo? Continuare ad accumulare informazioni su ciascuno di noi, consentire l'allestimento di cartelline sui "sospetti" con dentro dati di qualsiasi natura e senza un vero, dichiarato!, controllo istituzionale, trasparente e preventivo... a chi, a cosa, a quale ideale può servire?

La natura della tecnologia di rete, e lo sa bene chi sta realizzando l'internet di domani, è tale che tra non molto tutti, anche chi di computer nulla sa, saranno connessi. Perché saranno connessi acquisti, comunicazioni, esigenze, partner amorosi, figli, lavatrice e frigorifero "intelligenti". Un ambiente di comunicazione globale, a metà tra fisso e wireless, in continua interazione con l'individualità di ciascuno di noi.

Da questo ambiente sarà possibile per chi avrà accesso ai dati trarre pressoché qualsiasi informazione su ciascun individuo connesso, da quello che mangia a quanti preservativi consuma, a quanta e quale musica compra o copia illegalmente. Chi si può permettere, oggi, di non fissare subito rigidi invalicabili limiti per l'accesso a quei dati? Cose amene del tipo: chi li debba conservare, con quali modalità, in quale formato, per quanto tempo e per quali scopi. Per decidere le norme non si può continuare a pensare al presente, occorre volgere lo sguardo ad un futuro di "interconnettività globale" in cui la privacy dell'individuo sarà direttamente proporzionale alle sue capacità, o al suo diritto, di non farsi intercettare o monitorare.

Chi oggi chiede con una certa spavalda incompetenza la fine dell'anonimato in rete perché online circolano immagini illegali, domani cosa chiederà quando scoprirà che diffusissime webcam UMTS consentono di spedire automaticamente immagini pornopedofile da un capo all'altro del mondo in pochi secondi? Se poi oltre alla pedopornografia si considerano altri grandi temi dell'attualità internet ufficiale, come il pirataggio della musica o del cinema, la distribuzione di testi protetti o l'allestimento di siti sulla coltivazione della marjiuana, quali saranno le richieste censorie che pioveranno sulla testa di tutti?

Chiediamocelo. Intanto almeno fingiamo di scandalizzarci per l'esistenza di Magic Lantern.

Paolo De Andreis
53 Commenti alla Notizia Lanternina magica per tutti
Ordina
  • Dopotutto non e' altro che il solito scanner di vulnerabilita' con qualche exploits gia' compreso in esso. Siccome l'unico modo per essere in "pericolo" e' quello di utilizzare la rete, la cosa + semplice che si puo' fare e' di settare un bel DENY per ogni tentativo di connessione TCP verso di noi ed un DENY su tutti gli altri protocolli, tenendo comunque tutto sotto controllo.
    E naturalmente evitare di visualizzare i vari scripts (Javascript e VBasic) nelle pagine HTML che si vuole visualizzare (visto che ultimamente sono di moda i macro virus).

    Questo e' solo un minimo per essere "sicuri".

    Ah dimenticavo, un po' di reversing sul software che si scarica dalla rete e l'assoluto divieto di acquisto di materiale Microsoft di ultima generazione sono un altro requisito importante.

    Ma tutti gli altri che non hanno l'hobby dell'informatica, che faranno?

    Altri consigli sono ben accetti.

    BYEZ
    non+autenticato
  • > Ma tutti gli altri che non hanno l'hobby
    > dell'informatica, che faranno?
    farsi controllare...non e quello che vogliono tutti ???
    ;-0)

