Sony spara onde nel cervello

Un brevetto parla di una tecnologia che potrebbe un giorno trasmettere direttamente al cervello odori, suoni e immagini ignorando gli organi di senso. Per una comunicazione uomo-macchina del tutto rivoluzionaria

Roma - Un ricercatore Sony ha brevettato una tecnologia che, se risultasse applicabile, potrebbe rivoluzionare il modo in cui l'uomo comunica, si diverte e interagisce con i media. La tecnologia di cui si parla nel brevetto 6.729.337 rilasciato dal Patent Office americano sta sollevando un certo scalpore pur ricordando da vicino certa fantascienza mainstream.

In un articolo apparso su NewScientist.com si spiega che la tecnologia, ideata dal ricercatore americano Thomas Dawson, descrive un modo per trasmettere informazioni sensoriali al cervello utilizzando impulsi ultrasonici di opportuna frequenza diretti verso aree specifiche della corteccia cerebrale. Tale sistema, descritto come "del tutto non invasivo", avrebbe la straordinaria facoltà di permettere a persone sorde o cieche di ricevere suoni e immagini: la possibilità di trasmettere le informazioni sensoriali direttamente al cervello consentirebbe infatti di bypassare le funzionalità di occhi e timpani.

Essendo Sony uno dei più grandi colossi dei videogame, è però facile immaginare come fra le applicazioni di questa tecnologia un giorno vi potrebbero essere sistemi d'intrattenimento digitali capaci di ricreare odori, sapori e sensazioni tattili virtuali. Si aprirebbe così l'era dei videogiochi che, oltre a poter essere "visti", si possono assaporare, odorare e gustare.
In realtà le applicazioni per un apparato del genere, qualora fosse realizzato, sono potenzialmente illimitate: si pensi, ad esempio, alla possibilità di trasmettere via Internet o TV non più soltanto dati multimediali da riprodurre attraverso un elettrodomestico o un computer, ma informazioni sensoriali inviate al nostro cervello per mezzo di piccoli dispositivi ad ultrasuoni.

Per il momento, però, la tecnologia descritta da Dawson, e gelosamente custodita da Sony, si basa unicamente su concetti teorici: il suo inventore, infatti, non ha ancora avuto modo di testare sul campo il suo metodo.

"Non c'è ancora stata alcuna sperimentazione", ha spiegato Elizabeth Boukis, portavoce di Sony. "Questo brevetto è un'invenzione proiettata nel futuro. Si basa su un'ispirazione che un giorno potrebbe cambiare la direzione verso cui la tecnologia ci porta".

Niels Birbaumer, neuroscienziato presso l'Università tedesca di Tübingen, ha riferito a NewScientist.com di aver letto il brevetto di Sony e di averlo trovato "plausibile". Birbaumer stesso ha sviluppato un dispositivo che aiuta le persone disabili a comunicare leggendo le onde cerebrali. La strada, però, è lunga.
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