Il Canada ci ripensa: addosso al P2P

Il Governo sembra pronto a promuovere una normativa che consenta alle case del cinema e della musica di agire legalmente contro ogni genere di utente del file sharing. Oggi il download è legale

Il Canada ci ripensa: addosso al P2PWinnipeg (Canada) - Potrebbe cambiare presto la normativa canadese sul diritto d'autore e sono cambiamenti che saranno accolti con applausi dall'industria dei contenuti, cinema e musica in testa, che fin qui non è riuscita a "far passare" una linea duramente repressiva del file sharing via Internet.

Il ministro canadese Liza Frulla in una intervista rilasciata nei giorni scorsi a Winnipeg ha fatto sapere che entro questa estate la normativa canadese sarà aggiornata perché attualmente è "antiquata" e non consente spazi di manovra a quelle società che intendono difendere i propri diritti di proprietà intellettuale.

La nuova legge si occuperà di finanziamenti allo spettacolo "ma lavoreremo anche sul peer-to-peer - ha assicurato Frulla - Ciò darà alle aziende e agli autori gli strumenti per procedere con le denunce".
Il ministro canadeseLa dichiarazione di Frulla (nella foto) non arriva completamente inattesa, viste le forti tensioni che si sono create sulla questione fin da quando, nel dicembre del 2003, l'Ufficio del copyright aveva dichiarato che la condivisione viola la legge, in modo peraltro non particolarmente grave, mentre il download a fini personali è semplicemente un'attività legale. Uno statement al quale sono seguite cause e denunce arrivate fino alla Corte Suprema: tutti tentativi di repressione del fenomeno fin qui finiti nel nulla.

Va però anche detto che non è la prima volta che il Governo si dimostra a parole vicino alle esigenze delle major. Già un anno fa si era espresso in favore di una nuova normativa che, però, fino a questo momento non ha visto la luce.

Oltre ad affrontare la questione del peer-to-peer in senso stretto, la nuova normativa promessa da Frulla si occuperà anche della sensibilizzazione al problema della pirateria presso i minori. "Tutto - ha spiegato - comincia con i bambini. Sono loro che ci dicono "ricicla" o "non fumare". Internet è il loro mondo". Convincere loro, dunque, per crescere generazioni di individui che tengano in alta considerazione la proprietà intellettuale.
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