    non+autenticato
  • beh non è un problema
    male che vada vado a vivere da qualche parte sperduta in russia, almeno li hanno tanti di quei casini che certo non si mettono a loggare quel che faccio, non perchè abbia qualcosa da nascondere ma perchè non è esattamente divertente sapere che qualcuno potrebbe svegliarsi un giorno e controllare chi sei!
    non+autenticato
  • Dai, entro 5 anni internet morirà così come la libera forma di espressione umana.
    Abbiamo iniziato da un mondo che non tutelava nessuno, oggi tutela tutti, pure troppo!
    Tutela le major che danno la colpa ai pirati se la musica non vende (beh, se ci fossero i concerti e i CD costassero meno sicuramente le cose cambierebbero); danno la colpa alla pedofilia via internet (che comunque è sempre esistita solo che prima non era su internet e quindi non era sotto gli occhi di tutti) e così via.
    Non ci siamo resi conto che questo non è un degenerare del mondo ma una finestra?
    Ci si stupisce della pedofilia come dei fatti di Novi ligure eppure queste cose sono sempre accadute solo che prima non si sapeva o si metteva a tacere.
    Ci si stupisce della pirateria quando poi sono i primi i cantautori italiani ad aver copiato nel passato partiture e parole.
    E questo continua cercando di andare a mettere sempre nuovi e + stretti PALETTI!
    Ma almeno questa gente ha controllato cosa stanno chiudendo in questo recinto?
    Non sono pochi esseri dalla mentalità malata o alcuni reietti della società o anche gli ultimi mostri scaturiti da Lovercraft a scaricare gli MP3 quanto PERSONE NORMALI e non solo ALCUNE ma TANTISSIME.
    E se invece di andare dietro alla tutela delle major si facesse quello che vuole questa gente? questa folla di gente che rappresenta le persone, coloro per le quali si fanno le leggi, i tanti.
    Una volta c'era Parigi nel fango e i reali di Francia che bivaccavano a Versailles, oggi ci sono le folle depredate del loro desiderio di avere la musica perchè è illegale, non che si provi a trovare un modo legale per distribuire liberamente la musica.
    Per quanto riguarda la pedofilia (e non la pornografia che comunque, per quanto "immorale" è comunque legale) sono daccordo col controllo fatto dalle polizie, ma i mezzi a disposizione, come chi è addentro sa perfettamente, sono già adeguati.
    Quello che si stà creando è una sorta di polizia di internet che, con un pretesto, può sapere tutto di tutti nell'interesse del "bene di tutti" tutelato dai pochi (Luigi XIV che si definì unico rappresentante del popolo all'assemblea generale).
    E poi vogliamo finirla con questo leggiferare su internet?
    Se una pagina web è su un server americano allora sottostà alle leggi americane, analogamente se stà in italia sottostà alle leggi italiane, con la conseguenze serie di leggi e leggine stupide che si partono dal dominio (chi interviene se un dominio è .it se il server è fisicamente in America?) mentre ancora non c'è stato nessun tentativo di fare una "carta dei diritti" mondiale che sancisca non solo OBBLIGHI ma, cosa + importante i DIRITTI di chi naviga.
    Il diritto di sapere se è sotto controllo, il diritto alla privacy, il diritto alla riservatezza dei propri dati e, non ultima, la necessità di impedire una qualsiasi forma di identificazione, anche parziale, che possa permettere di risalire anche al solo comportamento dell'individuo, seppur lasciandolo nell'ombra.
    Fermo restando che oggi in Italia se volessero fare le cose x bene potrebbero chiedere al provider di volta in volta di mettere sotto controllo qualcuno la cosa non dev'essere fatta retroattivamente perchè le modalità sarebbero TROPPO forti anche rispetto alla vita reale.
    Chiunque, con una certa autorità, volesse provocare scompiglio in una persona potrebbe richiedere i tabulati di questa persona e tornare indietro fino a trovare un imputazione, anche vecchia di anni, per poi agire.
    In questo caso la velocità offerta dai mezzi ed il libero accesso dai "controllori" alle forme di documentazione fanno si che un qualiasi tentativo, anche ingiustificato, di "scovare" qualcosa nel passato di una persona sia svolto nella massima segretezza e può permettere che il diretto interessato non venga mai informato della cosa e non abbia quindi facoltà di difendersi e/o di notificare l'irregolarità dei fatti.
    Avere delle leggi del genere non è come vivere in un mondo simile a quello reale, è vivere in un mondo dove si è tutti sotto controllo, che poi qualcuno scappi è possibile ma alquanto difficile.
    Siamo sicuri di volere un mondo così?
    Se non lo siamo forse è ora di fare qualcosa di + che mostrare costernazione, forse è ora di fare una manifestazione per i diritti dell'anonimato digitale
    non+autenticato
  • Strano come questo termine non venga usato nell'articolo, ormai mi ci ero abituato. Mi ci ero abituato a non capire cosa volesse dire e a quanto x me non avesse senso.
    Perchè nella realtà le autorità possono addirittura perquisirci, mentre nel virtuale non si vuole che possano neppure sapere chi siamo ?
    Tuttora non trovo una risposta coerente.
    non+autenticato
  • Caro Fabio
    su internet se entri in una banca dati e fai danno ti prendono a casa e ti arrestano già da adesso.
    C'è già il modo, quello che cambia è il modo di fare, fino ad oggi internet ha agito su una base ben diversa, quella della flagranza di reato.
    Ora, con questi controlli, anche la prova di reato diventa + evidente.
    Niente di male in questo apparte che TU saresti controllato, dove vai, cosa fai, cosa mangi, dove mangi, chi frequenti.
    Ed ognuna di queste cose potrebbe essere usata.
    E'come dire che avresti sempre un investigatore privato dietro a scattare foto dei posti dove vai e delle persone che incontri.
    Lo vuoi?
    Vuoi che un giorno ti mostrino le foto dei posti dove vai?
    Vuoi che un fantagoverno come per ora non esiste possa un giorno accanirsi contro di te perchè frequenti quello o quell'altro sito?
    Libertà digitali non è il diritto di essere anonimi su internet, è il diritto di avere la facoltà di non farsi riconoscere quando non si fà niente di illegale.
    non+autenticato
  • Ciao, sono lo Stato (e quindi sono Giusto e Infallibile):
    Mi fai ascoltare i discorsi che fai con tua moglie?
    Mi fai ascoltare i discorsi che fai coi tuoi figli?
    Mi fai ascoltare i tuoi colloqui col medico, coll'avvocato, col commercialista?
    Mi fai ascoltare le riunioni coi tuoi soci?
    Mi fai presenziare alle riunioni sindacali?
    Mi fai entrare nella tua cabina elettorale?
    Mi dici quali sono gli articoli del giornale che leggi più spesso?
    Il tutto a tua insaputa, naturalmente...
    No? Ecco, sei uno di quelli che vuol restare anonimo a tutti i costi!!
    Avrai mica qualcosa da nascondere?
    Allora vedi di non passare da Internet...

