Convegno/ Software libero a scuola

in Toscana

Roma - Si terrà ad Empoli il 19 aprile il convegno Software libero nella scuola organizzato dal Comune di Empoli, dal Circondario Empolese Valdelsa in collaborazione con il GOLEM, il Gruppo Operativo Linux Empoli, che è impegnato nel progetto già dal 2002.

L'incontro si prefigge di fare il punto della situazione sull'accordo firmato dall'amministrazione comunale di Empoli e tutte le scuole superiori presenti sul territorio comunale a un anno di distanza; di far incontrare tra loro docenti che hanno già lavorato con Linux in luoghi differenti (Bologna, Pontedera, Livorno, Empoli); di iniziare la redazione di un semplice documento di "buone pratiche" per la migrazione al Software Libero nella scuola e di fare il punto della situazione sul progetto "Empolibre - come migrare al Software Libero un intero distretto territoriale". A questo progetto oltre al GOLEM partecipa attivamente anche LiberSoft.

L'incontro si terrà al Cenacolo degli Agostiniani in via dei Neri, ad Empoli appunto, a partire dalle 10.
Ulteriori informazioni sono disponibili qui
9 Commenti alla Notizia Convegno/ Software libero a scuola
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  • A parte la scuola, è un'orrore (ed una violazione della concorrenza) che l'europa richieda di conoscere programmi proprietari per prendere la patente europea.

    http://ecdl.linux.it/

    Saluti, Marco Radossevich
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > A parte la scuola, è un'orrore (ed una violazione
    > della concorrenza) che l'europa richieda di
    > conoscere programmi proprietari per prendere la
    > patente europea.
    >
    > http://ecdl.linux.it/
    >
    > Saluti, Marco Radossevich

    Leggi PI di ieri...

    l'ECDL, quella che tu chiami 'patente europea' è un'invenzione bella e buona di qualche burocrate europeo che nessuno in europa prende sul serio, a parte i burocrati e certi selezionatori del personale in una certa penisoletta che noi conosciamo... che si beve tutto quello che contiene nel nome la parola Europa...

    Ah, lo sai per cosa sta la E di CEPU? Ti assicuro che in francia, germania, spagna, olanda, belgio, portogallo, austria, UK, polonia,ecc. non esiste niente del genere.
    non+autenticato

  • > l'ECDL, quella che tu chiami 'patente europea' è
    > un'invenzione bella e buona di qualche burocrate
    > europeo che nessuno in europa prende sul serio,


    peccato che l'Ass.Italiana per il Calcolo Automatico, (che cura l'ecdl) abbia stipulato accordi con quasi tutte le regioni italiane e che adesso l'ecdl valga pure come titolo riconoscito dallo Stato, con tanto di validità nei concorsi pubblici...
    Basta guardarsi i bollettini ufficiali delle varie Regioni.
    In Campania per esempio, l'accordo è avvenuto da più di un anno.
    Settore formazione professionale
    non+autenticato
  • E' vergognoso che l'intero sistema
    scolastico almeno fino alla secondaria
    e in certi casi anche oltre
    lavori per fare propaganda e formazione
    gratuita per i prodotti di un'azienda
    condannata per posizione monopolista
    E' vergognoso che si costringano i
    ragazzi a diventare poi clienti ms o,
    ancor peggio, visto i prezzi assurdi dei
    cd venduti dalla ms, a piratare sw, ovvero
    compiere reati penali

    E' altrettanto vergognoso, poi,
    che un'azienda che afferma di investire
    6 miliardi di dollari l'anno in ricerca finisca per
    mettere sul mercato cosi poca roba e di
    qualita cosi scadente (la piu scadente in questo
    momento sul mercato dei SO): apple, molto piu'
    piccola fa prodotti di gran lunga superiori,
    linux, senza neppure una struttura definita,
    è in grado di fare un nr imprecisato di cose che
    win si sogna

    Poiche' anche da un punto di vista
    didattico tale sw e' di gran lunga inferiore
    al c.d. sw libero, che tra l'altro non costa
    nulla, e permetterebbe quindi di insegnare
    informatica e non ciofeche, sarebbe ora
    che le cose cambiassero

