Paese che vai bolletta che trovi

Competitività? Gli oneri telefonici per le aziende nel mondo cambiano enormemente da paese a paese. L'Italia non brilla ma va molto peggio nel Regno Unito e in Sudafrica

Park Ridge (USA) - Le spese telefoniche e di connettività sono oneri obbligati per le imprese e l'americana Nus Consulting ha studiato le differenze tra paese e paese, a caccia di dati che possono anche spiegare diversità competitive. Nei 14 paesi passati al microscopio emergono differenze nelle tariffazioni che fanno riflettere.

Basti pensare che nel Regno Unito i costi sostenuti dalle aziende per le chiamate di telefonia mobile sono di 3 punti percentuali superiori rispetto a quelli italiani e da 4 a 6 punti sopra quelli statunitensi. Diverso il quadro in Europa per la telefonia fissa, dove è il Belgio a guadagnarsi la maglia nera mentre l'Italia se la cava piuttosto bene. A livello internazionale è il Sudafrica il paese dove le imprese si trovano a spendere di più per le chiamate da fisso.

A febbraio, secondo Nus Consulting, una telefonata di 3 minuti verso cellulare negli Stati Uniti costava almeno 21 centesimi di dollaro; la stessa telefonata costava invece 45 centesimi per le aziende italiane e tedesche, 59 centesimi per quelle francesi e oltre 100 centesimi per Sudafrica, Regno Unito e Australia. Una chiamata locale di 3 minuti costava invece 22 centesimi in Belgio, 12 nel Regno Unito, 7,7 in Italia e 6,3 negli Stati Uniti (ma questo dato, va detto, dipende essenzialmente dalla variabilità dei costi fissi mensili che le aziende sostengono nei vari Paesi in cui sono collocate).
Per ciò che riguarda l'Italia, nel 2004 il traffico voce di famiglie e aziende è stato controllato per il 70% da Telecom Italia, per l'11,5% da Wind, per l'8% da Tele2, per il 2,7% da Fastweb e per il 2,64% da Albacom.
TAG: mercato
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