    - Scritto da: fabio
    > Strano come questo termine non venga usato
    > nell'articolo, ormai mi ci ero abituato. Mi
    > ci ero abituato a non capire cosa volesse
    > dire e a quanto x me non avesse senso.
    > Perchè nella realtà le autorità possono
    > addirittura perquisirci, mentre nel virtuale
    > non si vuole che possano neppure sapere chi
    > siamo ?
    > Tuttora non trovo una risposta coerente.
    non+autenticato
  • Posso ipotizzare?

    Mi immagino una oscura stanza di un ufficetto sperduto nel quale sono di fronte il Presidente della Cia e il Presidente della Microsoft.
    L'accordo detto ma non scritto è che Bill Gates verrà assolto da tutte le accuse di monopolio.
    In cambio tutti i suoi sistemi operativi avranno porte aperte per i sistemi di investigazione.
    Ovviamente la notizia non verrà divulgata.

    Fantascienza o dietrologia?


    non+autenticato
  • direi proprio di no
    e sai perche ???
    vai a vederti quanto e grande (come mb) il kde (che ha tutto dentro) e poi vai a vedere quanto occupa una installazione STANDARD di uindows..
    da dove escono fuori tutti quei giggggggaa di dll ???
    o programmano malissimo alla m4 (via visual basic) o c'e troppa roba dentro...o tutte e due...

    > Fantascienza o dietrologia?
    gli altri grandi monopoli sono stati tutti spezzati...in un modo o un'altro...TUTTI...solo m$ e stata graziata...
    quindi o ha pagato piu degli altri, o...


    > Posso ipotizzare?
    >
    > Mi immagino una oscura stanza di un
    > ufficetto sperduto nel quale sono di fronte
    > il Presidente della Cia e il Presidente
    > della Microsoft.
    > L'accordo detto ma non scritto è che Bill
    > Gates verrà assolto da tutte le accuse di
    > monopolio.
    > In cambio tutti i suoi sistemi operativi
    > avranno porte aperte per i sistemi di
    > investigazione.
    > Ovviamente la notizia non verrà divulgata.
    >
    > Fantascienza o dietrologia?
    >
    >
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | Successiva
(pagina 1/4 - 16 discussioni)