    Siamo l'unico paese al mondo in cui win
    viene usato con percentuali bulgare: tutti
    cercano di migrare a sistemi piu aperti,
    economici e di qualita, in primis linux ma
    anche mac. I paesi civili del nord-europa stanno
    iniziando a usare queste alternative in maniera
    cospicua, ma noi, terzo mondo informatico
    destinato a competere con il burundi, ci sentiamo
    orgogliosi di essere schiavi del doc e ignoranti
    piu di tutti

    Abbiamo bisogno di sistemi aperti per comunicare
    con sicurezza, abbiamo bisogno di insegnarli ai
    ragazzi in modo che possano avere alternative
    ne abbiamo bisogno in quanto e' l'unica base
    possibile per costruire un'industria informatica
    europea indipendente, con tecnologie che non
    siano sotto il controllo altrui, per creare posti
    di lavoro e controllare un'industria strategica

    Chi pensa sia pero il caso che per l'eternita
    l'italia e l'europa rinuncino a dotarsi delle tecnologie
    piu importanti di questo momento, consegnando
    tutto il settore definitivamente a due-tre corporation
    e che i ns ingegneri stanno meglio nei call-center a
    rispondere alle loro stronzate del "clicco qui o clicco
    la", beh, forse e' il momento che, finalmente, si
    tolgano dai piedi e vadano a leccare i loro ballmer & c
    piu da vicino
    non+autenticato
  • Che palle.

    La scuola deve sempre sforzarsi di presentare il maggior numero possibile di sistemi, ambienti ed applicazioni, senza limitazioni ideologiche e senza preferenze. Nella mia carriera studentesca e poi professionale ho avuto la fortuna di venire a contatto e di imparare a programmare su decine di sistemi diversi, nell'epoca aurea della nascita dell'informatica, quando la "biodiversità" dei sistemi era massima e soprattutto assolutamente NORMALE.
    Z80, 6502, 6805, 8080 fino ai sistemi VAX 730/11, Bull, S/2 IBM, dal CP/M al SystemV e al mitico VMS: la differenza di piattaforme, di SO, di capacità _E'_ la normalità assoluta per chi ha imparato al momento giusto e nel modo giusto.

    Questo è l'unico approccio corretto per aprire la mente e garantire la flessibilità: la scuola di oggi non può non tenerne conto.

    A questo punto il mondo commerciale farà quel che vuole per farsi giustamente pubblicità anche nelle scuole, quelli che non si fanno pagare hanno solamente bisogno di sensibilizzare gli operatori e fare informazione CORRETTA. Questo tipo di formazione e informazione dovrebbe spettare ai ministeri, che possono e devono essere sensibilizzati in questa direzione direttamente dai loro elettori e dai politici locali di riferimento.

    La completezza del panorama è il valore didattico IN ASSOLUTO più importante, e permette di insegnare ai giovani intanto cos'è la vera integrazione dei sistemi nella pratica, ed inoltre come devono orientarsi in un panorama sempre più mutevole e come fare un domani valutazioni e scelte INGEGNERISTICAMENTE sensate per mettere la piattaforma giusta al posto giusto nel momento giusto, scelte assolutamente non basate sulle viscere o sull'ideologia o sul portafogli.

    Di certo non si deve permettere che banali motivi economici o politici determinimo una scelta forzata in una sola direzione. Le monomanie, di qualsiasi tipo, sono il MALE ASSOLUTO e stanno alla base di ogni dittatura, politica quanto ideologica.

    Fantasma
    non+autenticato
  • Leggo "Nessun accenno è fatto alle diffusissime licenze di software libero, che al contrario delle precedenti garantiscono agli utenti importanti libertà, fra cui quella di copia, di studio e di modifica del prodotto software."

    Come fate a dire che, qualsiasi file di testo scritto non si sa da chi, non si sa come, è una licenza che deve essere insegnata addirittura a scuola?

    Se un'azienda open subisce un torto, dovrà portare in tribunale l'azienda che la sta danneggiando, non con la licenza ( una manciata di byte anonimi senza neanche la firma elettronica ), ma con le prove che ciò sia successo.

    ( E la vedo dura ottener ragione se si ha reso il proprio codice di pubblico dominio )

    Ma come fate a ritenere un concetto come quello della GPL una licenza? la definizione del software libero ( http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html ) afferma che tutti possono usare un programma, farci quello che pare, deve essere distribuito in formato sorgente e chiunque deve poter redistribuire e modificare il sorgente.

