RFID, ecco cosa attendersi

di Guido Villa (Lidis.it) - Il mondo dell'industria e del commercio guarda sempre più ai radiochip come ad una soluzione dai grandi vantaggi. Che ci sono anche per i consumatori. Se lo sanno e ne sono consapevoli

Roma - Con un comunicato stampa del 25 marzo scorso, l'Autorità Garante per la protezione dei dati Personali ha annunciato l'adozione di un provvedimento generale sulle c.d. "Etichette intelligenti". In un precedente comunicato (del 31 dicembre 2004), il Garante della Privacy aveva indetto una consultazione pubblica su quattro dei temi più scottanti in tema di dati personali e nuove tecnologie: carte di "fedeltà" (o tessere di "fidelizzazione"), televisione satellitare e interattiva, videotelefonini e, per l'appunto, tecniche di Radio Frequency Identification (RFID: c.d. etichette intelligenti).

In merito agli aspetti tecnici della tecnologia RFID è stato già detto molto, e dunque in questa sede ci soffermeremo sulle problematiche legate alla tutela dei dati personali. Non v'è dubbio, infatti, che l'aspetto più delicato e dibattuto legato alla tecnologia delle "etichette intelligenti" sia proprio quest'ultimo.

L'attenzione è massima, soprattutto nei confronti degli impieghi cui nel prossimo futuro potrà essere destinata la tecnologia RFID. Se sino a pochi mesi fa una ricerca con la chiave "RFID" su "Google" (tra i siti italiani) restituiva ben poche informazioni, ad oggi sono centinaia le pagine informative ed i siti internet di società specializzate nel fornire soluzioni di "etichettatura intelligente".
Ad esito della consultazione pubblica, è la stessa Autorità Garante ad affermare che determinati impieghi della tecnologia RFID possono costituire una violazione del diritto alla protezione dei dati personali, ed avere serie ripercussioni sull'integrità e la dignità della persona, anche perché, per le ridotte dimensioni e l'ubicazione delle cd. "etichette intelligenti" e dei relativi lettori, il trattamento dei dati personali attraverso la RFID può essere effettuato all'insaputa dell'interessato.

In determinati casi tale trattamento può costituire una violazione del diritto alla protezione dei dati personali e determinare forme di controllo sulle persone: con l'uso di RFID si potrebbero, infatti, raccogliere innumerevoli dati sulle abitudini dei consumatori a fini di profilazione o essere in grado di tracciare i percorsi effettuati dagli stessi, controllarne la posizione geografica o verificare quali prodotti usa, indossa, trasporta.
9 Commenti alla Notizia RFID, ecco cosa attendersi
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  • I sindacati farebbero meglio a occuparsi di cose più serie...

    E smettiamola con questo tentativo di criminalizzare la tecnologia RF: quando si usa la carta di credito è sicuramente peggio, e quando si usa il PC aziendale per farsi i cazzi propri?
    Appunto...
    non+autenticato
  • Passavo sotto la corsia del Telepass. Di fianco ce n'erano cinque per le carte di credito (libere) e poi ancora tre manuali con quasi un km di coda.

    Sono certo che l'80% degli automobilisti in coda aveva una CC nel portafoglio eppure le corsie CC erano libere. Dai, chi oggi va in autostrada e non ha una CC in tasca?

    Penso, che popolo che siamo... Non abbiamo nenache un termine italiano che corrisponde alla parola privacy (il che la dice lunga sulla nostra senisibilità in materia) ma, da quando è diventata di moda, le istituzioni e la stampa non perdono occasione per sottolinearne le minacce 'tecnologiche'.

    Ecco il punto. OGM? Pericolosi. RFID pericoloso. Videogames, pericolosi. Il PC? Pericoloso. Il telefonino? Forse, però fa fico.

    Siamo i più arretrati dell'occidente. Il paese dove gli investimenti nell'IT (telefonia esclusa - perchè fa fico) sono i più bassi. Le aziende col più basso tasso di innovazione. Una Pubblica Amm.ne...lasciamo perdere!

    Quindi sull'RFID le aziende non sanno nulla, i consumatori neanche, in compenso si straparla delle stronzate sulla privacy.

    NB: TIM non ha più linee libere per le intercettazioni telefoniche. Noi x10 rispetto agli USA, però articoloni su Guantanamo quanti ne volete...

    Ma fatemi il piacere
    non+autenticato
  • Vero: siamo un paese in via di sottosviluppo, e la nostra classe dirigente, composta perlopiù da mentecatti e mentecatti figli di mentecatti, ne è la prova ...Arrabbiato
    non+autenticato
  • Al consumatore interessa che il prodotto

    a) Costi meno
    b) Funzioni meglio
    c) Entrambe

    Delle etichette magiche non interessa un accidenti a nessuno, mi dispiace dovervi comunicare questa mesta notizia.
    non+autenticato

  • > Delle etichette magiche non interessa un
    > accidenti a nessuno

    Ti potrei dare ragione al 100%, se non fosse per il fatto che mia moglie è addirittura contenta che qualcuno tracci i suoi gusti e le proponga le cose che le interessano di più, senza doverle cercare.
    Se una catena di supermercati ti "scheda" è per sapere che gusti hai e quindi venderti più roba possibile. Ma se ti vende roba, vuol dire che ti interessa, allora che c'è di male? Intendo nel fatto in se stesso, perché è palese che non chiedendo il permesso all'interessato, manca completamente il rispetto nei suoi confronti.

    Per quale altro motivo qualcuno dovrebbe effettivamente sostenere i costi di una "schedatura" dettagliata delle persone?

    Bene, ora che ho lanciato il masso attendo la valanga di critiche (costruttive, please) e di esempi.
  • Il problema delle etichette "intelligenti" di per se non mi disturba molto..ciò che mi preoccupa è il trend innescato in questi anni di recupero e sfruttamento delle informazioni personali dei consumatori. Quando al supermercato ti fanno lo sconto del x% purchè usi la loro carta di fidelizzazione..beh ecco stai vendendo la tua privacy per un paio di euro, perchè ogni volta che usi la loro carta la tua spesa viene schedata. Cosa c'e di male?
    Semplice tra 30 anni il supermercato si ricorderà ancora di te e della spesa che hai fatto oggi, ma questo è il problema minore...prova a immaginare se "casualmente" la banca ed il tuo supermercato decidono di incrociare i loro database ovviamente per poterti fornire il miglior servizio possibile...intrigante...
    Personalmente ritengo che se il trend di raccolta di informazioni personali non rallenta tra 10 anni lascierai abbastanza tracce in giro da permettere la completa ricostruzione della tua giornata..a te puo' piacere vivere in una boccia di vetro per i pesci rossi..a me noOcchiolino
    ..e nemmeno se mi fanno il 5% di sconto sulla nutella..
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Al consumatore interessa che il prodotto
    >
    > a) Costi meno
    > b) Funzioni meglio
    > c) Entrambe
    >
    > Delle etichette magiche non interessa un
    > accidenti a nessuno, mi dispiace dovervi
    > comunicare questa mesta notizia.

    Parla per te.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Al consumatore interessa che il prodotto
    >
    > a) Costi meno
    > b) Funzioni meglio
    > c) Entrambe
    >
    > Delle etichette magiche non interessa un
    > accidenti a nessuno, mi dispiace dovervi
    > comunicare questa mesta notizia.

    Vedi, il fatto è che non siamo tutti consumatori e il solo sentirmi incasellato nella definizione m'indispone.