    Ok abbiamo così eliminato il programmatore, i professionisti, le software house, etc, ma la GPL che si ispira al sw libero che fa? dice di tutelare il diritto d'autore e per il resto? Niente! Hai lavorato per produrre un software e non te lo pagano perché se lo copiano? Arrangiati.

    Ma dove vivete? Su Plutone? Ma che licenza è? E' l'anarchia.

    Leggo anche: "Queste libertà corrispondono alla libertà di parola e di pensiero e sono a fondamento dello scambio della conoscenza."

    Da quando in qua, il segreto industriale si scontra con la libertà di parola e di pensiero? Non siamo mica in America dove in nome del primo emendamento tutto è concesso.

    Come se non bastasse leggo anche: "La preghiamo pertanto, Signor Ministro, di voler vigilare affinché nella scuola pubblica italiana le lezioni contro la pirateria del software svolte dalla BSA in collaborazione con il MIUR siano scientificamente e giuridicamente corrette e non si riducano a mera propaganda del software proprietario, dequalificando la scuola stessa."

    Per quanto riguarda l'aspetto giuridico vedasi sopra.

    Per quanto riguarda l'aspetto scientifico io sì che inserirei il cosiddetto "software libero" nelle ore di Matematica o Filosofia, quando si studia la logica, come ottimo esempio di PARADOSSO.

    Dato che il paradosso del mentitore di Creta è scontato, possiamo usare il paradosso del "software libero" che, essendo di moda, avrà più mordente tra i ragazzi.

    A Creta c'era un signore che diceva "Io Mento", ma questo signore era paradossale perché contemporaneamente è vero che mente ed è vero che è sincero.

    Lo so, pensare costa tempo e fatica e non permette di accettare il "software libero", ma ci vuole uno sforzo, allora, per vedere che il mentitore di creta è paradossale è semplice.

    "Io mento" o è vero o non è vero.

    Se è vero che mente allora sta dicendo una bugia.
    Se sta dicendo una bugia allora non è vero che mente ma sta dicendo la verità.

    Non ha senso, non può essere contemporaneamente sincero e mentire, è un paradosso.

    Idem per il software libero:

    Se il "software libero" fosse davvero Libero allora dovrebbe essere libero da vincoli, ma ciò non è vero perché ce ne sono ben 4 ( vedi link sopra), quindi non è Libero ( In Dobloni: se fosse davvero Libero allora potrebbe fissarsi un prezzo da pagare per il suo utilizzo, ma ciò non è possibile perché contraddice il punto zero che sancisce libertà di esecuzione )

    Viceversa: se il "software libero" non fosse, in realtà Libero, allora, avrebbe vincoli, e così è quindi sarebbe "libero".

    E' quindi contemporaneamente libero e non libero, quindi "software libero" è un paradosso.

    Che fatica riflettere! vero? ehhh sii... gli SLOGAN sono più facili.

    Eccovi dato un'esempio "scientificamente corretto" della definizione del cosiddetto "software libero".

    Và, dato che lo fanno tutti, scriverò anch'io una lettera al ministro:

    La prego pertanto, Signor Ministro, di voler vigilare affinché nella scuola pubblica italiana le lezioni contro la pirateria del software siano scientificamente e giuridicamente corrette e non si riducano a mera propaganda del SOFTWARE LIBERO, dequalificando la scuola stessa.

    I miei ossequi.

    Libero Liberi
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Come fate a dire che, qualsiasi file di testo
    > scritto non si sa da chi, non si sa come, è una
    > licenza che deve essere insegnata addirittura a
    > scuola?

    Cielo, ma questa è apostasia ! Quello che tu chiami "un qualsiasi file di testo scritto non si sa da chi" è nientemeno che l'ipostatizzazione elettronica della Parola del Profeta Stallman, e naturalmente tutti devono sapere chi è !

    Come puoi ignorare il fondamentale Dogma informatico ? I profeti del Software Libero sono detentori unici della Verità e unti di superiorità etica, estetica, morale e politica.

    > Se un'azienda open subisce un torto, dovrà
    > portare in tribunale l'azienda che la sta
    > danneggiando, non con la licenza (una
    > manciata di byte anonimi senza neanche la
    > firma elettronica), ma con le prove che ciò sia
    > successo.

    E la vedo MOLTO ardua tirar fuori le prove che 10 o 20 kLOC scritti da Caio Sempronio sono andati a finire nel corpus di un mastodonte da 1 MLOC, specialmente se è codice ordinario, ovvero TRASPARENTE all'utente, e non riguarda specificamente il look&feel della UI o un protocollo particolarissimo, talmente particolare e specifico da essere immediatamente riconoscibile "ad occhio".
    La GPL può forse proteggere il cane sciolto che ha scritto un'applicazione completa a sè stante, e un bel giorno se la vede sottrarre di peso da qualche softwarehouse di taglia media che la piglia e la rivende sul web così com'è. Ma sono casi rarissimi di sfacciataggine e ottusità da manager bolsi. In altri casi la "protezione" offerta da una qualsiasi licenza è solo pia illusione.

    Chi lascia il suo codice in giro deve semplicemente accettare l'idea che non potrà MAI controllarne la diffusione e la paternità, come fanno le persone di buon senso che rilasciano il loro programmini al public domain o in freeware, amen.

    Aggiungerei anche che nel 90% dei paesi del "terzo" mondo, dove non esiste accoglimento dei diritti umani e fanno già fatica a perseguire omicidi e stragi, le licenze software in genere sono carta straccia in tribunale ed un'idea ridicola in sè. La GPL ha qualche speranza di funzionare nei paesi anglosassoni, per i quali è stata studiata appositamente e scritta nella lingua klingoniana tipica degli avvocati USA, ma altrove è meno di una manciata di bytes, come giustamente scrivi tu.

    > Da quando in qua, il segreto industriale si
    > scontra con la libertà di parola e di pensiero?
    > Non siamo mica in America dove in nome del
    > primo emendamento tutto è concesso.

    Lo scambio di sorgenti non corrisponde in alcun modo alla libertà di parola. Le idee stanno negli ALGORITMI, non nelle implementazioni. La libertà di conoscenza è la libera circolazione degli algoritmi, nei libri di testo e nelle pubblicazioni scientifiche, full stop.
    I sorgenti altrui servono a chi non sa per prendere spunto per soluzioni locali a problemini contingenti (idiomi, efficienza, microottimizzazioni): è un altro tipo di conoscenza, roba applicativa e ingegneristica, di livello inferiore rispetto all'algoritmo (che è SCIENZA). I professionisti usano da sempre sorgenti di terze parti (frameworks, librerie o snippets dal public domain), anche pesantemente rimaneggiati per adattarli ai coding standards interni, per sveltire alcune parti dell'implementazione, ma questo non sostituisce il loro lavoro nè viene venerato come "scambio di conoscenza" dalla centralità insostituibile.

    Se ci sono sti sorgenti (e ci sono sempre stati, i sorgenti necessari agli sviluppatori - a pagamento o meno - girano da sempre e non li ha certo inventati Stallman), ben vengano, ma non la facciano tanto lunga a menare l'aquilone con queste pretese di alati principi: uno scambio di sorgenti è uno scambio di sorgenti, sui quali peraltro non vi à alcuna garanzia funzionale, punto e basta. Non è "scienza", non è "Conoscenza", è solo pratica applicativa complementare, un esempio più o meno funzionante di "come" mettere in pratica certi algoritmi e certe strutture dati, o i criteri di progettazione di una libreria.

    PS Ripassa un po' meglio il paradosso di Epimenide. Per il resto, hai espresso considerazioni sensate e condivisibili.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Leggo "Nessun accenno è fatto alle diffusissime
    > licenze di software libero, che al contrario
    > delle precedenti garantiscono agli utenti
    > importanti libertà, fra cui quella di copia, di
    > studio e di modifica del prodotto software."
    >
    > Come fate a dire che, qualsiasi file di testo
    > scritto non si sa da chi, non si sa come, è una
    > licenza che deve essere insegnata addirittura a
    > scuola?
    >
    > Se un'azienda open subisce un torto, dovrà
    > portare in tribunale l'azienda che la sta
    > danneggiando, non con la licenza ( una manciata
    > di byte anonimi senza neanche la firma
    > elettronica ), ma con le prove che ciò sia
    > successo.
    >
    > ( E la vedo dura ottener ragione se si ha reso il
    > proprio codice di pubblico dominio )
    >
    > Ma come fate a ritenere un concetto come quello
    > della GPL una licenza? la definizione del
    > software libero (
    > http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html )
    > afferma che tutti possono usare un programma,
    > farci quello che pare, deve essere distribuito in
    > formato sorgente e chiunque deve poter
    > redistribuire e modificare il sorgente.
    >
    > Ok abbiamo così eliminato il programmatore, i
    > professionisti, le software house, etc, ma la GPL
    > che si ispira al sw libero che fa? dice di
    > tutelare il diritto d'autore e per il resto?
    > Niente! Hai lavorato per produrre un software e
    > non te lo pagano perché se lo copiano?
    > Arrangiati.
    >
    > Ma dove vivete? Su Plutone? Ma che licenza è? E'
    > l'anarchia.
    >
    > Leggo anche: "Queste libertà corrispondono alla
    > libertà di parola e di pensiero e sono a
    > fondamento dello scambio della conoscenza."
    >
    > Da quando in qua, il segreto industriale si
    > scontra con la libertà di parola e di pensiero?
    > Non siamo mica in America dove in nome del primo
    > emendamento tutto è concesso.
    >
    > Come se non bastasse leggo anche: "La preghiamo
    > pertanto, Signor Ministro, di voler vigilare
    > affinché nella scuola pubblica italiana le
    > lezioni contro la pirateria del software svolte
    > dalla BSA in collaborazione con il MIUR siano
    > scientificamente e giuridicamente corrette e non
    > si riducano a mera propaganda del software
    > proprietario, dequalificando la scuola stessa."
    >
    > Per quanto riguarda l'aspetto giuridico vedasi
    > sopra.
    >
    > Per quanto riguarda l'aspetto scientifico io sì
    > che inserirei il cosiddetto "software libero"
    > nelle ore di Matematica o Filosofia, quando si
    > studia la logica, come ottimo esempio di
    > PARADOSSO.
    >
    > Dato che il paradosso del mentitore di Creta è
    > scontato, possiamo usare il paradosso del
    > "software libero" che, essendo di moda, avrà più
    > mordente tra i ragazzi.
    >
    > A Creta c'era un signore che diceva "Io Mento",
    > ma questo signore era paradossale perché
    > contemporaneamente è vero che mente ed è vero che
    > è sincero.
    >
    > Lo so, pensare costa tempo e fatica e non
    > permette di accettare il "software libero", ma ci
    > vuole uno sforzo, allora, per vedere che il
    > mentitore di creta è paradossale è semplice.
    >
    > "Io mento" o è vero o non è vero.
    >
    > Se è vero che mente allora sta dicendo una bugia.
    > Se sta dicendo una bugia allora non è vero che
    > mente ma sta dicendo la verità.
    >
    > Non ha senso, non può essere contemporaneamente
    > sincero e mentire, è un paradosso.
    >
    > Idem per il software libero:
    >
    > Se il "software libero" fosse davvero Libero
    > allora dovrebbe essere libero da vincoli, ma ciò
    > non è vero perché ce ne sono ben 4 ( vedi link
    > sopra), quindi non è Libero ( In Dobloni: se
    > fosse davvero Libero allora potrebbe fissarsi un
    > prezzo da pagare per il suo utilizzo, ma ciò non
    > è possibile perché contraddice il punto zero che
    > sancisce libertà di esecuzione )
    >
    > Viceversa: se il "software libero" non fosse, in
    > realtà Libero, allora, avrebbe vincoli, e così è
    > quindi sarebbe "libero".
    >
    > E' quindi contemporaneamente libero e non libero,
    > quindi "software libero" è un paradosso.
    >
    > Che fatica riflettere! vero? ehhh sii... gli
    > SLOGAN sono più facili.
    >
    > Eccovi dato un'esempio "scientificamente
    > corretto" della definizione del cosiddetto
    > "software libero".
    >
    > Và, dato che lo fanno tutti, scriverò anch'io una
    > lettera al ministro:
    >
    > La prego pertanto, Signor Ministro, di voler
    > vigilare affinché nella scuola pubblica italiana
    > le lezioni contro la pirateria del software siano
    > scientificamente e giuridicamente corrette e non
    > si riducano a mera propaganda del SOFTWARE
    > LIBERO, dequalificando la scuola stessa.
    >
    > I miei ossequi.
    >
    > Libero Liberi

    Hai provato con un Maalox ? E' un toccasana per gastriti, ulcere e rodimenti interiori vari...
    non+autenticato
  • Come da titolo, ottima iniziativa (abito in zona Empoli), speriamo che non sia anche l'ultima!


    ops,sento già puzza di troll winzozziani...
    non+autenticato